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la valutazione dei dirigenti

Posted by vaiattila su 9 settembre 2008

Il nostro ministro Brunetta (che come abbiamo visto esiste in forma fisica, ma ha anche una serie di alias tra i quali il divino Otelma) ritiene di dover premiare in qualche modo (ha detto, mi pare, anche la parola “consistente”) i gruppi di dipendenti che esprimono l’eccellenza della pubblica amministrazione. Come dice il sito del ministero della funzione pubblica illustrando in ben 10 dico dieci slide il percorso della seconda fase, esistono dei casi dove professionalità, innovazione e coraggio hanno permesso di sperimentare nuove soluzioni tese a ridurre i costi migliorare le eccetera eccetera…

Alla slide 7 che illustra con dovizia di particolari ( lo stile è un burocratese moderno ) si afferma “i casi già raccolti dimostrano che vi sono molte amministrazioni che funzionano bene che migliorano le loro performance e che producono risultati importanti”. Leggo questo e torno al mio precedente post dove ho parlato del sistema di valutazione di Napoli e Venezia. Insomma, non è che ci fossero molti elementi per poter effettivamente entrare nel merito della questione. Parole, frasi, opinioni e progetti… sistemi concreti zero. Ho capito che la dirigenza si giudica sul miglioramento, ma non ho capito cosa sia il miglioramento e come lo si pesa… i costi so che si devono ridurre, ma non esiste mai una analisi dei costi e non si ha mai un prima e un dopo..i benefici sono evidenti e sono davanti agli occhi di tutti al punto che diventa inutile valutarli. E’ un assioma che la qualità migliora, è lapalissiano il risultato.

Non conosco l’amministrazione napoletana. L’idea che me ne sono fatto, però, non è quella di una amministrazione che funziona benissimo. Quella veneziana, invece, la conosco meglio perchè ho spesso a che fare con questa città e a Venezia e Mestre ho molti amici.

Parlando e sparlando dell’eccellente progetto sulla valutazione della dirigenza che il comune di venezia ha messo in piedi si imparano tante cose. La prima è che Brunetta ed io non frequentiamo le stesse persone e le informazioni che abbiamo su questo progetto sono piuttosto difformi.

La cosa che molti mi segnalano è che il progetto viene attribuito al Direttore Generale del Comune di Venezia che è Vincenzo Sabato. I miei conoscenti ne parlano come di una sorta di dinosauro, pare sia in comune dalla seconda metà degli anni 70, assunto, per chiamata, come dirigente. Mi dicono non sia una persona brillante, non sia un grande conversatore ne un grande oratore, ma appartiene alla categoria degli autoreferenziali. Se c’è uno che sa, che ha detto, che ha capito, quello è lui. Non ha mai deciso nulla, e non si è mai fatto un nemico. Questo gli ha consentito di navigare sempre nei piani alti del Comune di Venezia fino a raggiugere l’apice della gerarchia dirigenziale. Su un blog ho trovato che il suo stipendo assomma a 170.000 euro annui e giustamente meriterà un ulteriore premio da parte del ministero.

Come sempre accade sicuramente il sistema di valutazione della Dirigenza messo in piedi da Sabato ci dirà che le sue performace professionali sono al top, così come lo saranno quelle dei dirigenti apicali.

Mi spiego.  La dirigenza non è uniforme e non è unica. Così avrebbe voluto la legge, ma la burocrazia e i contratti nazionali sono riusciti a creare una serie di classi all’interno della dirigenza per cui esitono di fatto sistemi di “diritti acquisiti” per cui un dirigente apicale sempre apicale resta. E fatalità i suoi risultati comunque saranno sempre ottimi e i suoi obiettivi sempre perseguiti.

Il comune di Venezia è quello stesso comune che ha costruito il ponte di Calatrava (ponte che a me piace) la cui vicenda amministrativa è assolutamente scandalosa. La stessa Autorità di vigilanza sui lavori pubblici ha fatto una analisi impietosa  degli errori amministrativi commesi in questa vicenza ( ne parlo in un post dal titolo “ma allora la responsabilità esiste!”) Non vorrei sbagliarmi, ma sospetto che tutta la dirigenza coinvolta nell’attività di realizzazione del ponte ( appalti, lavori pubblici, programmazione e controllo ecc) sono valutati molto bene, tant’è che stanno agli apici da sempre e nessuno ha pensato, meno che mai il sistema di valutazione dei dirigenti, di attribuirli ad incarichi dirigenziali meno remunerati. Ma questo anche perchè il  valoroso e coraggioso Direttore Generale del comune di Venezia procede con una “strategia a piccoli passi” che, come abbiamo visto, è quella sempre vincente nella pubblica amministrazione.

Come al solito Brunetta premierà i migliori e i migliori sono sempre gli stessi da almeno trent’anni… e i risultati sono assolutamente evidenti: abbiamo una grande pubblica amministrazione!

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le eccellenze

Posted by vaiattila su 8 settembre 2008

Interessante queste prime eccellenze che il Ministro Brunetta individua nell’amministrazione.

Intanto il criterio. Assolutamente scientifico. Si vede che Brunetta è un economista di valore. Costi e benefici sono valutati secondo parametri piuttosto severi.

I costi. In alcuni casi l’analisi si spinge fino alla pedanteria. Così apprendiamo che … beh, non si parla di costi. Se è per quello non si parla nemmeno di benefici.  Si deve intuire che ci sono, altrimenti i casi di eccellenza non sarebbero tali.

Comincio a spazientirmi a guardare le varie schede riportate dal Ministro. Alcuni casi possono essere anche interessanti, ma sono per lo più quei casi legati al lavoro minuzioso di alcune persone che hanno perseguito un proprio obiettivo marginale rispetto alla amministrazione e probabilmente sono riusciti a portarlo a termine perchè nessuno si occupato di loro. Così deve essere stato per l’informahandicap di Venezia o per il punto clienti sordi dell’Inps. Cose interessanti, molto particolari che sarebbe giusto e bene allargare a tutte le amministrazioni. Che però non entrano nel cuore delle attività della PA.

Per i comuni sono individuati due casi di eccellenza che riguardano i controlli sulla  gestione e la valutazione della dirigenza. In termini “strategici” si tratta di uno dei punti di forza del discorso di Brunetta sulla riforma della pubblica amministrazione (A Matrix Renato aveva detto che sul punto era del tutto d’accordo con Ichino che anzi questi collaborava con lui… mi dicono che questo non è assolutamente vero.)

Il dirigente, nella pubblica amministrazione è il soggetto che deve gestire le attività. Ossia spetta alla dirigenza acquistare, vendere, fare i contratti, gestire gli appalti, procedere alle assunzioni ecc. Ogni compito che implica una spesa e una attività concreta è fatto sotto la piena e completa responsabitità di un dirigente. Ogni atto che impegna l’amministrazione o che autorizza una attività ( come ad esempio i permessi a costruire) o che implica un controllo ( leggi ad esempio la repressione dell’abusivismo edilizio) è un compito espressamente demandato al dirigente. La valutazione, quindi del comportamento del dirigente è un criterio giudicato fondamentale.

Il paragone usuale è fatto con l’impresa privata: se una azienda funziona bene e produce grandi utili, il merito va attribuito alla dirigenza ( ed in particolare all’amministratore delegato o al direttore generale secondo le diverse organizzazioni aziendali) se invece le cose vanno male i primi a pagare sono i dirigenti dell’azienda (in Italia spesso non funziona così nemmeno nel privato… comunque questo dovrebbe essere l’andamento). L’idea è quella di fare sì che così funzioni anche la Pubblica amministrazione.

La valutazione della dirigenza è un criterio prioritario e strategico della pubblica amministrazione.

Stando all’elenco di Brunetta due amministrazioni meritano la segnalazione di eccellenza a questo riguardo e sono i comuni di Napoli e di Venezia.

Il Comune di Napoli si distingue per il Sisval: sistema di valutazione delle prestazioni dirigienziali.

Nella breve descrizione si apprende che il comune di Napoli sta lavorando dal 2003 per creare un sistema di valutazione. Il modello si articola su alcuni elementi di diversificazione delle funzioni dirigenziali. L’obiettivo finale è la “misurazione del miglioramento della performance come percepita dai cittadini utenti dei servizi in base alla definizione di obiettivi di miglioramento della qualità erogata..” Virgoletto la cosa perchè mi sembra un concetto tautologico del tipo “misuriamo la qualità sulla base della qualità” Vorrei saperne di più e clicco il relativo link. Mi appare un video dove un signore parla ma non capisco letteralmente niente perchè la qualità del video è pessima. Peccato. Avrei voluto saperne di più e quelle immagine sfocate e il rumore pesante del sottofondo mi danno l’idea di una grande approssimazione. Come utente vorrei un po’ di rispetto.

Passo al comune di Venezia. dove “da qualche tempo” è stata avviata una strategia “a piccoli passi” per verificare la cinghia di trasmissione fra la politica e l’azione amministrativa. Da un lato si affronta la gestione ordinaria attraverso la verifica della programmazione annuale del PEG dalla altro si cerca di rendere espliciti gli obiettivi di ” investimento” del programma del sindaco e si traducono questi in obiettivi attribuiti ad ogni singolo dirigente e poi valutati da un Nucleo di Valutazione…Tutto questo è controllabile dai cittadini che hanno accesso al “cruscotto obiettivi”. Vado a vedere il cruscotto obiettivi sul sito del comune di Venezia. Ovviamente non lo trovo. Trovo invece la relazione del cruscotto obiettivi a consuntivo del 2007, E’ un malloppo di 290 pagine circa in formato pdf. Me lo sfoglio ed ho la sensazione di essere preso in giro.

Gli obiettivi hanno questo tono: migliorare la viabilità tra la statale 22 e l’asse viario di Carpenedo.

realizzare il tram di mestre che dovrebbe essere molto bello

sviluppare l’area pedonale

ampliare le piste ciclabili

ridurre il traffico su gomme

aumentare le vie di comunicazione urbane

aumentare i pulman

abbattere l’inquinamento

ridurre le giornate di nebbia specie in autunno

favorire le giornate di sole

Passiamo alla parte economica: Un lungo elenco di attività: tipo realizzazione del tratto di pista ciclabile tra via del manubrio e passo sella, Responsabile del procedimento Bartali. spesa prevista 1000 stato avanzamento progetto esecutivo in corso di approvazione.

Basta. non ho altri elementi. Rileggo sempre più perplesso perchè mi sembrano dati del tutto inisignificanti e incomprensibili. Poi, alla terza rilettura, capisco: si tratta “di una strategia a piccoli passi” .

Così il divini Otelma ( che deve essere un altro alias di Brunetta) ha trovato l’eccellenza.

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