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l’arma dei carabinieri non sia bachettona

Posted by vaiattila su 7 marzo 2011

Pochi giorni fa è comparsa la notizia di una presunta violenza subita da una giovane donna in stato di fermo in una caserma dei carabinieri di Roma.

Da un lato la donna che accusa di aver subito una violenza di gruppo da parte dei carabinieri che l’avevano “fermata per un furto” dall’altra i carabinieri che si difendono dicendo che la donna era consenziente.

l’Arma è intervenuta con durezza prima trasferendo poi sospendendo i carabinieri autori della presunta violenza.

Ora, alla luce della attuale morale dominante, mi pare giusto dissentire dal provvedimento preso dall’arma che mi sembra eccessivamente moralista.

In primo luogo la donna presunta offesa era libera in quanto esiste la presunzione di innocenza. Fino a che non sarà condannata nei tre gradi di giudizio la donna deve essere considerata innocente. Se innocente non  può, ovviamente, accusare nessuno di averle condizionato la libertà. Si è mai visto che una “democrezia” tolga la libertà ad una persona innocente?

A questo punto una donna può, se consenziente, avere un rapporto con uno o più carabinieri? Se consenziente, ovviamente, una donna è libera e poi la donna in questione non è nemmeno minorenne…

C’è anche da dire che la donna non poteva che essere consenziente perchè lei è una cittadina e la sua parola vale per quello che è… ma  la sua versione dei fatti contrasta con quella di quattro, dicasi quattro pubblici ufficiali… ora si sa che tra un pubblico ufficiale e un privato cittadino la versione del pubblico ufficiale è ben più pesante…. ma quella di ben quattro pubblici ufficiali concordi nel raccontare i fatti è  verità rivelata.

dunque,  perchè tanto clamore?

Ma tutto questo è avvenuto dentro una caserma! tuonano i bachettono di turno. E allora? Un carabiniere nel privato della sua caserma può fare quello che vuole.. Che stiamo a guardare dentro il buco della serratura?!!! Ma, si dirà, una caserma è un pubblico ufficio. E allora? la cosa gode di noti e gustosi precedenti… ma il problema è l’occhio di chi guarda che è pericolosamente moralista….

intervistato in proposito, l’esimio dirigente statale, asceso al ruolo di sommo tuttologo della morale ecumenica del governo, prof. dott. Vittorio Sgarbi, ha intonato il suo mantra: libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà libertà

Mentre finalmente si è capito a cosa alludesse alcuni giorni fa il capo del governo italiano quando affermava che se non gli fosse toccato in sorte il destino di essere il più grande imprenditore del mondo, avrebbe voluto fare il carabiniere….

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Non è un caso

Posted by vaiattila su 4 febbraio 2011

Agli inizi del  XXI secolo l’Italia fu retta da Silvio il Dormiente. Era questi un personaggio che spesso cadeva in stati semi comatosi in tutte le occasioni pubbliche. Alcuni lessero questo atteggiamento come una “rottura istituzionale” ed un segnale di profondo disprezzo per il ruolo pubblico di un regnante.

Questo aumentò notevolmente il degrado formale delle istituzioni e del costume degli italiani. Divenne normale, ed anzi segno di particolare “finezza”, presentarsi in televisione con il dito medio alzato, fare le corna, ruttare, bestemmiare, insultare l’avversario e via dicendo..

A Fronte delle sue penniche extemporanee, Silvio il Dormiente fece circolar la voce che egli era stanco perchè lavorava per l’Italia e soprattutto per gli italiani qualcosa come 24 ore al giorno. E questo lo costringeva ad utilizzare le occasioni pubbliche per schiacciare un pisolino ristoratore.

Ma lo stato comatoso veniva a volte interrotto da un’ alta figura istituzionale, del tutto simile alla prima, ma di spessore e levatura ben diversa. Si trattava di Silvio il Falso, uomo dalle grandi visioni strategiche e dotato di grande capacitò comunicativa. Silvio il Falso manipolava lo strumento televisivo con grande maestria. Compariva nei momenti più critici per raccontare a masse di massaie osannanti i successi del suo governo o per dare visioni future ricche di speranza e di prosperità. Andava in televisione ed annunciava grandi riforme istituzionali, la modifica dell’art 41 della Costituzionee tutte le masse proletarie andavano in visibilio… era ora! non se ne poteva più dell’art.41…bis.

Poi prometteva riforme straordinarie: la riduzione del fisco per tutti, la libertà d’impresa per tutti, la casa per tutti, il lavoro per tutti, la pensione per tutti, la bellezza per tutti… Era un mondo dove l’immaginazione era al potere ed ognuno era realmente libero di sognare qualsiasi cosa per sè.. appena uno sogna qualcosa per sè questo sogno era per tutti…. più maldive per tutti, più ferrari per tutti, più per tutti…

Succedeva però che qualcuno non partecipasse sempre e comunque al gioco dell’immaginazione al potere, oppure, succedeva che anche chi partecipasse al gioco a tratti si accorgesse che qualcosa non funzionava come sognato…

Così, a tratti, un qualche disoccupato, preoccupato per le sue condizioni materiali sfigate, si alzasse una mattina piuttosto triste e decidesse di andare il piazza a protestare o qualche gruppo di operai, vedendo una mattina la propria fabbrica chiusa, fosse colto dal dubbio di aver perso l’unica fonte di sostentamento… Dubbi per altro quasi subito fugati dalla realtà. La loro protesta “spariva” nel nulla quasi sempre… Risolta brillantemente dal Silvio il Falso che prometteva immediatamente bellissimi ammortizzatori sociali…

Ma alcuni nemici del popolo, sostenuti da macchinazioni di potenze straniere demoebraicheplutocratiche, nettevano talvolta i bastoni tra le ruote o remavano contro. PArtiti comunisti e magistrati comunisti complottavano contro Silvio il Falso.

Succedeva così che egli per qualche istante prendesse le forme di “Silvio il Flaccido

Ma la situazione di “depressione” durava poco perchè immediatamente subentrava Silvio il Terribile

Erano cazzi amari per tutti. Silvio il Terribile non aveva paura di nessuno. LA sua logica stingente e la sua superiorità personale non lasciavano possibilità di fuga all’interlocutore. Perfino  Massimo il Baffino ne era intimamente attratto e si carponava davanti alle cosmiche furie del grande fustigatore.

Tentò di resistere alla sua maestosa ira anche Fini il Centrista, Ne fu schiacciato!

L’ira che infiniti lutti addusse alla sinistra, si placò momentaneamente grazie all’intervento dell’Elefantino che cercò di ridare spazio al Silvio il Falso per “stemperare” i toni.

Però qualcosa non funzionava. Perchè quello che avveniva in Italia era in qualche modo “sputtanato” dalle notizie che trapelavano dall’estero. Per esempio la Comunità Europea cazziava spesso le virtù nostrane e ci smaronava con questa storia del “debito pubblico”..

E poi anche l’economia italiana, dicevano gli stranieri, non andava poi così bene….

Se il tarlo fosse entrato nelle italiche teste, il potere di Silvio il Falso, quello di Silvio il Flaccido, quello di Silvio il Terribile, quello di Silvio il Dorminente e quello di tutti gli altri Silvii sarebbe tragicamente andato verso il caos della civiltà.

Ecco che la geniale mente del Sommo Maestro concepì una strategia infallibile.

Cosa attrae maggiormente l’uomo (inteso come “umanità”?), cosa rappresenta l’elemento di maggior “controllo sociale” se non il “sesso”?

Sì, ma capiamoci bene. Non si tratta di un “controllo” basato sulla repressione sessuale, che mica siamo bacchettoni noi uomini liberi! e nemmeno si tratta di un problema di “liberazine” sessuale, che mica siamo permissivi noi uomini liberi!

noi siamo per una sessualità consumata e consumista che disgreghi lentamente i fondamenti sociali della convivenza civile perchè a noi non interessa la convivenza civile, la morale, l’etica e menate varie… a noi interessa il “consumatore” in quanto tale, l’uomo che spende comunque… tutto quello che serve a vendere e a comprare…. Il freno dell’etica, sia questa un etica laica o calvinista, o perfino cattolica a noi non interessa, anzi.

Bisogno spostare la cetralità del senso di colpa dall’idea del “peccato” a quella dell’ inadeguatezza. Quando uno è inadeguato? quando non può permettersi un qualcosa. Ti piace una macchina e non puoi permettertela? allora sei inadeguato devi sentirti in colpa… sei un quasi fallito …. se vuoi riscattarti devi poterti permettere quella macchina a tutti i costi e  senza nulla temere… se vuoi quella macchina ruba, violenta, uccida, molla tua moglie froda… fa qualsiasi cosa…. ma devi avere quella macchina…

Così inizia le meditata e lenta strategia del Silvio il Cesare.

il sesso come pubblicità per reclamizzare l’uomo nuovo: niente testa, cultura, etica, Tutto consumo, pos/sesso, uso.

Niente modelli virtuosi: rispetto della natura, rispetto degli altri, stili di vita parsimoniosi e virtuosi.

Ma uomo padrone che sporca, inquina e distrugge perchè è lui e solo lui l’unico vero padrone e chi più ha più è  e vale…

Silvio il Priapo inizia a mettere in atto la sua strategia. Siamo ad aprile 2007 e Silvio il Priapo si fa vedere in compagnia di alcune ragazze… E’ l’atteggiamento del vecchio “vorrei ma non posso”  per raggiunti limiti di età. Ma nonostante questo è la prima volta che il grande difensore della famiglia si fa cogliere in atteggiamento quantomeno inadeguato al ruolo, alla morale, alla decenza. Nonostante la “pudicizia” della foto, ci si chiede che cosa stia succedendo nella vita privata di quest’uomo potente anche quando è all’opposizione…

L’otto maggio 2008 nasce l’ultimo governo Berlusconi. Tanto per intenderci quello ancora in carica mentre scrivo, oscillante e vagamente con un piede nella fossa…. ma sempre e comunque in carica e sempre in leggera ascesa dopo il trauma dell’abbandono di Fini…

E’ un governo del fare…ma si mormora che qualcuno ha fatto più del dovuto… Alcune deputate brillano per avvenenza. Non si sa di quali competenze possano vantarsi, ma alcune di loro assurgono al ruolo di ministro… Strane voci… qualcuno storce il naso: una nuova tipologia di “voto di scambio…”

Silvio il Priapo ostenta sicurezza: non solo belle, ma anche brave..

Qualcuno fa circolare foto della prese da molto distante della grande villa sarda di Silvio il Priapo…. donne semi nude, porno ministri esteri, la fama, che è un venticello, si sparge e comincia a divenire di pubblico dominio l’attività ricreativa di Silvio il Priapo…

Nel mezzo della crisi dei rifiuti di Napoli Silvio il Priapo compare all’improvviso alla festa del diciottesimo compleanno di Noemi… E’ lo scandalo! Ipotesi e congetture varie e strane, ma a dirimere la questione è la moglie stessa del bauscia capo. Veronica non lascia dubbi e va sapere al mondo che il vecchio mostro “divora” vergini. Il mondo sembra gridare allo scandalo. Un altro al suo posto, in qualsiasi parte del mondo, se ne sarebbe andato di sua sponte senza bisogno di di ulteriori prove. Ma lui sembra godere della cosa. In un attimo si libera di moglie e morale e fa sapere al mondo, grazie al geniale supporto dell’onorevole avvocato Ghedini che Lui, Silvio il Priapo, è l’utilizzatore finale di giovani ragazze che una schiera di orribili ruffiani, papponi, puttanieri gli “mettono a disposizione”,

Sesso, corruzione, successo. Compaioni i nomi della cricca anemone, della cricca Tarantino, della cricca tale e della talaltra. Sesso denaro e successo. Uomini rampanti. Modelli da seguire. Tutto è lecito. E’ la magistratura la grande disgrazia del paese, La magistratura illiberale, che spia e che dilapida i soldi dei contribuenti in intercettazioni telefoniche ed ambientali….Maledetti magistrati.

Ora il modello Silvio Priapo ha un preciso nemico che viene additato ad ogni piè sospinto: sono questi comunisti di giudici che rompono i coglioni e che pretendono di opporsi al progresso della libera società del  successo.

E l’utilizzatore finale non lascia addito a dubbi. Lui è un grande amatore. Ce lo fa sapere tramite le sue vittime o le sue vestali.

E’ il caso D’Addario. Saltano fuori le feste, Papi è ormai come un pugile suonato, o così sembra. I suoi uomini si stringono a lui, Atotrno a lui stendono una cortina di racconti casti e perbenisti, ma lui sembra infischiarsene. Ogni tanto recita la parte della vittima e torna ad essere Silvio il Falso… illazioni, bugie, menzogne, oscure macchinazioni. Ma poi silvio il Priapo ha il sopravvento: sembra ostentare le sue prodezze.. Santa Romana Chiesa sembrerebbe quasi indignarsi.. ma non morde…

Fini vede la fine… si discosta, si dissocia. Ma lui avanti imperterrito. Sempre più feste, sempre più puttane chiamate con il neologismo di “escort” … poi un altro ulteriore strappo. Entra in campo un altra minorenne: è Ruby che di mestiere fa l’escort e che a tempo perso, sembra, ami impossessarsi di beni altrui. Per questo finisce in commissariato a Milano e Silvio il Priapo interviene. E’ storia risaputa che ci ha rotto le scatole tante le volte che abbiamo dovuto sentire e risentire nelle sue contrapposte versioni.

Resta il fatto che da subito molti pensano che questa volta Silvio Pelvico il Priapo non ce la possa fare… E’ finito. Anche santa romana chiesa sempre alzare un po’ i toni della sua reprimenda… non si fa così, non con le ragazzine…. non con le minorenni…

Emergono dai racconti delle escort o delle presenti alle feste anche spezzoni di porno racconto con Silvio il Priapo in piena attività copulativa… una, due tre, quattro, cinque , sei, sette…. Quando troverà mai il tempo di governare?

Di primo acchito la sensazione del naufragio è generale, percorre anche le sue truppe. Si legge imbarazzo perfino nei suoi più stretti collaboratori… ma lui resta calmo e serafico. Lascia passare il tempo e intanto inizia a martellarci con la sua versione dei fatti: i magistrati, ancora loro. Tutta opera del magistrati.

Non è che neghi le feste, il bunga bunga, le porno acrobazione sessuali di un settantaquatrenne in fresca,,, nega confermando, nega fascendo sapere che a lui piacciono le donne, nega inventandosi ora una fidanzata, ora una sua opera misericordiosa, ora una sua grande performance.. nega ed afferma che lui a casa sua fa quello che vuole. Nega e conferma tutto. E compiono figure ancora più imbarazzanti: modelli da seguire perchè di successo, pwerchè vincenti…

Ed è una Minetti, bella, vincente, intelligente, che indica la strada: così ha fatto Mara (Carfagna) e guarda dove è arrivata…. Ed è lei, bella e vincente, che organizza le orge del capo aiutata da nientepopodimenoche il grande direttore Emilio Fede, sommo puttaniere, commendatore di gran croce dell’ordine del postribolo, gran visir della menzogn. E anche il pappone per antonomasia, tale Lele Mora. Con lui Silvio il Priapo discute di politica e predispone le strategie dell’italia per uscire dalla crisi. E’ innegabile, Lele mora è una degli migliori teste d’uovo del berlusconismo.

LA versione ufficiale ancora una volta prende il sopravvento. Si perdono i riferimenti: tutto è nato dalla magistratura e non dal comportamento di Silvio il Pirapo. Non dal suo interessamento e dal suo intervento il questura per liberare Ruby, ma dalla cattiveria della Bocassini. E a forza di ripetere che lui a casa sua fa quello che vuole, che lui comunque non ha fatto niete di male, e che è suo diritto andare con chi vuole come e quando lui vuole, e che lui non va a puttane perchè non paga la prestazione delle ragazze. E se allunga qualche soldo è solo perchè lui è generoso .. e su questo rovesciamento delle cose ancora una volta lui propone il suo modello vincente. Seguite il suo modello vincente, seguite il modello dei suoi amici e delle sue ragazze… loro sono belle, ricche, hanno successo sia che si tratti di diventare escort, velina, onorevole o ministro. Questo è il modello: seguitelo e vi troverete bene.

Se questa volta dovesse cadere sarebbe un duro colpo alla sua figura. Ma pensate solo per un attimo che anche questa volta Silvio il Priapo resti in sella… voi credete che sceglierebbe la strada del “ridimensionamento?” Placherebbe solo per un po’ la sua smania sessuale e la sua voglia di farsi vedere come l’uomo di successo che è?

No, se riesce a stare in piedi, farà di tutto per alzare ancora di più il tiro. ancora più scandalo! sempre più scandalo perchè è questo che vuole la nuova morale. Vince chifrega gli altri e soprattutto chi frega gli altri rompendo le regole del gioco. Il modello Silvio è l’esatta rappresentazione del modello di speculazione finanziaria messa il piedi da chi inventa i titoli tossici… Fregare gli altri è il presupposto morale su cui si fonda un solido successo sociale.

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volare bassi

Posted by vaiattila su 1 febbraio 2011

C’è un uomo che si aggira da anni per l’Italia sempre più disperato.

A tutti quelli che incontra propone la sua soluzione: facciamo una costituente, – mormora, sempre più confuso… facciamo una bella costituente….

lo propose anni fa a Silvio, e là fu chiaro che c’era uno che prendeva per il culo e uno che sbragava tutto il possibile… poi, quello che prendeva per il culo, decise che il gioco era finito, rovesciò il tavolo e se ne andò sbattendo la porta. Il neo costituente rimase solo, sventolando al vento la sua bella proposta… e rimase solo, pateticamente solo. Un generale senza esercito, buono per la pensione, ma ostinatamente convinto che bisognasse fare qualcosa: Si pensò, come ultimo atto di genio, di cambiare l’articolo 117 della Costituzione. Ne dovrebbe rispondere alla Corte di Giustizia dell Aja…. Macchè, nessuno in questo vuoto assurdo di idee e di analisi ha guardato al fondo di quella grande riforma costituzionale fatta per compiacere alla Lega e dalla Lega tranquillamente disprezzata.

Poco importa se da quella riforma è nato uno dei tanti pasticci italioti.

Il nostro continua imperterrito a proporre una nuova costituente. Lui ha il complesso del padre fondatore della repubblica.

Ha varie volte abbozzato ancora con Silvio il Falso, ma Silvio il Falso ha respinto sprezzante l’offerta di diventare padre della Repubblica assieme a lui, Massimo Baffino il Grande.

Ora che Silvio il Falso sta mutando in Silvio il Priapo e le sue quotazioni stanno leggermente calando ( a volte penso che forse Silvio non sia stato un gran Presidente del Consiglio, ma sicuramente è un grande porno attore) Massimo Baffino il Grande si rivolge alla sua destra (Massimo Baffino il Grande ignora l’esistenza della  mano sinistra…)

E senza interloquire con nessuno che bene o male si rifà al suo schieramento, lancia la sua proposta: una fase costituente…con UDC finiani e angoli di deserto…

Ma qualcuno del suo granito partito è d’accordo con lui? Ma questa ameba del PD ha mai avuto un qualche dibattito sul futuro e su come procedere?

L’ organzzazione “partito” è figlia della rivoluzione borghese…. prima dell’ 1800 non esistevano “partiti” poi sono diventati sempre più forti … in Italia comandavano fino quasi alla fine del XX secolo… poi cominicarono altro consorterie…. personali.  Da quella principale di Silvio il Falso fino a quella di Veltroni il Maanche…. per continuare con quella di Casini , Fini, Ruttini, Di Pietro e via dicendo…. PErsonalismi che nascondono spesso comitati d’affari, interessi, gestioni personalistiche e follie varie…Cioè dopo strutture che si richiamavano ad interessi collettivi come potevano essere i partiti della pirma repubblica, si sta delineando una sorta di oligarchia personalistica bene raffigurata, per esempio, dalla gestione politica del comune di Roma fatta da uno  che avrebbe voluto rappresentare la destra sociale e che invece è finito (esattamente come Storace poco prima) per mettere in piedi un sistema di clientes personale buono per dare l’assalto alle strutture dello stato..

Il cosiddetto popolo, quello che da bravi populisti, viene utilizzato semplicemente per essere “interpretato” dal leader di turno di fatto non esiste. E’ una pura finzione che non ha peso e non ha spessore, vive solo nelle parole dell’oratore di turno. Nel fratempo gli eletotri, ossia quelli che si chiamano civilmente “cittadini” non sanno più a che santo votarsi… E cresce l’astensionismo…. non siamo Stato noi!

 

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chiappe flaccide?

Posted by vaiattila su 28 gennaio 2011

in una intercettazione la  Minetti (o è la Binetti?) incazzata se ne esce con un”chiappe flaccide” attribuendo tale condizione, sembra, niente meno che al Presidente del Consiglio in persona.

Sostenere che il primo ministro italiano abbia le chiappe flaccide sarebbe quantomeno curioso se non fosse una delle orribili bugie messe in circolazione dailla magistratura e dall’opposizione.

E’ una delle peggiori menzogne circolate in questo periodo dove l’attacco vigliacco della sinistra arriva a sostenere cose non solo false ma orribili in sè…PEr ristabilire la verità dei fatti il PDL propone l’istituzione di una commissione parlamentare composto da sette deputate e senatrici che provvederanno ad accertare la consistenza della chiappe del presidente. (la sinistra non ha onorevoli all’altezza di una tale missione e pertanto dovrebbe essere esclusa..)

Il Ministro Frattini, nel frattempo. ha presentato un documento riservato nel quale il ministro della cultura delle isole cayman certifica la solidità chiappale del Presidente.

Sarebbe ora di rimettere in piedi il reato di vilipendio delle altre cariche dello Stato perchè uno così non può più sopportare il dileggio di persone indegne di vivere….

 

 

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perseguitato

Posted by vaiattila su 17 gennaio 2011

il povero perseguitato d’Italia lavora 24 ore al giorno per il suo paese e nessuno se ne accorge.

Quando, però, stanco ed affranto cerca un po’ di ristoro e di leggerezza in spettacoli di assoluta eleganza e finezza quali, appunto, il bunga bunga, scoppia l’invidia ed il rancore della sinistra e della magistratura.

Non per discolparsi, ma sono per amore di quella verità che da sempre egli, incompreso, persegue, il perseguitato d’Italia ci racconta di una sua relazione durevole con persona non meglio identificata. Anche una relazione sentimentale fissa?

non ne sapevamo nulla! allora, presidente chi è la fortunata persona che divide il suo affetto e che partecipa anche agli eleganti spettacoli che mette in scena sotto l’attenta regia di intellettuali di prim’ordine quali Lele Mora o Fede Emilio?

e questa fortunata e segreta persona oggetto dei suo affetto non è ancora ministro? onorevole? vescovo?

ora partiranno i gossip… le identificazioni, le proposte, le rivelazioni, le rivendicazioni…il solito panettone di natale e smentite, smentite a iosa, a grappolo, a futura memoria…

eppure, se fossimo un paese normale, ci sarebbe bastato quel giuramento sacro di innocenza pronunciato sulla testa dei propri nipoti…

Ora, al di là di ogni polemica, ironia, sarcasmo, mi lasciano un tantino perplesso le frequentazioni presidenziali, non tanto quelle di escort, veline, puttane e ministre, quanto quelle di Fede e Mora… possibile che uno che regge l’Italia non senta il bisogno di frequentare gente un po’ “più alta” dove la discussione , invece che soffermarsi su tette e culi, si elevi a parlare di letteratura, teatro sociologia o che altro? ah, sì, dimenticavo! Apicella!

L’uomo che regge l’Italia è l’incarnazione vera della Grande Depressione!

Fate penitenza!

 

 

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contestualizzare

Posted by vaiattila su 16 gennaio 2011

Ho letto su Repubblica il resoconto dello stato delle indagini sulle notti del premier.

Mi chiedo se si possa definire “puttaniere” il vecchio che regge il governo italiano. Certo che no.

mi chiedo se si possa definire “maniaco” uno che a settantaquattro anni organizza spettacolini a luci rosse per il suo e l’altrui gradimento. Certo che no.

mi chiedo se si possa definire “imbecille” un uomo che governa la sesta (settima? ottava? nona? …quindicesima?) potenza mondiale e passa le serate a raccontare barzellette e cantare canzoncine. Certo che no.

mi chiedo se si possa definire “coglione” un uomo che si circonda di prostitute pronte a tutto pur di arraffare soldi e posizioni di rilievo. Certo che no.

mi chiedo se si possa definire “cialtrone” uno che usa Emilio Fede come semplice ruffiano. (uno come Emilio Fede minimo minimo dovrebbe essere fatto presidente della rai!) Certo che no

insomma, mi faccio molte domande e non so darmi una risposta..

per fortuna che ho conservato le illuminanti parole di mons. Rino Fisichella, neo presidente del Pontificio consiglio per la rievangelizzazione dell’Occidente, esorta alla cautela. «Bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose», pronunciate in occasione della presidenziale bestemmia.

Dunque, contestualizzando la cosa come si deve, non si può negare che siamo un grande popolo (di cosa lo lascio alla fantasia di ognuno, ma piuttosto maleodorante…)

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alcune considerazioni di principio sulla crisi

Posted by vaiattila su 4 giugno 2010

”Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, – è scritto in una nota diramata da Palazzo Chigi – sta lavorando con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, su due punti essenziali: a) sulla manovra di stabilizzazione finanziaria. Una manovra basata sull’impegno europeo e poi sviluppata attraverso un comune e intenso lavoro di preparazione. Nell’ambito di una grave crisi finanziaria, la più grave nel mondo dopo quella del 1929, il Governo Berlusconi è fermamente convinto di avere fatto la cosa giusta, nel tempo giusto, nell’interesse dell’Italia. Il Governo la presenterà in Parlamento forte delle sue convinzioni, certo del senso di responsabilità della sua maggioranza; b) su ciò che è necessario e possibile per rendere il nostro Paese competitivo sulla crescita, a partire da un grande progetto di liberalizzazione delle attività economiche”.
LA prima cosa che mi salta agli occhi è il riferimento alla crisi del 1929. Fino a poco fa, Berlusconi non perdeva occasione per minimizzare la crisi. Ora, finalmente, si è accorto che esiste.

Su quali valutazioni il  presidente ritiene che la crisi venga, per gravità, dopo quella del 1929? Cioè, siamo sicuri che questa crisi sia meno grave di quella del 1929? Mi pare quantomeno superficiale venirsene fuori con queste valutazioni e ancora una volta mi corre un brivido per la schiena: stiamo recitando a soggetto… Mi pare di assistere, ancora una volta, alla scena del medico che arriva, guarda l’infartuato da distante e rassicura i familiari: tranquilli, è un infarto più leggero del precedente…

Ma poi non si era detto che una crisi come quella del ’29 non si sarebbe mai potuta ripetere proprio per la capacità del sistema attuale di saper prevedere e correre ai ripari per tempo?

E ancora: non eravamo  ormai “fuori” dalla crisi?

Si continua a parlare di ripresa, di crescita. Ma nello stesso tempo si agita il fantasma della Grande Crisi….

Qualcosa non va… E’ solo il bisogno di mettere in ordine i conti dello Stato l’ultima manovra finanziaria?

La crisi diventa un qualcosa di ultratterreno. Incombe su di noi. Non sappiamo come e perchè, non abbiamo un idea da dove sbuchi e dove arriverà.. Abbiamo appena capito che esiste, è per colpa sua che le cose non fanno come sperato, ma d’altra parte cosa possiamo fare contro la crisi? Son cose che succedono….

MA ci salviamo dicendoci che è internazionale. Certo. Perchè meravigliarsi del fatto che in un mondo globalizzato la crisi sia internazionale? Ci mancherebbe! Una crisi, per essere veramente una crisi, deve essere internazionale, altrimenti è semplicemente il fallimento di una politica nazionale… come in Grecia o in Islanda…

Se dovesse succedere che l’Italia andasse in fallimento e il resto delle nazioni europee, ma principalmente Germania, Francia, Inghilterra, no, allora sarebbe chiaro che qualcosa da noi non ha funzionato…MA solo allora questo sarebbe evidente, ma a quale costo!

Dunque, ci fa sapere palazzo Chigi, la manovra è semplicemente una stabilizzazione finanziaria. PEr quanto riguarda l’uscita l’uscita dalla crisi, il presidente del consiglio ci fa sapere che sta lavorando. Tutto riprenderà dal “grande progetto di liberalizzazione delle attività economiche”.

che ‘azzo vuol dire?

Liberalizzazione delle attività economiche? Un altra chimera che non si sa cosa possa mai significare… Si toglieranno gli ordini professionali degli avvocati, dei notai, degli ingegneri, dei commercialisti e via cantando? si toglieranno i privilegi di casta dei tassisti? Cioè si tornerà al decreto Bersani? oppure si sta dicendo che Silvio, monopolista della televisione, consentirà lo sviluppo del libero mercato televisivo?

Ma come tutto questo potrà incidere sulla crisi, tra l’altro in netto contrasto con quanto afferma Tremonti?

A saperlo… Parole dette in libertà, così ancora una volta per raccontarci la storia di un governo che governa, mentre la realtà fa da tutt’altra parte…

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timore reverenziale

Posted by vaiattila su 29 maggio 2010

Ora lasciamo perdere le facili battute, l’ironia, lo scherno, il dileggio.

L’accezione di ” potere” secondo Max Weber è «  la possibilità che un individuo, agendo nell’ambito di una relazione sociale, faccia valere la propria volontà anche di fronte a un’opposizione». E’ un concetto che dovrebbe anche essere rivisto perchè prevede una qualche opposizione al suo esercizio. Il potere potrebbe essere la semplice possibilità di “disporre”.  Il potere implica il comando. E si è mai visto che Gion Uain debba mediare un suo ordine con un opposizione?

Giustamente Silvio Berlusconi lamenta l’assenza di un potere… lui che, come ci spiega amabilmente, era abituato a comandare 65.000 collaboratori e che nessuno di essi si permetteva di discutere i suoi ordini… tutti meno uno… PErchè dei suoi ordini Marcello se ne faceva un baffo…

Il tarlo del potere è la democrazia. Se nell’azienda di Berlusconi si fosse creato l’andazzo di “discutere” gli ordini del capo sarebbe stato un vero disastro. §LE organizzazioni che funzionano non hanno opposizione interna… un ordine è un ordine.  Per esempio: l’esercito, l’azienda, la mafia funzionano se c’è un potere assoluto, mai messo in discussione, mai disatteso.

Silvio, quando ha preso nelle sue mani lo Stato italiano, si sarebbe aspettato di poter disporre come fosse in azienda : ordini precisi e guai a discuterli. Questo si chiama esercizio del potere. Perfino Mussolini, nei suoi diari scritti da Dell’Utri, si lamenta di non avere potere. Chiaramente Berlusconi attinge alle parole dei falsi diari come oro colato al punto di arrivare a citarli durante la sua presidenza dell’OCSE.

LA proposta conseguente è quella di sopprimere l’opposizione, meglio ancora il dissenso. Solo allora si potrebbe veramente pensare un cambiamento e una uscita dalla crisi.

So che quello che dico è abbastanza ovvio, ma proprio mentre Berlusconi parlava all’OCSE io stavo parlando con il sindaco di una cittadina che si sentiva offeso per le critiche mosse alla sua amministrazione. Aveva esordito, nelle sue proteste, con un  “premesso che”..per dirmi che lui era assolutamente a favore della libera espressione del dissenso, per poi arrivare al punto: ma tu queste cose non le puoi dire… Ovviamente più il discorso andava avanti  e più la mia libertà di espressione si andava restringendo… mi sono beccato della “malalingua”, del diffamatore, del parassita e di quello che se ne sta davanti al computer a beffeggiare lui che si fa il culo anche per me… Dunque che sia chiaro… lui ha già parlato “con i suoi avvocati” (quanti ne ha? in un comune che non ha nemmeno gli occhi per piangere?) e pensa che ci siano gli estremi per una azione legale contro di me: diffamazione…. e sai quanti soldi ti porto via?

Nel mentre vivevo, con una certa spensieratezza,  questa conversazione divenuta via via una sorta di rissa, pensavo ad un articolo letto poco prima e scritto da Guido Viale sulla “dittatura dell’ ingnoranza”:

“Quello che Berlusconi ha veramente sdoganato è l’ignoranza; l’orgoglio di essere ignoranti; il disprezzo, questo sì di stampo fascista, per i saperi, qualsiasi sapere, e per i loro cultori; la pretesa di «fare» e saper fare anche senza conoscere e sapere; la convinzione, latente anche prima di lui nello spirito nazionale ma promossa a piene mani dal sentire di cui è espressione il suo regime, di essere migliori di tutti gli altri…”

D’altronde penso al grande valore dell’ignoranza come “motore” del  successo imprenditoriale. Esiste, che lo si voglia o no, nel mondo dell’impresa un valore positivo dell’ignoranza che si combina, giocoforza con l’altro elemento essenziale: la fortuna. Un imprenditore ignorante non ha limiti: tutto si può fare, se poi ha anche la fortuna di non essere scoperto mentre trucca le carte allora il gioco è fatto! Un mio caro amico imprenditore mi spiegava come funzionava l’approvvigionamento dei materiali che lui commercializzava….A metà della spiegazione, avendo intuito perfettamente dove andava a parare, gli dissi chiaramente che questa era una truffa bella e buona e lui, invece, sosteneva che tutto era perfettamente legittimo.. Ohe! non c’era verso… tutto era legittimo ai suoi occhi ed essendo lui del tutto privo di conoscenze giuridiche, mi poteva spiegare i capisaldi della sua interpretazione in modo del tutto convincente.

LA fortuna ovviamente non sempre asseconda questi comportamenti.. ed ecco l’iniziativa  dell’imprenditore che va a stimolare la dea bendata attraverso l’uso del’unico grande viatico di questo mondo, l’infame denaro…

Di fronte a chi detiene il potere si deve sempre tacere ed avere un sano timore reverenziale: solo così possiamo sperare di ricevere un puffetto e di essere rispettati come si rispettano i servi fedeli: con una pedata!

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riforme

Posted by vaiattila su 17 aprile 2010

Ricordo la fine degli anni sessanta del secolo scorso. Il Partito Comunista aveva preso a definirsi “riformista” e non solo nella sua componente più spostata verso il centro(Amendola, Napolitano) ma anche in quella di matrice più ortodossa.

Io ero giovane, ma nutrivo qualche diffidenza nei confronti del PCI. Ero più interessato ai movimenti non violenti,  distribuivo a scuola una rivista che si chiamava, mi pare,” azione non violenta” di Aldo Capitini, provavo un profondo disagio e distrezzo per quanto i mitici ” americani” stavano combinando in Vietnam,  avevo letto il “che fare” di Lenin e poi mi ero avventurato in Marxismo ed empiriocriticismo e avevo deciso, dentro di me, che il buon Lenin proprio non mi piaceva… poco più tardi, all’esplodere del mito di Mao, mi ero rifiutato anche solo di leggere il “libretto rosso”… però, devo dire, che all’epoca il dibatitto politico era appassionante.

Bastava al liceo avere un professore in qualche modo  vicino al PCI che molto spesso le lezioni si trasformavano in veri dibattiti, aperti, appassionati e molto stimolanti. Così come era facile andare verso un osteria qualsiasi la sera e ritrovarsi coinvolti in discussioni a non finire. Ma anche le parrocchie e le associazioni cattoliche erano piene di dibattiti Dal catechismo olandese, a don Milani, da l’Isolotto al Concilio…

Io ero diventato abbastanza amico di un professore all’epoca di stretta osservanza pci. Succedeva anche che qualche volta mi invitasse a pranzo  e nascevano delle discussioni animatissime alle quali partecipava anche sua moglie, che era perfino più intrigata dentro la politica di lui. Io non capivo, all’epoca, che cosa significasse volere le riforme.

Bisogna fare la riforma della santità

Bisogna fare la riforma dell’agricoltura

Bisogna fare la riforma della scuola

e via dicendo. Il mio amico vedeva lo stato di allora totalmente fermo, in vent’anni dalla resistenza non si è cambiato nulla … basterebbe una riforma, una sola e la società si  mette in un ciclo di modifiche progressiste modificando l’intero assetto statale, i rapporti sociali, i rapporti tra le classi (all’ epoca si parlava ancora di classi!)

Io ero molto scettico, ma ero anche molto giovane. Le riforme mi dicevano poco, molto poco.

Poco alla volta le riforme, però si fecero. Mi pare di ricordare il famoso Piano verde di Ferrari Agradi (mi pare sia stata, quella agraria, una riforma pessima, ma è solo un impressione)  poi ci furono le regioni e il decentramento, poi la riforma sanitaria, poi venti o trenta riforme della scuola, e via cantando.

Ma per tutti gli anni ottanta il tema del riformismo restò vivo. Poi, con la seconda repubblica, a parlare di riforme fu principalmente la destra.

Prima di tutto la grande riforma fiscale. Due aliquote, la più grande attorno al 30% perchè, secondo il Grande Riformatore, Silvio Berlusconi, era più o meno quello che era  umanamente tollerabile, poi la riforma del federalismo, poi la riforma della pubblica amministrazione e quella della giustizia, e poi la mamma di tutte le riforme: la riforma della Costituzione.

C’è da dire che Silvio ha trovato alcune difficoltà nel suo cammino riformista. Prima di tutto la magistratura comunista. In un paese dove i vari ragruppamenti ispirati al comunismo non raggiungono nemmeno un quorum minimo, questi sono riusciti ad impossessarsi di tutta la magistratura. Dalla piccola pretura fino alla corte di cassazione e alla corte costituzionale è tutto in mano ai comunisti. Io lo so perchè ho visto magistrati che leggono La Repubblica ed altri che pretendono di mettere in discussione le leggi fatte dal popolo definendole incostituzionali.

Il grande riformista, appunto, ha trovato molto difficoltà sul suo cammino.

Finalmente, però, dopo il suo grande successo elettorale alle regionali ultime, ha potuto uscirsene con un “finalmente!” ora nessuno potrà impedirmi di fare le riforme. (prima c’era un’entità non meglio identificata che gli impediva di sistemare le cose di questo povero paese) .

Passano solo pochi giorni che Fini, il vecchio Fini, l’uomo che da Silvio è stato sdoganato dal ruolo di opposizione di destra un tantino filo fascista, e per questo non del tutto apprezzato dalla nostra borghesia illuminata, si mette un po’ di traverso. Rivendica una visibilità che il binomio Bossi Berlusconi non gli lascia.

Non sarà che per questo saltano le riforme?  Visto i presupposto delle riforme c’è da augurarselo.

Intanto, con la solita stupidità che ci contraddistingue, io e mia moglie ci chiediamo se, per caso, non stiamo cadendo in un nuovo fascismo. Ma ormai in Italia non esistono più luoghi dove la gente normale possa discutere. Lo fanno per noi  pochi eletti in televisione. e noi assistiamo tranquilli, a questo chiacchierare litigioso e senza spessore, a questa sequela di stupidate recitate male e senza costrutto. Però siamo comodamente seduti in salotto…

E’ un bel vivere.!!!!!

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le riforme più sentite dal popolo.

Posted by vaiattila su 31 marzo 2010

Per conto di Radio Attila, la radio dell’amore, ho fatto alcun interviste.

riporto i tratti salienti di alcune di esse.

Mario, laurea in scienze delle comunicazioni, disoccupato, anni 29,  fidanzato con Sonia, ragioniara disoccupata  attualmente  un pochino in cinta( settimo mese) Vivono con la mamma di lei, pensionata baby, divorziata. Mario e Sonia occupano una stanza di 9 metri quadri. Mario  ogni tanto riesce a fare qualche  lavoretto come facchino ai mercati generali, Quando va bene porta a casa un duecento al mese.

Domanda. Mario, come sono andate le elezioni regionali?

Mario: sono molto soddisfatto: Siamo riusciti a tenere testa alla violenza della sinistra che pretendeva di fare delle elezioni escludendoci per futili pretesti. Abbiamo stravinto ed ora, finalmente potremmo fare delle riforme.

Domanda: Quale riforma ritieni sia prioritaria per il paese?

Mario: Più che al paese penserei all’italia intera. Comunque secondo me la riforma principale è quella della giustizia.

Domanda: ma secondo te la riforma della giustizia potrà incidere sulla tua condizione economica?

Mario: mi pare evidente! noi non possiamo più vivere in una società dove si privilegiano gli extra comunitari. Non è giusto. Come non è giusto che io non abbia una casa dove far nascere mio figlio o non possa avere i mezzi per sposarmi.

Domanda: Ma tutto questo non conta molto con la giustizia. Contà di più con la disoccupazione il lavoro che non c’è, gli ammortizzatori sociali… non ti pare?

MArio: no. Questa è una visione da comunista. Noi siamo preoccupati per le intercettazioni telefoniche. Non è giusto che il nostro presidente non abbia la libertà di scherzare al telefono perchè ci stanno gli spioni che ascoltano tutto e decontestualizzano le sue battute. Io come scienziato delle comunicazioni conosco molto bene queste problematiche: con questo giustizialismo il progresso si ferma perchè si ferma la libertà…

Domanda: Ed è così che otterrai la casa per la tua famiglia?

Risposta: una cosa alla volta. Prima di tutto la Giustizia. Quando avremo riformato la giustizia avremo tempo per rimettere a posto anche il resto.

……….. ( l’intera inervista sarà trasmesso per radio Attila, la radio dell’amore,  alle ore 18 del 30/3/2010)

Intervista concessa da Settimo Marton a Radio Attila, la radio dell’amore, in occasione delle elezioni regionali.

Settimo Marton, pensionato, continua tutt’ora a coltavare la terra.

Domanda: Signor settimo, come se la passa?

Settimo: mia tanto. Continua a lavor parchè la penzione non me basta. E poi go da dare una mano a me fio che è stato licensiato.

Domanda: E’ soddisfatto dela vittoria di Zaia nel Veneto?

Settimo: Ostrega! gera ora che vincesse uno dei nostri! Gerimo stufi dei comunisti al governo!

Domanda: Comunisti ? Ma Galan è del PDL!

Settimo: Appunto! comunista… ma po’ mica mi interessa a me che sia comunista… il fatto è che le quote latte vanno riviste!

Domanda: Ma lei ha un allevamento di mucche?

Settimo: Ma neanche per sogno! io faccio l’orticultore. Però bevo un bicchiere di latte ogni mattina.

Domanda: Senta, Berlusconi dice che dopo questa vittoria elettorale è ora di fare la riforma della giustizia: Lei è d’accordo?

Settimo: Sto ca***! a riforma dea gistisia! in galera dovrebbe andare Berlusconi, con tutti i schei che sa ciavà! In  galera, ‘sto porco!

D: Ma Berlusconi è il capo della sua coalizione! E’ il principale alleato di Bossi!

Settimo: ma non dica bestemmie!  E’ tutta un finta… Berlusconi è un ladro e Bossi gli tente… appena può … zaccc! ed è tutto finito!

(radio Attila, la radio dell’amore, non trasmetterà questa intervista perchè incita all’odie ed è piena di invidia…)

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il partito dell’amore ha vinto

Posted by vaiattila su 30 marzo 2010

Cicciolina e Moana ringraziano gli italiani che le hanno votate.

Silvio dice che ora è possibile fare le riforme. Evidentemente prima c’era una situazione che non lo permetteva.

Brunetta non ce l’ha fatta… uhuhhhuhhhhhhhhhhhhhhh aaaaahhhhhhhhhhhhaahhaahahahahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhahaah hahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh

Venetia delenda est!

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elezioni: avanti così, verso il nulla!

Posted by vaiattila su 30 marzo 2010

mi chiedo: verso chi covo questo senso di fastidio?

Verso Belusconi perchè ha vinto ancora? e penso al consenso che aveva Mussolini nei confronti degli italiani… un consenso fatto un po’ di paura, un po di propaganda, ma molto di “complicità” e di ignoranza… E’ un consenso basato su Grandi fratelli, isole del famosi o cose del genere, ma anche sui modelli della pubblicità, delle cose “belle” , delle vacanze, perfino delle escort..

Verso la Lega che di fatto conquista il nord? e penso alla banalità delle sue parole d’ordine dove dal nulla si crea l’idea di un “popolo padano”  idea che storicamente nasce una trentina d’anni fa sulla base di slogan beceri, violenti e falsi… Banalità che si conferma nel perseguire l’idea di un popolo che continua nella linea dell’incultura, dell’ignoranza fatta a simbolo positivo della rusticità e della semplicità del “popolo”…

Verso il Partito Democratico che macina acqua al suo mulino e non riesce a dare una qualsiasi prospettiva? ma anche perchè guardando  dentro questo partito si colgono troppo spesso gli stessi “umori” che traspaiono nel berlusconismo… Troppi interessi, troppi giochi di potere, troppo distacco dal mondo reale…. A me, povero gramo, piange il cuore quando sento uno che prende tredicimila euro al mese che viene a dirmi che lui è deputato per difendere i miei interessi…. MA cazzo vuoi difendere i miei interessi… stai facendo solo i tuoi, coglione!

Verso i partitino della sinistra che continuano a spaccarsi? e’ una lotta ormai condominiale, autoreferenziale e quasi personale. Abbiamo un elettorato  di livello culturale decisamente basso, che sa distinguere le marche dei jeans e quelle delle auto,  ma non sa se Dante sia del 1200 o del 1800, ma che cazzo volente che sappia distinguere tra “tutti i colori del verde” (dalle mie parti ci stanno tre liste di verdi) e “tutti i colori del rosso” (altre tre liste di ispirazione comunista)?

Il popolo padano si appresta a diventare l’emblema di una nuova realtà. E’ una realtà dal fiato corto, dove l’egoismo spicciolo prende il sopravvento sull’interesse collettivo, ma questo già avviene da troppi anni… con qualche valore comunque positivo.  La Treviso di Gentilini è una Treviso xenefoba e culturalmente gretta, ma è anche una città ristrutturata e valorizzata sotto l’aspetto monumentale e della vivibilità.

Il popolo padano nella sua inesistenza vedrà sparigliare le carte alla prossima elezione quando, forse, Silvio non sarà l’oggetto di un referendum ( 77 anni… potrà ancora raccontarci le sue prodezze amatorie, potrà ancora trascinare un partito di ominicchi fino alla vittoria?)  e si avanzerà la Lega all’incasso: il nord italia  è mio e tu, partito dell’amore devi farmi da stampella oppure vai con Casini!

e a quel punto il grande partito democratico potrebbe perfino fare una alleanza con gli ex berlusconiani e con i casinisti e cercare una grande coalizione anti lega…. sarebbe lo sballo supremo.. l’emblema di un nulla che ormai si è impossessato di tutto. A questo punto la crisi non sarà solo economica, non sarà solo morale, non sarà solo politica, sarà la crisi globale. dove tutto sarà contro tutto, ognuno sarà contro ogni altro… sarà la rottura del del patto sociale in qualche modo sancito dalla costituzione.

Ed è appunto quello che vogliono distruggere.

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che tempi!

Posted by vaiattila su 22 marzo 2010

Dai, mi dicono: vieni anche tu a quasta festa! il posto è bello, c’è da mangiare a volontà e poi siamo tra noi… Io tentenno ma poi, per pura amicizia mi lascio trascinare ad una festa del Pd. Appena arrivato quello che sta al banco mi fa un sorriso da orecchio a orecchio, mi saluta con un caloroso ciao e mi chiama per nome… frugo nella mia testa alla ricerca di un ricordo, un immagine un nome, una circostanza, qualcosa che mi dia l’opportunità di mollare l’espressione da ebete che devo avere stampato in faccia… Me la cavo con il sorriso migliore che ho e con un bel ciao …ti vedo bene! Appena ho occasione chiedo notizie… ma chi è quello? sorrisetto di compiacenza.. ma dai, era il direttore di…. caspita! quel democristiano con cui trent’anni fa mi fronteggi in piazza a male parole, minaccie, insulti e porchi? Ci accomodiamo al tavolo più periferico dal quale godiamo una visione d’insieme. Un bel pezzo di paese è là, pieno di sorrisi e di strette di mano. Anche tu qua? che bella sorpresa! C’è il vecchio geometra, un tempo odiato perchè era lo specultore del paese… oggi è qua, con l’opposizione. E’ qua perchè lui è stato soppiantato da uno più pescacane di lui, capace di costruire senza nemmeno lasciare il minimo di distanza dai confini delle strade, capace di occupare i marciapiedi e di lottizzare perfino i canali. Il mio è un paesotto pieno di vita. Ha tre farmacie, ma ben sei supermercati e un centro commerciale! Si dice che qualcuno stia chiudendo per via della crisi…  In bella mostra anche vari imprenditori d’epoca. Lo si era già visto anche  al parchggio dalla presenza di grosse Audi Jaguar mercedes… li guardo sconsolato, stanno al centro della sala, sorridono tra loro. E’ un pezzo di storia. E’ l’Italia del miracolo economico, eè l’Italia degli anni settanta, del capannone nato all’ ombra del biancofiore… in queste terre padane negli anni settanta al mio paese la DC arrivava quasi all’80%.. Quando la maggiore dei miei figli andò alle elementari per noi non fu riservato il servizio scolastico… perchè non lo avevamo prenotato.. MA come, e dove sta scritto che dovevamo prenotare il servizio scolastico? LA risposta  che ci dette la direttrice fu illuminante: Ma come, l’ha detto il parroco in chiesa!… Così era il mio paese ed ora un bel pezzo di que paese sta qua, sotto le tende dell’opposizione. I figli, quelli che oggi hanno l’impesa in mano sono tutti o con la lega o con il partito dell’ amore.. Ma i vecchi si ritrovano spiazzati… alcuni da vecchi democristiani si sono visti catapultati nell’avventura di dover convivere con i nemici di un tempo.

E poi arriva lui, un pinocchietto  di malaffare, vecchio puttaniere da balera  che urla, senza vergogna alcuna, a tutti ‘sti poveri vecchi democristiani:  comunisti!

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l’amore vince sempre sull’odio

Posted by vaiattila su 20 marzo 2010

‘Sti stronzi di comunisti seminano l’odio. Sarebbe nell’interesse di tutti eliminarli!

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interpretazione autentica della sentenza del Tar Lazio

Posted by vaiattila su 9 marzo 2010

Dunque quegli sprovveduti del Tar Lazio non conoscono la gerarchia delle fonti legislative.

Se questi magistrati amministrativi fossero studenti del ministro Brunetta, questi li avrebbe sicuramente bocciati all’esame di diritto amministrativo.

Non conoscere la gerarchia delle fonti… cioè non sapere che non tutte le norme sono uguali e che ci sono norme che valgono di più e quelle che valgono di meno (lasciamo perdere i tecnicismi) è cosa risaputa. Sappiamo, per esempio che le norme costituzionali valgono di più di quelle di una legge ordinaria. Così come sappiamo che un regolamento comunale vale di meno di una legge ordinaria. Quello che però i giudici amministrativi non sanno è che nell’attuale costituzione reale dello stato italiano il “desiderio” del Presidente del Consiglio è norma che gerarchicamente vale veramente tanto….

Nella dialettica giuridica tra costituzione formale e costituzione reale è giusto che sia la seconda a prevalere, perchè altrimenti costringeremmo il Presidente ad imporre con la forza la sia volontà e questo non piace al Presidente che alla forza muscolare preferisce la forza del denaro, allo sferragliar di sciabole preferisce l’astuzia dell’inganno, al divo Achille preferisce il divo Ulisse.

Così, ‘sti caproni di giudici, non hanno capito…. e va a finire che ci toccherà rinviare la data celle elezioni… che non è un fatto rilevante… non è un golpe, non è nulla se non un fatterello formale.. fatto esclusivamente per consentire al popolo di scegliere da quali somari farsi governare

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sempre sulle liste

Posted by vaiattila su 2 marzo 2010

Il problema è che la libertà, come concepita da Silvio, male sopporta le regole. In particolare non tutte le regole sono insopportabili allo stesso modo… per esempio le regole che impediscono la libera circolazione delle idee sono orribili se usate contro la maggioranza, mentre, le stesse regole, usate opportunamente contro la minoranza, sono assolutamente da rispettare.

La regola che bisogna tutelare, per esempio, i buoni costumi è giusta se applicata contro la prostituta di strada e l’utilizzatore finale della stessa, mentre se l’utilizzatore finale agisce per l’interesse pubblico allora è assolutamente encomiabile, se poi ha 73 anni allora è anche un fenomeno da imitare!

questo criterio che la legge non è uguale per tutti, ma ha una applicazione relativa all'”animus” secondo cui viene commessa l’infrazione alla norma, appartiene al parto culturale della giustizia nazista, che cercò di “soggettivizzare” l’interpretazione della norma. Lo spirito con il quale il nazista derubava il proprio vicino di casa andava interpretato secondo l’animo che il nazista aveva nel compiere il reato. Se per esempio agiva per colpire lo scarso entusiasmo del vicino nei confronti del nazismo, il suo reato poteva anche non essere tale, anzi, poteva diventare un gesto di fedeltà al grande ideale.

Allora, se le leggi sono talmente ingiuste, inique, concettualmente errate, da impedire al partito di maggioranza di venire giustamente votato dalla  maggioranza dei  cittadini italiani, allora c’è un errore. E’ chiaro che esiste una volontà, messa in atto dai giudici, di impedire le libere elezioni.  Se anche questa vicenda nasce da una serie di errori commessi da zelanti galoppini del partito di Berusconi, è evidente che Silvio riuscirà a dare un altro colpo alla giustizia (che continuamente interpreta le leggi contro di lui) ma anche all’ordine costituzionale… .perchè il richiamo al presidente Napolitano?

LA sinistra sta a guardare,,, un po’ si scandalizza, un po’ ironizza… m a sembra non cogliere la prossima mossa del Capo…

Intanto niente Bruno Vespa sotto elezioni…. che scandalo!

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l’affare delle liste: odore di bruciato

Posted by vaiattila su 2 marzo 2010

I fatti sono perfino ridicoli. LA questione della presentazione delle liste fa parte del DNA della politica italiana da sempre. Certo, oggi la legge non è più quella di una volta, ma riuscire a perdere la possibilità di candidarsi alle elezioni è cosa che poteva accadere al neonato partito della lotta allo forfora o a al nuovo partito dei cimbri… o al partito ecumenico per la lotta all’ortodossia…

Non certo alla gloriosa macchina da guerra del PDL,  partito che regge il governo con professionalità e competenza mai vista.

Insomma …. ma poi non solo il pasticcio del LAzio… ora si aggiunge anche quello della Lombardia… due in una elezione solo? Cavolo, ma vogliamo scherzare?

Certo, le cronache ci raccontano di un Silvio Furioso…  Io a Silvio Furioso non ci credo.

Quello è capace di tutto… anche di radicalizzare lo scontro per imporre una nuova legge che dice che la legge non vale per lui e per il suo partito… E’ chiaro che vuole andare a radicalizzare lo scontro… dopo essere stato assolto  con formula piena da tutti i suoi processi è il momento di passare alla nomina con formula piena dei suoi condidati che sono ele

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i promotori della libertà

Posted by vaiattila su 24 febbraio 2010

E’ un vecchio astioso, brontolone, incupito quello che sta lanciando l’ultima sua trovata: i promotori della libertà!

Ecco, termine migliore non poteva esserci per uno che per tutta la vita ha fatto il promotore. Ma il prodotto che vende è una ciofeca,  è una merce avariata e di scarsa qualità. La libertà sventolata dal capo è la libertà di fottere gli altri e di bluffare… è una libertà da promotore… promesse, promesse e bidoni!

Certo, ha gioco facile in questa assenza di prospettive che da l’opposizione: arretrata divisa impaurita senza il senso di osare e di combattere.

Ma ci penseranno i promotori della libertà, nuovo esercito, nuova massa di manovra, nuovo sistema di difesa del premier.

Poco alla volta si fa strada l’idea di una milizia personale, che risponde solo a lui, che se la ride di questa “legalità” che è patrimonio di un pensiero “sinistro”. Legalità uguale persecuzione della libertà. Ed ecco i promotori… non saranno violenti, forse. Non saranno eversivi, forse. Ma ogni trovata del capo va nella direzione del fastidio verso le regole, dell’urlare all’attentato alla libertà fatta dai giudici, dalle intercettazioni telefoniche, dalla televisione, dalla stampa, dalla invasione degli extracomunitari….

E’ sempre peggio. E’ un vecchio che si sta bevendo il cervello, incazzato con la vita che poco alla volta gli sfugge lasciandogli una bava alla bocca e un desiderio di onnipotenza nel basso ventre.

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Il mondo dell’emergenza e il mondo della corruzione

Posted by vaiattila su 11 febbraio 2010

Siamo lontani, oramai, dai fasti di tangentopoli. Là era un sistema che si legittimava attraverso la politica e che in parte vedeva affiancata la causa “nobile” del finanziamento occulto alla linea del partito e una serie di piccoli benefit che erano briciole che il buon politico intascava come sorta di premio per la sua dedizione alla causa. Era un mondo con una sua morale. Perversa, falsa, schifosa e alla fine divenuta troppo esosa,  ha finito con il cozzare con in modo stridente con il sistema stesso dell’imprenditoria che quella corruzione aveva alimentato.

Poi ci fu un periodo, brevissimo, dove sembrò che tutti volessero perseguire la retta via… Codici etici a gògò, legislazione suglia appalti severa e rigida (la prima legge “MErloni”) clima di sospetto e paura. Nessuno che si permettesse nemmeno di far balenare l’idea della tangente.. pochi anni. Ma il sistema dei lavori pubblici per primo ne soffrì… pochi appalti, da una parte le pubbliche amministrazioni che non sapevano fare progetti decenti, dall’altra imprese che non trovavano molto ristretto il “margine” di guadagno. Una situazione che non andava bene a nessuno…

Ed ecco apparire la grande genialata… se le attività ordinarie delle opere pubbliche era un po’ più impedite rispetto a prima di tangentopoli, ci fu chi pensò giustamente di lavorare sulle emergenze. Se le norme ordinarie sono pesanti, macchinose e lente, perchè non sfruttare la possibilità di “derogare” alla cosa attraverso una legislazione privilegiata che prevedesse, grazie alla “urgenza§” della situazione di ovviare a tutta una serie di incombenze?

Storia sorprendete dove l’emergenza in Italia è venuta assunendo un carattere ordinario. Siamo pieni di commissari governativi, nominati sulla base di una legge speciale che attribuisce alla Protezione Civile poteri straordianri. Ed ecco Bertolaso nominare il Commissario di questo e il Commissario di quello… e mettere in piedi una ragnatela di urgenze che costruiscono tutto… da teatro della Fenice a Venezia, alle Piscine di Roma fino al centro turistico alberghiero della Maddalena… E’ un mondo di Commissari straordinari dove l’ordinario sparisce: tutto è fuori di portata dell’organizzazione “normale” della nostra pubblica amministrazione… Il realtà è un mondo di “podestà” dove le leggi ordinarie si devono “adeguare” alle decretazioni degli uomini dotati di “poteri” straordinari.

Sotto forma di urgenza e di interesse prioritario l’attività normale del nostro ordinamento viene sconvolta… così è: Se nessuno vuole le centrali nucleari nel suo territorio è ovvio che qualcuno dovrà importele, se i tuoi piani urbanistici non prevedono possibilità di incremetare cubature edilizie, ci penserà qualcun altro ad aggirare il normale andamento delle cose… e via dicendo in uno stravolgimento sovversivo di ogni ordine, mossi esclusivamente da interessi concreti, attuali ma strettamente personali.

Non esiste un visione del futuro, nno esiste una qualche strategia… si agisce sull’onda dell’interesse immediato. Prendi i soldi e scappa.

PEr alcuni la molla è il denaro, per altri il potere. Non credo che Bertolaso si sia fatto corrompere per poter avere una qualche escort a gratis o per qualche pugno di dollari… ma penso che in quel mondo poter accettare i “favori” di una prostituta e qualche “regalino” in termini di “oggetti” o di “presenti” per chi  è abituato a parlare ogni giorno di milioni di euro come fossero noccioline, non sia psicologicamente legato ad una idea di “delinquere” quanto piuttosto è una percezione di “dovuto”. A lui e a chi come Silvio, come i fari salvatori della patria che ovunque si prodigano per il nostro bene, il ricevere il dono di una prostituta o di una villa, non sia altro che il segno tangibile di una riconoscenza che viene dal popolo. Chi dona e regala questo è ben consapevole, a sua volta, di meritare la “familiarità” del principe. Il principe concede, il servo fa omaggio… tutto questo oggi direttamente sotti gli occhi una opinione pubblica plaudente e un tantino invidiosa

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stiamo debellando la pandemia

Posted by vaiattila su 31 gennaio 2010

Il nostro è stato un intervento massiccio, pesante e qualificato al punto che sembra ormai debellato il pericolo dell’influenza suina.

Per il grande contributo e per lo sforzo profuso in questa operazione, il presidente Berlusconi ha dichiarto che Topo Gigio sarà presto nominato ministro: “per quello che ha fatto, – ha dichiarato Silvio – è il minimo!”

Ai dubbi e alle proteste sollevate dall’opposizione il Presidente del Consiglio ha opposto una sottile argomentazione dicendo che il titolo di “ministro” è dovuto a tutte le persone che si sono distrinte in qualche attività a favore degli altri. Così è stato per Bertolaso, così è stato per la Brambilla, così è stato per la Carfagna.

Al gionalista che chiedeva delucidazioni circa le benemerenze di queste ultime, il Presidente è andato in escandescenze….

Da parte nostra non abbassiamo la tensione sulla necessità di proseguire nella vaccinazione della popolazione come forma di solidarietà nei confronti dell’ottimo Sacconi!

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