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la grande depressione

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che Baita!

Posted by vaiattila su 1 marzo 2013

Ancora in carcere.

Per l’ennesimo malaffare. Eppure accorgersi per tempo che qualcosa  non andava per il suo verso non doveva essere difficile.

Da sempre la Mantovani lavora per Mose facendo la parte del gigante all’interno del Consorzio Venezia Nuova dove un manipolo di uomini fanno il bello e il brutto tempo.

Il consorzio Venezia Nuova è un consorzio di imprese che senza gara e senza virtù ha preso in mano la grande opera del Mose. Grande opera. é come se tu per costruire la tua casa dessi ad un unico soggetto l’onere di farti il progetto, e di eseguirlo impegnandoti per contratto a pagare il tutto a pie di lista. Lo Stato italiano ha fatto così. Non è da stupirsi. E’ sbalorditivo!

Lo Stato italiano aveva affidato il Mose al Consorzio in un periodo in cui la capofila era minetemeno che la Fiat con la sua Impregilo. Poi nel tempo le cose sono cambiate. E Baita è diventato il “padrone” del consorzio. Ma no solo. E’ l’inventore del project  financing alla Veneta. Come dice Galan, è stato lui (il Baita) ad insegnargli  cosa sia questo strumento di finanziamento delle opere pubbliche. Ed è così che è nato l’ospedale di Mesrte. E poi tante altre cose nel nostro sorprendente territorio. Ma non solo. Baita ha conquistato aziende pubbliche come Veritas (leggi consorzio per la costruzione dell’inutile Progetto Integrato Fusina), si è integrato dentro società miste come Thetis, la creatura dell’attuale assessore comunale Paruzzolo, o Alles e chissà quante altre avventure.

PArlavo alcuni anni fa con un noto esponente politico del defunto partito giustizialista IDV. Gli raccontavo fatti. Mi rispose nervosamente che lui non faceva il magistrato. Neanche io. Io parlavo di politica e di commistione tra affari e politica. E no parlavo dal punto di vista giudiziario. Il Consorzio Venezia Nuova è una bestemmia in sè e non occorre svegliare parole come corruzione o violazione delle norme sull’appalto…. basta leggere che cosa è questo “esperimento” gestionale per capire che siamo di fronte ad una grande furbata che vive oramai da alcuni decenni prosperando con il denaro pubblico e gonfiando a dismisura lo sperpero di denaro pubblico.

Dietro al consorzio si muovono persone che contano.  C’è anche una gran bella quantità di dipendenti pubblici regionali che pendono letteralmente dagli interessi della Mantovani. Se non sei nel “giro” non   sei nulla, non sei nessuno.. e il giro è sempre quello!

Quando si parla mafia del nord, si parla anche di questo splendido club di notabili che stanno negli scanni della Regione e di numerosi comuni del Veneto attraversando il panorama politico  da destra a sinistra. E’ il partito del malaffare. che comprende politici e funzionari il stretta connessione di interessi congiunti perchè questo è quello che si dice “fare squadra”.

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storie ordinarie di pubblica amministrazione

Posted by vaiattila su 23 aprile 2010

Da inizio dell’anno ho definitivamente smesso la mia attività di consulente per le pubbliche amministrazioni. In primo luogo perchè non ho più nulla da dire e poi perchè proprio non so comportarmi. Sono del tutto inadeguato. non sono bastati 26 anni da dipendente e circa una quindicina come consulente a vario titolo per insegnarmi come ci si deve comportare..

Sono, tanto per essere franco, un vero cretino.

I fatti: venerdì una telefonata di prima mattina… una voce amica mi racconta di un bando andato a male… una situazione di stallo… alla base sicuramente un errore….

In via amichevole dico la cosa più ovvia. annulli il tutto  e rifai il bando…. Ma sì ma abbiamo molta fretta (e quando mai nella pubblica amministrazione non c’è molta fretta…l’urgenza è la regola….).. Sto per congedarmi, ma dall’alto capo del telefono arriva la richiesta… non è che hai un momento per vedere le carte… ci servirebbe un tuo parere…

Ecco che in me scatta l’orgoglio del cretino… mi combatto dentro… un voce mi dice: non accettare… dì che devi trapaintare 800 piantine di insalata…. di che devi andare a dare da mangiare alle galline… forza, non fare il mona….

E dalla mia bocca esce, non so perchè… un ” sono occupato fino alle cinque (venerdì pomeriggio dopo le cinque dentro un ufficio pubblico non ci stanno nemmeno le formiche….) ah, bene, allora ci possiamo vedere anche alle cinque e mezzo sei… quando vuoi…

Mi sono fregato con le mie mani ed ecco che alle cinque e mezza di un venerdì da cani mi ritrovo a scartabellare al cospetto non di uno, ma di ben tre funzionari  di alto livello… che mi hanno aspettato… perchè non ho detto che mi sarei liberato per le sette e mezzo? almeno mi sarei preso una soddisfazione, cretino che non sono altro…

ognuno mi spiega una parte del discorso, rubandosi la parola uno con l’altro, Ognuno porta la sua interpretazione… ermeneutica… esegesi… escatologia del pubblico incanto…

nessuno sembra, ovviamente aver letto le carte.. E’ stano. Grandi teorie, ma nessuno che sa dire cosa ci sta scritto davvero dentro quel corposo fascicolo fatto di capitolati, di relazioni tecniche, di bandi e disciplinari…

E le mie domande, che vorrebbero avere risposte secche e precise, diventano pretesto per la creazione di opinioni disparate e sostenute da logiche extraterresti.

Mentre continua il cicaleccio io mi leggo le carte… è come un romanzo un po’ alla volta la questione comincia ad interessarmi perchè è incredibilmente complicata…E alla fine soccombo: datemi le carte… lunedì mattina vi do una risposta.

Con somma gioia di mia moglie passo il sabato e la domenca a stidiarmi le carte… erano mesi che non  sfogliavo cotante amenità… quasi ci provo gusto….

Il lunedì mattina alle nove prendo il telefono ed espongo le mie conclusioni…. dall’altra parte del cavo mi sembra ci sia accordo con quanto espongo… senti, mi rispode il mio interlocutore…. parlo con l’assessore poi ti chiamo…

alle dieci nuovo telefonata. Bene, dovresti farmi un parere e spiegare, così come hai spiegato a me, la cosa. Dovresti proprio farti capire bene perchè altrimenti non ne usciamo…

E sì, dico io, ma non ho tempo… ho altro da fare..Insiste ma dai… e poi è urgente…  dentro di me l’unico argomento che mi convince è un argomento che conosco bene solo io .e appartiene all’ambito della mia  cretineria.. Dico di sì. purchè questa cosa cessi al più presto….

come è come non è passo l’intera notte tre lunedì e martedì a studiare e scrivere.. e più esamino la questione e meno si allargano le maglie dell’interpretazione… non ci stanno scappatoie furbe, non c’è dubbio: il mio parere diventa quello leggendario di Bartali: tutto sbagliato… tutto da rifare…

Alle otto e trenta di martedì mattina mando il mio parere… et de hoc satis

Dopo due giorni, incuriosito per il silenzio dall’altro capo del telefono, mi faccio forza e chiamo io…. prima uno, dopo l’altro, poi l’altro ancora… il mio parere, così urgente, così impellente nessuno l’ha ancora letto… almeno così rispondono, perchè sicuramente qualcosa di assolutamente più urgente ha fatto slittare l’ordine del cosmo amministrativo…

bene, tutto questo io lo dovevo sapere prima… ne ero certo. l’urgenza che pressava il mondo è ora un attimino regredita…certo solo un cretino poteva caderci ancora dopo quasi quarant’anni che conosco questo modo di fare….. tra qualche giorno, forse tre o quindici l’urgenza con cui sono stato interpellato riprenderà vigore, su rafforzerà e si avvicinerà alle coste come ogni grande ciclone che attraversa quotidianamente ogni amministrazione comunale… ma poi una corrente amica, lo devierà, proprio nel momento in cui stava per creare problemi una qualche altre perturbazione, ancoro più grave, ancora più minacciosa, farà dimenticare per un po’ il dramma che avremmo potuto vivere, ma che inevitabilmente  sarà messo in lista d’attesa… e via per altre incredibili avventure.

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il sistema Bertolaso

Posted by vaiattila su 12 febbraio 2010

Il sesso non c’entra.   Il sistema Bertolaso prevede “risultati”.

Per fare risultati è necessario procedere con le mani libere da lacci e laccioli. Appalti,  sistema di aggiudicazione, progettazione, varianti, contenzioso…. tutto all’insegna di velocità, efficienza, risultati!

Anche quando si va piano, Certo è un fatto virtuale, di immagine… Dobbiamo far passare l’immagine di grande capacità di “fare risultato”. Su questa immagine si basa il sistema Bertolaso. Veloci. Dateci  i soldi, direttamente dentro le contabilità speciali della Banca d’italia… deponete là il denaro contante e poi la protezione civile regola tutto…. Nomina un soggetto attuatore con poteri ampi di condurre l’appalto e lui, il soggetto attuatore va avanti come un treno…. oppure va lento come una lumaca… dipende dagli interessi…. ma il soggetto attuatore elargisce gli appalti come meglio preferisce o con trattative private o con gare informali o con appalti un tantino aggiustati… la norma europea impone comunque la gara d’appalto, ma chi osa andare a mettere il naso nel “sistema” Bertolaso, l’unico sistema funzionante in questo Stato sconnesso, dissestato, ammalorato? Nessuno tocchi Bertolaso!

Fuori dalle leggi e dai controlli, il sesso è solo una piccola questione ininfluente… restano gli affari… i grandi affari, è là che si giocano veramente le cose…

e tutto con il plauso del popolo….

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il tram di Mestre e il SIN

Posted by vaiattila su 18 novembre 2009

Che cosa è il SIN? Sito di Interesse Nazionale. Cosa c’entra il SIN con il tram di mestre?

il Sin delimita un area particolare che la legge sottopone a particolari tutele ed obblighi… è talmente particolare che nessuno può scavare, portare via terra o fare un qualsiasi lavoro, senza passare prima sotto il giogo di una conferenza di servizio nazionale che analizza il progetto e pone ed impone condizioni. Se niente niente non ottemperi a queste disposizioni rischi incriminazioni da sballo… Tutto questo vale per chiunque ad eccezione che per il Comune di Venezia che realizza il tram di Mestre fregandosene amabilmente di qualsiasi norma… così il tram di mestre, che è un opera secondo me ormai priva di finanziamento oppure che è stata finanziata senza modificare il quadro economico e senza fare alcuna nuova gara d’appalto, continua nella sua folle corsa accumulando comportamenti illeciti sempre più pesanti.

Oggi ho incrociato viale San Marco ed ho intravisto lavori …. che quasi sicuramente non sono mai stati autorizzati dal Ministro dell’Ambiente…

ma chi se ne frega! e vai così…

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per una crisi che finisce, un altra ne nasce…

Posted by vaiattila su 7 novembre 2009

Non starò qua a contestare quanto riporta oggi la stampa rispetto alla crisi. C’è già Silvio e Giulio che proclamano e gioiscono… C’è però anche l’articolo di Giorgio Topa si noiseFromAmerica che ha l’ardimento di spiegare… Una piccola goccia nell’infinito mare della disinformazione. O ne facciamo un fatto di fede?

Se un pirla qualsiasi come me, che quando si connette ad internet vede la pagina di Repubblica come pagina iniziale, si fida di quello che legge, minimo minimo scende in strada e si da alla pazza gioia… altro che scudetto o mondiale di calcio… per una notizia così dovremmo scatenarci in un tripudio di bandiere, claxonate, cori, inni, bevute… abbiamo superato gli inglesi, siamo una potenza, quei socchi di spagnoli,  con a capo quell’uomo senza timor di dio che è Zapatero, pretendevano di essere avanti a noi e invece ….

Io non ho, quale osservatorio, quello privilegiato dell’OCSE,. Guardo dal mio punto di vista che fino a poco tempo fa era un punto di vista rasoterra e che oggi sta sempre di più diventando un punto di vista underground… mi sto inabissando nel profondo della terra, in modo ineluttabile ed inarrestabile. Scorro con frenesia gli albi pretori dei comuni, delle provincie, delle regioni delle società miste pubblico/privato che gestiscono servizi pubblici… Vado in cerca di bandi di gara, di appalti…. fino a due anni fa, anche se non si arrivava ai livelli di prima 2001, c’era comunque da lavorare e qualche bricciola arrivava anche a me, poi a partire dal 2008 tutto fermo! Andate a guardare  i siti delle regioni. Quanti bandi di progettazione?  quanti di lavori? Senza esagerazione credo che si possa stimare un 10% rispetto a quello di qualche anno fa. Esagerato? Bene mi pare di ricordare che il valore degli appalti pubblici sia sceso  ufficialmente del 23% tra il periodo 2003 /2008…. se ci combiniamo un valore come quello dell’inflazione  che per carità celeste posso anche buttare là un 10%, abbiamo una caduta del 33% di valore di appalti.

Ovviamente quando qualcuno ci racconterà il sdato vero del valore degli appalti pubblici fatti nell’anno di grazia 2009 allora si avrà l’esatto quadro della situazione.

Un mio amico, incontrato casualmente per strada, essendo vecchio e scafato, mi ricordava che tutte le riprese economiche che ci sono state dal dopoguerra ad oggi, hanno trovato un potente motore di propunsione nelle opere pubbliche… Vedrai, mi diceva, la ripresa arriverà ancora una volta da là… l’ho guardato sconsolato: Ingegnere, auguri! dovrai aspettare un bel po’ a meno che a te una mano provvidenziale non affidi un quallche incarico nell’ambito del ponte sullo stritto o del mose..

Ma sempre dal pubblico dobbiamo aspettarci aiuti?

No. Certo, guardiamo al settore privato. Siamo nel cuore dello splendido nordest ed è tutto un fiorire di iniziative…

Mentre Colannino annuncia la tenuta del gruppo MotoGuzzi,  si annuncia una nuova cassa integrazione per l’Aprilia… 380 dipendenti su 415…(la NuovaVenezia 9 ottobre)

La San benedetto chiede per la prima volta nella sua storia cassa integrazione per due anni – la speedline mette 100 operai in mobilità (Corriere della Sera Veneto 20 ottobre 2009)

ma qua mi fermo, perchè solo digitando “cassa integrazione veneto”  e limitando su “ricerca avanzata “di google  la casalla Archivio all’ ultimo mese c’è da prendere paura… perchè ci sono tutte, ma proprio tutte le imprese che erano il simbolo della “locomotiva d’ Italia”

Per fortuna che il tempo è gentiluomo, come dice Tremonti… e alla fine qualcuno dovrà spiegarci perchè a fronte di questa tragedia nessuno ha fatto assolutamente nulla, ma si è solo detto che passerà, e che poi la nostra speranza è che tutto quello che sta accadendo non sia altro che la visione disperata di chi si auspica che la crisi metta all’ angolo questo governo…  Ma si può essere più cretini di così?

 

 

 

 

 

 

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Brunetta e la lotta alla corruzione

Posted by vaiattila su 21 settembre 2009

Il questi giorni in cui il nostro ministro è intento a concimare le cronache con le sue esternazioni,  per me, parlare di lui, è perfino imbarazzante. Trovando per strada un soggetto del genere, che sbraita e spara pesanti accuse verso degli avversari policitici che fai?  Ti chiedi: lo possimo uccidere? certo che no, e allora l’alternativa è quella  di girarsi dall’altra parte ed allontanarsi dall’aria che questo essere ammorba.

Lontano da lui, lontano da chi inneggia a questo novello Masaniello, debole con i forti, forte con i deboli….

Nella sostanza, però, il documento redatto dalla nuova struttura che il Ministro Brunetta ha costruito Servizio Anticorruzione e Trasparenza (SAeT) continua a ronzarmi in testa.

Cioè trovo abbastanza incredibile e spudorato che il Ministro chiuda una struttura autonona come il commissariato Antocorruzione, composto da 50 persone, e al suo posto costituisca un Servizio, composto da 17 persone, con il compito di monitorare la corruzione nella pubblica amministrazione e di trovare le forme di lottare contro questo fenomeno.

Certo, l’Alto Commissariato nel 4 anni di vita non aveva fatto molto. Ma le premesso sono che il SAeT farà ancora meno.

Praticamente in un anno di attività questo organismo ha prodotto una relazione mandata alle Camere dove si cerca  di fare un censimento delle condanne subite dai pubblici dipendenti per reati di truffa, concussione, turbativa d’asta e va dicendo…. e  alla fine scopre che la repressione di questi reati è piuttosto blanda. Il rapporto scopre anche che la quantità di reati per turativa d’asta in italia sono pochi… addirittura meno che in altre parti d’Europa e i relatori si guardano smarriti… strano, si dicono… nel paese della mafia, della drangheta, della comorra, cii sono molto pochi reati che riguardano gli appalti…. per fortuna o per pudore evitano di fare la considerazione conseguente che è quella di dire: è del tutto evidente che l’idea che in Italia ci sia corruzione in materia di appalti è chiaramente smentita dal fatto che le denuncie e le condanne su questo punto sono molto contenute.

Il servizio Anticorruzione e Trasparenza del Ministri Brunetta, ovviamente, non è andato a controllare sui siti delle varie regioni, comuni provincie, quante trattative private si fanno ancora e come quotidianamente si eluda la norma che impone di non frazionare ad arte  gli appalti… Sembrerebbe anche che il SAeT non sia nemmeno andato a guardarsi le varie relazioni dell’ Autorità ai LAvori Pubblici o le diferse relazioni del Procuratore Generale della Costre dei Conti…

Un compitino ben scritto, che non sa cogliere nemmeno gli elementi evidenti a chiunque abbia un po’ le mani in pasta negli appalti…

E la cosa ancora più sorprendente è che la “Filosofia” della lotta alla corruzione sia uguale a quella della lotta all’assenteismo: se la lotta all’assenteiso ha avuto esiti positivi non può riguardare il numero dei presenti e degli assenti, ma deve riguardare l’efficenza o meno dell’azione amministrativa (che è difficile da misurare, ma  alcuni indicatori si potrebbero comunque mettere in essere…). Ma sicnceramente chi si è accorto di avere una PA più efficente si faccia avanti…

Lotta alla corruzione? ma se ben tre regioni sono letteralmente in mano alla malvita e se in ogni parte d’Italia le gare d’appalto sono ridutte ad essere una semplice liturgua di formalità mentre le potenti lobby decidono chi e come deve lavorare e dove mai si entra nel merito della qualità delle opere realizzate…..  Si chieda il SAet quante denuncie ci sono state di imprese per non aver egeguito correttamente le opere pubbliche, o si chieda a quanti progettisti sini state contestati errori progettuali che hanno comportato ulteriori spese per l’Erario…. o quanti Direttori Lavori della pubblica amministrazione hanno diretto i lavori senza mai mettere piede in cantiere…..

Forse ne uscirebbe un quadro meno entusiasmante, ma sicuramente ci si metterebbe almeno nella logica di entrare nel vivo dei meccanisni di corruzione che sono, poveri noi, non solo diffusi, ma in gran parte assolutamente dominanti nella nostra PA. Anche a prescindere dalla volontà dei singoli funzionari…. se vuoi che i lavori vadano comunque avanti, il più delle volte sei costretto a “mediare” tra le richieste delel imprese e l’esigenza di finire i lavori…

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la lotta alla corruzione

Posted by vaiattila su 16 settembre 2009

Da un po’ di tempo a questa parte il mio interesse per il ministro Brunetta è andato scemando. Ma sì, la lotta all’assenteismo nella PA, la rivoluzione che lui da solo sta portando avanti, come un dittatorello dello Stato Libero di Bananas, le sue esternazioni sulla cultura, i suoi progetti per Venezia… tutto questo mi sembra ormai la ripetizione della stessa commedia.

Comunque, in uno sforzo di buona volontà sono andato sul sito del ministero per vedere se c’è qualche novità. Solita autoreferenzialità, più che un sito istituzionale sembra una pagina di pubblicità. Basta dire che la parte centale dell’ home-page  recita: “l’azione del ministro” e giù una sequela di temi…. il ministro lavora continuamente e produce…

Niente di nuovo.  MA visto che ci sono ne approfitto per leggermi il centinaio di pagine del primo rapporto al parlamento fatto dal Servizio Anticorruzione e Trasparenza SAeT).

Caspita, mi dico, Renato ‘sta volta va giù duro, sta a vedere che la prossima grande campagna, vinta la battaglia dell’assenteismo, sarà quella contro la corruzione…

Si è vero,  a tratti si capta la percezione di una corruzione diffusa…. al punto che, come racconta il rapporto stesso del SAeT  l’Italia è al 55 posto della classifica redatta da Transparency International. Ma nache questa notizia era già nota: la nostra pubblica amministrazione ha un livello di trasparenza in linea con i paesi del terzo mondo…

Va bene, succede… abbiamo perso solo 14 posizioni in un anno, ma è evidente che ancora non sono stati registrati i dati positivi conseguenti all’attività di Renato…

Da rapporto sulla corruzione ( che sembra un po’ un “compitino” confezionato bene, ma senza grandi idee o spunti seri di analisi) si apprende anche ce l’azione del ministero è molto pregnante e seria. Si legge infatti che questo nuovo servizio istituito da Brunetta sostituisce un precedente organismo, per altro autonomo, che si chiamava pomposamente “Alto commissariato antocorruzione”. che, stando al rapporto del SAeT nei tre/quattro anni di vita, ha fatto francamente pochetto…. Si apprende anche che il Commissariato aveva una cinquantina di dipendenti (tutti fannulloni) e che invece i dipendenti del Servizio Anticorruzione e Trasparenza, alle dirette dipendenze del Ministro Plenipotenziario S.E. Renato Brunetta è composto da ben 17 persone… (ma chi ha visto “Gli Intoccabili” film di Brian De Palma con Sean Connery, Robert De Niro, Kevin Costner, Andy Garcia sa benissimo che il numero non conta …)

Comunque, per farla brave, a un certo punto della relazione, quando si parla dell’emerso (denuncie, procedimenti, condanne) della corruzione di afferma:

“5. Sorprende la percentuale piuttosto contenuta delle denunce per reati
connessi ad incanti e forniture pubbliche (7%). Questo è un ambito che
nelle rilevazioni internazionali viene invece considerato fortemente a
rischio. È pur vero che una corretta rilevazione del fenomeno si
dovrebbe concentrare non tanto sul numero delle denunce quanto sulla
stima del danno economico connesso alla commissione di queste
tipologie di reato. “pag 30

Sorprende la percentuale contenuta delle denuncie? ma questi dove vivono? Ma questi non sanno letteralmente nulla del fenomeno della corruzione negli appalti e sono, ovviamente, le persone meglio indicate a svolgere la funzione di controllo sulla trasparenza…

ancora una volta, Renato, sei riuscito a sorprendermi… mi hai fatto perdere due ore a leggere cazzate!

ma non finisce qui!

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le opere pubbliche cadono come castelli di carta

Posted by vaiattila su 9 aprile 2009

Su Repubblica di oggi 8 aprile Antonello Caporale commenta i crolli degli edifici pubblici che il terremoto de L’Aquila ha distrutto in gran parte.

Dice Caporale che una delle cause del disastro delle opere pubbliche che crollano con grande facilità è, se ho capito bene, dovuta alla modalità di scelta del contraente che avviene attraverso gare eseguite con il criterio del massimo ribasso, perchè così le amministrazioni, sempre in penuria di fondi, lavorano con criteri di “risparmio” anche se poi sono costrette, attraverso il meccanismo delle riserve e dei contenziosi a pagare l’opera più di quello che è stato pattuito contrattualmente.

Una tale tesi è vera solo in parte. La cosa è peggiore e più complessa.

LA scelta del massimo ribasso è “temperata” dal meccanisimo della valutazione dell’offerta anomala per eccesso di ribasso. Meccaninsmo che il legislatore italiano ha da sempre cercato di regolare in modo “burocratico” attraverso meccanismi di “calcolo” rendendolo, almeno per gli appalti sotto soglia europea, automatico.

Burocrazia inutile. Restiamo all momento della gara. Una pubblica amministrazione bandisce una gara sulla base di un progetto che ha necessariamente alle spalle un computo metrico, una analisi dei prezzi, un dettaglio progettuale più o meno esteso e preciso. Questo progetto è realizzato o da un professionista dipendente dalla pubblica amministrazione o da un professionista reperito a sua volta dal mercato. Questo progetto dovrebbe essere tale da non contenere errori progettuale tanto che esiste un necessario meccanismo di valutazione dello stesso, fatto da soggetti anche terzi, che certificano la bontà progettuale.

Cioè, almeno formalmente, abbiamo un impianto di norme e di controlli sulle norme che potremmo astrattamente dire che quel progetto è quasi perfetto… se poi si scoprisse in sede di realizzazone delle opere che esistano errori progettuale allora, apriti cielo! il progettista deve supplire all’errore e deve almeno pagare, attraverso la sua polizza assicurativa obbligatoria, i maggiori costi dovuti all’errore.. e se poi l’errore è tale da implicare una modifica importante del progetto in termini economici, tutto si ferma. Riproggettazione e riappalto… ma l’ opera deve nascere perfetta.

Dunque sulla base di un progetto teoricamente quasi perfetto la pubblica amministrazione va a dire alle imprese: fatemi la vostra offerta al ribasso… Studiatevi bene il progetto, e sappiate che le quantità dei materiali sono queste e fate voi i prezzi… a quanto mi fai il cemento, a quanto il ferro, a quanto le finestre e via dicendo in una elencazione dettagliata e minuziosa.

A questo punto dovrebbe essere facile capire che se una impresa, pur di aggiudicarsi i lavori, spare dei prezzi troppo bassi e fuori mercato, deve dare giustificazione… E allora all’impresa che è prima classificata o anche ad altre che hanno fatto prezzi simili si può chiedere l’analisi dettagliata che giustifichi perchè a lei il ferro, tanto per fare un esempio, costa meno del tot per cento rispetto a quello che la borsa merci mi esprime.  Beh, dice la ditta… io il ferro lo vado a prendere da Tizio che è mio zio e che a me fa lo sconto…oppure mi racconta la fiaba di avere in deposito una quantità di ferro acquistata a prezzi stralciati dieci anni fa e che quindi gli permette di realizzare l’opera ad un prezzo assolutamente competitivo… Comunque sia, la mia ditta deve darmi giustificazioni plausibili e verificabili…Se le giustificazioni nno convincono la commissione tecnica che valuta le risposte (e nulla impedisce ai tecnici di andare sul campo a verificare) dice semplicemente, giustificandolo seriamente e non con formule di rito, che l’offerta è anomale. E a questo punto il vincitore se ne fa.

Il principio del risparmio non esiste.. .è storia vecchia, è storia degli anni ottanta. Perchè se effettivamente esistesse un principio di risparmio le opere prodotte dalla pubbliche amministrazione costerebbero  meno, molto meno… invece a opera eseguita il ferro o il cemento mi verranno a costare molto di più e il costo totale dell’opera sarà spesso molto superiore o almeno uguale a quello previsto dal progetto. E lo sconto?

Ci sono poi anche altro fattori che intaccano il meccanismo di scelta del contraente e sono gli accordi tra le imprese, le lobby ed i gruppi che le imprese costruiscono e che condizionano il meccanismo d’offerta.

Una volta comunque individuato il nostro contraente si stipula un contratto che sulla base dei capitolati (fatti spesso con taglia e cuci di dubbia provenienza, ma comunque pagati a caro prezzo al progettista) si affida l’eseecuzione dell’ opera. E subito dopo il nostro progetto viene sezionato, analizzato, vagliato e contestato dall’impresa… Dubbi… , dubbi su tutti e introduzione di riserve…. riserve su tutto. Gran parte di questa pantomina è esclusivamente legata a introdurre elementi di varianti e nuovi prezzi negli appalti in modo da far aumentare il prezzo dell’appalto. Alle richiesta esose e pretestuose dell’impresa si risponde spesso in modo vago, o si cerca l’accordo pur di andare avanti con l’appalto… Ma tutto questo avviene senza mai chiamare il progettista a rendere conto del suo eventuale errore oppure si cerca l’accordo con l’impresa…. ma alla fine, c’è da scommeterci, la nostra opera pubblica sarà costata molto di più di quello previsto dal progetto e colmo dei colmi, sarà realizzata con materiale scarso e scedente che, come a l’Aquila, ma come ormai constatato in tutte le vicende simili, sarà la prima a cedere…

Tutti il rito della gara, del massimo o minimo ribasso, delle varianti, delle progettazioni , dei nuovi prezzi e di tutto il resto, fa parte della liturgia dell’opera pubblica. Dietro l’opera pubblica non c’è quasi mai la consapevolezza del beneficio reale per i cittadini, ma cè il meccanismo economico del creare o distribuire ricchezza verso una categoria di soggetti forti che sono i costruttori edili. E’ una lobby potente con profonde radici nella politica (a tale proposito Il nostro presidente del Consiglio rivendicava, nel tormento del terremoto e della ricostruzione, le sue benemerenze edificatorie). A questa lobby si dovrebbe contrapporre il pubblico funzionario che in realtà o è connivente oppure è un soggetto debole. Spesso senza mezzi e senza capacità di contrastare realmente la prepotenza del costruttore, il funzionario pubblico che si oppone allo strapotere dell’impresa, passerà per un somaro rompicoglioni, mosso da particolari interessi… chi si oppone alle imprese, c’è da essere sicuri, prima o poi, ma più spesso prima, viene allontanato… finisce all’ufficio patrimonio o a gestire le manutenzioni ordinarie dove verifica che il rubinetto della scuola è stato fatto a regola d’arte… Ma dentro lo scandalo continuo delle opere pubbliche non ci si mette il naso…

Se avvenisse un terremoto nel Veneto o in Lombardia potremmo verificare che le cose sono fatte secondo lo stesso identico principio di quello fatto a l’Aquila, ma c’è da augurarsi che un tale evento non accada. E poi nè il Veneto nè la Lombardia sono il zono sismica… che fortuna!

Resta il fatto che nessuno, Brunetta per primo, riesce a ridare dignità a dei funzionari spesso boriosi, ma molto più spesso deprofessionalizzati, deboli, privi di specifiche competenze professionali e normative e succubi nei confronti dei costruttori e che se invece vogliono esercitare il proprio mestiere con competenza e professionalità vengono osteggiati e allontanati proprio da coloro che dovrebbero difienderli. Il questo la politiva ha una gravissima responsabilità!

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