attila

la grande depressione

la storia

Posted by vaiattila su 8 dicembre 2011

la storia di un singolo è spesso trascurabile rispetto alla storia con la s maiuscola.

LA storia di un singolo non intacca quasi mai il grande fluire degli eventi. Se poi parliamo di singoli individui insignificanti come posso essere io, o un operaio della fiat di Termini Imerese, o una cinquantanovenne in attesa di pensione, o uno sfigato che oggi non ha lavoro, non c’è storia! E’ sempre stato così.

La storia passa sopra la vita dei singoli con noncuranza. Ricordiamo i “servi della gleba”, o gli “operai”, o i “migranti” o “le donne”… ricordiamo, quindi le classi, i generi, i vasti movimenti sociali come fenomeno collettivo, movimenti di massa che in qualche modo trascendono gli individui, i singoli. In particolare per la gente “umile” , ma in realtà al di sotto di un dato reddito, la storia è tendenzialmente impersonale. LA storia individuale sembra essere inversamente proporzionale alla ricchezza o alla affermazione sociale.

L’incidenza delle classi subalterne, nella storia è anch’essa ininfluente. Citavo prima i servi della gleba. Che influenza hanno avuto essi nella storia del feudalesimo?  Qualche rivolta? qualche episodio limitato… ci ha pensato la borghesia, come classe emergente a modificare i rapporti.. I servi stavano là, ininfluenti sotto l’aspetto soggettivo, e stavano là, sul piano oggettivo di massa, come classe destinata a reggere il peso della società che gravava su  questi come un macigno.

Lo si voglia o no. Come singoli non contiamo niente. Ci illude la pubblicità. Ci facciamo illudere dalla pubblicità! ci piacerebbe essere solo noi ad avere quel dato orologio, quella macchina figa, bere solo noi quell’aperitivo… e mentre pensiamo tutti allo stesso modo ci viene da pensare a quanto siamo fighi noi che facciamo tutti la stessa cosa allo stesso modo…

Va bene, qua il discorso prende strade diverse…. restiamo al tema, che sotto sotto è molto semplice.

Io, per la storia, non sono nulla. Valgo niente.  Questa consapevolezza non è di oggi. Sono mellenni che so di non valere nulla per il mondo. Ma per me, ecco ritornare il discorso “soggettivo”, valgo molto, moltissimo.

Soggettivamente non mi reputo una cattiva persona. Sono dotato di principi etici e sociali abbastanza sviluppati. Non sono particolarmente egoista, cerco di gravare il meno possibile suglia altri.

Tuttavia negli ultimi anni la mia storia personale ha preso una piega piuttosto particolare.

Sono passato, un po’ volente e un po’ no, da una classe sociale media, ad una infinitamente bassa. Sono passato da un reddito medio alto, ad una situazione dove non ho nessun reddito. Non  mi posso permettere il dentista, ma neanche di riscaldare casa con l’impianto di riscaldamento… Ho il privilegio di andare a legna. Ho la fortuna di potermi fare legna, ho un costo alto (per me, si intende) per affittare un po’ di campagna, ma ho anche il privilegio di poter coltivare piantare seminare eccetera eccetera. Nel cambio, tra una classe e l’altra, ci ho rimesso in denaro, posizione sociale e via dicendo… ci ho quasi sicuramente guadagnato il salute e in contemplazione del mondo. Non so se tornerei indietro. Francamente lo dubito. Ho scelto, nella necessità, di fare una cosa che mi piace un sacco..

Solo vivo in ristrettezze e di conseguenza faccio vivere la mia famiglia in una  condizione francamente penosa.

E questo è l’unico vero motivo di tristezza per me.

Per colmo di sfiga sono nato nel 1952…ho versato quaranta anni di contributi pensionistici…. ma una parte di questi sono nel fondo  separato inps… versati come amministratore di una società…. non fanno storia…  non fanno anzianità…

La situazione di mia moglie è del tutto simile. Anche lei, ora, non ha lavoro. Ma tutto era tranquillo perchè a gennaio 2013 “andava” in pensione… sarebbe andata in pensione….

Ma c’è la crisi.

Sono anni che ragiono sulla crisi. Sono anni che vedo le cose andare verso il baratro è cerco, timidamente, di dire: no, così ci facciamo male… frena, frena!!!!

Ma niente, nessuno sembra preoccuparsi… Abbiamo tollerato un ministro della funzione pubblica che ha fatto la riforma delle “faccine” un presidente del consiglio che quando si è dimesso lo ha fatto, per sua esplicita ammissione, anteponendo gli interessi generali a suoi, una schiera di impresentabili personaggi da Tremonti (che oggi è stranamente sparito) a Calderoli, da Bossi a Rotondi da Brambilla a Gelmini… Ma abbiamo anche tollerato lo strapotere di banchieri, affaristi, mestatori, politici, notabili e conti….  Questi si sono arricchiti, hanno speculato, hanno truffato e rubato. Hanno distrutto il paesaggio, costruito, fatto opere pubbliche ad escusivo vantaggio di costruttori improvvisati… hanno fatto tutti i disastri possibili ed inimmaginabili e messo alle corde un intero paese.

Ed ora ci vengono a dire che proprio noi, che non abbiamo partecipato al banchetto e che da sempre ci sobbarchiamo il consapevole e folle onere di sostenere un sistema che non ci appartiene, dobbiamo anche pagare tutto il danno fatto da questi impuniti.

D’accordo, Monti, dobbiamo salvare il paese. MA di che equità stiamo parlando? di che modello di società ci dobbiamo fare carico? di quella dei professori illuminati che ogni dieci anni ci salvano dallo sfascio per riconsegnare l’italietta al prossimo uomo del destino che l’affonderà per gli anni futuri? o dobbiamo sostenere il modello delle grandi opere, delle TAV dei ponti sugli stretti, dei mose… Quale sviluppo ci prospettano oggi i professori?

MA anche: sacrifici. Ecco, forse non si è capito bene che cosa siano oggi i sacrifici chiesti… se parliamo di gente che sopravvive con stipendi o pensioni al di sotto dei 1000 euro.  Chi governa non ha per nulla presente come si viva in queste condizioni. IO ringrazio il cielo di avere legna e braccia buone. MA se stessi in città oggi sarei sicuramente al freddo.  Avete mai provato a vivere al freddo? Bene, molti dovranno abituarvicisi! Avete mai provato a dover abbandonare la macchina a casa e andare a lavorare in bicicletta? io l’ho fatto parecchie volte…. fa bene, ma quando ritorni la sera, di inverno, col buio… rischi la vita… e non per scherzo! Avete mai provato a non avere i soldi per mandare vostra figlia in gita scolastica? Brucia! Quando una manovra pesa sulle famiglie intorno ai mille euro di maggiori tasse, vuol dire una riduzione secca del 10% dei reddito familiare e questo per chi oggi è chiamato a pagare la crisi.

Per chi invece ha creato questa crisi o comunque ne ha tratto vantaggio, significherà dover pagare perfino 1,5% dei soldi erroneamente fatti rientrare in ITalia, dopo che, astutamente, su tali redditi hanno pagato solo il 5%… Cribbio! non c’è giustizia!

Oh, no?

Sior Monti, mi ricordi moto il mio professore di prima liceo. Se la Juventus perdeva il lunedì erano cavoli amari per tutti… Era così. Autoreferenziale, ingiusto ed anche abbastanza ruffiano coi i figli di chi “contava”….

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