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la grande depressione

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le riforme più sentite dal popolo.

Posted by vaiattila su 31 marzo 2010

Per conto di Radio Attila, la radio dell’amore, ho fatto alcun interviste.

riporto i tratti salienti di alcune di esse.

Mario, laurea in scienze delle comunicazioni, disoccupato, anni 29,  fidanzato con Sonia, ragioniara disoccupata  attualmente  un pochino in cinta( settimo mese) Vivono con la mamma di lei, pensionata baby, divorziata. Mario e Sonia occupano una stanza di 9 metri quadri. Mario  ogni tanto riesce a fare qualche  lavoretto come facchino ai mercati generali, Quando va bene porta a casa un duecento al mese.

Domanda. Mario, come sono andate le elezioni regionali?

Mario: sono molto soddisfatto: Siamo riusciti a tenere testa alla violenza della sinistra che pretendeva di fare delle elezioni escludendoci per futili pretesti. Abbiamo stravinto ed ora, finalmente potremmo fare delle riforme.

Domanda: Quale riforma ritieni sia prioritaria per il paese?

Mario: Più che al paese penserei all’italia intera. Comunque secondo me la riforma principale è quella della giustizia.

Domanda: ma secondo te la riforma della giustizia potrà incidere sulla tua condizione economica?

Mario: mi pare evidente! noi non possiamo più vivere in una società dove si privilegiano gli extra comunitari. Non è giusto. Come non è giusto che io non abbia una casa dove far nascere mio figlio o non possa avere i mezzi per sposarmi.

Domanda: Ma tutto questo non conta molto con la giustizia. Contà di più con la disoccupazione il lavoro che non c’è, gli ammortizzatori sociali… non ti pare?

MArio: no. Questa è una visione da comunista. Noi siamo preoccupati per le intercettazioni telefoniche. Non è giusto che il nostro presidente non abbia la libertà di scherzare al telefono perchè ci stanno gli spioni che ascoltano tutto e decontestualizzano le sue battute. Io come scienziato delle comunicazioni conosco molto bene queste problematiche: con questo giustizialismo il progresso si ferma perchè si ferma la libertà…

Domanda: Ed è così che otterrai la casa per la tua famiglia?

Risposta: una cosa alla volta. Prima di tutto la Giustizia. Quando avremo riformato la giustizia avremo tempo per rimettere a posto anche il resto.

……….. ( l’intera inervista sarà trasmesso per radio Attila, la radio dell’amore,  alle ore 18 del 30/3/2010)

Intervista concessa da Settimo Marton a Radio Attila, la radio dell’amore, in occasione delle elezioni regionali.

Settimo Marton, pensionato, continua tutt’ora a coltavare la terra.

Domanda: Signor settimo, come se la passa?

Settimo: mia tanto. Continua a lavor parchè la penzione non me basta. E poi go da dare una mano a me fio che è stato licensiato.

Domanda: E’ soddisfatto dela vittoria di Zaia nel Veneto?

Settimo: Ostrega! gera ora che vincesse uno dei nostri! Gerimo stufi dei comunisti al governo!

Domanda: Comunisti ? Ma Galan è del PDL!

Settimo: Appunto! comunista… ma po’ mica mi interessa a me che sia comunista… il fatto è che le quote latte vanno riviste!

Domanda: Ma lei ha un allevamento di mucche?

Settimo: Ma neanche per sogno! io faccio l’orticultore. Però bevo un bicchiere di latte ogni mattina.

Domanda: Senta, Berlusconi dice che dopo questa vittoria elettorale è ora di fare la riforma della giustizia: Lei è d’accordo?

Settimo: Sto ca***! a riforma dea gistisia! in galera dovrebbe andare Berlusconi, con tutti i schei che sa ciavà! In  galera, ‘sto porco!

D: Ma Berlusconi è il capo della sua coalizione! E’ il principale alleato di Bossi!

Settimo: ma non dica bestemmie!  E’ tutta un finta… Berlusconi è un ladro e Bossi gli tente… appena può … zaccc! ed è tutto finito!

(radio Attila, la radio dell’amore, non trasmetterà questa intervista perchè incita all’odie ed è piena di invidia…)

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elezioni: avanti così, verso il nulla!

Posted by vaiattila su 30 marzo 2010

mi chiedo: verso chi covo questo senso di fastidio?

Verso Belusconi perchè ha vinto ancora? e penso al consenso che aveva Mussolini nei confronti degli italiani… un consenso fatto un po’ di paura, un po di propaganda, ma molto di “complicità” e di ignoranza… E’ un consenso basato su Grandi fratelli, isole del famosi o cose del genere, ma anche sui modelli della pubblicità, delle cose “belle” , delle vacanze, perfino delle escort..

Verso la Lega che di fatto conquista il nord? e penso alla banalità delle sue parole d’ordine dove dal nulla si crea l’idea di un “popolo padano”  idea che storicamente nasce una trentina d’anni fa sulla base di slogan beceri, violenti e falsi… Banalità che si conferma nel perseguire l’idea di un popolo che continua nella linea dell’incultura, dell’ignoranza fatta a simbolo positivo della rusticità e della semplicità del “popolo”…

Verso il Partito Democratico che macina acqua al suo mulino e non riesce a dare una qualsiasi prospettiva? ma anche perchè guardando  dentro questo partito si colgono troppo spesso gli stessi “umori” che traspaiono nel berlusconismo… Troppi interessi, troppi giochi di potere, troppo distacco dal mondo reale…. A me, povero gramo, piange il cuore quando sento uno che prende tredicimila euro al mese che viene a dirmi che lui è deputato per difendere i miei interessi…. MA cazzo vuoi difendere i miei interessi… stai facendo solo i tuoi, coglione!

Verso i partitino della sinistra che continuano a spaccarsi? e’ una lotta ormai condominiale, autoreferenziale e quasi personale. Abbiamo un elettorato  di livello culturale decisamente basso, che sa distinguere le marche dei jeans e quelle delle auto,  ma non sa se Dante sia del 1200 o del 1800, ma che cazzo volente che sappia distinguere tra “tutti i colori del verde” (dalle mie parti ci stanno tre liste di verdi) e “tutti i colori del rosso” (altre tre liste di ispirazione comunista)?

Il popolo padano si appresta a diventare l’emblema di una nuova realtà. E’ una realtà dal fiato corto, dove l’egoismo spicciolo prende il sopravvento sull’interesse collettivo, ma questo già avviene da troppi anni… con qualche valore comunque positivo.  La Treviso di Gentilini è una Treviso xenefoba e culturalmente gretta, ma è anche una città ristrutturata e valorizzata sotto l’aspetto monumentale e della vivibilità.

Il popolo padano nella sua inesistenza vedrà sparigliare le carte alla prossima elezione quando, forse, Silvio non sarà l’oggetto di un referendum ( 77 anni… potrà ancora raccontarci le sue prodezze amatorie, potrà ancora trascinare un partito di ominicchi fino alla vittoria?)  e si avanzerà la Lega all’incasso: il nord italia  è mio e tu, partito dell’amore devi farmi da stampella oppure vai con Casini!

e a quel punto il grande partito democratico potrebbe perfino fare una alleanza con gli ex berlusconiani e con i casinisti e cercare una grande coalizione anti lega…. sarebbe lo sballo supremo.. l’emblema di un nulla che ormai si è impossessato di tutto. A questo punto la crisi non sarà solo economica, non sarà solo morale, non sarà solo politica, sarà la crisi globale. dove tutto sarà contro tutto, ognuno sarà contro ogni altro… sarà la rottura del del patto sociale in qualche modo sancito dalla costituzione.

Ed è appunto quello che vogliono distruggere.

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crisi e armi: prepariamo un futuro per i nostri figli

Posted by vaiattila su 20 maggio 2009

Beh, perchè scandalizzarsi? il livello è proprio questo: siamo un paese che da circa vent’anni ha intrapreso una  progressiva e costante regressione. Ora, in piena crisi, stiamo arrancando nascondendoci la realtà con grande protervia ed arroganza. Ci autoproclamiamo i primi ad aver capito la gravità della crisi e ci incensiamo nel ritenre di aver fatto tutto, ma assolutamente tutto per limitare i danni. Oggi siamo in testa nel vedere la ripresa, C’è la ripresa, certo che c’è. “non nobis, domine, non nobis..”  Se proprio devi incazzarti, Signore, non incazzarti con noi! prenditela con gli altri, i negri, gli ebrei, gli americani, i russi, ma non con noi, signore, non con noi….

Noi stiamo uscendo a testa alta dalla crisi: la piccola Italia ha già conquistato una parte di America ed ora si sta comprando la Germania: Produrremo auto a valanga… almeno cinque milioni e tutta questa operazione senza perdere un posto di lavoro e chiudere una fabbrica. Perchè noi riusciamo proprio là dove gli altri falliscono? Ma semplice, perchè noi siamo il frutto di una genialità antica, siamo i figli di Cesare, di Augusto, di Lorenzo il Magnifico, di Leonardo, di Galileo e via dicendo…

Siamo dei geni.

E’ anche giusto dire che a noi non serve investire in ricerca… le idee ci vengono così, perchè se anche dovessiomo investire allora saremmo uguali agli altri. Invece a noi le genialate escono così, a caso… non si sa bene nemmeno perchè, ma siamo fatti così…

Per esempio questa storia della caccia. La Lega, che accumula complessivamente una massa anche eccessiva di genialità , ha pensato bene di riproporre il rilancio delle doppiette. Padroni in casa nostra, zio caro! E se un uccello passa sulla mia testa io lo tiro giù, zio caro! perchè al novanta per cento è un migrante e non ha permesso di soggiorno… è questo è un messaggio mica tanto subliminale… potrebbe capirlo anche un negro…

Poi  c’è un risvolto inconscio. La difesa della roba. Che ci sia la crisi se ne stanno accorgendo tutti. Anche chi fino a ieri girava in suv sempre più grossi, spandeva capi firmati e credeva di essere una sorta di privilegiato per natura.. e invece da qualche giorno anche lui, il titolare di impresa, sente una certa angoscia… cala il fatturato, anche e soprattutto quello in nero, calano le commesse, le banche non scuciono nemmeno per costruire un piccolo condominio, e cè puzza di crisi…e stà gente che viene qua è rompe le balle… gente violenta, che pretende e non sa stare al suo posto…  voglia di ronde, voglai di armi, voglia di far sentire il proprio predominio… no, è solo autodifesa.

Da chi?  da cosa? ma dai volatili che infestano il cielo e schittano anche sul suv, zio caro!

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popolo veneto?

Posted by vaiattila su 21 agosto 2008

Andrea Causin  (Web http://www.andreacausin.it Blog http://www.fullio.it) è un consigliere regionale veneto del Partito Democratico.

Ricevo la sua news del 31 luglio, la leggo solo ora, che mi informa che la Regione Veneto sta discutendo sul nuovo Statuto e apprendo che tra i punti di dissenso tra maggioranza e opposizione regionale c’è anche:

“1. la definizione di popolo veneto, che noi riteniamo essere legata a tutte le persone residenti all’ interno del territorio del Veneto e che la Lega invece ritiene legata maggiormente all’ etnia e alla cultura;”

La mia idea di popolo (appartengo ad una minoranza che non ha particolare simpatia per questo concetto e soprattutto per quello che pare essere la sua degenerazione più in voga quale il populismo)  ne resta perplessa.

Guardo su wikipedia il termine popolo. Ci sono delle ambiguità concettuali e allora accolgo la definizione riportata nella Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli (CONSEU – Barcellona, 27 Maggio 1990), ove si afferma:
“Ogni collettività umana avente un riferimento comune ad una propria cultura e una propria tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato (…) costituisce un popolo.
Ogni popolo ha il diritto di identificarsi in quanto tale.
Ogni popolo ha il diritto ad affermarsi come nazione.”

Mi domando se esiste un riferimento comune, una propria tradizione storica, una propria cultura e in che cosa si sostanzi questa tradizione e questa cultura. Mi sembra che tutta la tematica sia vissuta in modo emotivo piuttosto che serio. Emotivamente siamo al “viva Venezia viva san Marco evviva le glorie del nostro leon” ma oltre a questo? la lingua?  si dice che il veneziano possa titolarsi come una vera lingua, e sia, ma in realtà abbiamo una quantità di dialetti che vanno dal rovigoto al bellunese con tutte le inflessioni quasi condominiali, ma perchè il trentino non è un dialetto veneto?  la cultura? che abbiamo espresso oltre a Goldoni, Gallina, Camon e qualche altro? e quale scrittore o intellettuale oggi accetta di dirsi “veneto” e portatore di una cultura veneta?  Tradizioni? ma cosa, il palio di Noale o la regata storica di Venezia?

Bene, con questo bagaglio comune possiamo aspirare ad essere la grande nazione veneta!

A me pare che forse il partito democratico veneto, invece che stare a discutere dentro un consiglio regionale o una qualche commissione per la redazione di uno statuto, dovrebbe fare una battaglia con una qualche visione anche più larghetta… tanto comunque vincerà la posizione più becera ma almeno avremo dato una prospettiva a chi questa limitazione culturale sta stretta come un cappio al collo… Forse la cultura la si fa anche con lo scambio di idee, con le provocazioni intellettuali e con qualche cosa che non sia lo stereotipo di una dibattito asfittico e senza alcun contenuto serio. E mi accorgo che mi sto incazzando dentro…

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il ponte di Calatrava e il federalismo fiscale

Posted by vaiattila su 20 agosto 2008

Strana associazione di idee. Ma stavo pensando a questa opera bella ed inutile. Il fatto che sia inutile non toglie nulla al fatto che sia bella.

Dunque, ha senso che un sindaco si preoccupi di spendere soldi pubblici per fare un opera bella ma inutile? Credo di sì, ma ci sono limiti che non devono mai essere valicati. Anche il bello ha un prezzo e il prezzo può essere giusto o eccessivo in sè e in relazione al risultato finale.

Non so, quindi, se il ponte di Calatrava sia costato troppo in sè, ossia se il valore intrinseco dell’opera sia stato pagato correttamente. Direi di no.
Per un fatto legato ai costi, al tempo di esecuzione, alle riserve pendenti sull’opera, agli errori progettuali e a quelli legati alla gara d’appalto…

Penso che i cittadini dovrebbero essere giudici di questi fatti e contemplare il ponte di Calatrava in rapporto al risultato finale valutando se l’opera ha reso la città migliore o peggiore e se in questo miglioramento eventuale si giustifica con i costi sostenuti.

Ma i costi sono stati comunque troppo alti. Beh, qua il Sindaco qualcosa avrebbe dovuto farlo, ma non mi risulta l’abbia fatto. Avrebbe dovuto capire quali errori sono stati fatti e avrebbe dovuto, almeno fare ammeneda di questo e rendere conto di come ha amministrato questa faccenda.

Saranno i cittadini a giudicare. Certo. Ma con quali elementi, con quali conoscenze specifiche?

Continuo a pensare a Catania, comune in situazione di bancarotta.

Penso al governatore della Sicilia Lombardo. E tremo.

Si è tanto parlato di Roma e del suo debito mettendo tutto sullo stesso piano e senza distinguere la spesa per gli investimenti e la spesa corrente. Poi ti accorgi che una città medio piccola è riuscita ad accumulare debiti fuori bilancio (questi sì gravissimi) per 800 milioni di euro buttati via nei modi peggiori …. ed oggi la   Lega si sceglie Lombardo come interlocutore sul federalismo fiscale…

e la richiesta di una legge speciale per Catania per ripianare il debito dove la mettiamo?

gli elettori? a Catania l’80% ha rivotato per i grandi spendaccioni… e mi chiedo quanti ponti di Calatrava nasceranno nelle varie città in epoca di federalismo fiscale e mi chiedo quali saranno i meccanismi di controllo effettivo sull’operato. e mi chiedo se ci sarà più o meno trasparenza negli atti amministrativi…

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