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la grande depressione

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il giro di valzer di Emma

Posted by vaiattila su 21 agosto 2009

La mia predilezione per Emma è del tutto evidente.

Infatti sulla questione della crisi lei è sempre stata perentoria, sicura, determinata e preveggente.

Non starò qua a mettere in fila la serie infinita delle sue contraddizioni perchè è lavoro da certosino.

Quello che sempre mi stupisce è che La Presidente della Confindustria, con il suo centro studi e la sua visione privilegiata di colei che è nel cuore del capiutalismo italiano è la sicurezza in cui contraddice se stessa, dando, a chi crede, come me, di aver capito abbastanza a fondo che questa italiana non è una crisi finanziaria, ma ben di più, la sensazione di uno sbando totale.

Ora Emma dice che l’autunno della rimonta lei lo vede piuttosto duro…. un giro di 180 gradi…

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siamo fuori!

Posted by vaiattila su 20 aprile 2009

Segni di ripresa. Lo dice Giulio Tremonti, l’unico che aveva previsto la crisi. Lo dice sulla scorta di una serie di considerazioni inopugnabili per serietà e compentenza. Dall’esame delle viscere del pollo risulta chiaramente che la crisi non ha speranza,  con buona pace di chi, disfattista e poco informato, non sa nemmeno leggere i fondi di una tazzina di caffè.

Eppure è evidente. Saranno due o tre mesi che non fallisce nessuna grande banca, la Fiat è cresciuta sorprendendo un po’ tutti l’industria  segnala un calo di ordinativi di appena un trentacinque per cento… insomma siamo fuori!

Emma. che già aveva scommesso sulla ripresa economica entro il 2009 ci dice oggi  che già a luglio si potrebbe invertire il ciclo e ricominciare alla grande con una crescita economica…

Silvio risale nella fiducia del popolo grazie anche al suo commovente sforzo a sostegno delle popolazioni provate dal terremoto.

Personalmente mi sento sconfitto. Avevo pensato che questa crisi fosse la mamma di tutte le crisi, avevo cominciato a mettere via alcuni semi di grano e ad accumulare legna per l’inverno, avevo perfino pensato di allevare alcune galline e di recintare col filo spinato il mio giardino… Sono andato in chiesa… ma solo per rubare la cera che cola dai lumini e farmi delle candele… ho seminato pomodori e perfino patate… ho comprato alcuni meli…

Previdente? previdente un cazzo! ho sbagliato analisi.. da luglio tutto torna a crescere ed io, che mi sono fatto un culo tanto, ho soltanto alimentato il pessimismo mentre potevo tranquillamente lasciare che l’erba crescesse nel mio orto… tanto non ci sarà alcuna vera crisi…..

Domani mi compro quattroruote e mi faccio un idea  per cambiare  macchina…

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marcegaglia attacca scajola

Posted by vaiattila su 19 febbraio 2009

In  realtà non è Emma Marcegaglia che risponde sprezzante al ministro Scajola dicendogli ” Pirla,io non sono un corvo, sei tu che non fai un cazzo1″ (frase poi tradotta dai giornalisti in ” io non sono un corvo ma il governo faccia di più”) A dire una frase tanto cruda è la sorella gemella di Emma Marcegaglia che si rivolge, senza saperlo, al fratello gemello di Claudio Scajola.

E’ evidente che è tutta una commedia basata su incomprensioni e su malintesi.

Infatti Marcegaglia, quella vera, e Scajola, quello vero, sono tutti e due perfettamente d’accordo. Secondo loro le cose non fanno poi tanto male se Emma confida che per la seconda metà del 2009 dovrebbero esserci segni di ripresa… ed è proprio quello che il ministro voleva dire. Ragazzi, che sarà mai… Ancora qualche mese e possiamo chiamarci fuori. Ovviamente c’era chi, come l’economista e giurista,  premio nobel in aspettativa, Renato Brunetta aveva già visto segni chiari di ripresa ad agosto 2008. Ma come tutti ormai abbiamo imparato, Brunetta vede lontano, il suo sguardo spazia oltre i nostri orizzonti. Emma. molto più concreta e senza grandi guizzi di genialità, vede la fine della criso per il 2009. E’ consapevole di essere una delle poche persone che ancora sperano in un miracolo, ma lei è donna di fede.

Dunque la crisi si concluderà. C’è ovviamente un ma. Il governo faccia di più:  dice Emma. Ma più di così,  benedetta donna, cosa può fare un governo che non abbia già fatto? Anzi a dirla tutta il governo, che aveva visto lungo grazie a Brunetta ma anche a quell’ altro genio di Tremonti, aveva già con la manovra di settembre risposto a tutte le possibili obiezioni e crisi. Il piano era ed è perfetto.  Ed è perfetto tuttora.

Ora basta parlare di crisi, che palle! non ne possiamo più.

Potremmo, per esempio, parlare di stupri. che è un tema che ha anche dei risvolti sociologici e psicologici molto interessanti.. e poi ci stanno di mezzo i rumeni…

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Emma, che grande strategia!

Posted by vaiattila su 11 ottobre 2008

Nel mio piccolo sono un imprenditore. Cioè vivo di un lavoro che dipende dal mercato e che ho messo in piedi investendo le poche lire che avevo. Sono quindi un piccolo imprenditore. Anche Emma Marcegaglia è una imprenditrice. in questo siamo colleghi. Solo che la differenza sta, sotto l’aspetto imprenditoriale, sul fatto che il mio capitale è molto piccolo e il suo piuttosto corposo. In questo abbiamo responsabilità diverse. C’è poi il fatto che lei sia anche la presidente dell’unione indistriali e in quanto tale rappresenta una carica pubblica di grande rilievo e di grande importanza.

Quindi se io dico cazzate, la cosa ha forse rilievo per me, per i miei soci e dipendenti e per la mia famiglia.

Quando Emma dice cazzate, invece, la cosa ha grande rilievo per tutti, anche per chi è un semplice pensionato o una casalinga.

In questi giorni di crisi ( e non si tratta di una crisi di quelle cicliche e rituali dove furbizia e speculazione giocano a mettere in saccoccia grandi masse di denaro) qualche illuminato analista parla della necessità di ristabilire delle regole più serie e ben diverse, dove il peso delle scelte e delle responsabilità dell’impresa siano maggirmente controllate e magari meno volte alla speculazione e al facile guadagno. Cioè tempo sarebbe che questa nostra borghesia dimostrasse di essere una classe dirigente o quantomeno una classe effettivamente meno squalificata di quella di una serie di pescecani moralisti pronti a sbranarsi tra di loro e continuamente in cerca di predare il resto della società.

Non faccio moralismo. Analizzo le cose con la logica di chi deve lasciare il mondo un po’ meglio di come l’ha trovato. e siccome ho dei figli mi tremano le vene ed i polsi a pensare a che cazzo di mondo lascio loro.

Dunque abbiamo appena detto, e anche parte del mondo imprenditoriale ha detto, che è necessario cambiare le regole del gioco. Abbiamo davanti una crisi che potrebbe essere (e secondo me lo è) epocale e tale per cui nulla sarà più come prima e tu, leader di una categoria importante ci viene a dire che i costi per l’allinamento del nostro paese al protocollo di Kyoto sono troppo alti e che le nostre industrie non possono permetterselo? e in questo ti vai ad uniformare ( e mi sorge un sospetto…) alle splendide analisi del ministro dell ambiente signora Prestigiacomo che sostiene esattamente che i costi sono troppo alti e gli obiettivi troppo esigui?

Bei musi da culo! Stiamo cercando di capire come mai una categoria di ladri e profittatori sia riuscita a sconvolgere il senso del mondo e a distruggere la grande “morale” del mercato (ovviamente scherzo) che subito la confindustria rincara il già pessimo risultato che abbiamo conseguito. Non freniamo le nostre emissioni di ciodue, continuiamo imperterriti, tando poi potremmo mostrare tutta la nostra sorpresa di fronte ai futuri eventi che succederanno. Quando avremmo il prossimo dramma, vuoi che esso venga dalla natura o dalla finanza, potremmo comunque esibire la nostra perplessità e la nostra meraviglia. Potremmo anche dire, indignandoci, dobbiamo stabilire regole nuove! Ma non adesso, per piacere, perchè, fatalmente, dobbiamo assolvere ad una missione più alta: dobbiamo aiutare il mondo ad uscure dalla crisi

Vato ad accendere il motore della mia macchina, con la mia produzione di CO2 aiuto il PIL a crescere.

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