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la grande depressione

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la storia

Posted by vaiattila su 8 dicembre 2011

la storia di un singolo è spesso trascurabile rispetto alla storia con la s maiuscola.

LA storia di un singolo non intacca quasi mai il grande fluire degli eventi. Se poi parliamo di singoli individui insignificanti come posso essere io, o un operaio della fiat di Termini Imerese, o una cinquantanovenne in attesa di pensione, o uno sfigato che oggi non ha lavoro, non c’è storia! E’ sempre stato così.

La storia passa sopra la vita dei singoli con noncuranza. Ricordiamo i “servi della gleba”, o gli “operai”, o i “migranti” o “le donne”… ricordiamo, quindi le classi, i generi, i vasti movimenti sociali come fenomeno collettivo, movimenti di massa che in qualche modo trascendono gli individui, i singoli. In particolare per la gente “umile” , ma in realtà al di sotto di un dato reddito, la storia è tendenzialmente impersonale. LA storia individuale sembra essere inversamente proporzionale alla ricchezza o alla affermazione sociale.

L’incidenza delle classi subalterne, nella storia è anch’essa ininfluente. Citavo prima i servi della gleba. Che influenza hanno avuto essi nella storia del feudalesimo?  Qualche rivolta? qualche episodio limitato… ci ha pensato la borghesia, come classe emergente a modificare i rapporti.. I servi stavano là, ininfluenti sotto l’aspetto soggettivo, e stavano là, sul piano oggettivo di massa, come classe destinata a reggere il peso della società che gravava su  questi come un macigno.

Lo si voglia o no. Come singoli non contiamo niente. Ci illude la pubblicità. Ci facciamo illudere dalla pubblicità! ci piacerebbe essere solo noi ad avere quel dato orologio, quella macchina figa, bere solo noi quell’aperitivo… e mentre pensiamo tutti allo stesso modo ci viene da pensare a quanto siamo fighi noi che facciamo tutti la stessa cosa allo stesso modo…

Va bene, qua il discorso prende strade diverse…. restiamo al tema, che sotto sotto è molto semplice.

Io, per la storia, non sono nulla. Valgo niente.  Questa consapevolezza non è di oggi. Sono mellenni che so di non valere nulla per il mondo. Ma per me, ecco ritornare il discorso “soggettivo”, valgo molto, moltissimo.

Soggettivamente non mi reputo una cattiva persona. Sono dotato di principi etici e sociali abbastanza sviluppati. Non sono particolarmente egoista, cerco di gravare il meno possibile suglia altri.

Tuttavia negli ultimi anni la mia storia personale ha preso una piega piuttosto particolare.

Sono passato, un po’ volente e un po’ no, da una classe sociale media, ad una infinitamente bassa. Sono passato da un reddito medio alto, ad una situazione dove non ho nessun reddito. Non  mi posso permettere il dentista, ma neanche di riscaldare casa con l’impianto di riscaldamento… Ho il privilegio di andare a legna. Ho la fortuna di potermi fare legna, ho un costo alto (per me, si intende) per affittare un po’ di campagna, ma ho anche il privilegio di poter coltivare piantare seminare eccetera eccetera. Nel cambio, tra una classe e l’altra, ci ho rimesso in denaro, posizione sociale e via dicendo… ci ho quasi sicuramente guadagnato il salute e in contemplazione del mondo. Non so se tornerei indietro. Francamente lo dubito. Ho scelto, nella necessità, di fare una cosa che mi piace un sacco..

Solo vivo in ristrettezze e di conseguenza faccio vivere la mia famiglia in una  condizione francamente penosa.

E questo è l’unico vero motivo di tristezza per me.

Per colmo di sfiga sono nato nel 1952…ho versato quaranta anni di contributi pensionistici…. ma una parte di questi sono nel fondo  separato inps… versati come amministratore di una società…. non fanno storia…  non fanno anzianità…

La situazione di mia moglie è del tutto simile. Anche lei, ora, non ha lavoro. Ma tutto era tranquillo perchè a gennaio 2013 “andava” in pensione… sarebbe andata in pensione….

Ma c’è la crisi.

Sono anni che ragiono sulla crisi. Sono anni che vedo le cose andare verso il baratro è cerco, timidamente, di dire: no, così ci facciamo male… frena, frena!!!!

Ma niente, nessuno sembra preoccuparsi… Abbiamo tollerato un ministro della funzione pubblica che ha fatto la riforma delle “faccine” un presidente del consiglio che quando si è dimesso lo ha fatto, per sua esplicita ammissione, anteponendo gli interessi generali a suoi, una schiera di impresentabili personaggi da Tremonti (che oggi è stranamente sparito) a Calderoli, da Bossi a Rotondi da Brambilla a Gelmini… Ma abbiamo anche tollerato lo strapotere di banchieri, affaristi, mestatori, politici, notabili e conti….  Questi si sono arricchiti, hanno speculato, hanno truffato e rubato. Hanno distrutto il paesaggio, costruito, fatto opere pubbliche ad escusivo vantaggio di costruttori improvvisati… hanno fatto tutti i disastri possibili ed inimmaginabili e messo alle corde un intero paese.

Ed ora ci vengono a dire che proprio noi, che non abbiamo partecipato al banchetto e che da sempre ci sobbarchiamo il consapevole e folle onere di sostenere un sistema che non ci appartiene, dobbiamo anche pagare tutto il danno fatto da questi impuniti.

D’accordo, Monti, dobbiamo salvare il paese. MA di che equità stiamo parlando? di che modello di società ci dobbiamo fare carico? di quella dei professori illuminati che ogni dieci anni ci salvano dallo sfascio per riconsegnare l’italietta al prossimo uomo del destino che l’affonderà per gli anni futuri? o dobbiamo sostenere il modello delle grandi opere, delle TAV dei ponti sugli stretti, dei mose… Quale sviluppo ci prospettano oggi i professori?

MA anche: sacrifici. Ecco, forse non si è capito bene che cosa siano oggi i sacrifici chiesti… se parliamo di gente che sopravvive con stipendi o pensioni al di sotto dei 1000 euro.  Chi governa non ha per nulla presente come si viva in queste condizioni. IO ringrazio il cielo di avere legna e braccia buone. MA se stessi in città oggi sarei sicuramente al freddo.  Avete mai provato a vivere al freddo? Bene, molti dovranno abituarvicisi! Avete mai provato a dover abbandonare la macchina a casa e andare a lavorare in bicicletta? io l’ho fatto parecchie volte…. fa bene, ma quando ritorni la sera, di inverno, col buio… rischi la vita… e non per scherzo! Avete mai provato a non avere i soldi per mandare vostra figlia in gita scolastica? Brucia! Quando una manovra pesa sulle famiglie intorno ai mille euro di maggiori tasse, vuol dire una riduzione secca del 10% dei reddito familiare e questo per chi oggi è chiamato a pagare la crisi.

Per chi invece ha creato questa crisi o comunque ne ha tratto vantaggio, significherà dover pagare perfino 1,5% dei soldi erroneamente fatti rientrare in ITalia, dopo che, astutamente, su tali redditi hanno pagato solo il 5%… Cribbio! non c’è giustizia!

Oh, no?

Sior Monti, mi ricordi moto il mio professore di prima liceo. Se la Juventus perdeva il lunedì erano cavoli amari per tutti… Era così. Autoreferenziale, ingiusto ed anche abbastanza ruffiano coi i figli di chi “contava”….

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prof. gran bella manovra!!!….

Posted by vaiattila su 5 dicembre 2011

Dunque la crisi. Alla fine il Professore è riuscito a stupirmi!

premetto tre cose:

1) sono assolutamente convinto che la crisi sia gravissima

2) sono consapevole che una manovra economica, comunque, vada ad incidere sulla situazione attuale, nel senso che comunque non la migliora

3) sono convinto che uscire dalla crisi comporti una totale capriola rispetto al modo attuale di vivere… cioè l’uscita dalla crisi non può che comportare l’uscita dal modello consumistico…

a questo punto tutta la sorpresa che il Professore riesce a comunicarmi è data dalla sua faccia di bronzo. Comunica certezza e sicurezza. La manovra è questo è quello è quell’altro… ci spiega cose che voi umani non avete mai visto…. Il professore ci fa vedere come è possibile agire esattamente come un qualsiasi governo che lo ha preceduto per spiegarci che il sistema pensionistico così com’è non sta in piedi…. e in questo è del tutto simile ad Amato, Dini, Maroni e compagnia cantante… e sono solo 15 anni che è là che si concentra lo sforzo di equità dei nostri governi… e poi ci spiega, sempre il Professore, che si taglia di qua e di là.

Tre manovre in quattro mesi. Non parlare al conducente….

Ieri sera accendo la tevisione giusti in tempo per vedere Fazio che annuncia la presenza di Bersani.

E’ un Bersani imbarazzato. E’ un Bersani che mi fa capire che ancora una volta pagheremo caro, pagheremo tutto!

E’ un Bersani che ci spinge a fare di necessità virtù: dobbiamo salvare ancora una volta questo sistema! dobbiamo permettere a che gira in Cayenne di continuare a fare il figo… Ancora una volta dobbiamo essere responsabili! Spengo la tevisione.. già visto tutto!

alla faccia dell’equità promessa!

Si diceva che in Italia il 10% dei cittadini possiede il 50% della ricchezza…. però  chi denuncia al fisco più di 100.000 euro è meno dell’1%… qualcosa mi dice che questo dato è sfuggito al professore… qualcosa mi dice che questo governo sarà anche di tecnici, ma questa tecnica già è stata applicata nella storia… e mi pare la solita tecnica di sempre….

PAgheremo caro…. pagheremo tutto!

Ah, a me dispiace proprio profondamente sembrare qualunquista. Non lo sono. Purtroppo non lo sono mai stato… ma sarebbe proprio il caso che una intera classe politica e un intera classe burocratica lasciasse il posto perchè non si sta rendendo conto che veramente non se ne può più!

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mari o monti?

Posted by vaiattila su 24 novembre 2011

Una cosa è chiara nella mia testa: meglio lui che l’altro. L’altro ha rappresentato, e continua a rappresentare, il peggio della nostra politica.  Quando questo vecchio puttaniere compare in televisione ne percepisco l’odore ripugnante. Basta! non parliamone più. Silenzio tombale! aria!

Mario sembra essere l’uomo della provvidenza. All’improvviso siamo diventati virtuosi. All’estero non ci prendono più in giro, i toni della politica si sono smorzati, le dichiarazioni dei ministri sono terminate, la retorica si è abbassata. Nessuno parla male di Mario. La maggioranza degli italici ha “fiducia”.

E’ brutto, in questo clima post incubo, fare i disfattisti. Bisognerebbe godere di questa pausa, semplicemente. Sì, d’accordo, la borsa tentenna, il famoso differenziale con i bond tedeschi resta alto, ma il belgio sta prendendo la scena e la tensione su di noi si attenua. Godiamo di questa pausa. Sì, dai. Forse questa sera  vado a comprare la pizza, per far festa!

Ma a parte questo, mi guardo attorno e diffido. Mario forse riuscirà a fare qualcosa di buono, ma qua si parla di questo mitico sviluppo come la panacea di ogni male. Sviluppo? sempre lui, questo concetto che ha preso diverse sembianze in quella parte di storia che coincide grosso modo con la mia vita, mi sembra oggi arrivato alla fine. Io ho vissuto gli anni 50 che fanno sotto il nome di “ricostruzione”, poi gli anni del boom, poi gli anni dell’edonismo, poi gli anni della  crescita…. poipoipoi. Poi la stagnazione… di fatto. Un pil che  cresceva in virtù del debito, del saccheggio del territorio, della speculazione e dello spreco, Ma cresceva poco per volta perchè nel frattempo non esistevano dinamiche nuove, la pubblica amministrazione peggiorava progressivamente  ( a parte la parentesi delle “bassanini” osteggiate ed poi ignorate o burocratizzate fino al ridicolo)  e poi è arrivata la parola chiave di questa nostra epoca “recessione”. Non possiamo che recedere, questo è certo. Non saranno gli artifici contabili, le astuzie sul calcolo del pil, i grandi prelievi dalle buste paghe dei soliti noti a invertire la rotta.

Mario può solo allungare il travaglio, il parto della fine di un epoca. Mario e come lui gli Obama, le Merkel e chi più ne ha più ne metta…

Il fatto è che dentro questo gioco ci stanno un mucchio di persone in carne ed ossa, una massa di ragazzi che hanno l’età  dei miei figli… che cavolo possono fare? quale prospettiva per queste giovani donne e giovani uomini che hanno idee, voglia di fare, grinta, capacitò di sacrificarsi? Sì parlo di giovani che ben conosco che non passano le giornate a fare strusci vari o a sorbire spriz al bar.  Ma che spazio anche per me, che oggi sono una specie di disoccupato senza pensione nonostante quarant’anni di lavoro ed una età che non mi consente la pensione?

Devo credere a Monti come al male minore? devo seguire l’incrollabile fede del PD nello sviluppo o devo guarda le realtà, la mia realtà con gli occhi disincantati di chi non ama la “fede” come concetto in sè? Sì, io non ho fede, cioè non sono un credente. Non credo in Monti e non credo nello sviluppo. Guardo le cose e cerco di capire. Magari sbaglio, ma non faccio un atto di fede in chi mi racconta cose che non vedo e non sono nemmeno possibili..

Vedo che le mie condizioni di vita peggiorano sempre di più e capisco anche che non mi posso aspettare nulla di buona da questo stato di cose. Evidentemente ci deve essere un altra strada,  o comunque un altra strada va ricercata. Non  è possibile sperare in una crescita che se cdi sarà resterà solo come dato momentaneo… a meno che non si vada ad infilarci dentro un conflitto. Quello sì darebbe la possibilità di una nuova spinta ad una crescita del pil a due cifre.

Distruzione e ricrescita questa sarebbe la grande madre di tutti gli sviluppi…

Ferma tutto. Possiamo provare a dire le cose come sono? perchè finchè Monti, Bersani, Letta uno e Letta due, Berlusconi, Fassino, Fini, Casini, Fransceschini e tutto il resto del mondo continuano a sognare “sviluppo” non c’è storia. Sia che siano degli illusi in buona fede, sia che siano dei falsi venditori di sogni, costoro sono lontani dalla realtà.

 

 

 

 

 

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nessuno lo prevedeva…

Posted by vaiattila su 23 febbraio 2011

continuano a ripeterlo a “giustificazione” della loro sorpresa, impreparazione, inadeguatezza. Nessuno poteva prevedere questa incredibile implosione/esplosione dei poteri dittatoriali dell’Africa mediterranea…

paura dell’integralismo…. a costo di inventarselo….

ma continuamente i nostro grandi politici ce lo ripetono….per spiegare la loro miope incapacità di schierarsi… nessuno poteva prevederlo!

me cojoni!!!

nessuno di loro ha mai girato per l’Egitto o per la  Tunisia? della Libia non parlo, ma mi bastano le sortite del nostro amico libico… l’uomo che passerà alla storia per aver inventato il bunga bunga e per essere uno dei migliori amici del nostro premier…. Nessuno lo poteva prevedere…

così questa classe politica ci porta verso il baratro senza nessuna capacità di previsione degli effetti, veri, della crisi… ci snocciolano continuamente dati assolutamente contraddittori e abbastanza falsati nella loro interpretazione per spiegarci che la ripresa c’è!

poi a giustificazione dell’ acuirsi della crisi si potrà sempre tirare in ballo, in ordine sparso: la crisi del petrolio, la crisi del gas, l’esodo biblico dal nord dell’Africa verso l’Italia, la scadenza dei titolo spazzatura, la concorrenza della Cina, la rigidità dei sindacati, la crisi della fiat (come fare a non prevedere la crisi della fiat? oppure: se prevedi la crisi della fiat allora  sei un disfattista…), le speculazioni contro i titoli italiani, la Grecia, il Portogallo, la Spagna, la crisi mondiale, le trame della magistratura, l’aggressione dei poteri forti, le modificazioni climatiche e tutto il resto.

PErò, nonostante tutto sembri minacciare una situazione economica catastrofica per l’Italia, fatalmente nessun governante sembra accorgersene: siamo messi comunque meglio degli altri… continuano a ripeterci e quando la crisi sarà manifesta in tutta la sua durezza reale, allora qualcuno potrà sempre dire che la cosa è successa senza che nessuno lo avesse previsto…Alla faccia!!!!

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Non è un caso

Posted by vaiattila su 4 febbraio 2011

Agli inizi del  XXI secolo l’Italia fu retta da Silvio il Dormiente. Era questi un personaggio che spesso cadeva in stati semi comatosi in tutte le occasioni pubbliche. Alcuni lessero questo atteggiamento come una “rottura istituzionale” ed un segnale di profondo disprezzo per il ruolo pubblico di un regnante.

Questo aumentò notevolmente il degrado formale delle istituzioni e del costume degli italiani. Divenne normale, ed anzi segno di particolare “finezza”, presentarsi in televisione con il dito medio alzato, fare le corna, ruttare, bestemmiare, insultare l’avversario e via dicendo..

A Fronte delle sue penniche extemporanee, Silvio il Dormiente fece circolar la voce che egli era stanco perchè lavorava per l’Italia e soprattutto per gli italiani qualcosa come 24 ore al giorno. E questo lo costringeva ad utilizzare le occasioni pubbliche per schiacciare un pisolino ristoratore.

Ma lo stato comatoso veniva a volte interrotto da un’ alta figura istituzionale, del tutto simile alla prima, ma di spessore e levatura ben diversa. Si trattava di Silvio il Falso, uomo dalle grandi visioni strategiche e dotato di grande capacitò comunicativa. Silvio il Falso manipolava lo strumento televisivo con grande maestria. Compariva nei momenti più critici per raccontare a masse di massaie osannanti i successi del suo governo o per dare visioni future ricche di speranza e di prosperità. Andava in televisione ed annunciava grandi riforme istituzionali, la modifica dell’art 41 della Costituzionee tutte le masse proletarie andavano in visibilio… era ora! non se ne poteva più dell’art.41…bis.

Poi prometteva riforme straordinarie: la riduzione del fisco per tutti, la libertà d’impresa per tutti, la casa per tutti, il lavoro per tutti, la pensione per tutti, la bellezza per tutti… Era un mondo dove l’immaginazione era al potere ed ognuno era realmente libero di sognare qualsiasi cosa per sè.. appena uno sogna qualcosa per sè questo sogno era per tutti…. più maldive per tutti, più ferrari per tutti, più per tutti…

Succedeva però che qualcuno non partecipasse sempre e comunque al gioco dell’immaginazione al potere, oppure, succedeva che anche chi partecipasse al gioco a tratti si accorgesse che qualcosa non funzionava come sognato…

Così, a tratti, un qualche disoccupato, preoccupato per le sue condizioni materiali sfigate, si alzasse una mattina piuttosto triste e decidesse di andare il piazza a protestare o qualche gruppo di operai, vedendo una mattina la propria fabbrica chiusa, fosse colto dal dubbio di aver perso l’unica fonte di sostentamento… Dubbi per altro quasi subito fugati dalla realtà. La loro protesta “spariva” nel nulla quasi sempre… Risolta brillantemente dal Silvio il Falso che prometteva immediatamente bellissimi ammortizzatori sociali…

Ma alcuni nemici del popolo, sostenuti da macchinazioni di potenze straniere demoebraicheplutocratiche, nettevano talvolta i bastoni tra le ruote o remavano contro. PArtiti comunisti e magistrati comunisti complottavano contro Silvio il Falso.

Succedeva così che egli per qualche istante prendesse le forme di “Silvio il Flaccido

Ma la situazione di “depressione” durava poco perchè immediatamente subentrava Silvio il Terribile

Erano cazzi amari per tutti. Silvio il Terribile non aveva paura di nessuno. LA sua logica stingente e la sua superiorità personale non lasciavano possibilità di fuga all’interlocutore. Perfino  Massimo il Baffino ne era intimamente attratto e si carponava davanti alle cosmiche furie del grande fustigatore.

Tentò di resistere alla sua maestosa ira anche Fini il Centrista, Ne fu schiacciato!

L’ira che infiniti lutti addusse alla sinistra, si placò momentaneamente grazie all’intervento dell’Elefantino che cercò di ridare spazio al Silvio il Falso per “stemperare” i toni.

Però qualcosa non funzionava. Perchè quello che avveniva in Italia era in qualche modo “sputtanato” dalle notizie che trapelavano dall’estero. Per esempio la Comunità Europea cazziava spesso le virtù nostrane e ci smaronava con questa storia del “debito pubblico”..

E poi anche l’economia italiana, dicevano gli stranieri, non andava poi così bene….

Se il tarlo fosse entrato nelle italiche teste, il potere di Silvio il Falso, quello di Silvio il Flaccido, quello di Silvio il Terribile, quello di Silvio il Dorminente e quello di tutti gli altri Silvii sarebbe tragicamente andato verso il caos della civiltà.

Ecco che la geniale mente del Sommo Maestro concepì una strategia infallibile.

Cosa attrae maggiormente l’uomo (inteso come “umanità”?), cosa rappresenta l’elemento di maggior “controllo sociale” se non il “sesso”?

Sì, ma capiamoci bene. Non si tratta di un “controllo” basato sulla repressione sessuale, che mica siamo bacchettoni noi uomini liberi! e nemmeno si tratta di un problema di “liberazine” sessuale, che mica siamo permissivi noi uomini liberi!

noi siamo per una sessualità consumata e consumista che disgreghi lentamente i fondamenti sociali della convivenza civile perchè a noi non interessa la convivenza civile, la morale, l’etica e menate varie… a noi interessa il “consumatore” in quanto tale, l’uomo che spende comunque… tutto quello che serve a vendere e a comprare…. Il freno dell’etica, sia questa un etica laica o calvinista, o perfino cattolica a noi non interessa, anzi.

Bisogno spostare la cetralità del senso di colpa dall’idea del “peccato” a quella dell’ inadeguatezza. Quando uno è inadeguato? quando non può permettersi un qualcosa. Ti piace una macchina e non puoi permettertela? allora sei inadeguato devi sentirti in colpa… sei un quasi fallito …. se vuoi riscattarti devi poterti permettere quella macchina a tutti i costi e  senza nulla temere… se vuoi quella macchina ruba, violenta, uccida, molla tua moglie froda… fa qualsiasi cosa…. ma devi avere quella macchina…

Così inizia le meditata e lenta strategia del Silvio il Cesare.

il sesso come pubblicità per reclamizzare l’uomo nuovo: niente testa, cultura, etica, Tutto consumo, pos/sesso, uso.

Niente modelli virtuosi: rispetto della natura, rispetto degli altri, stili di vita parsimoniosi e virtuosi.

Ma uomo padrone che sporca, inquina e distrugge perchè è lui e solo lui l’unico vero padrone e chi più ha più è  e vale…

Silvio il Priapo inizia a mettere in atto la sua strategia. Siamo ad aprile 2007 e Silvio il Priapo si fa vedere in compagnia di alcune ragazze… E’ l’atteggiamento del vecchio “vorrei ma non posso”  per raggiunti limiti di età. Ma nonostante questo è la prima volta che il grande difensore della famiglia si fa cogliere in atteggiamento quantomeno inadeguato al ruolo, alla morale, alla decenza. Nonostante la “pudicizia” della foto, ci si chiede che cosa stia succedendo nella vita privata di quest’uomo potente anche quando è all’opposizione…

L’otto maggio 2008 nasce l’ultimo governo Berlusconi. Tanto per intenderci quello ancora in carica mentre scrivo, oscillante e vagamente con un piede nella fossa…. ma sempre e comunque in carica e sempre in leggera ascesa dopo il trauma dell’abbandono di Fini…

E’ un governo del fare…ma si mormora che qualcuno ha fatto più del dovuto… Alcune deputate brillano per avvenenza. Non si sa di quali competenze possano vantarsi, ma alcune di loro assurgono al ruolo di ministro… Strane voci… qualcuno storce il naso: una nuova tipologia di “voto di scambio…”

Silvio il Priapo ostenta sicurezza: non solo belle, ma anche brave..

Qualcuno fa circolare foto della prese da molto distante della grande villa sarda di Silvio il Priapo…. donne semi nude, porno ministri esteri, la fama, che è un venticello, si sparge e comincia a divenire di pubblico dominio l’attività ricreativa di Silvio il Priapo…

Nel mezzo della crisi dei rifiuti di Napoli Silvio il Priapo compare all’improvviso alla festa del diciottesimo compleanno di Noemi… E’ lo scandalo! Ipotesi e congetture varie e strane, ma a dirimere la questione è la moglie stessa del bauscia capo. Veronica non lascia dubbi e va sapere al mondo che il vecchio mostro “divora” vergini. Il mondo sembra gridare allo scandalo. Un altro al suo posto, in qualsiasi parte del mondo, se ne sarebbe andato di sua sponte senza bisogno di di ulteriori prove. Ma lui sembra godere della cosa. In un attimo si libera di moglie e morale e fa sapere al mondo, grazie al geniale supporto dell’onorevole avvocato Ghedini che Lui, Silvio il Priapo, è l’utilizzatore finale di giovani ragazze che una schiera di orribili ruffiani, papponi, puttanieri gli “mettono a disposizione”,

Sesso, corruzione, successo. Compaioni i nomi della cricca anemone, della cricca Tarantino, della cricca tale e della talaltra. Sesso denaro e successo. Uomini rampanti. Modelli da seguire. Tutto è lecito. E’ la magistratura la grande disgrazia del paese, La magistratura illiberale, che spia e che dilapida i soldi dei contribuenti in intercettazioni telefoniche ed ambientali….Maledetti magistrati.

Ora il modello Silvio Priapo ha un preciso nemico che viene additato ad ogni piè sospinto: sono questi comunisti di giudici che rompono i coglioni e che pretendono di opporsi al progresso della libera società del  successo.

E l’utilizzatore finale non lascia addito a dubbi. Lui è un grande amatore. Ce lo fa sapere tramite le sue vittime o le sue vestali.

E’ il caso D’Addario. Saltano fuori le feste, Papi è ormai come un pugile suonato, o così sembra. I suoi uomini si stringono a lui, Atotrno a lui stendono una cortina di racconti casti e perbenisti, ma lui sembra infischiarsene. Ogni tanto recita la parte della vittima e torna ad essere Silvio il Falso… illazioni, bugie, menzogne, oscure macchinazioni. Ma poi silvio il Priapo ha il sopravvento: sembra ostentare le sue prodezze.. Santa Romana Chiesa sembrerebbe quasi indignarsi.. ma non morde…

Fini vede la fine… si discosta, si dissocia. Ma lui avanti imperterrito. Sempre più feste, sempre più puttane chiamate con il neologismo di “escort” … poi un altro ulteriore strappo. Entra in campo un altra minorenne: è Ruby che di mestiere fa l’escort e che a tempo perso, sembra, ami impossessarsi di beni altrui. Per questo finisce in commissariato a Milano e Silvio il Priapo interviene. E’ storia risaputa che ci ha rotto le scatole tante le volte che abbiamo dovuto sentire e risentire nelle sue contrapposte versioni.

Resta il fatto che da subito molti pensano che questa volta Silvio Pelvico il Priapo non ce la possa fare… E’ finito. Anche santa romana chiesa sempre alzare un po’ i toni della sua reprimenda… non si fa così, non con le ragazzine…. non con le minorenni…

Emergono dai racconti delle escort o delle presenti alle feste anche spezzoni di porno racconto con Silvio il Priapo in piena attività copulativa… una, due tre, quattro, cinque , sei, sette…. Quando troverà mai il tempo di governare?

Di primo acchito la sensazione del naufragio è generale, percorre anche le sue truppe. Si legge imbarazzo perfino nei suoi più stretti collaboratori… ma lui resta calmo e serafico. Lascia passare il tempo e intanto inizia a martellarci con la sua versione dei fatti: i magistrati, ancora loro. Tutta opera del magistrati.

Non è che neghi le feste, il bunga bunga, le porno acrobazione sessuali di un settantaquatrenne in fresca,,, nega confermando, nega fascendo sapere che a lui piacciono le donne, nega inventandosi ora una fidanzata, ora una sua opera misericordiosa, ora una sua grande performance.. nega ed afferma che lui a casa sua fa quello che vuole. Nega e conferma tutto. E compiono figure ancora più imbarazzanti: modelli da seguire perchè di successo, pwerchè vincenti…

Ed è una Minetti, bella, vincente, intelligente, che indica la strada: così ha fatto Mara (Carfagna) e guarda dove è arrivata…. Ed è lei, bella e vincente, che organizza le orge del capo aiutata da nientepopodimenoche il grande direttore Emilio Fede, sommo puttaniere, commendatore di gran croce dell’ordine del postribolo, gran visir della menzogn. E anche il pappone per antonomasia, tale Lele Mora. Con lui Silvio il Priapo discute di politica e predispone le strategie dell’italia per uscire dalla crisi. E’ innegabile, Lele mora è una degli migliori teste d’uovo del berlusconismo.

LA versione ufficiale ancora una volta prende il sopravvento. Si perdono i riferimenti: tutto è nato dalla magistratura e non dal comportamento di Silvio il Pirapo. Non dal suo interessamento e dal suo intervento il questura per liberare Ruby, ma dalla cattiveria della Bocassini. E a forza di ripetere che lui a casa sua fa quello che vuole, che lui comunque non ha fatto niete di male, e che è suo diritto andare con chi vuole come e quando lui vuole, e che lui non va a puttane perchè non paga la prestazione delle ragazze. E se allunga qualche soldo è solo perchè lui è generoso .. e su questo rovesciamento delle cose ancora una volta lui propone il suo modello vincente. Seguite il suo modello vincente, seguite il modello dei suoi amici e delle sue ragazze… loro sono belle, ricche, hanno successo sia che si tratti di diventare escort, velina, onorevole o ministro. Questo è il modello: seguitelo e vi troverete bene.

Se questa volta dovesse cadere sarebbe un duro colpo alla sua figura. Ma pensate solo per un attimo che anche questa volta Silvio il Priapo resti in sella… voi credete che sceglierebbe la strada del “ridimensionamento?” Placherebbe solo per un po’ la sua smania sessuale e la sua voglia di farsi vedere come l’uomo di successo che è?

No, se riesce a stare in piedi, farà di tutto per alzare ancora di più il tiro. ancora più scandalo! sempre più scandalo perchè è questo che vuole la nuova morale. Vince chifrega gli altri e soprattutto chi frega gli altri rompendo le regole del gioco. Il modello Silvio è l’esatta rappresentazione del modello di speculazione finanziaria messa il piedi da chi inventa i titoli tossici… Fregare gli altri è il presupposto morale su cui si fonda un solido successo sociale.

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Grande vittoria dei sì

Posted by vaiattila su 15 gennaio 2011

Così gli impiegati, che non sono  toccati dall’accordo marchionnesco su turni, pause, e via dicendo, hanno fatto propendere l’ago della bilancia verso il sì. Quindi ora Mirafiori respira. La fiat potrà produrre alla grande ed essere competitiva. Produrre produrre produrre!

Che abbia vinto il sì sono contento: Almeno non si dirà che quello che andrà a succedere nei prossimo futuro è colpa degli operai… Se mirafiori chiuderà o entrerà in cassa integrazione nei prossimi mesi, sarà chiaro che non è per colpa degli operai, ma piuttosto di chi gioca un altra partita, non del tutto chiara… ma che prevede comunque la chiusura degli impianti italioti.

A quel punto sarà interessante vedere le varie facce di bronzo recitare la parte dei duri e puri.

Tanto per non sbagliarci il mercato cui fa riferimento Marchionne si chiama europa e usa… in questo grande mercato (che ha immatricolato circa 20 milioni di vetture nell’anno 2010) fiat e chrysler  hanno conquistato una fetta di mercato di circa un 10%…. con chrysler in crescita (nel 2009 era praticamente fallita se nno ci fossero stati il salvifico intervento di super marchionne e i soldi del buon Obama) e fiat in perdita di un 17% di vendite…

Chiaro che tutto deve andarsi a scaricare su quegli stronzi di operai che protestano e continuano a non indebitarsi per comperare i suv che producono, non capendo che se loro non sostengono l’economia, poi, tutto questo un giorno ricadrà sulle loro spalle. Immaturi!

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il giocatore d’azzardo – marchionne

Posted by vaiattila su 14 gennaio 2011

Chi, come me, vive la grande depressione se ne impippa  delle umane vicende. Tutto arriva alle sue orecchie con un riverbero ovattato di suono lontano, di radio mal sintonizzata, di sordità incipiente.

E al rumore si cerca di opporre la ricerca del silenzio assoluto. Un silenzio celebro leso che mica te ne frega niente…

Così, ai lontani clamori della vicenda FIAT, rispondevo ostentando indifferenza. Indifferenza per la vicenda… che i manager facciano il loro lavoro, per bacco e che il sindacato, diviso, dica la sua, ma non rompa più di tanto che a me dei loro problemi mica mi interessa… Anzi! che quei sopravvissuti al partito bolscevico, figli di operaisti in pensione, cultori dei quaderni rossi in sonnolenza, professionisti del No, vadano fuori dalle palle una volta per tutte … che non ne possiamo più di gente che ha fatto un mestiere delle disgrazie altrui….. Così pensava il mio sistema immunitario, fortefregandosi della realtà, o solo della minima conoscenza della storia e dei fatti.

alla mia antipatia nei confronti della bertinottesca  fiom non sapevo dare spiegazione, ma proprio non mi interessava dare spiegazione perchè, se non disturba, non so proprio cosa pensare…

E così me ne stavo tranquilli. Anche ora sono tranquillo, ma non so perchè, seguendo il filo distratto di parole sentite casualmente alla radio mentre guidavo il mio furgone carico di verdura, mi sono ritrovato infastidito dalle parole del manager Fiat…. Io non sono un giocatore. Si è no qualche partita a briscola… questo capodanno  i miei figli mi hanno insegnato il poker… tanto per passare qualche ora assieme…. e la ho osservato il gioco del bluff…. ecco, mentre sentivo il Marchionne lanciare lo strale fatidico  di ogni psicopatico che si rispetti : “o con me o contro di me!” ho intuito che l’uomo sta bluffando…

Ovviamente la mia “visione ” della crisi dell’ occidente, ed in particolare della nobile italitta, non da spazio a grandi prospettive! Continuiamo a far finta di pomi, ma secondo me siamo ci stiamo andando a scagliare contro il muro a tutta forza sperando che sia il muro a cedere…

Dai e dai mi sono convinto che il grande piano di Marchionne sia degno del peggior bluff possibile…. della serie prendi i soldi e scappa. I gringos, disperati dalla possibilità di “salvare” in qualche modo la loro industria automobilistica, si sono lasciati andare al sogno di un qualcuno che si assumesse il rischio di rilanciare l’industria automobilista. proprio loro che per cultura e natura sono abituati al sano pragmatismo, si sono fatti turlupinare dalla faccia paciosa del grande manager…. il quale ha fatto due conti…. prendo i soldi di Obama, rilancio un poco la fabbrica,,, poi cedo in qualche modo la fiat e con questo restituisco una parte di soldi ad  Obama… se poi il mercato riprende posso anche provare a continuare o altrimenti, io ci ho provato…se andava bene tutti avrebbero gridato al miracolo… se va male… pazienza “nessuno è tenuto all’impossibile”.

Eccolo là il bluff… E cosa ti fa il MArchionne? Dice di avere l’obiettivo di arrivare a produrre 5 milioni di vetture all’ anno… mentre in europa le vendite della Fiat segnano un 35% in meno e mentre rilancia (per la prima volta nella nostra storia aurtomobilistica) l’ idea di puntare sui SUV ossia quelle auto costose che proprio gli americani amavano qualche anno fa e che sono state le prime ad essere messe in vendita da parte dei loro proprietari gravati dalla crisi dei titoli tossici… come dire che Marchionne, si mettesse a costruire oggi centrali elettriche a carbone, mentre tutto il resto del mondo cerca di rivolgersi ad altre tecnologie.

Ecco che mi viene da parteggiare per la FIOM, Hanno ragione loro a cercare di resistere, porca miseria!

La grande depressione si nutre di queste figure salvifiche: uomini che annunciano proclami, hanno la grande arroganza di fottersene amabilmente degli altri e hanno la capacità di proporsi come eroiche figure di salvatori della patria… salvo poi, appunto, prendere i soldi e scappare….

A noi, ma anche agli onesti lavoratori, ai grandi politici del centro sinistra, ai lungimiranti sindacalisti del “accettiamo di essere inculati, ma invitiamo Marchionne all’uso della vasellina”, alle prefiche del caro estinto, ai doppiogiochisti e a quelli che dopo Marchionne negheranno di essere stati turlupinati, non resta altro che sperare ne l prossimo uomo della proffidenza… uno con le palle… che, finalmente, metterà a posto la situazione!

torno alla mia depressione.

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la grande depressione

Posted by vaiattila su 18 novembre 2010

il mio potente centro studi economico lo aveva previsto già con largo anticipo rispetto alla concorrenza. Così solo oggi, con notevole ritardo anche il centro studi delle Confindustria, mette in discussione la possibilità di arrivare ad una crescita per il 2010 del 1%. di PIL

Io, però, privilegio di un osservatorio straordinario che è quello di vivere a pieno la crisi, nel mezzo del Veneto dei capannoni e per di più in un affanno economico personale che mi fa toccare con mano l’assenza di ogni pospettiva che attanaglia ogni piccolo imprenditore.

Sono mesi che piove quasi ogni giorno ed ogni giorno si annuncia un emergenza. Un emergenza ambientale che si sposa con un emergenza economica ma che definirei, più che produttiva, un emergenza di modello: che cavolo di modello produttivo vogliamo perseguire?

Per anni le illuminate forze intellettuali della destra e della sinistra hanno “parlato” di sviluppo legando comunque questo “sviluppo” all’idea che dovessimo puntare su una produzione tecnologicamente più avanzata, abbandonando progressivamente l’attività manifatturiera di piccolo cabotaggio. E’ inutile che ti metti a fare concorrenza ai cinesi producendo magliette di cotone… fai cose ad alto contenuto tecnologico o ad alto valore aggiunto puntando sugli elementi forti della nostra economia, l’alto valore tecnologico e l’alto valore estetico.

Come se Cina e India non fosse in grado di “competere” sul piano dell tecnologia… mi pare di capire che così non sia, anzi. E attenzione: anche nel mercato dell’arte cina ed india stanno sempre di più pesando. Non è secondario. Noi italiani siamo assenti dal mercato internazionale ormai dai tempi della transavanguardia…..(sono trent’anni che non contiamo nulla …)  loro nel mercato internazionale, invece, ci stanno sempre di più…..

Così, ragionando astrattamente, nessuno che abbia focalizzato l’attenzione, la vera attenzione, su quella che è la grande arretratezza italiana che si chiama “pubblica amministrazione”. E’ vero, ogni tanto Confindustria si rammenta di questo bubbone e lo sciorina nel convegni e nelle feste di rappresentanza , ma sembra quasi un tentativo di “cercare scuse” per la impossibilità di uscita o semplicemente per frenare la particolare crisi italiana... Per due anni il nostro governo ci ha raccontato la fiaba della Germania che soffriva quanto e più di noi… ora che la Germania traina una crescita europea dalla quale siamo tragicamente esclusi, abbiamo perso il riferimento.

Ma dove era la Confindustria e dove era veramente l’opposizione, quando si parlava di “riforma” della Pubblica amministrazione?

Se si fanno a vedere le proiezioni di Repubblica si vedeva il ministro più amato dagli italiani schizzare al massimo del gradimento… e si vedeva lui, l’intellettuale, l’economista, il decisionista, il tagliatore di teste, il giustiziere, il castigatore dell’assenteismo, il riformatore, il rivoluzionario portare avanti una splendida riforma della pubblica amministrazione che nel giro di pochi mesi metteva l’Italia in grado di “competere” .. anzi di essere all’avanguardia di una riforma, anche tecnologica, a costo zero.

Così si rispolveravano tutte le grandi innovazioni dallo sportello unico, alla digitalizzazione della PA, al  telelavoro, alla firma informatica, alla mail certificata… tutta roba che si ritrova già regolata da leggi del 2000 e precedenti, allora disattese ed oggi rilanciate come novità assolute….

MA siamo ancora là. Fermi ad enunciare riforme che non saranno mai applicate ma se dovessero essere applicate, mostrerebbero tutta la loro strutturale debolezza, perchè sono operazioni che non vanno mai al nocciolo della questione. Non colgono, cioè l’essenza di un apparato statale del tutto inadeguato,

E’ una inadeguatezza che risale, probabilmente, al dopoguerra, ma che è stata nutrita dagli anni della Milano da bere, dal tangentismo, dalla interferenza continua tra politica, clientelismo e affarismo…E questo andava bene ad una parte molto aggressiva della borghesia italiana costituita da banchieri e costruttori siano essi stati Berlusconi (edilnord) o Agrnelli (impregilo), Ligresti o Caltagirone. E cito solo questi, ma è evidente come, solo ad evocare questo nomi, si evochi un incrocio tra imprenditoria e politica che non poteva che trarre beneficio dalla inefficienza della pubblica amministrazione. E questo solo per rappresentare un qualcosa di evidente a chi ha seguito anche distrattamente la politica italiana dagli anni settanta ad oggi. Ma ogni comune, dal più grande al più piccolo, ha avuto il suo intreccio affaristico…. è stato ed è l’unico modo di avere lavoro. Anche adesso che non c’è più trippa.

Non ho dubbi nell’affermare che chi, politico o pubblico funzionario, abbia tentato di lavorare correttamente dentro questo meccanismo, sia stato alla fine o emarginato o integrato nel sistema per getto della spugna. Sicuramente chi lavora secondo correttezza e senza venire a compromessi col nemico, viene, in un modo o nell’altro, espulso da sistema amministrativo perchè rappresenta una minaccia  ed un ostacolo alla macchina dello stato.

Non è solo il racconto di tangentopoli. E’ anche quello della protezione civile e di tante altre piccole e grandi attività di cricche  consorterie,  lobby,  cosche, gruppi di amici, compagni di merenda e dove non sai più chi sia causa e chi sia effetto di questo sistema. Come sintetizzava meravigliosamente bene Bossi “è tutto un magna manga” e nulla ha fatto, lui, per restarne fuori… anzi!

Ma in tutti questi anni non si è creato un vero movimento di riforma delle istituzioni, perchè è sempre mancata da noi una “visione” strategica della nostra società. E d’altra parte ad una società così corrotta e così incline a spogliare la funzione pubblica che cosa interessava creare una visione strategica? un idea di società che uscisse dalle generiche affermazioni di “giustizia sociale” (proclamata indistintamente da tutti e perfino implicita nel sogno berlusconiano di “più di tutto per tutti”).

Nemmeno la sinistra che almeno questo sforzo sotto Berlinguer lo aveva in qualche modo tentato, ha prodotto alcunchè: Che cosa si cela dietro lo “sviluppo” richiesto da Bersani? quale sviluppo, quale economia, quale Stato? Ed è solo un problema di “buona amministrazione”?

ne dubito.

Il fatto è che siamo entrati in una grande depressione. Peggio di quella fatidica degli anni trenta, aggravata dalla nostra “pesantezza” italica, e da questo scempio ambientale che ci ritroviamo proprio per effetto di quella rapina del territorio che il connubio affari e politica ha ampiamente contribuito a costruire.

E possiamo chiedere a questa classe politica ed imprenditoriale di tirarci fuori da questa depressione?

Sperarlo è solo follia: qualcos’altro deve necessariamente succedere e non è detto che questo vada nella direzione che sarebbe lecito augurarsi…

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alcune considerazioni di principio sulla crisi

Posted by vaiattila su 4 giugno 2010

”Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, – è scritto in una nota diramata da Palazzo Chigi – sta lavorando con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, su due punti essenziali: a) sulla manovra di stabilizzazione finanziaria. Una manovra basata sull’impegno europeo e poi sviluppata attraverso un comune e intenso lavoro di preparazione. Nell’ambito di una grave crisi finanziaria, la più grave nel mondo dopo quella del 1929, il Governo Berlusconi è fermamente convinto di avere fatto la cosa giusta, nel tempo giusto, nell’interesse dell’Italia. Il Governo la presenterà in Parlamento forte delle sue convinzioni, certo del senso di responsabilità della sua maggioranza; b) su ciò che è necessario e possibile per rendere il nostro Paese competitivo sulla crescita, a partire da un grande progetto di liberalizzazione delle attività economiche”.
LA prima cosa che mi salta agli occhi è il riferimento alla crisi del 1929. Fino a poco fa, Berlusconi non perdeva occasione per minimizzare la crisi. Ora, finalmente, si è accorto che esiste.

Su quali valutazioni il  presidente ritiene che la crisi venga, per gravità, dopo quella del 1929? Cioè, siamo sicuri che questa crisi sia meno grave di quella del 1929? Mi pare quantomeno superficiale venirsene fuori con queste valutazioni e ancora una volta mi corre un brivido per la schiena: stiamo recitando a soggetto… Mi pare di assistere, ancora una volta, alla scena del medico che arriva, guarda l’infartuato da distante e rassicura i familiari: tranquilli, è un infarto più leggero del precedente…

Ma poi non si era detto che una crisi come quella del ’29 non si sarebbe mai potuta ripetere proprio per la capacità del sistema attuale di saper prevedere e correre ai ripari per tempo?

E ancora: non eravamo  ormai “fuori” dalla crisi?

Si continua a parlare di ripresa, di crescita. Ma nello stesso tempo si agita il fantasma della Grande Crisi….

Qualcosa non va… E’ solo il bisogno di mettere in ordine i conti dello Stato l’ultima manovra finanziaria?

La crisi diventa un qualcosa di ultratterreno. Incombe su di noi. Non sappiamo come e perchè, non abbiamo un idea da dove sbuchi e dove arriverà.. Abbiamo appena capito che esiste, è per colpa sua che le cose non fanno come sperato, ma d’altra parte cosa possiamo fare contro la crisi? Son cose che succedono….

MA ci salviamo dicendoci che è internazionale. Certo. Perchè meravigliarsi del fatto che in un mondo globalizzato la crisi sia internazionale? Ci mancherebbe! Una crisi, per essere veramente una crisi, deve essere internazionale, altrimenti è semplicemente il fallimento di una politica nazionale… come in Grecia o in Islanda…

Se dovesse succedere che l’Italia andasse in fallimento e il resto delle nazioni europee, ma principalmente Germania, Francia, Inghilterra, no, allora sarebbe chiaro che qualcosa da noi non ha funzionato…MA solo allora questo sarebbe evidente, ma a quale costo!

Dunque, ci fa sapere palazzo Chigi, la manovra è semplicemente una stabilizzazione finanziaria. PEr quanto riguarda l’uscita l’uscita dalla crisi, il presidente del consiglio ci fa sapere che sta lavorando. Tutto riprenderà dal “grande progetto di liberalizzazione delle attività economiche”.

che ‘azzo vuol dire?

Liberalizzazione delle attività economiche? Un altra chimera che non si sa cosa possa mai significare… Si toglieranno gli ordini professionali degli avvocati, dei notai, degli ingegneri, dei commercialisti e via cantando? si toglieranno i privilegi di casta dei tassisti? Cioè si tornerà al decreto Bersani? oppure si sta dicendo che Silvio, monopolista della televisione, consentirà lo sviluppo del libero mercato televisivo?

Ma come tutto questo potrà incidere sulla crisi, tra l’altro in netto contrasto con quanto afferma Tremonti?

A saperlo… Parole dette in libertà, così ancora una volta per raccontarci la storia di un governo che governa, mentre la realtà fa da tutt’altra parte…

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la fine del mondo.

Posted by vaiattila su 22 maggio 2010

Non so se sia giusto il calcolo che il calendario Atzeco fece posizionando la fine del mondo il 21 dicembre 2012. Forse si sono sbagliati di qualche giorno, forse non hanno tenuto conto di qualche possibile variabile… dunque non è che il 22 dicembre 2012 tutti tireremo un sospiro di sollievo: si  sono sbagliati!, niente fine del mondo.

Io in realtà vedo pesanti segni che annunciano la fine del mondo.  Un momento, cerchiamo di chiarire: non la fine del mondo, ma la fine dell’umanità  e forse è meglio chiarire ancora di più… non la fine di tutta l’umanità, ma più esattamente la fine nostra, quella di noi che siano il portato storico migliore dalla civiltà giudaico-cattolica.

Purtroppo non ho conoscenza del terzo mistero di Fatima (secondo me anche là si parla del 2012, della pedofilia e del comunismo, ma se ne parla in termini talmente drammatici che forse i cosacchi finalmente potranno abbeverare i loro cavalli in San Pietro senza risultare così sconvolgenti come sapere tutto sulla pedofilia di santa romana chiesa…) e quindi nno ho grosse certezze. Mi devo affidare alle mie “percezioni” e a quel poco di storia che ricordo dalle elementari.

Noi siamo un po’ come quei dinosauri che qualche millennio fa avevano cominciato a lamentarsi: non ci sono più le mezze stagioni…. l’erba di una volta era molto migliore,, c’era un tempo in cui…. ah, ai miei tempi… e via così, lamentandosi senza rendersi conto che non si trattava solo di fenomeni passeggeri, ma di un vero e proprio cambiamento. Loro, ingenui, non fecero nulla per cambiare il loro destino… si lamentavano per episodi del tutto secondari, confondendo la causa con l’effetto… e così sono periti tutti, nel giro di poco tempo… un po’ come le balene o i capodogli che vanno in massa a spiaggiare in qualche felice località balneare: periscono e con loro poco alla volta perisce tutto il loro genere (alla faccia dei giapponensi!) Perchè si suicidano le balene? vallo a sapere…Lo fanno consapevolmente o sono “stordite” da qualche elemento estraneo (sonar, onde radio, tempeste cromatiche, meteorismo cronico?) fatto sta che i fatti non buttano comunque bene…

E anche il clima… non è che siamo anche noi come i dinosauri che ci lamentiamo dell’assenza delle mezze stagioni e non ci accorgiamo che le cose stanno cambiando veramente? io quest’anno non  sono riuscito a piantare i piselli… quelli piantati lo scorso inverno sono in gran parte defunti… i pochi baccelli che sono riuscito a recuperare sono sul fuoco da mezza giornata in attesa che diventino un po’ più teneri… piccoli fatti, lo so.. ma intanto…

e non è solo il clima che depone per un qualche cambiamento drastico. Nel mio orto non posso quasi più muovermi senza pestare una lumaca…sono letteralmente invaso… E’ certamente un piccolo segno, magari insignificante… Ma chi lo sa se alla vigilia della scomparsa dei dinosauro oppure poco prima che l’impero romano cadesse brutalmente le lumache non avesse tentato di prendere il sopravvento?

non sottovalutiamo le piccole cose, le sensazioni.

Ieri, per esempio, ho visto su internet la foto del nostro amato presidente, Mi pare che fosse legato ad un intervento che avanzava una qualche difficoltà legata all’attuale crisi che sembrerebbe essere un pochino più bruttina di come sembrava… non tanto, ma poco poco.

Ad impressionarmi, però non erano le parole del nostro amato presidente, quanto la foto in sè. Ho avuto un brivido e subito ho cambiato schermata.

Quell’immagine mi si era collegata nel cervello ad una di quelle che stava in appendice al testo di medicina legale… tra le tante fotografie di cadaveri vittime di questo e di quello ci stava anche l’ immagine di una salma conservatasi con un fenomeno chiamato, mi pare, visto il numero di anni passato, adipocera.

ricordo che prima di fare l’esame di medicina legale non ebbi lo stomaco di rivedere quelle immagini e le strappai.

Rivedere quel effetto ceroso ed untuoso , un po’ traslucido sulla faccia del nostro amato presidente mi ha fatto come presagire che la fine sia ormai vicina…

e non era solo la fine del nostro amato presidente, ma quella di un mondo…

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Ragazzi, c’è la crisi….

Posted by vaiattila su 15 maggio 2010

l’altro ieri, come da due anni a questa parte, il governo ci annunciava che sì, c’è la crisi, ma noi siamo a posto. E’ già tutto fatto. Noi siamo meglio degli altri…

Poi ieri, dopo che la borsa ha dato qualche segno di caduta, siamo rimasti un attimo a pensare: ma cos’è questa crisi che da alcuni colpi di coda? ma poi proprio o adesso che ci sono anche dei veri segni di ripresa… Mah, è una cosa strana….

Poi oggi qualcuno ci annuncia che sarà necessario fare una manovra… da 25 miliardi di euro… ma come? proprio adesso che ci sono evidenti segni che siamo fuori dalla crisi, o quantomeno ne stiamo uscendo?

Le menzogne di Berlusconi e del suo governo mostrano una qualche crepa… così come le turbolenze nella caserma delle libertà mostrano che forse le cose si stanno mettendo al peggio.

Intanto  cominciamo secondo prassi… prima componente della manovra: tutti i lavoratori dipendenti… restrizioni!

seconda componente della manovra: le pensioni. MA come proprio ieri gli organismi internazionali elogiavano l’Italia dicendo che i conti previdenziali erano in regola mentre restavano le preoccupazioni per l’indebitamento… ma pprio e sempre sulle pensioni vai a stringere?

terzo elemento delle manovra: (tenetevi duro!) un condono.!.. un condono?  ma non si era detto  basta coi condoni… Ma si sa, i condoni sono come le ciliegie, uno tira l’ altro… e così di condono in condono continueremo a favorire i soliti noti, mentre ma massa dei soliti ignoti pagherà:

Sì, il mio è uno sfogo!

E  il bello è che stiamo aiutando la Grecia ad uscire dalla crisi… in buona parte la nostra manovra andrà a coprire il prestito. Geniale!

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una crisi grande come il mare

Posted by vaiattila su 8 maggio 2010

Giro tra i diversi siti che si occupano di economia. Colgo argomentazioni interessanti, stimoli, spunti. Mi pare che la prima cosa da dire sia che da questa crisi non ne siamo fuori. Anche noi italiani che siamo stati i più bravi in assuluto che questa crisi l’abbiamo prevista prima degli altri e prima di tutti gli altri abbiamo detto: non facciamo niente, facciamo come se la crisi non esistesse… prima o poi si stuferà di romperci le scatole e se ne andrà..  e comunque, siccome non sappiamo assolutamente cosa fare tanto vale negare tutto… la crisi c’è, anzi c’è stata, anzi c’è la ripresa, anzi ci sono segni di ripresa, anzi stiamo per uscire, anzi cresceremo.

Il punto è che la situazione è veramente complessa e che più che ad una crisi finanziaria si dovrebbe guardare a questa crisi come a una crisi di un modello. Cioè ho come l’impressione che non siamo di fronte ad un elemento contingente, mutevole, relativo, ma di fronte ad un qualcosa di strutturale, un qualcosa che ha direttamente a che fare con il modo con il quale sono costruite le fondamenta della nostro sistema economico,

Guardiamo alla crisi della Grecia. La Grecia ha in qualche modo seguito ed ampliato il modello italiano.  Grande evasione fiscale, grande indebitamento, grande inefficienza della pubblica amministrazione, grande clientelismo. Poi ci ha messo di suo anche dati falsi ed altre amenità.

Fatto sta che questo paese è in crisi marcia e non è più in grado di onorare i propri debiti. Quindi è in uno stato di insolvenza e di crisi. Si dice: è la crisi dell’euro.. se la Grecia tracolla avremo una catena di fallimenti di altri stati dell’area euro.. Da prima questa cosa mi sembrava anche verosimile, ma più passa il tempo e più mi chiedo: ma di che stiamo parlando? quale è la connessione tra l’euro, la sua debolezza e il debito pubblico greco?

Niente… il problema di sposta. Non è un problema di moneta che mette alle corde la Grecia,  (in caso è che la Grecia, se non fosse entrata nell’area euro potrebbe semplicemente svalutare del sua dracma e in qualche modo provare a galleggiare, ma non è detto  che questo riesca, anzi…)In realtà è un problema di politica. Uno stato europeo, che appartiene all’unione europea è di fatto fallito. Che fanno gli altri stati, lo aiutano? lo mollano? fanno vinta di nulla?

Alla fine non l’Europa, ma alcuni stati dell’Europa, si sono detti, ma sì, diamogli una mano….

Noi Italiani, da sempre smargiassi, ci siamo fatti subito promotori di questa misura.

Ora, se io ho un debito che devo pagare assolutamente e non ho soldi, posso provare a chiedere ad un amico un prestito. Ma non vado a chiedere un prestito a chi so che è indebitato quanto me. Vado da chi so che ha grandi risorse ed ha disponibilità di  denaro liquido.

Invece, alla Grecia i soldi li diamo noi ed altri che comunque, in questo momento, non hanno soldi disponibili. Cioè in questo modo aumentiamo il debito della grecia (che con i soldi che le diamo copre parte dei debiti che già ha, ma alla fine il debito complessivo cresce) e aaumentiamo anche i debiti nostri in quanto non possiamo finanziare la Grecia che aumentando a nostra volta il nostro debito.

Ed ecco il complesso del debito dell’area dei paesi dell’euro cresce. Cioè ci siamo fatti del male. E l’euro è più debole e l’incertezza sale….

MA questa è solo una vicenda che denota come siamo complessivamente allo sbando, al vai da te senza una via d’uscita…

Le risorse energetiche. Anche questa questione è lungi dall’essere affrontata.(post precedente)

Il fatto è che la crescita, se in qualche modo esiste è legata al fatto che una parte del mondo, quella che cresce maggiormente, si trovava in una situazione di grande arretratezze. In questi anni è cresciuta in modo incredibile ed ha ancora notevoli spazi di crescita…. per quanti anni?

Per quanti anni potremmo assistere al miracolo economico di Cina India Brasile?

cinque? Sei? e dopo? Quando il popolo cinese avrà raggiunto un livello di benessere simile a quello nostro, cosa succederà? Succhieremo ogni stilla di petrolio dalla terra ede inventeremo nuove risorse energetiche. Questo è poco ma sicuro. MA poi potremo continuare a pensare  di crescere  o inevitabilmente ci troveremo di fronte ad una qualche recessione?  Cinque o sei anni o anche di meno… e la politica, che dovrebbe prevedere e pensare al futuro non sa o non vuole guardare a questo medioevo prossimo futuro che sfocerà o in una guerra folle o in tensioni sempre più pesanti…avanti così, con la politica fai da te, senza osare nulla che non sia la trita bestialità della “ripresa” dello”sviluppo” del “rilancio”.

Da qualsiasi parte si guardi, solo di questo si parla, alla faccia della realtà che nessun politico osa guardare in faccia.

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il petrolio e il male minore

Posted by vaiattila su 4 maggio 2010

Stavamo a tavola quando, sul finir della cena, l’ingegnere se ne esce con una domanda rivolta a me…”Ma secondo te, ci autorizzano un intervento del genere?”

L’ingegnere (figlia degenere di una famiglia di artisti ed umanisti quali noi siamo) ha il dono della “semplificazione”. Cioè, a fronte di problemi complessi, riesce a ridurne l’impatto a volte in modo sorprendente, altre volte, perchè nessuno è perfetto, in modo troppo radicale, con risultati forse meno apprezzabili.

alla questione prettamente tecnica, si tratta di bonifica di un sito contaminato pesantemente, si aggiunge il tema introdotto da mia moglie sull’aspetto “qualitativo”‘ e metodologico. Poichè mia moglie, a parte gli studi economici, è un artista l’elemento qualitativo nasconde anche una valenza estetica.

LA discussione prende pieghe inaspettate. Ad un certo punto, incautamente, l’ingegnere introduce il concetto di “male minore” e la cosa degenera.

Lo so, la colpa è mia, ma di fronte al tema “male minore” l’aleatorietà dell’aggettivo  “minore” contrasta con il sostantivo “male”.

capiamoci: non è che il non colga la differenza… tra il cadere da una sedia e il precipitare dal decimo piano, colgo immediatamente cosa sia il male minore, ma in altri casi, non sono propriamente così convinto di cogliere il senso del male minore.

Il discorso si sposta sul petrolio e sulla nostra società che è profondamente piantata su questo combustibile.

Se è vero che abbiamo raggiunto ed utilizzato almeno la metà del petrolio disponibile e siamo entrati in una fase tutta nuova del rapporto tra domanda ed offerta, dove ,’offerta comincia a scarseggiare rispetto alla domanda allora, ed ecco la mia confusione, non è così facile comprendere quale sia “il male minore”.

Stando a quanto  ci è dato capire le prospettive non sono particolarmente felici.

E anche il disastro della Luisiana rappresenta un salto di qualità nella drammaticità della crisi. Estrerre petrolio diventa sempre più costoso e sempre più difficile. Con l’aumento delle difficoltà aumentano ulteriormente i costi e i possibili danni ambientali… Se è vero che nel 2015 avremo una carenza del 10% di offerta di petrolio, sarà inevitabile l’aumento dei prezzi e la penuria di carburante…

Se per alimentare l’offerta necessaria oggi andiamo a trivellare fino a 1500 metri, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, significa che sarà sempre più difficlile estrarre la nostra “manna”…

Potremmo sacrificare altre terre, altre vite, alti ambienti: Cwrto nulla ci potrà fermare e nulla sembra contare tanto quanto il petrolio. Perchè il punto è questo: non  c’è alternativa.

LE energie rinnovabili?  il nucleare? per quanto possa essere difficile da comprendere in termini quantitativi la richiesta di petrolio ha ripreso a crescere dopo un calo decisamente limitato e conseguenza diretta della crisi. Tra breve, si calcola, ci avvicineremo ai cento milioni di barili al giorno, nonostante i miglioramenti qualitativi di utilizzo dell’oro nero, nonostante l’incremento delle energie rinnovabili, nonostante tutto… e nulla sarà in grado, in questi pochi anni, di colmare il differenziale tra domanda (in crescita) e offerta (in calo).

Ci stiamo avviando verso un pewriodo dove le crisi saranno dure, durissime e lo scontro commerciale lascerà morti e feriti sul campo. PEr non parlare di uno cento mille disastri ecologici che si prospettano grazie alla bramosia si realizzo, alla difficoltà di estrazione e alla spregiudicatezza delle compagnie petrolifere…

Tutto questo lo possiamo classificare alla voce “male minore”.

Nessuno si sogni, nemmeno per un attimo, di perdere di vista il Pil. Solo dalla sua crescita dipende la nostra prosperità…

Tutto questo prossimamente su questo schermo!

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noi ce la faremo…

Posted by vaiattila su 27 aprile 2010

al questione petrolio è quasi più affascinante della questione della crisi greca… E quando parlo di petrolio non parlo tanto di quella quisquilia ambientale costituita dal greggio che sta arrivando a lambire le coste della Luisiana, quanto piuttosto di un problema di fornitura. Se è vero che nel 2015, ossia tra soli quattro anni è prevista una carenza di materia prima del 10% rispetto al fabbisogno (non dimentichiamo che c’è chi cresce del 10% ed oltre di PIL e , fatalità, non è lo stato di San Marino, ma la Cina) dovremo fronteggiare effettivamente una crisi che continuiamo a far finta di non vedere, ma che sarà sicuramente molto impattante sulle nostre abitudini.. Aumento dei costi, prima di tutto, ma forse anche settori deboli che non potranno “sostenere” l’impatto degli aumenti.

Penso ad esempio all’agricoltura…già il settore è in profonda crisi… cosa succederà?

io sto pensando di rinunciare alle macchine motrici, trattore, motocoltivatore ecc che funzionano a gasolio o a benzina, LA mia risposta alla crisi sarà in chiave oscurantista: voglio un cavallo!! con lui, con la sua forza, mi metterò ad arare, dissodare, fresare…. altri useranno altre tecniche.

Io sono consapevole che la mia scelta sarà perdente. Quasi folle, sicuramente stupida.

Sull’altro fronte, quello illuminato, tecnologico, lungimirante, le scelte andranno nella direzione dello sviluppo. Gli antesignani di tale visione, sicuramente vincente, sono quei due utilizzatori finali di escort  che si chiamano Putin e Berlusconi. Loro si sono consultati e di comune accordo ci vengono a raccontare che svilupperanno il nucleare nei rispettivi paesi… Da due così, sostenitori del partito dell’amore, avremo solo del gran bene…

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Tre euro

Posted by vaiattila su 9 aprile 2010

Tanti anni fa, quando avevo ancora tutti i capelli in testa, chiesi ad mio amico giornalista se il suo giornale era interessato a “subire” una mia collaborazione a tema culturale (cosa avessi da dire, all’ epoca, mi sfugge… ma ero ancora giovane…). Fatto sta che mi rispose invitandomi a mandargli un mio curriculum e una “proposta” su come intendevo la mia collaborazione. Poco dopo aver presentato le mie referenze ebbi un incontro con qualcuno che ora non ricordo, non so se il Direttore o il capo redattore…. la risposta fu “si può fare…”

Poi non se ne fece nulla per colpa mia. Ora che me la passo malino e la crisi sembra avercela su con me, mi è venuto in mente di sondare questa possibile via… chissà che non ci tiri fuori qualcosa, mi son detto… e mi sono messo immediatamente all’opera.

Telefono al mio vecchio amico, oramai anch’egli incanutito, e dopo i convenevoli di rito gli sparo la mia richiesta: c’è possibilità di collaborare? Silenzio. Sta valutando la cosa?, sta cercando le parole per dirmi picche?, sta pensando che sono fuori da ogni dove?

alla fine mi dice: guarda, non ci crederai, ma un articolo di un collaboratore esterno di critica lo paghiamo tre euro….

Fa be’… poi il discorso si inerpica sui massimi sistemi… ciao ciao e la storia finisce.

E no, non finisce così! Provo ad un altro quotidiano… Lunga conversazione con quello che potrebbe essere il responsabile della terza pagina…. Anche se non lo conosco lui è molto disponibile … ma il quadro è desolante… e finisce con un tre euro ad articolo… e questo è quanto vale oggi la cultura!

Ciao

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elezioni: avanti così, verso il nulla!

Posted by vaiattila su 30 marzo 2010

mi chiedo: verso chi covo questo senso di fastidio?

Verso Belusconi perchè ha vinto ancora? e penso al consenso che aveva Mussolini nei confronti degli italiani… un consenso fatto un po’ di paura, un po di propaganda, ma molto di “complicità” e di ignoranza… E’ un consenso basato su Grandi fratelli, isole del famosi o cose del genere, ma anche sui modelli della pubblicità, delle cose “belle” , delle vacanze, perfino delle escort..

Verso la Lega che di fatto conquista il nord? e penso alla banalità delle sue parole d’ordine dove dal nulla si crea l’idea di un “popolo padano”  idea che storicamente nasce una trentina d’anni fa sulla base di slogan beceri, violenti e falsi… Banalità che si conferma nel perseguire l’idea di un popolo che continua nella linea dell’incultura, dell’ignoranza fatta a simbolo positivo della rusticità e della semplicità del “popolo”…

Verso il Partito Democratico che macina acqua al suo mulino e non riesce a dare una qualsiasi prospettiva? ma anche perchè guardando  dentro questo partito si colgono troppo spesso gli stessi “umori” che traspaiono nel berlusconismo… Troppi interessi, troppi giochi di potere, troppo distacco dal mondo reale…. A me, povero gramo, piange il cuore quando sento uno che prende tredicimila euro al mese che viene a dirmi che lui è deputato per difendere i miei interessi…. MA cazzo vuoi difendere i miei interessi… stai facendo solo i tuoi, coglione!

Verso i partitino della sinistra che continuano a spaccarsi? e’ una lotta ormai condominiale, autoreferenziale e quasi personale. Abbiamo un elettorato  di livello culturale decisamente basso, che sa distinguere le marche dei jeans e quelle delle auto,  ma non sa se Dante sia del 1200 o del 1800, ma che cazzo volente che sappia distinguere tra “tutti i colori del verde” (dalle mie parti ci stanno tre liste di verdi) e “tutti i colori del rosso” (altre tre liste di ispirazione comunista)?

Il popolo padano si appresta a diventare l’emblema di una nuova realtà. E’ una realtà dal fiato corto, dove l’egoismo spicciolo prende il sopravvento sull’interesse collettivo, ma questo già avviene da troppi anni… con qualche valore comunque positivo.  La Treviso di Gentilini è una Treviso xenefoba e culturalmente gretta, ma è anche una città ristrutturata e valorizzata sotto l’aspetto monumentale e della vivibilità.

Il popolo padano nella sua inesistenza vedrà sparigliare le carte alla prossima elezione quando, forse, Silvio non sarà l’oggetto di un referendum ( 77 anni… potrà ancora raccontarci le sue prodezze amatorie, potrà ancora trascinare un partito di ominicchi fino alla vittoria?)  e si avanzerà la Lega all’incasso: il nord italia  è mio e tu, partito dell’amore devi farmi da stampella oppure vai con Casini!

e a quel punto il grande partito democratico potrebbe perfino fare una alleanza con gli ex berlusconiani e con i casinisti e cercare una grande coalizione anti lega…. sarebbe lo sballo supremo.. l’emblema di un nulla che ormai si è impossessato di tutto. A questo punto la crisi non sarà solo economica, non sarà solo morale, non sarà solo politica, sarà la crisi globale. dove tutto sarà contro tutto, ognuno sarà contro ogni altro… sarà la rottura del del patto sociale in qualche modo sancito dalla costituzione.

Ed è appunto quello che vogliono distruggere.

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pesanti segnali di ripresa

Posted by vaiattila su 21 marzo 2010

20 aprile 2009 –  OCSE: segnali di ripresa economica incoraggianti su Euronews

22 giugno 2009 – Italia in ripresa – E’ un momento magico su il Blog di Renato Brunetta

8 settembre 2009 – segnali convergenti di ripresa su Governoberlusconi.it

24 settembre 2009 – Economia reale – segnali di ripresa su lavoce.info

6 ottobre 2009 – tutti i segnali di rpresa su il Foglio

9 ottobre 2009 – Italia e Francia in testa alla ripresaa su il Giornale

11 dicembre 2009 – forti segnali di ripresa Ansa

si potrebbe andare avanti migliaia di pagine di annunci pubblicitari. 

Personalmente, dopo questo lungo periodo di ripresa, comincio a temere che ci siano segnali di crisi…

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Crisi? ma no, siamo usciti dal tunnel…

Posted by vaiattila su 13 febbraio 2010

Era un anno fa (12 febbraio 2009). La Confindustria presenta una propria previsione sull’andamento dell’ economia. Ci sarà un possibile calo del 2,5% forse anche più… Il Governo, all’epoca, è decisamente più ottimista. Macchè, al massimo avremo un calo del 2% , ma già nel 2010 avremo una crescita dello 0,5%…

Poi progressivamente ci hanno raccontato un mucchio di favole e i numeri sono scesi… siamo arrivati a metà anno pronosticando perfino una riduzione del PIL superiore al 5%… Una crisi negata a tratti, spesso relativizzata, più astutamente ignorata e cavalcata da chi in grado di tenere ancora le redini in mano del sistema.

Poi siamo usciti dal tunnel. Come non accorgerci di questa economa che continua a segnare punti di crescita?

Ieri passavo per una strada periferica anche se piena di negozi. Camminavo per raggiungere un ufficio pubblico ai margini cittadini… Sopra pensiero, vedevo la lunga sequenza di saracinesche chiuse, e in un momento di lucidità mi sono ritrovato a guardare l’ora… non erano ancora le 12, Il pensiero successivo è stato: forse è domenica… per poi accorgermi che no… erano negozi clamorosamente chiusi… a causa della crisi..E tutta sta gente dove è ora?

E’ tutta gente che non si è accorta che c’erano forti segni di ripresa economica. Eppure ce lo dicono ogni ad ogni momento… ripresa.

L’ISTAT  ci ha regalato un dato finale del 2009. Abbiamo avuto un calo del PIL del 4,9%.  Negativo anche l’ultimo quadrimestre… quello della  rimonta…

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arrestate due casalinghe

Posted by vaiattila su 12 dicembre 2009

Le casalinghe rappresentano un grave problema sociale. Lo si sapeva. Prima o poi ci sarebbe esplosa tra le mani. Anche questo era previsto.

La notizia compare su La Nuova Venezia, Poi è ripresa da Repubblica. La notizia è molto banale: due casalinghe di Marghera sono state sorprese a rubare in un supermercato. Infami! le hanno subito  catturate e saranno prcessate per direttissima. A volte il “processo breve” funziona. D’altra parte il furto è avvenuto a Dolo e già questo costituisce una colpa essendo furto con dolo. Fosse avvenuto alle Cayman si potrebbe discutere: potrebbe trattarsi di un furto accidentale, di un furto preterintenzionale oppure anche si potrebbe pensare che il furto non costituisca reato. Dipende.

Va be’. Basta con la demagogia. Due casalinghe rubano in un supermarcato: Non è sicuramente la prima volta, non sarà l’ultima.  Il fatto è che le casalighe sono una categoria sociale a rischio. Alcune di nascosto bevono, Altre stanno tutto il giorno davanti alla televisione nel più disastroso disordine e non fanno assolutamente nulla dei lavori che dovrebbero fare per contratto, altre ancora si danno ad atti di libidine con il primo che passa: il postino, l’idraulico, il venditore porta a porta, finanche con il marocchino di turno che suona il campanello per vendere stracci e porcate immonde.

La casalinga, messa dentro un supermercato, tende naturalmente a rubare. Perchè scattano dei meccanismi ancestrali. Se poi mettete la casalinga dentro alla corsia della biancheria intima o quello dei cosmetici, allora l’atto criminale è garantito.

Poi questi giornalisti di sinistra vogliono a tutti i costi fare della sociologia, introducento criteri assurdi ed addossando la responsabilità alla “società”. Queste rubano perchè c’è la crisi? ma di cosa stiamo parlando? E’ una logica nefanda e nefasta che porta a giustificare, come nella peggiore tradizione della sinistra, comportamenti criminali.

Alla casalinga si contrappone il concetto di “massaia”. La massaia è previdente, occulata nell’acquisto dei prodotti, è operosa e sa scegliere sempre per il meglio.

Se proprio proprio la massaia deve fare quallcosa di formalmente irregolare allora ella lo compie lontano dalla propria patria. In Svizzera o in qualche altro paradiso… ma questo solo per un fatto di pudore. Ella si rivolge gentilmente ad operatori professionali altamente qualificati ed affida loro i risparmi tanto duramente raccimolati grazia alla propria occulatezza.  Anche in tempi di crisi la massaia riesce a mettere da parte qualche piccolo risparmio.

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le crisi che abbiamo davanti

Posted by vaiattila su 1 dicembre 2009

Più o meno a partire da agosto del 2008 il termine “crisi” ha assunto un significato abbastanza determinato. Infatti, tanto per capirci, usiamo parlare de “la crisi” e a nessuno salta in mente di dire: ma di quale crisi stai parlando? la Crisi (ora anche con la C maiuscola) è qualcosa di ben identificabile nel nostro linguaggio attuale. Con questa parola tendiamo ad identificare quel fenonemo storico iniziato con la speculazione finanziaria americana che è entrata in un buco nero ad agosto 2008 per estendersi a tutto il mondo. Questa roba è arrivata anche da noi in Italia come una specie di onda che ci ha sommerso per un attimo, ma poi si è detto, macchè, la crisi da noi non sarà così pesante perchè noi, le nostre banche, la nostra economia, siamo abbastanza fuori dal meccanismo speculativo che ha causato questo fenomeno economico.

MA da subito, però, questo fatto legato al mondo della finanza, ha trovato una ripercussione anche nel mondo reale dell’industria e del commercio dei prezzi, dell’occupazione, del tenore di vita… E’ stato come un virus influenzale, è nato con un ceppo che poi ha cominciato a mutare incrociandosi con altri piccoli virus locali, pandemie di casa nostra e fattori endogeni de noantri. Ance perchè ogni organismo reagisce a modo suo, c’è chi del virus se ne fa un baffo e chi ci resta secco.

In pratica quando oggi identifichiamo “la crisi” non sappiamo più esattamente di cosa stiamo parlando. Abbiamo fatto un po’ quello che facciamo normalmente con i termini a connaturazione “morale”. Quando oggi parliami di etica, o di valori, o di onestà e similia, entriamo in un campo dove è proprio difficile capirsi. Il nostro Presidente, ad esempio, per alcuni è un campione di onestà in quanto incorruttibile, per altri è la personificazione della corruzione stassa. Manca, cioè, un concetto univoco di corruzione che faccia scattare un sentire comune. LA corruzione infatti ha sconfinato dentro altri termini, si è impossessata di parti di altri concetti che semprerebbe concettualmente in aperto contrasto con essa, eppure sono stati espropriati del proprio significato. AD esempio pagare le tasse sopra al 30% è innaturale, è una aberrazione e via dicendo. Quando e come poi si determina la quantificazione di questa soglia è anche questo elemento soggettivo che il nostro Presidente ha semplicemente enuncuato ede affermato quasi esistesse un diritto naturale a cui lui si appella e che lo guida… e poco importa se il nostro diritto giuridico afferma il contrario… ecco che l’evasione delle tasse può essere perfettamente etica…di questo passo, appunto tutto si traduce in una melma maleorodante dove chi è più grosso la fa da padrone.

E’ così anche per la parola crisi. Siamo arrivati al punto che non sappiamo più di cosa stiamo parlando. Infatti da mesi e mesi alla parola crisi si associa la parola “uscita”. Cioè la crisi è nata in America, è arrivata anche da noi come riflesso anche sull’economia reale, ma da subito sbbiamo cominciato ad uscirne fuori.. Cioè stiamo risolvendo un incidente che ci ha si scosso, ma dal quale usciremo ancora tutti interi, magari con qualche graffio e qualche ematoma, ma son piccole cose…

Siccome non sono nè un economista nè un leguleio, mi sono fatto una mia idea piuttosto distorta della realtà e sono francamente confuso. Davanti a me non vedo “la crisi”, ma vedo almeno quattro “la crisi” così grandi, così invasive, così mostruose che ho un senso di totale smarrimento a parlarne.

Cioè vedo 4 ceppi di virus completamente diversi che rappresentano 4 crisi diverse, ma che per mancanza di strumenti di indagine stiamo tutti confondendo in un unico virus non meglio identificato.

questi quattro ceppi autonomi sono profondamente instabili e particolarmente sensibili a contaminarsi fondersi unirsi scindersi dando vita ad una quantità di mutazioni che nno mi è dato conoscere.

E il vaccino? qualcosa qualcuno ha fatto, ma troppo blandamente e senza isolare e comprendere le cause vere del virus. Alla fine in ceppo potrebbe riuscirne rafforzato piuttosto che debellato…

Ebbene sì, la prima crisi potrebbe essere quella che si è sviluppata in america è che è principalmente finanziaria. A questa crisi si è risposto con un vaccino inoculato al sistema bancario per impedire allo stesso di prolassare. Il sistema bancario ha visto questo come una opportunità unica e invece che agire saggiamente, andare piano per la sua strada di banca, correggere le storture del sistema con una politica che cercasse di “aiutare” i cittadini in difficoltà (mi viene alla mente un sistema assurdo tipo quello inventato da Yunus, la banca per i poveri americani della classe media in difficoltà). Invece le banche hanno fatto quanto di peggio potessero fare. Vista che l’andamento speculativo ha ripreso fiato si sono messe anche loro dentro la nuova bolla speculativa. Tanto soldi, maledetti, subito… domani quanche altro pirla pagherà, ma l’idea di speculare con i soldi dati dai governi per evitare il peggio è simile a quel tossico che uccide i suoi genitori pur di riuscire a prendersi i soldi per una dose. Il mondo è pieno di questi tossici solo che questi, a differenza dei loro fratelli meno fortunati, sono rispettati, vestono bene e sono circondati dall’invidia dei poveri cretini che pagheranno, tra poco i furti che questo hanno accumulato alle loro spalle. Ma fosse solo questo!

Il gioco al massacro coinvolge anche parti della società che non hanno nulla a che fare e vedere con questa specie di ruota della fortuna. Una crisi finanziaria anche mediamente modesta come quella di questi giorni in Dubai, apre ferite immediatamente ricucite da chirurghi estetici che non si preoccupano delle infezioni sottocutanee… l’importante è che non si veda in disastro.

Il primo vero fallimento del vaccino è quello di non aver agito sulle regole del mercato finanziario. Abbiamo messo montagne di denaro a cercare di tamponale l’emorragia, ma non abbiamo fatto nulla per disinfettare la ferita.

La finanza ci riserverà altre belle sorprese. Nno c’è dubbio.

Ad agosto 2008 si diceva: c’è una crisi finanziaria, ma non durerà a lungo perchè il sistema produttivo è solido e non è intaccato dalla crisi finanziaria

Sistema puduttivo solido? dal nostro punto di vista di europei e statunitensi il nostro sistema produttivo è fuori di testa. Dipendiamo tutti dalla Cina, o dall’ India o dal Brasile… Loro hanno in mano il nostro sistema produttivo…

Questa crisi servirà a modificare ulteriormente il quadro di insieme, con il passaggio di mano di gran parte della proprietà delle aziende… da capitale occidentale si passerà a capitale orientale.

Nelle aree occidentali ancora dediche alla produzione ,come Germania o Italia, potranno reggere solo le aziende che danno alta tecnologia…. Made in Italy? ma non scherziamo, di questo passo resteremo soltanto noi a parlarne e per lo più a sproposito, come quei pugili suonati che raccontano ancora di quella volta che con un destro mandarono l’avversario a tappeto…. solo che da quella volta è passato tanto tempo e al tappeto ci è finito lui un casino di volte..

Noi siamo in crisi produttiva perchè una bella parte di prodotti che facevamo nella locomotiva d’Italia del nord est ora li fanno in Cina ad un prezzo molto più basso… oppure li fanno i cinesi direttamente nei nostri capannoni.. Una volta erano semplici terzisti… oggi non più, salta l’intermediazione del nostro imprenditore.

Ma la crisi più subdola è quella agraria. Non ne parliamo quasi mai se non per le quote latte o per i trattori che ogni tanto bloccano pezzi di arterie stradali.

LA crisi della campagna è una crisi non solo produttiva. E’ molto, ma molto peggio. Siamo alla follia che chi produce l’alimento con cui anche noi viviamo lavora sostanzialmente in perdita.Il produttore è totalmente impotenente nei confronti di chi, la grande rete commerciale, è in grado di costringerlo a vendere sotto costo, per poi proporre al consumatore finale un prodotto ad un prezzo sufficientemente invogliante. Ma questa logica incide su due fattori fondamentali. Da un lato sulla qualità dei prodotti che sono sempre peggiori e dall’altro sull’abbandono della campagna che stà assumento dimensioni traumatiche. Sfruttamento della terra in modo industriale, abbandono della stessa concorrono a determinare il fenomeno delle desertificazione delle aree più produttive. Discorsi lungi e tragici. Ma che sono veri sia in pianura padana che in vaste aree della Cina, valgono per l’America come per l’Africa. MA attenzione, non sono discorsi da Fao o da Onu.. E’ terra che non produce, è prodotto che non nutre correttamente, è vita vera che si spegne progressivamente.

E questo intriduce l’altra grande crisi: quella dell’ambiente.

Mentre ne parlano le nazioni i confini del problema si confondono e perfino spariscono. Si parla di impedire il riscaldamento terrestre da qui al 2050 limitandolo al massimo a 2 gradi… due gradi rispetto a cosa? a quando? al 1990? grosso modo in questi anni ci siamo giocati più di mezzo grado… si prevede il massino delle emissioni di CO2 per il 2020… poi dovremmo calare progressivamente… ma siamo sicuri che la temperatura crescerà secondo le nostre previsioni? perchè di questo passo saremo sicuri di arrivare ad oltre un grado di aumento di calore complessivo, ma le conseguenze di tale aumento potrebbero essere assolutamente sorprendenti…

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