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l’arma dei carabinieri non sia bachettona

Posted by vaiattila su 7 marzo 2011

Pochi giorni fa è comparsa la notizia di una presunta violenza subita da una giovane donna in stato di fermo in una caserma dei carabinieri di Roma.

Da un lato la donna che accusa di aver subito una violenza di gruppo da parte dei carabinieri che l’avevano “fermata per un furto” dall’altra i carabinieri che si difendono dicendo che la donna era consenziente.

l’Arma è intervenuta con durezza prima trasferendo poi sospendendo i carabinieri autori della presunta violenza.

Ora, alla luce della attuale morale dominante, mi pare giusto dissentire dal provvedimento preso dall’arma che mi sembra eccessivamente moralista.

In primo luogo la donna presunta offesa era libera in quanto esiste la presunzione di innocenza. Fino a che non sarà condannata nei tre gradi di giudizio la donna deve essere considerata innocente. Se innocente non  può, ovviamente, accusare nessuno di averle condizionato la libertà. Si è mai visto che una “democrezia” tolga la libertà ad una persona innocente?

A questo punto una donna può, se consenziente, avere un rapporto con uno o più carabinieri? Se consenziente, ovviamente, una donna è libera e poi la donna in questione non è nemmeno minorenne…

C’è anche da dire che la donna non poteva che essere consenziente perchè lei è una cittadina e la sua parola vale per quello che è… ma  la sua versione dei fatti contrasta con quella di quattro, dicasi quattro pubblici ufficiali… ora si sa che tra un pubblico ufficiale e un privato cittadino la versione del pubblico ufficiale è ben più pesante…. ma quella di ben quattro pubblici ufficiali concordi nel raccontare i fatti è  verità rivelata.

dunque,  perchè tanto clamore?

Ma tutto questo è avvenuto dentro una caserma! tuonano i bachettono di turno. E allora? Un carabiniere nel privato della sua caserma può fare quello che vuole.. Che stiamo a guardare dentro il buco della serratura?!!! Ma, si dirà, una caserma è un pubblico ufficio. E allora? la cosa gode di noti e gustosi precedenti… ma il problema è l’occhio di chi guarda che è pericolosamente moralista….

intervistato in proposito, l’esimio dirigente statale, asceso al ruolo di sommo tuttologo della morale ecumenica del governo, prof. dott. Vittorio Sgarbi, ha intonato il suo mantra: libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà

Mentre finalmente si è capito a cosa alludesse alcuni giorni fa il capo del governo italiano quando affermava che se non gli fosse toccato in sorte il destino di essere il più grande imprenditore del mondo, avrebbe voluto fare il carabiniere….

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non siano pronti per la libertà

Posted by vaiattila su 15 dicembre 2009

il punto è che siamo assediati:

Una vasta cospirazione sta ordendo una sovversione della volontà popolare che passa attraverso un disegno  di stampo psico labile. Gente in cura. Grandi vecchi stanno tessendo trame che sono imperscrutabili alle intelligenze fulgide e solo chi osa complottare nelle parti grigie della società può a malapena intravedere.

Tutto ruota stramenamente attorno alla figura del vecchio grande presidente, che è appunto vecchio, è di matrice comunista, è abbastanza furbo da sembrare  anche abbastanza di destra, ma nello stesso tempo si è formato anche grazie alla vicinanza con centrali di controllo di massa.

Poi ci stanno forze ex cattoliche, oramai messe al bando e in odore di scisma. Donne più belle che intelligenti… ma anche ex magistrati giustizialisti…tutto questo si mescola in una sorta di girone infernale dove nulla può definirsi per quello che sembra: maschi che frequentano trans, donne che usano linguaggi buoni per il campo di battaglia, manifestazioni che inneggiano ad uno giustizia che non può essere giusta, oppure che auspicano processi che sono palesemente contro il diritto naturale.

Il caos, l’anticristo, la rete!

 LA rete! dove chiunque può scrivere morte milan e viva inter, ma anche peggio. Un luogo dove anche un cretino può dire la sua. E’ chiaro che tutto questo nascande un limite pazzesco.

cioè fino a dove si può spingere la democrazia e la libertà di parola e di opinione?

Parliamoci chiaro:  gli insulti della sinistra non sono come quelli della destra. LA destra è bonaria, anche quando parla di pallottole, di coglioni che votano a sinistra o di scissioni, di mitragliamento di negri o che altro, lo fa sempre con un certo distacco, un certo gusto che ben si vede che è un ammiccamento furbo, uno sparare alto per il solo gusto di esagerare… anche quando la destra uccide o picchia gay o diversi lo fa sempre con un qualsosa di lieve e di liberale.

La sinistra, invece, è pedante e porta con sè una vena di drammaticità. Se uno psico labiele di sinistra colpisce, lo fa con durezza, se fa una manifestazione è per inneggiare alla galere, se sceglie un colore ne sceglie uno che implica in sè la sovversione. “Viola”  se parla, parla male e non è quasi mai democratico.

Nel caso del tentato assassionio  di Berlusconi, per esempio, tutti quelli di sinistra( a parte due)  hanno detto che loro sono contro la violenza… Come se fare un discorso generico fosse sufficiente…. essere contro la violenza non vuol dire assolutamente nulla… Una persona di sinistra che si rende conto di quello che effettivamente è successo dovrebbe chiaramente dire di sentirsi corresponsabile e dovrebbe con altrettanta sincerità autoaccusarsi di essere lui il mandante, assieme ad altri suoi amici (se si pente veramente deve anche fare  dieci nomi di amici coinvolti nello cospirazione, se si tratta di amici “normali”,  oppure cinque nomi di psico labili, oppure anche solo tre nomi se però si tratta di magistrati) .

Poi, uno di sinistra, dovrebbe autosospendersi dall’esercizio dei diritti civili e in particolare dovrebbe autoimporsi l’obbligo del silenzio.

Silenzio ed espiazione.Questo deve essere il motto della sinistra e forse le prossime elezioni perderemo un po’ meno …..

salve, maledetti!

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