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la grande depressione

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Grande vittoria dei sì

Posted by vaiattila su 15 gennaio 2011

Così gli impiegati, che non sono  toccati dall’accordo marchionnesco su turni, pause, e via dicendo, hanno fatto propendere l’ago della bilancia verso il sì. Quindi ora Mirafiori respira. La fiat potrà produrre alla grande ed essere competitiva. Produrre produrre produrre!

Che abbia vinto il sì sono contento: Almeno non si dirà che quello che andrà a succedere nei prossimo futuro è colpa degli operai… Se mirafiori chiuderà o entrerà in cassa integrazione nei prossimi mesi, sarà chiaro che non è per colpa degli operai, ma piuttosto di chi gioca un altra partita, non del tutto chiara… ma che prevede comunque la chiusura degli impianti italioti.

A quel punto sarà interessante vedere le varie facce di bronzo recitare la parte dei duri e puri.

Tanto per non sbagliarci il mercato cui fa riferimento Marchionne si chiama europa e usa… in questo grande mercato (che ha immatricolato circa 20 milioni di vetture nell’anno 2010) fiat e chrysler  hanno conquistato una fetta di mercato di circa un 10%…. con chrysler in crescita (nel 2009 era praticamente fallita se nno ci fossero stati il salvifico intervento di super marchionne e i soldi del buon Obama) e fiat in perdita di un 17% di vendite…

Chiaro che tutto deve andarsi a scaricare su quegli stronzi di operai che protestano e continuano a non indebitarsi per comperare i suv che producono, non capendo che se loro non sostengono l’economia, poi, tutto questo un giorno ricadrà sulle loro spalle. Immaturi!

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il giocatore d’azzardo – marchionne

Posted by vaiattila su 14 gennaio 2011

Chi, come me, vive la grande depressione se ne impippa  delle umane vicende. Tutto arriva alle sue orecchie con un riverbero ovattato di suono lontano, di radio mal sintonizzata, di sordità incipiente.

E al rumore si cerca di opporre la ricerca del silenzio assoluto. Un silenzio celebro leso che mica te ne frega niente…

Così, ai lontani clamori della vicenda FIAT, rispondevo ostentando indifferenza. Indifferenza per la vicenda… che i manager facciano il loro lavoro, per bacco e che il sindacato, diviso, dica la sua, ma non rompa più di tanto che a me dei loro problemi mica mi interessa… Anzi! che quei sopravvissuti al partito bolscevico, figli di operaisti in pensione, cultori dei quaderni rossi in sonnolenza, professionisti del No, vadano fuori dalle palle una volta per tutte … che non ne possiamo più di gente che ha fatto un mestiere delle disgrazie altrui….. Così pensava il mio sistema immunitario, fortefregandosi della realtà, o solo della minima conoscenza della storia e dei fatti.

alla mia antipatia nei confronti della bertinottesca  fiom non sapevo dare spiegazione, ma proprio non mi interessava dare spiegazione perchè, se non disturba, non so proprio cosa pensare…

E così me ne stavo tranquilli. Anche ora sono tranquillo, ma non so perchè, seguendo il filo distratto di parole sentite casualmente alla radio mentre guidavo il mio furgone carico di verdura, mi sono ritrovato infastidito dalle parole del manager Fiat…. Io non sono un giocatore. Si è no qualche partita a briscola… questo capodanno  i miei figli mi hanno insegnato il poker… tanto per passare qualche ora assieme…. e la ho osservato il gioco del bluff…. ecco, mentre sentivo il Marchionne lanciare lo strale fatidico  di ogni psicopatico che si rispetti : “o con me o contro di me!” ho intuito che l’uomo sta bluffando…

Ovviamente la mia “visione ” della crisi dell’ occidente, ed in particolare della nobile italitta, non da spazio a grandi prospettive! Continuiamo a far finta di pomi, ma secondo me siamo ci stiamo andando a scagliare contro il muro a tutta forza sperando che sia il muro a cedere…

Dai e dai mi sono convinto che il grande piano di Marchionne sia degno del peggior bluff possibile…. della serie prendi i soldi e scappa. I gringos, disperati dalla possibilità di “salvare” in qualche modo la loro industria automobilistica, si sono lasciati andare al sogno di un qualcuno che si assumesse il rischio di rilanciare l’industria automobilista. proprio loro che per cultura e natura sono abituati al sano pragmatismo, si sono fatti turlupinare dalla faccia paciosa del grande manager…. il quale ha fatto due conti…. prendo i soldi di Obama, rilancio un poco la fabbrica,,, poi cedo in qualche modo la fiat e con questo restituisco una parte di soldi ad  Obama… se poi il mercato riprende posso anche provare a continuare o altrimenti, io ci ho provato…se andava bene tutti avrebbero gridato al miracolo… se va male… pazienza “nessuno è tenuto all’impossibile”.

Eccolo là il bluff… E cosa ti fa il MArchionne? Dice di avere l’obiettivo di arrivare a produrre 5 milioni di vetture all’ anno… mentre in europa le vendite della Fiat segnano un 35% in meno e mentre rilancia (per la prima volta nella nostra storia aurtomobilistica) l’ idea di puntare sui SUV ossia quelle auto costose che proprio gli americani amavano qualche anno fa e che sono state le prime ad essere messe in vendita da parte dei loro proprietari gravati dalla crisi dei titoli tossici… come dire che Marchionne, si mettesse a costruire oggi centrali elettriche a carbone, mentre tutto il resto del mondo cerca di rivolgersi ad altre tecnologie.

Ecco che mi viene da parteggiare per la FIOM, Hanno ragione loro a cercare di resistere, porca miseria!

La grande depressione si nutre di queste figure salvifiche: uomini che annunciano proclami, hanno la grande arroganza di fottersene amabilmente degli altri e hanno la capacità di proporsi come eroiche figure di salvatori della patria… salvo poi, appunto, prendere i soldi e scappare….

A noi, ma anche agli onesti lavoratori, ai grandi politici del centro sinistra, ai lungimiranti sindacalisti del “accettiamo di essere inculati, ma invitiamo Marchionne all’uso della vasellina”, alle prefiche del caro estinto, ai doppiogiochisti e a quelli che dopo Marchionne negheranno di essere stati turlupinati, non resta altro che sperare ne l prossimo uomo della proffidenza… uno con le palle… che, finalmente, metterà a posto la situazione!

torno alla mia depressione.

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la luce in fondo al tunnel

Posted by vaiattila su 12 maggio 2009

C’è che vede la luce in fondo al tunnel.

c’è chi vede chiari segni di ripresa.

c’è chi registra la fine della caduta dell’economia.

Secondo me l’unica cosa ce cresce il modo spropositato è il consumo di sostanze allucinogene.

E sempre meno capisco la strategia della Fiat. Fiat perde in un anno il 35% di produzione. Acquista una casa automobilistica con procedura fallimentare già avviata e sta pensando di acquistare una altra casa automobilistica in tale crisi che i Tedeschi storcono il naso di fronte alla proposta fiat, ma si guardano bene dal salvare loro direttamente…

C’è quasi un senso di disperazione nell’azione fiat. La nostra stampa inneggia al nostro ardire, il popolo italico è nuovamente in marcia alla conquista di un posto al sole. LA retorica non ci manca.

La produzione Fiat è stata di un milione e mezzo di auto nel 2005. Si dice che questo sia il limite minimo oltre il quale non sia pensabile al giorno d’oggi mantenere una produzione. Ma a questo punto è lecito ipotizzare che stiamo andando verso una produzione di  meno di un milione di vetture.

Avevo già scritto quanto sopra, quando ieri sera la trasmissione di Gad Lerner si poneva le stesse identiche domande. Non sono riuscito a seguire tutta la trasmissione, ma era palpabile la sensazione della grande incerttezza che si muove dietro l’operato di Marchionne.

L’assunto mi pare assolutamente logico in chi crede nella ripresa come elemento certo, assoluto, “necessario”. Chi non ha previsto la crisi, come la stragrande maggioranza degli economisti, oggi continua a vedere segni di ripresa o di fine della caduta… dopo la caduta ovviamente ci sta la ripresa. Certo, dopo la pioggia prima o poi viene il sole, così come la marea sei ore cresce e sei ore cala.

Dunque, ecco la luce!

Nel frattempo, però si conferma che la Fiat è in forte crisi, ha un debito di qualcosa come 6 miliardi di euro e sta lottando per acquistare altre aziende con l’obiettivo di arrivare a una produzione annua di cinque milioni di vetture.

Innovazione zero. O meglio. Le nostre vetturette sono al top.

LE altre industrie automobilistiche, piazzate meglio della Fiat ,si guardano bene dal fare proposte di acquisto dell’Opel. Chi sta benino, o ha un po’ di risorse, le investe in sviluppo tecnologico perchè questa è la vera sfida… Fiat ha scelto invece di giocarsi tutto sulla possibilità di strappare finanziamenti pubblici. Forse ha ragione Marchionne. MA se ha torto? Se effettivamente non riprende il mercato e la crisi si trasforma in una lenta e costante recessione… con una domanda sempre più pigra e una disoccupazione in costante aumento, come la mettiamo?

Intanto, per non sbagliarsi, la benzina cresce ai livelli del 2008. E questo non è certo un bel segnale per chi crede di intravedere la luce della fine del tunnel…. forse è solo una piccola luce di sicurezza alimentata da una batteria al litio che si sta lentamente scaricando. Ma tanto basta per comunicare che, alla fine, non è il caso di ragionare su un altro modello economico.

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