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la grande depressione

Posts Tagged ‘bertolaso’

il servitore dello Stato

Posted by vaiattila su 15 febbraio 2010

Bertolaso e la protezione civile. Mica è questione da poco. Non tanto per sesso, non tanto per appalti facili, non tanto per possibili mazzette… Fosse solo questo ci troveremo di fronte a storie di ordinaria amministrazione.

La questione è molto più complessa perchè incide sull’organizzazione complessiva dello Stato. Denuncia in modo inequivocabile l’assunto che la strada “normale” per realizzare le opere pubbliche o un qualche intervento di urgenza, non è percorribile in tempi certi, e soprattutto mescola due campi che dovrebbero, stando al nostro ordinamento, stare separati. Da una parte la politica, dall’altra parte l’amministrazione. Da una parte gli indirizzi politici dall’altra la gestione di denaro pubblico. Da una parte un politico dall’altra un tecnico.

Invece Bertolaso, medico che ha operato molte volte nell’ambito delle emergenze del terzo mondo,  dotato evidentemente di buona capacità oerganizzativa, poco alla volta si è lasciato blandire dalla politica. Certo la politica è una bestia che tende a fagocitare tutto e vedendo  quella povera verginella di Guido ha pensato giusto di mangiarsela, cooptandola ad una carica pubblica quale quella di sottosegretario. Membro, quindi, di un governo. Persona che inevitabilmente deve immergersi in un mondo che poco gli appartiene: rapporti con l’opposizione, riforma della giustizia, lotta alla magistratura, decretazione salva premier…. eccetera eccetera.

Ma soprattutto viene a corrompersi un ruolo: quello di tecnico. Questa contaminazione è un ulteriore rottura di compiti e di ruoli, è un altra confusione in quella che dovrebbe essere una delle basi dell’organizzazione amministrativa dello Stato.  Cioè tutto questo inevitabilmente aumenta il ruolo del Caos. Più aumenta il caos e maggiore è la confusione dei ruoli, maggiore è la confusione dei ruoli e maggiore è la necessità del ricorso a figure straordinarie che possano agire proprio in virtù di poter saltare i ruoli, in un turbinio di azioni che si allontanano sempre più dalla norma ordinaria. Agire attraverso norme straordinarie, create ad hoc e calibrate scientemente sulle esisgenze dell’emergenza è un grande trionfo del caos… la struttura ordinaria dell’amministrazione, quella che dovrebbe fare le cose normali, diventa sempre più impedita e a questa restano demandate esclusivamente le azioni poco importanti, quelle di rito, quelle banali… non si sviluppa, a partire da questo, nessuna professionalità interna, nessuna capacità di programmazione… tutto questo è demandato a Bertolaso e ai suoi buoi.

Poi la retorica. Una retorica che non sopporto. SERVITORE dello Stato?

Che cazzo di Stato è mai questo che ha bisogno di servitori? uno stato democratico ha bisogno di ruoli definiti, di professionalità, di programmazione e di intelligenza. Uno stato democratico ha bisogno di funzionari consapevoli  motivati e fedeli nel compiere il loro dovere, per il quale sono pagati  ( e sono anche molto, ma molto stufo della retorica dei dipendentiupubblici sottopagati… perchè a starci fuori dall’amministrazione mica è così facile raccimolare una paghetta decente..)

Disgraziato lo Stato democratico che ha bisogno di avere dei SERVI!

Ma disgraziato anche lo Stato democratico che ha dei paraculi che si definiscono Servitori dello Stato!

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il sistema Bertolaso

Posted by vaiattila su 12 febbraio 2010

Il sesso non c’entra.   Il sistema Bertolaso prevede “risultati”.

Per fare risultati è necessario procedere con le mani libere da lacci e laccioli. Appalti,  sistema di aggiudicazione, progettazione, varianti, contenzioso…. tutto all’insegna di velocità, efficienza, risultati!

Anche quando si va piano, Certo è un fatto virtuale, di immagine… Dobbiamo far passare l’immagine di grande capacità di “fare risultato”. Su questa immagine si basa il sistema Bertolaso. Veloci. Dateci  i soldi, direttamente dentro le contabilità speciali della Banca d’italia… deponete là il denaro contante e poi la protezione civile regola tutto…. Nomina un soggetto attuatore con poteri ampi di condurre l’appalto e lui, il soggetto attuatore va avanti come un treno…. oppure va lento come una lumaca… dipende dagli interessi…. ma il soggetto attuatore elargisce gli appalti come meglio preferisce o con trattative private o con gare informali o con appalti un tantino aggiustati… la norma europea impone comunque la gara d’appalto, ma chi osa andare a mettere il naso nel “sistema” Bertolaso, l’unico sistema funzionante in questo Stato sconnesso, dissestato, ammalorato? Nessuno tocchi Bertolaso!

Fuori dalle leggi e dai controlli, il sesso è solo una piccola questione ininfluente… restano gli affari… i grandi affari, è là che si giocano veramente le cose…

e tutto con il plauso del popolo….

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Il mondo dell’emergenza e il mondo della corruzione

Posted by vaiattila su 11 febbraio 2010

Siamo lontani, oramai, dai fasti di tangentopoli. Là era un sistema che si legittimava attraverso la politica e che in parte vedeva affiancata la causa “nobile” del finanziamento occulto alla linea del partito e una serie di piccoli benefit che erano briciole che il buon politico intascava come sorta di premio per la sua dedizione alla causa. Era un mondo con una sua morale. Perversa, falsa, schifosa e alla fine divenuta troppo esosa,  ha finito con il cozzare con in modo stridente con il sistema stesso dell’imprenditoria che quella corruzione aveva alimentato.

Poi ci fu un periodo, brevissimo, dove sembrò che tutti volessero perseguire la retta via… Codici etici a gògò, legislazione suglia appalti severa e rigida (la prima legge “MErloni”) clima di sospetto e paura. Nessuno che si permettesse nemmeno di far balenare l’idea della tangente.. pochi anni. Ma il sistema dei lavori pubblici per primo ne soffrì… pochi appalti, da una parte le pubbliche amministrazioni che non sapevano fare progetti decenti, dall’altra imprese che non trovavano molto ristretto il “margine” di guadagno. Una situazione che non andava bene a nessuno…

Ed ecco apparire la grande genialata… se le attività ordinarie delle opere pubbliche era un po’ più impedite rispetto a prima di tangentopoli, ci fu chi pensò giustamente di lavorare sulle emergenze. Se le norme ordinarie sono pesanti, macchinose e lente, perchè non sfruttare la possibilità di “derogare” alla cosa attraverso una legislazione privilegiata che prevedesse, grazie alla “urgenza§” della situazione di ovviare a tutta una serie di incombenze?

Storia sorprendete dove l’emergenza in Italia è venuta assunendo un carattere ordinario. Siamo pieni di commissari governativi, nominati sulla base di una legge speciale che attribuisce alla Protezione Civile poteri straordianri. Ed ecco Bertolaso nominare il Commissario di questo e il Commissario di quello… e mettere in piedi una ragnatela di urgenze che costruiscono tutto… da teatro della Fenice a Venezia, alle Piscine di Roma fino al centro turistico alberghiero della Maddalena… E’ un mondo di Commissari straordinari dove l’ordinario sparisce: tutto è fuori di portata dell’organizzazione “normale” della nostra pubblica amministrazione… Il realtà è un mondo di “podestà” dove le leggi ordinarie si devono “adeguare” alle decretazioni degli uomini dotati di “poteri” straordinari.

Sotto forma di urgenza e di interesse prioritario l’attività normale del nostro ordinamento viene sconvolta… così è: Se nessuno vuole le centrali nucleari nel suo territorio è ovvio che qualcuno dovrà importele, se i tuoi piani urbanistici non prevedono possibilità di incremetare cubature edilizie, ci penserà qualcun altro ad aggirare il normale andamento delle cose… e via dicendo in uno stravolgimento sovversivo di ogni ordine, mossi esclusivamente da interessi concreti, attuali ma strettamente personali.

Non esiste un visione del futuro, nno esiste una qualche strategia… si agisce sull’onda dell’interesse immediato. Prendi i soldi e scappa.

PEr alcuni la molla è il denaro, per altri il potere. Non credo che Bertolaso si sia fatto corrompere per poter avere una qualche escort a gratis o per qualche pugno di dollari… ma penso che in quel mondo poter accettare i “favori” di una prostituta e qualche “regalino” in termini di “oggetti” o di “presenti” per chi  è abituato a parlare ogni giorno di milioni di euro come fossero noccioline, non sia psicologicamente legato ad una idea di “delinquere” quanto piuttosto è una percezione di “dovuto”. A lui e a chi come Silvio, come i fari salvatori della patria che ovunque si prodigano per il nostro bene, il ricevere il dono di una prostituta o di una villa, non sia altro che il segno tangibile di una riconoscenza che viene dal popolo. Chi dona e regala questo è ben consapevole, a sua volta, di meritare la “familiarità” del principe. Il principe concede, il servo fa omaggio… tutto questo oggi direttamente sotti gli occhi una opinione pubblica plaudente e un tantino invidiosa

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stiamo debellando la pandemia

Posted by vaiattila su 31 gennaio 2010

Il nostro è stato un intervento massiccio, pesante e qualificato al punto che sembra ormai debellato il pericolo dell’influenza suina.

Per il grande contributo e per lo sforzo profuso in questa operazione, il presidente Berlusconi ha dichiarto che Topo Gigio sarà presto nominato ministro: “per quello che ha fatto, – ha dichiarato Silvio – è il minimo!”

Ai dubbi e alle proteste sollevate dall’opposizione il Presidente del Consiglio ha opposto una sottile argomentazione dicendo che il titolo di “ministro” è dovuto a tutte le persone che si sono distrinte in qualche attività a favore degli altri. Così è stato per Bertolaso, così è stato per la Brambilla, così è stato per la Carfagna.

Al gionalista che chiedeva delucidazioni circa le benemerenze di queste ultime, il Presidente è andato in escandescenze….

Da parte nostra non abbassiamo la tensione sulla necessità di proseguire nella vaccinazione della popolazione come forma di solidarietà nei confronti dell’ottimo Sacconi!

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