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tram di mestre: un grande progetto per una grande città.. alla faccia!

Posted by vaiattila su 8 febbraio 2010

Ieri giornata di festa per il tram di Mestre. Passerella di politici. Trionfo di slogan: Mestre centro del nord-est, Mestre città d’Europa, piste ciclabili, ecologia, risparmio…. Allargare la rete, allargare la rete, presto! altri finanziamenti…

Sindaco, ma i 161 milioni di euro del vecchio finanziamento dovevano collegare anche il Centro Storico? a che punto siamo?

Sindaco? ma hai mai provato a fare le piste ciclabili di Mestre… magari prova a fare via Ca’Rossa e via San Donà… forse sono io che non so andare in bici… forse .

Soldi e progetto. Non entro nel merito della scelte politiche che possono essere condivisibili o meno. Sono comunque scelte che spettano alla politica. Ma si può sapere chi ha progettato quelle piste ciclabili? sono in sicurezza? e in sicurezza rispetto a cosa?

E chi ha completamente sbagliato il progetto non prevedendo il rifacimento dei sottoservizi?

E chi ha approvato il progetto senza che esista uno straccio di progetto definitivo del collegamento Mestre Venezia ? (questa si che è stata una scelta politica… contro precise norme di legge…)o del sottopasso della ferrovia?

Siamo alle solite. Una pessima gestione amministrativa. Possibile che sia ancora così e che tutti facciano assolutamente finta di nulla?

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il tram di Mestre e il SIN

Posted by vaiattila su 18 novembre 2009

Che cosa è il SIN? Sito di Interesse Nazionale. Cosa c’entra il SIN con il tram di mestre?

il Sin delimita un area particolare che la legge sottopone a particolari tutele ed obblighi… è talmente particolare che nessuno può scavare, portare via terra o fare un qualsiasi lavoro, senza passare prima sotto il giogo di una conferenza di servizio nazionale che analizza il progetto e pone ed impone condizioni. Se niente niente non ottemperi a queste disposizioni rischi incriminazioni da sballo… Tutto questo vale per chiunque ad eccezione che per il Comune di Venezia che realizza il tram di Mestre fregandosene amabilmente di qualsiasi norma… così il tram di mestre, che è un opera secondo me ormai priva di finanziamento oppure che è stata finanziata senza modificare il quadro economico e senza fare alcuna nuova gara d’appalto, continua nella sua folle corsa accumulando comportamenti illeciti sempre più pesanti.

Oggi ho incrociato viale San Marco ed ho intravisto lavori …. che quasi sicuramente non sono mai stati autorizzati dal Ministro dell’Ambiente…

ma chi se ne frega! e vai così…

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il finanziamento del tram di Mestre

Posted by vaiattila su 12 novembre 2009

Forse il tram di Mestre era necessario. Forse sarà la soluzione ad una infinità di problemi di viabilità. Forse.

Magari esistevano anche altre alternative, Magari c’erano altre tecnologie o altre logiche.
Sicuramente. Ma la politica decide sulla base di elementi che sono spesso incomprensibili alla logica e alla capacità mentale dei poveri sudditi che non sanno e non capiscono, ma soprattutto non devono capire.

Viviamo in un mondo del tutto schizofrenico. Conosco persone che stanno in stampelle da mesi a causa del tram. Mestre ha nel percorso ciclo pedonale dei veri trabocchetti dove anche il ciclista più esperto rischia di cadere. Ci sono strettoie e passaggi dove andare in bicicletta è assolutamente pericoloso senza se e senza ma. Alla fine le scelte non potranno essere che quelle di interdire alle biciclette alcuni percorsi. Ma per accorgersi di questo saranno necessari tante altre vittime perchè, per il momento tutti stanno là a guardare sperando che non accada il peggio…

Se in un luogo di lavoro ci fossero tanti “incidenti” quanti se ne registrano sulle rotaie del tram, sicuramente e giustamente il datore di lavori si troverebbe in guai seri… non così, per ora, avviene la pubblica amministrazione.

Poi qualcuno pagherà. I cittadini per primi, specie quelli che per conclamata “imperizia ed incapacità” avranno il guaio di qualche caduta.

Intanto parliamo di soldi.

Non ho alcuna informazione di prima mano. Navigo semplicemente tra le pagine pubblicate dal sito di PMV (società del comune di Venezia che gestisce la mobilità) e i resoconti pubblicati dal sito del Comune di Venezia.

Dice il presidente di PMV dott. Stifanelli sul sito… il quadro economico è immutato.

Il quadro economico delle opere è pubblicato sul sito http://www.tramdimestre.it e dice, tra l’altro, che le spese per i sottoservizi ammontano a 14 milioni.

La spesa totale per la costruzione del tram ammonta a 163,6 milioni di euro.

Ma così non è. Siamo di fronte ad uno di quei colpi di genio della pubblica amministrazione.

Mi rifaccio alla seduta della 4^ commissione consiliare del Consglio conunale di Venezia del lontano 21 settembre 2006.

Il verbale riporta che l’Assessore alla mobilità Mingardi premette che il progetto del tram risale al 1997, poi, riporta testualmente il verbale::

“Da ciò ne consegue la necessità di spostare i sottoservizi dove passa il tram. Una legge dello Stato prevede di sostituire le tubazioni dell’acqua in cemento/amianto e, dove sono presenti queste tipologie di tubazioni, durante i lavori per il passaggio del tram, si provvede a sostituirle. Mingardi dice che il dott. Stifanelli (PMV) spiegherà cosa comporta anche lo spostamento delle altre linee (sottoservizi). Tutte queste operazioni aggiuntive (spostamenti, ripristino dei sottoservizi) hanno imposto di rivedere i costi. Si è approvato il progetto esecutivo, e rivisto il quadro economico”

Come rivedere i costi, assessore?

Vorrebbe dire che nel progetto, dove si prevede la costruzione di una piattaforma di cemento armato molto pesante non si è previsto di rifere i sottoservizi? MA il progetto prevede, stando a quanto pubblicato dal sito del PMV ben 14 milioni per i sottoservizi…

La formulazione è ambigua. Al momendo di redigere il progetto non si sapeva che le linee dell’acquedotto in cemento aminato dovevano essere sostituite?

Di cosa stiamo parlando?

In qualche modo il verbale della commissione consiliare da una risposta quanto riporta l’intervento del Presidente di PVM

“STIFANELLI, proseguendo nel suo intervento, da informazioni anche sulle due interpellanze di Centenaro (nr. 508 e 509) e al riguardo parla di 20 mesi necessari per predisporre i sottoservizi a Favaro lotto C. Aggiunge che tecnicamente PMV è in grado di aprire tutti i cantieri sul territorio ad esclusione di Piazza Barche. Stifanelli chiede di accelerare il processo legato alla progettazione di Piazza Barche. Spiega che sono stati realizzati sino ad ora circa 4500 metri del percorso del tram. C’è il problema/nodo del cavalcavia di San Giuliano; forse si farà un nuovo cavalcavia per la viabilità. Stifanelli dice che lotto B (lavori tram) è l’esempio di come non vanno gestiti i cantieri: a pezzettini. Spiega perché è meglio procedere alla cantierizzazione di tratti più lunghi possibile. Parla della necessaria potabilizzazione delle nuove condutture. Dice che a Marghera si stanno rispettando i tempi. Stifanelli spiega che il quadro economico rimane integro (lavori tram). Illustra i trasferimenti economici a PMV per la realizzazione del tram. Il finanziamento di VESTA viene dato a PMV; laddove passerà il tram; a VESTA rimane l’alta sorveglianza.”

A grandi spanne ne deduco tre cose:

1) non esiste ancora un progetto per quanto riguarda lo snodo di Piazza Barche

2) il progetto del nodo di San Giuliano va modificato

3) i soldi di Vesta (ossia della società che gestisce la rete delle acque) fanno convogliati dentro al progetto del tram e saranno gestiti da PVM

In altre parole ne deduco:

1) che le opere del tram sono state approvate sulla base di un progetto fortemente carente, che ha sforato completamente le previsioni per quanto riguarda la spesa per i sottoservizi

2) che l’attività relativa ai sottoservizi rientrerà nelle spese per il tram senza che si modifichi il quadro economico. Ossia si immettono fondi dentro un opera in modo surrettizio, senza far conosce a nessuno il vero ammontare dell’opera pubblica e senza che esista di fatto un progetto che dia ragione della spesa… spesa che si quantifica solo a consuntivo e che viene pagata a piè di lista agli appaltatori… MA non stiamo parlando di poche dicine di migliaia di euro…

3) che PVM non intende nemmeno per un attimo procedere ad una seria revisione del progetto, contestando ai progettisti (chiunque essi siano) l’errore progettuale, ma indende procedere come nelle peggiori storie legati alla gestione tangentizia delle opere pubbliche ossia senza che ci sia un controllo della spesa e senza che ci sia un meccanismo di riappalto delle opere

4) le spese del tram, alla fine, saranno molto ma molto superiori a quelle previste, nonostante che in modo del tutto menzoniero assessore e presidente continuino a fare vinta di nulla.

Ossia, per dirla in altro modo, il Comune id Venezia ha proceduto in modo del tutto incosciente. Ha avviato la realizzazione di un opera pubblica senza sapere quanto spenderà alla fine, Ha proceduto nonostante il fatto che il progetto fosse dichiarato in modo implicito del tutto carente dal Presidente di PMV, ha stornato fondi di altri progetti dentro l’attività del tram senza evidenziare la modifica del quadro economico (non si saprà mai quanto effettivamente spenderemo ) ha agevolato e favorito in modo ingiustificato e ingiustificabile l’impresa che si è aggiudicata i lavori che ha avuto la fortuna di vedere la commessa crescere senza alcun controllo e senza che sia garantita la concorrenza.

Dal progetto, poi, stando a quello che si legge sempre sul sito del tram di mestre manca completamente l’appalto del lotto f che è quello relativo al collegamento principale tra Mestre e Venezia. Si tratta di un lotto che rappresenta ben il 24% dell’intero finanziamento. Anche questo fatto ha un significato occulto.

Cioè in questo momento, togliendo il 24% al quadro economico che sono state accantonate per un opera che non risulta ancora messa a gara, l’importo finanziato dovrebbe essere di 124,3 milioni. Se attualmente il comune di venezia ha superato tale importo, allora deve essere chiaro che sta spendendo denaro che non dovrebbe avere disponoibile. Dovrebbe, quantomeno, approvare una variante, un nuovo quadro economico e dire come intenderà finanziare la rimanente opera. Perchè questo tram di mestre rischia di essere o un opera monca che copre solo una quota minimale del protetto oppure una sanguisuga che rastrellerà tutte le disponibilità del comune di Venezia.

Grandi opera e grandi spese. Tutto il contrario di quanto andrebbe fatto in un momento di crisi. Ma quello c he è perfino peggio e che lo si sta facendo con grandissimo sperpero e senza garantire criteri di sicurezza per i cittadini.

Questo tram sarà anche necessario, sicuramente, però è stato gestito con una imperizia ed una incapacità assolutamente colpevole.

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il tram di mestre e la viabilità ciclopedonale – atto secondo

Posted by vaiattila su 15 settembre 2009

Qualcuno sta sabotando il tram di Mestre.

Ne ho la certezza perchè ho visto proprio con i miei occhi che qualche vandalo ha semidistrutto la piattaforma della fermata del tram davanti al ex consorzio agrario….

ca rossa 2

Qualche tempo fa, e mi cito con un qualche orgoglio, avevo pubblicato un post sulla viabilità ciclo pedonale conseguente alla realizzazione del tram di Mestre26022009101

Questa immagine l’ho fatta a febbraio di quest’anno e dopo sei mesi qualcuno si è accorto che il passaggio pedonale era del tutto insufficiente a consentire il passaggio contemporaneo di due persone.

MA che sarà mai…

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il tram di mestre e la viabilità ciclo pedonale 2

Posted by vaiattila su 20 aprile 2009

pista-ciclabile

boing!

i lampioni crescono come funghi

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il tram di mestre e la viabilità ciclo-pedonale

Posted by vaiattila su 26 febbraio 2009

Il tram di Mestre sarà pure una opera necessaria e meritoria, ma come viene condotta lascia almeno qualche perplessità.

E’ utile? si poteva fare in altro modo? quanto costrerà a lavori finiti? che impatto ha sulla città, sulla viabilità? Tutte domande lecite.

Uno dei temi maggiormente dibattuti riguarda il rapporto tram/biciclette. Due motivi di perplessità: 1) il rischio che la ruota della bici entri nella rotaia e faccia cadere il ciclista 2) il rischio che il tram metta sotto il ciclista dato la scarsa disponibilità di spazio esistente in molti tratti della percorrenza mestrina.

A queste obiezioni è stato risposto: tranquilli! faremo piste ciclabili dovunque e in sicurezza.

Eccopista-ciclabiel. Siamo in via Ca’ Rossa, proprio davanti alla polizia stradale. Quella strettoia che si vede rappresenta un tratto della pista ciclabile. La percorro assieme ad un mio amico che di professione fa l’ingegnere e pretente di essere logico. E’ anche un ciclista e quindi da persona sensibile ritiene che lo stia prendendo in giro. Non è possibile, mi dice. Ecco lui da ingegnere non crede nella creatività! Eppure si: questa è la nostra pista ciclabile. A stento ci passa una bicicletta, ma il bello è che quella strettoia deve servire entrambi i sensi di marcia. Cioè là due biciclette non ci passano neanche con la vasellina. Dunque si può scegliere o il rischio tram o quello di coccio frontale con altro ciclista.

Ma, dice, il mio amico che si immedesima nel problema e vuole a tutti i costi dare una qualche soluzione logica, probabilmente esproprieranno questa parte del giardino della polizia stradale. Certo. Sarà sicuramente così. Solo che nel frattempo la polizia stà a sua volta facendo lavori e quantomeno nulla sembra presagire un azione ablativa (si può espropriare la polizia? certo, sulla base di un progetto definitivo, che però forse non prevede una tale evenienza… Beh, faremo un progetto ad hoc.) Certo così nel frattempo abbiamo modo di vedere come si comportano i ciclisti: potremo fare statistiche sulle tipologie di incidenti e potremo anche valutare quale sia la marca di biciclette più resistente.

Va bene. Lasciamo perdere. Proviamo, allora a cambiare senso di marcia ed attraversiamo via Cà Rossa .

E’ evidente che non solo le bici hanno poco spazio, ma anche i pedoni in alcuni tratti non scherzano.marciapiede-1 Ecco vedete quella persona… immaginate un giorno di pioggia con la gente che cammina con gli ombrelli aperti e si incontrano due che viaggiano in senso opposto. Casino!

Uno dei due, magari la settantenne più giovane deve salire sul rialzo della fermata del tram. E’ un attimo. Solo che quel gradone è di una quarantina di centimetri.gradini Ci vuole una certa agilità. Ecco là c’è una rientranza, forse è un punto di sosta per consentire a chi viaggia in un senso di dare la predendenza a chi viaggia in senso opposto. Geniale!

Macchè. Non è così. Il fatto è che quella rientranza permette al signore che abita di fronte di accedere a casa sua con la carrozzella sulla quale è costretto a vivere. Se si incontrano due carrozzelle che viaggiano in senso inverso una delle due deve retrocedere.

La fermata del tram è uno dei più bei monumenti civili dedicati al pendolare. Si tratta di un opera dove il valore estetico sia unisce a quello pratico trasformando un’opera d’arte in una funzionale piattaforma di accesso al tram. Anche mio figlio, che è patito di arte contemporanea, ha definito la cosa come “strana” dimostrando un qualche interesse per la creatività espressa dalle maestranze?, dal capo cantiere? dal direttore lavori? dal progettista? ecco, forse si tratta di un opera collettiva dove diversi ingegni hanno contribuito a rendere attuale una delle migliori astrazioni dell’informale.

C’è poi una sorta di richiamo alla destrezza fisica. Certo sul lato del marciapiede la struttura appare un po’ invasiva. Sempre con la nostra carrozzella proviamo a salire sulla rampa di partenza del tram. fermata-tram1 E’ una rampa agevole e con una rincorsa neanche tanto eccessiva si fa in scioltezza. Appena ragginto il falsopiano, però, bisogna rapidamente ripiegare sulla sinistra per evitare di scollinare lungo il baratro che si apre sul davanti.

Anche a piedi potrebbe accadere che qualche distratto personaggio riesca a precipitare a valle con conseguenze piuttosto dolorose. Sarò eccessivo, ma solo a Istambul, dietro la torre Galata, ho trovato soprafetazioni di marciapiedi così incasinate.

Bene si tratta di un percorso di un centinaio di metri che appare particolarmente disastrato. sicuramente il resto della lunga percorrenza del tram avverrà senza gravi problemi.

C’è, ovviamente, un altro aspetto controverso in questi disgraziati cento metri di euforia costruttiva: si tratta delle pendenze date al complesso dell’opera.

Da che parte confluiranno le acque pluviali? è una domanda appassionante che sollecita i bassi istinti dei migliori idraulici della zona. C’è già chi si sta cimentando nel realizzare un modello idraulico che risolva la questione. Altri personaggi del quartiere sollecitano la realizzazione di miniM.O.S.E che entrino in funzione a fronte di precipitazioni superiori a 100 mm ora.

a presto.

pendenze

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il tram di mestre – Vogliamo risposte!

Posted by vaiattila su 2 novembre 2008

la società PVM spa, società pubblica che gestisce la costruzione del tram di Mestre ne ha pensata una di giusta. Ha chiamato uno delle Iene, trasmissione televisiva  di denuncia, che va ad intervistare i cittadini: alle obiezioni del popolo risponde il presidente della società.  E risponde ,con un tocco di demagogia, anche in veneziano. Ma l’iniziativa è e resta encomiabile. Finalmente uno che ci mette la faccia e parla al cittadino dicendo le cose che deve dire o che vuole dire.

Questo è sicuramente il modo giusto ed intelligente di far partecipare i cittadini. Bravi!

Però, e ti pareva,  la comunicazione è abbastanza approssimativa. Che le domande siano addomesticate lo so capiscie, che le risposte siano vaghe un po’ meno.

Ho visto il filmato n.13. ed è l’unico che sono risuscito a vedere perchè gli altri, anche se dichiarati scaricabili, non sono riuscito a visionarli..sarà!….

Dunque, nel filmato che ho visto, si parla, tra l’altro del tempo di esecuzione del tram e dei suoi costo. Dice un cittadino: “Capo, non è che si veda un grande fermento nei cantieri del tram… di questa lena il tram finisce nel 2100 e i costi, coro Presidente, lievitano…” ma, il cittadino un po’ sbaglia domanda, … Il cittadino siccome è appunto un uomo italiano e quindi per propria professione è abituato ad entrare le merito dei problemi  e risolverli.. osa condire la sua giusta domanda di una soluzione: bisognerebbe mettere più operai… dice l’ingenuo.

E qua ecco che il PResidente del PVM  può dare una lezione di project management al povero ingenuo. Tesoro, gli dice, non è che se io metto cento operai al posto degli otto ce ora stanno là a costruire il tram di mestre le cose vadano meglio… solo avrei 90 persone che stanno n cantiere a no n fare nulla… perchè, pirla di cittadino, non hai nemmeno idea della complessità del lavoro che è composti da varie attività messe in sequenza e che non puoi saltate una funzione e quindi non rompere.

E no è neanche vero che i costi andranno a lievitare… 160 miliardi erano e non ci sono  stati ulteriori costi…

PRendo nota.

Faccio anch’io le mie domande che girerò al PVM.

Quanto del 160 miliardi è stato appaltato?

quanto è stato finora speso per ogni singolo lotto?

quanto è stato eseguito per ogni singolo lotto?

quanto tempo manca alla fine del lavori prendendo in considerazione anche la data di inizio di ogni appalto?

da questo semplici risposte, che non compaiono da nessuna parte del ricco sito del PVM , è facile fare i conti del tempo che mancherà per finire i lavori (e quindi per verificare la produttività dei cantieri e per capire se sono utilizzate dall’impresa le risorse adeguate) e capire anche se ci saranno, alla fine, ulteriori spese per varianti, riserve e che altro.

Se PVM si degna di una risposta precisa, tanto di cappello! Altrimenti, come temo, siamo alle solite…

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Galan e il project financing

Posted by vaiattila su 3 agosto 2008

Ho letto il libro di Possamai su Giancarlo Galan: “il nordest sono io”. Devo dire che non nutro particolare simpatia per il governatore del Veneto, ma da questo libro intervista il nostro ne esce, a parer mio, con una immagine migliore. Alla fine in lui c’è una qualche sincerità che me lo fanno apprezzare. Qua e là manda qualcuno a remengo, qua e là fa trapelare una qualche preoccupazione per il futuro politico del Veneto (si è accorto anche lui che stiamo andando a puttane con tutto?) qua e là da un qualche segnale di laicità che oggi, quando  tutti sono profondamente ossequiosi nei confronti di santa romana chiesa, almeno getta una piccola speranza.

Ci sono alcune pagine in cui il Governatore appare del tutto sincero. A tratti anche ingenuo. Ad esempio quando il nostro parla dell’ing.Piergiorgio Baita,( grande patron della Mantovani spa, società che esercita una sorta di leaderschip nei confronti delle imprese di costruzione venete, Galan se ne esce con una frase buttata là che mi ha fatto sobbalzare.  Dice Galan di essere molto riconoscente a  Piergiorgio Baita( http://www.verdinrete.it/verdelitorale/venezia%20le%20mani%20sulla%20salvaguardia.htm )perchè questi gli ha spiegati cosa sia effettivamente il project financing!

Ecco, per me tutto torna. E’ un po’ come farsi spiegare il concetto di corruzione da Previti. Nessuno nega che Baita sia in grado di spiegare cosa sia il project financing, E Previti è un principe del foro (anche se non pare abbia frequentato molto le aule del tribunale). Però ora ci si spiega perchè non riesco a vedere il contratto relativo al project financing dell’Ospedale di Mestre. PErchè se il contratto lo ha ispirato Piergiorgio Baita difficilmente questo sarà un contratto equilibrato e che in qualche modo tutela la Pubblica Amministrazione. Io lo sospettavo che fosse questo il procedimento… Baita spiega a Galan i grandi vantaggi del finanziamento privato di un opera pubblica. Galan recepisce e si dà il via ad una serie di opere pubbliche… dove, caso strano e quasi miracoloso, la Mantovani la fa da padrone… Vince sempre lei… E tutto funziona per il meglio… vogliamo riparlarne tra una decina d’anni?

tram di mestre

ospedale di mestre

Mose

marginamento laguna

passante

progetto integrato campalto

metropolitana di superficie

ecc….

ovunque Mantovani

Personalmente ho cercato di raccontare alcuni fatti ai politici di tutte le bandiere, ma sono passato, inevitabilmnete per un rompiballe…. così è.

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