attila

la grande depressione

Posts Tagged ‘partito democratico’

interlocutore

Posted by vaiattila su 30 aprile 2010

La questione è dilaniante: Fini è o meno un interlocutore del PD?

Su questo punto molto si dibatte e la faccenda trabocca da ogni intervento…cioè, come troppo spesso accade la cosa si trasforma in un tormentone senza capo ne coda.

Mentre il popolo del PD (ormai il concetto di “popolo” sta assumendo valenze parrocchiali) si interroga, io mi sto chiedendo come, a mia volta, diventare interlocutore del PD

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riforme

Posted by vaiattila su 17 aprile 2010

Ricordo la fine degli anni sessanta del secolo scorso. Il Partito Comunista aveva preso a definirsi “riformista” e non solo nella sua componente più spostata verso il centro(Amendola, Napolitano) ma anche in quella di matrice più ortodossa.

Io ero giovane, ma nutrivo qualche diffidenza nei confronti del PCI. Ero più interessato ai movimenti non violenti,  distribuivo a scuola una rivista che si chiamava, mi pare,” azione non violenta” di Aldo Capitini, provavo un profondo disagio e distrezzo per quanto i mitici ” americani” stavano combinando in Vietnam,  avevo letto il “che fare” di Lenin e poi mi ero avventurato in Marxismo ed empiriocriticismo e avevo deciso, dentro di me, che il buon Lenin proprio non mi piaceva… poco più tardi, all’esplodere del mito di Mao, mi ero rifiutato anche solo di leggere il “libretto rosso”… però, devo dire, che all’epoca il dibatitto politico era appassionante.

Bastava al liceo avere un professore in qualche modo  vicino al PCI che molto spesso le lezioni si trasformavano in veri dibattiti, aperti, appassionati e molto stimolanti. Così come era facile andare verso un osteria qualsiasi la sera e ritrovarsi coinvolti in discussioni a non finire. Ma anche le parrocchie e le associazioni cattoliche erano piene di dibattiti Dal catechismo olandese, a don Milani, da l’Isolotto al Concilio…

Io ero diventato abbastanza amico di un professore all’epoca di stretta osservanza pci. Succedeva anche che qualche volta mi invitasse a pranzo  e nascevano delle discussioni animatissime alle quali partecipava anche sua moglie, che era perfino più intrigata dentro la politica di lui. Io non capivo, all’epoca, che cosa significasse volere le riforme.

Bisogna fare la riforma della santità

Bisogna fare la riforma dell’agricoltura

Bisogna fare la riforma della scuola

e via dicendo. Il mio amico vedeva lo stato di allora totalmente fermo, in vent’anni dalla resistenza non si è cambiato nulla … basterebbe una riforma, una sola e la società si  mette in un ciclo di modifiche progressiste modificando l’intero assetto statale, i rapporti sociali, i rapporti tra le classi (all’ epoca si parlava ancora di classi!)

Io ero molto scettico, ma ero anche molto giovane. Le riforme mi dicevano poco, molto poco.

Poco alla volta le riforme, però si fecero. Mi pare di ricordare il famoso Piano verde di Ferrari Agradi (mi pare sia stata, quella agraria, una riforma pessima, ma è solo un impressione)  poi ci furono le regioni e il decentramento, poi la riforma sanitaria, poi venti o trenta riforme della scuola, e via cantando.

Ma per tutti gli anni ottanta il tema del riformismo restò vivo. Poi, con la seconda repubblica, a parlare di riforme fu principalmente la destra.

Prima di tutto la grande riforma fiscale. Due aliquote, la più grande attorno al 30% perchè, secondo il Grande Riformatore, Silvio Berlusconi, era più o meno quello che era  umanamente tollerabile, poi la riforma del federalismo, poi la riforma della pubblica amministrazione e quella della giustizia, e poi la mamma di tutte le riforme: la riforma della Costituzione.

C’è da dire che Silvio ha trovato alcune difficoltà nel suo cammino riformista. Prima di tutto la magistratura comunista. In un paese dove i vari ragruppamenti ispirati al comunismo non raggiungono nemmeno un quorum minimo, questi sono riusciti ad impossessarsi di tutta la magistratura. Dalla piccola pretura fino alla corte di cassazione e alla corte costituzionale è tutto in mano ai comunisti. Io lo so perchè ho visto magistrati che leggono La Repubblica ed altri che pretendono di mettere in discussione le leggi fatte dal popolo definendole incostituzionali.

Il grande riformista, appunto, ha trovato molto difficoltà sul suo cammino.

Finalmente, però, dopo il suo grande successo elettorale alle regionali ultime, ha potuto uscirsene con un “finalmente!” ora nessuno potrà impedirmi di fare le riforme. (prima c’era un’entità non meglio identificata che gli impediva di sistemare le cose di questo povero paese) .

Passano solo pochi giorni che Fini, il vecchio Fini, l’uomo che da Silvio è stato sdoganato dal ruolo di opposizione di destra un tantino filo fascista, e per questo non del tutto apprezzato dalla nostra borghesia illuminata, si mette un po’ di traverso. Rivendica una visibilità che il binomio Bossi Berlusconi non gli lascia.

Non sarà che per questo saltano le riforme?  Visto i presupposto delle riforme c’è da augurarselo.

Intanto, con la solita stupidità che ci contraddistingue, io e mia moglie ci chiediamo se, per caso, non stiamo cadendo in un nuovo fascismo. Ma ormai in Italia non esistono più luoghi dove la gente normale possa discutere. Lo fanno per noi  pochi eletti in televisione. e noi assistiamo tranquilli, a questo chiacchierare litigioso e senza spessore, a questa sequela di stupidate recitate male e senza costrutto. Però siamo comodamente seduti in salotto…

E’ un bel vivere.!!!!!

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passa lo scudo fiscale

Posted by vaiattila su 2 ottobre 2009

se i deputati del PD fossero stati tutti in aula il provvedimento che regala l’impunità a chi sistematicamente si beffa del fisco, ricicla denaro, traffica ed altro… non sarebbe passato.

Certo la responsabilità politica di un tale provvedimento è tutta del governo e delle forze che sostengono questa maggioranza… Ma ciò non toglie che i signori deputati del PD che non erano in aula dovrebbero rassegnare le loro dimissioni. se ne vadano ….se hanno ancora un po’ di dignità……

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Silvio, Veronica. il partito democratico e la pedofilia.

Posted by vaiattila su 3 maggio 2009

Ho letto sul blog di Mario Adinolfi l’auspicio che il PD conduca una battaglia  per “togliere fiducia a Berlusconi, un uomo confuso nella sua vita privata e confuso nel modo megalomane di governare male un paese in profonda crisi, prima di tutto morale. Non dobbiamo avere paura di avviare questo dibattito nel paese.”  E allora distingiuamo perchè c’è un che di sciacallaggio mentale nella proposta di Adinolfi che non mi piace.

L’argomentare di Adinolfi non mi piace perchè profondamente berlusconiano nella logica di confondere i casi personali con quelli politici attroaverso semplificazioni e colpi bassi… vi immaginate, dice, una situazxione del genere in Francia o in negli usa?  Adinolfi spara “La crisi morale del paese è la crisi morale del suo presidente del Consiglio: l’una vive e si nutre dell’altra, da decenni a oggi. Questa occasione può essere utile per interrompere il cortocircuito etico che ne deriva.”

Va bene, la crisi morale di questo paese  è  generata da Silvio, è la sua vera figlia naturale che lui nutre ed alimenta.

Quindi tu togli Silvio e tutto esce improvvisamente da questa criso morale?  Mi pare che la cosa non sia così, che tutta questa crisi sia ancora più grave e profonda e allarga le sue radici dentro la società italiana… che continuerà ad esprimere il peggio. E poi credi che una società così corrotta come la nostra si scandalizzi della pedofilia di Silvio?

forse non lo ha capito, Adinolfi. Ma in Italia non esiste un giudice che proceda a termini di legge contro Silvio e se non c’è questo non c’è la certezza del diritto… In una realtà senza diritto, l’imperatore può tranquillamente pretendere il diritto dello jus primae noctis. E se ci sarà un giudice che oserà procedere contro l’autorità temporale per lui ci sarà la gogna e alla fine santa romana chiesa interverrà in difesa del nostro benamato presidente che è un puttaniere,  un pedofilo, secondo alcuni anche una persona collusa con la mafia o che comunque intrattiene rapporti molto stretti con persone colluse con la mafia, è anche un evasore conclamato e via dicendo….

Nonostante quindi tutte le cose che Papi ha già fatto,  è sempre stato difeso da uan buona fetta di cittadini italiani, e da una buona fetta di poteri forti, ma proprio forti come mafia e chiesa…  e tutto questo tra l’apprezzamento di uomini e donne che ora potranno rivendicare una sana libertà… Ma anche per chi si accompagna a ragazze minorenni? Beh, in questo caso solo se sono consenzienti i genitori della minore…..

(ma di che cazzo parliamo?)

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L’effetto crisi sulla sinistra

Posted by vaiattila su 7 marzo 2009

Sul quotidiano “la Repubblica” di oggi 7 marzo 2009, a pagine 33 ci sta scritto un breve articolo di Anthony Giddens. Lo leggo e resto perplesso: chi è quest’uomo che dice cose così profonde che anche Bighi resta senza parole:

Su Wikipedia apprendo che Giddens è un economista sociologo ed è

Considerato uno dei più importanti ed eminenti critici della sociologia contemporanea, ha raggiunto la fama mondiale nel 1976 con la pubblicazione del libro Nuove regole del metodo sociologico. Chiaro l’intento, fin dal titolo che richiama ironicamente la celebre opera di Durkheim, di dare nuova linfa alla metodologia sociologica.

Giddens, oltre a rifiutare l’identificazione delle scienze sociali con quelle naturali, non risparmia critiche alle correnti strutturaliste e funzionaliste che hanno dominato le teorie degli ultimi decenni, nonostante riconosca Norbert Elias come uno dei suoi maestri.

Dal punto di vista della scienza politica, Giddens è l’ideatore principale della famosa “terza via”, che ha trovato nella politica di Tony Blair la sua prima attuazione pratica.”

Bighi, invece, è il cane delle mie figlie. Resta sempre senza parole, ma è sicuramente di sinistra.

Dunque Giddens sintetizza: la crisi è figlia del fallimento del mercato. Su questo la destra liberista diceva “lasciate fare al mercato!” mentre, secondo Giddens una presunta sinistra affermava che il mercato andava regolato e tenuto sotto controllo. Forse è stato così. Forse ma non dalle nostre parti perchè la nostra sinistra, o almeno la parte più conistente di essa, ha sostenuto il libero mercato in quanto sostanzialmente in grado di autoregolarsi da solo attraverso la concorrenza. (proprio come la destra).

Ma se l’alternativa al libero mercato è una sorta di direzione da parte della politica allora non riesco a non avere qualche dubbio. Facendo il caso italiano mi immagino un mercato controllato da una rissosa compaggine politica dove ad ogni piè sospinto si autoreverenziano ad insigni economisti nell’ordine: Bersani, Letta nipote, Rutelli ( non manca mai), Epifani, Visco, Spaventa… Ma questo, con qualche eccezione, citando le persone competenti. Poi avremmo anche un’altra serie di persone del tutto incopetenti ma portatrici di visioni politiche assolutamente essenziali per la nostra riuscita: D’Alema, Bertinotti, Rutelli (non manca mai), , Fassino e compagnia parlante.

In realtà della crisi la sinistra non sembra in grado di fare una analisi seria. Non ci vuole o non sa dire l’origine, ma soprattutto non ci sa dare una visione o una prospetiva su come uscire e su quale mondo dovremmo auspicarci dopo la crisi.

Avremo ancora un mondo dove si produrranno milioni di automobili da far intasare da qualche parte d’italia? avremo un mondo dove inceniteremo la costruzione di case per ogni dove, avremo un mondo dove i supermercati continueranno a concentrare il comemrcio e a strangolare la produzione, avremo ancora un mondo dove si dovrà coltivare con grano geneticamente modificato per permettere alle multinazionali di produrre da un lato fertilizzanti e dall’altro lato antiparassitari? avremo ancora un sistema finanziario che terrà letteralmente per le palle il mondo produttivo? se sì, vorrà dire che la sinistra non ha alcuna prospettiva futura e continueremo con questa melassa dove non vincono le idee ma semplicemente che sa fare meglio pubblicità. In caso contrario, ossia che questa sinistra non acccetti di tornare ad un mondo che ritiene  la crescita come presuttosto necessario (la crescita infinita in un mondo di risorse finite è una mera utopia sotto l’aspetto concettuale e una follia sotto l’aspetto pratico) allora dovrà necessariamente indicare quale mondo si auspica.

in tal caso  la sinistra ha il dovere prima di tutto di mettersi a strudiare e indicare quale sarà il futuro e ha il dovere di mettersi a disegnare i possibili scenarii indicando anche come sarà il “ridimensionamento” del mercato… ma tanto, ci penserà la storia…

Alla sinistra non resta che comprendere da che parte l'”astuzia della ragione” sta guardando.

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Partito Democratico avanti cosi, verso il precipizio

Posted by vaiattila su 26 febbraio 2009

ieri sera ho assistito distrattamente a “0tto e mezzo”. Ci stavano Di Pietro e Chiara Geloni.

Ero tanto distratto per i fatti miei che non avevo nemmeno capito di cosa parlassero. Di Pietro un po’  arruffava il suo discorso in un dipietrese estremo. E questo perchè cercavano di metterlo in difficoltà. Dall’altra parte ci stava una tale Chiara Geloni.

Giustizia, intercettazioni telefoniche,  autorizzazioni ad indagare i deputati… tutte cose già viste e sentite e giustamente ero distratto perchè le posizioni di Di Pietro in questo campo sono note e per me sono assolutamente condivisibili.  Ovviamente nel dibattito attuale potrei essere scambiato per giustizialista, ma francamente non lo sono. Sono però convinto che il livello di corruzione nella società e nella pubblica amministrazione sia telmente esteso, ramificato, articolato che oramai costituisca un legame sociale decisamente pesante. Siano un società che si regge nella corruzione e che nella corruzione trova la propria ragione di essere.

Che contrastava Di Pitro ci stava questa giovane giornalista dalla faccia simpatica ed intelligente che risponde al nome di Chaira Geloni. Costei, ha appreso  in seguito, e diventata una grande interlocutrice televisiva, perchè sarebbe una specie di interprete del Franceschini pensiero.

Ci si rivolge a lei per sapere cosa e come pensa il nuovo segretario del  PD.  Io che tutto questo non sapevo avevo scambiato la Geloni per una nuova rappresentante della  casa della libertà ossia del PdL. Cioè sentivo nei suoi profondi argometari tutta la differenza e la diffidenza per chi parla per luoghi comuni, dol mondo consce solo la rappresentazione che il governa da di sè e delle norme conosce solo l’interpretazione distorta che nè ha dato il soginr Berlusconi.

ancora il tema della difesa e della tutela del deputato, della sua perseguibilità penale del diritto del magistrato di indagare? C’è già un partito che è maggioranza schiacciante in questo paese che si premura di tutelare le infamie della nostra politica e qua continuiamo ancora a pensare che il deputato debba essere sistematicamente tutelato da questa sconfortante impunità?

Povero PD oramai così fuori dalla realtà che viene il sospetto che proprio non abbia nemmeno un po’ di consapevolezza di quale sia il mondo reale. Franceschini, la realtà è che qua, sulla terra si vive veramente in uno stato pietoso e sarebbe bene che ve ne rendeste conto.

Certo, una giovane e rampante giornalista di un giornalino  sostenuto dai soldi pubblici, le cose normali non è tenuta a saperle. Le basta galleggiare  in questo magma. e lo fa con leggiadria ed eleganza. Un prospero avvenire, povera Europa!

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Rutelli: sto nel partito, ma da uomo libero.

Posted by vaiattila su 12 febbraio 2009

di che partito parla?

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edilizia/ crisi/ futuro

Posted by vaiattila su 1 dicembre 2008

il settore edilizio è in crisi.

Grave perchè l’edilizia mi rappresenta il 10% del pil per circa 140 miliardi di euri. Nel 2007, anno che mi si è chiuso in calo, sono state costruite in italia più di 700.000 nuove costruzioni di cui 309.000 appartamenti. Negli ultimi tre anni si soni costruiti circa un milione di nuovi appartamenti. Fino a che l’edilizia tirava il settore era tutto un fermento di cazzuola e frattazzo. Oggi gli edili stanno sul punto di piangere.

Va bene, ma fino ad ieri avete potuto usufruire della bolla speculativa (a me scrivere “bolla speculativa” mi riempie l’anima) e oggi un po’ mi infastidite quando lamentate la stretta del credito (anche questa non è male) e chiedete il sostegno pubblico per riavviare un settore in crisi.

Personalmente non ho quasi nulla contro i costruttori edili. Ma non riesco a capire questo infinito costruire. Centri commerciali ed uffici fioriscono ogni dove. Ma chi li utilizzerà se oggi l’odore di crisi ci spaventa, ma tutti sotto sotto sappiamo che quello che stiamo sentendo è solo l’odore…

A sostegno dell’edilizia il governo ha già fatto molto. Ha tolto l’obbligo dell’inserimento in contratto del certificati energetici e si stà apprestando a togliere ogni agevolazione e gravio sulle ristrutturazioni con effetti di risparmio energetico. Il governo, in pratica sta creando i presupposti per una lotta contro l’Europa quando ci chiederanno di entrare nei parametri ambientali fissati dalla comunità che noi stiamo amabilmente trascurando ed eludendo.

Quando l’europa ci chiederà i conti il governo avrà il pieno appoggio delle confraternite di costruttori, confindustriali, merchegagli e corporazioni varie. In compenso il belpaese avrà fatto un saldo indietro aggancandosi al terzo mondo. Il questo Tremonti segue una logoca ferrea che altro non è che un versione riveduta e corretta del leninsta “tanto peggio, tanto meglio” ossia più ci avviciniamo al terzo mondo più la disparità tra ricchi e poveri tende a crescere… e siccome io sto dalla parte dei ricchi… la situazione si prospetta come ottima.

Quindi bruciamo risorse, consumiamo il consumabile e qualcosa succederà. Ci aggancieremo alla santa madre Russia. Là c’è di che primeggiare. Un buon rapporto clientelare garantitoci da Putin potrebbe veramente essere un toccasana per una borghesia vigliacca ed irresponsabile…. e poi anche sotto l’aspetto risorse energetiche la santa madre russia potrebbe essere una risorsa … fino a quando ce n’è, perchè non aproffitarne?

Gli auruspici dell’ opposizione stanno scrutando il volo degli uccelli.

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soru, pd, la democrazia e la visione del mondo

Posted by vaiattila su 28 novembre 2008

Lui non sarebbe d’accordo. Ma tanto qua siamo in epoche di revisionismo e lui non può farci proprio nulla. Mi riferisco al fatto che Marx in un qualche modo deve essere ascritto per una quota parte al novero dei padri nobili del Partito Democratico. Lui non sarebbe d’accordo, certo, ma in una quota percentuale, magari solo per qualche pelo di barba, anche Marx siede nel grande partenone delle glorie che hanno dato vita al movimento democratico. E ci possiamo mettere pezzi di don Strurzo e Amendola, Hegel e Zaccagnini, Gramsci e La Pira, Giolitti e Fourier, Popper e Luxemburg, Cacciari e Totti.

Cito il vecchio mito giovanile perchè ho bisogno di supporto teoretico e l’argomentazione della mia tesi non può basarsi sul vuoto di oggi. E poi il mio è anche un tentativo di avvicinarmi a Tremonti.

Nel suo periodo giovanile il vecchio Marx ebbe un intuizione che mi pare proprio giusta e nell’Ideologia tedesca buttò là un “Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti”. Va bè, detto più di due secoli fa la cosa non era male. E poi se uno ci ragiona entrà in una fase di meditazione metafisica. Ossia che Mc Luhan dicesse quello che dice circa i media, il villaggio globale e questo e quello è anche forse comprensibile, ma Marshall (McLuhan) parla in un epoca diversa e di una cosa diversa. Invece quello che mi sorprende è come funziona l’imposizione del dominio ideale della classe dominante sulle altre classi. Perchè questo polpettone che si chiama ideologia è perfino più subdolo del medium …

A me sta roba mi è venuta in mente chiedendomi di che pasta fossero i vari democratici sardi che avevano giubilato il Soru sulla questione ambientale. PErchè mi credevo che chi fa politica in Sardegna e che si schiera contro Silvio condivida almeno almeno la repulsione per lo sfruttamento intensivo del territorio, ossia non appartenga al mondo del contruttori edili, che è tutta brava gente, ma soffrono di horror vacui e appena intravvedono uno scorcio dove non ci stia un condominio o un capannone si sentono spaesati e spersi in un deserto. E allora costruiscono.

So che sto semplificando, ma frequentando marginalmente il settore non mi è ancora capitato di trovare un seguace del dio mattone che abbia una minima idea di “natura”.

Siccome Soru ha da subito proclamato il suo interesse al preservare in un qualche modo il territorio sardo, credevo che la cosa fosse chiara anche a quelli che lo sostenevano.

E invece no. A me sfugge perchè questa cosa non fosse chiara da subito. e non so spiegarmela. Poi però mi è venuta in mente il broccardo marxiano… vero “le idee della classe dominante….” è così senza che i poveri dominati se ne accorgessero le idee dominanti si sono impossessate di loro… o no?

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Soru e il futuro

Posted by vaiattila su 26 novembre 2008

Il governatore della Sardegna si è dimesso. La sua giunta è andata in minoranza sulla norma urbanistica che vorrebbe imporre un vincolo di inedificabilità in una fascia di 300 metri dalla costa.

Dunque non solo l’opposizione, ma anche una consistente  parte della maggioranza che sosteneva il Governatore gli ha votato contro.

Trecento metri dalla costa sono effettivamente troppi. Non è mare se uno non può affacciarsi alla finestra e scorgere la massa azzurra delle acque,  lo splendore della costa selvaggia, le bianche distese di sabbia, la macchia mediterranea che spande profumi e nasconde tesori. 

Soru non può impedire a chiunque di godere di queste bellezze, Perchè io odio Jesolo e le sue costruzioni che si affacciano alla spiaggia, balconi di voyeristi che occhieggiano verso anziane signore che comprarono i loro appartamentini in riva al more e che oggi protestano perchè le di loro figlie e figli snobbano le bellezze dell’adriatico.

Soru non capisce il futuro. Una parte del Partito Democratico, invece, è il futuro….

quanta amarezza

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Veneto city

Posted by vaiattila su 3 settembre 2008

Tempo fa un amico mi aveva parlato di Veneto City un enorme colata di cemento che dovrebbe sorgere nell’area tra Dolo, Pianiga e Mirano. http://marconoale.wordpress.com/2008/02/27/ricevo-da-giancarlo-rossi/ Per saperne di più  rimando a: http://www.eddyburg.it/index.php/article/articleview/10584/0/99/ Io, quando me ne parlò Giancarlo, il mio amico di cui sopra, non colsi a pieno il significato della cosa. Già avevo presente le lottizzazioni in essere fuori dal casello autostradale di Dolo… Va bene, pensai  sconsolato, costruiranno ancora un po’ di capannoni, ma tanto… Poi ti accorgi che l’idea di Veneto City è vecchia di almeno cinque anni e che esiste una sorta di dibattito fatto in sordina,   e c’è chi è a favore, ma preferisce non parlarne e c’è chi è contrario, ma non ha grandi sponde o casse di risonanza tali che la questione diventi di pubblico dominio e poi c’è chi sa, ma tace, non ha ancora deciso da che parte stare: dipende, ma intanto vediamo come maturano le cose. Intanto però la cosa continua. Io l’imprenditore edile veneto me lo vedo un pò come la vecchia talpa che scava, silenziosa ed operosa e procede senza clamore dentro le istituzioni della regione, della provincia del comune e via via assolda, corrompe, convincie… e anno dopo anno segna dei punti a suo favore, lento ed inesorabile. L’imprenditore Veneto  di un certo livello  non urla, non lascia dichiarazioni, non si schiera politicamente. Parla a voce bassa e dice il meno possibile, ma se decide che dovrà realizzare una delle più grandi lottizzazioni d’Europa in un area che per altri versi sembra del tutto inadeguata togliendo ancora una volta terra e cementificando in nome di una visione “moderna” e dinamica dell’economia ( obrobri simili non trovano pari in qualsiasi luogo d’europa), allora potete stare certi che non mollerà la presa, si tratti del Mose o di Veneto City…  E intanto gli oppositori avranno modo di stufarsi di fare gli oppositori. Alcuni saranno presi per fame, altri per la gola, altri, molto semplicemente si convinceranno perchè a forza di parlarne diventerà normale pensare ad un nuovo insediamento di logistica con 10.000 occupati. Poi su questo si può anche ricamare. Diecimila nuovi posti di lavoro! ma  è una manna! così, un passo dopo l’altro. L’imprenditore veneto ha mascelle di pescecane e non molla la presa, ed è paziente come un elefante. E il fronte nemico si assottiglia, e l’opposizione politica non è coesa ed omogenea…. e quindi è meglio non parlarne. Ad esempio il soprintendente al Beni architettonici del Veneto Orientale, arch. Monti, si era espresso contro Veneto City… bene, lo si trasferisce e si segna un piccolo punto a proprio vantaggio….con calma, senza clamore… Ma per curiosità: il Partito Democratico del Veneto cosa pensa a proposito?  in fin dei conti si tratta solo di una delle più grandi lottizzazioni d’Europa che cambierebbe anche l’assetto produttivo e sociale di tutta la Regione. Potrebbe anche pensare di dire la sua, o no?

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oh quante prime donne madama dorè… oh quante prime donne…

Posted by vaiattila su 6 agosto 2008

Massimo non firma. Clemente Bassolino nemmeno.

Pazienza. A me questa cosa di firmare contro il Governo mica mi fa urlare di gioia, piuttosto mi esce un urlo di dolore soffocato… Pazienza. Non è una grande iniziativa e nemmeno una grande pensata. Ma piuttosto che segnare le proprie idee o il proprio dissenso con una pisciatina quasi a marcare il territorio e far presente al resto del mondo che sì, noi esistiamo perchè dissentiamo e quindi parlate di me, non sarebbe meglio adeguarsi ad una iniziativa sbagliata e combattere una battaglia politica…. che di discorsi seri e contenuti questo povere partito democratico ne ha un bisogno immenso.

Ma ci dobbiamo accontentare che Massimo non firma, Antonio nemmeno…

ma quando cresceranno queste primedonne?

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