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la grande depressione

il rispetto

Posted by vaiattila su 11 marzo 2011

rispetto: sostantivo maschile – secondo il dizionario Sabatini Coletti significa: Sentimento e comportamento informati alla consapevolezza dei diritti e dei meriti altrui, dell’importanza e del valore morale, culturale di qualcuno.” In realtà il rispetto ha un significato molto più ampio perchè esiste il rispetto delle leggi  e delle regole (che se non segui incorri nel rischio di pagarne le conseguenze) o il rispetto dell’ambiente (che in parte costituisce un obbligo di rispondere a determinate regole, ma il cui significato si può allargare bel oltre il “dovere” per diventare un impegno soggettivo che trascende le regole imposte per diventare stile di vita). Esistono molti altri significati della parola rispetto.

Rispetto è sempre concetto “relativo” ad altro da sè anche quando si mette in relazione con il sè.

Il concetto di rispetto è uno di quei concetti che l’attuale “visione” del mondo  tende a dimenticare. Per esempio non si ha più rispetto per gli anziani. O meglio, per i vecchi. Non più fonte di ricordi, di saggezza, di vissuto,  ma fonte di fastidio e di spesa. La nostra società affida i vecchi alle badanti. E’ una rottura, una spesa, appunto, ma non possiamo pensare uno spazio accanto a noi per i nostri vecchi. Non siamo in grado di far convivere e coesistere dei vecchi nella nostra famiglia organizzata secondo il modello attuale di vita. Tanto lavoro, per chi ce l’ha ed una vita tutta di corsa.. all’insegna dell’emergere o semplicemente del consumare. Una vita così non può dedicare spazio al rispetto dei propri vecchi perchè questo implica tempo, dedizione e riconoscenza.  Non fa per noi.

La soglia del rispetto si sta abbassando continuamente. Ad esempio il rispetto non viene più insegnato ai bambini. Spesso trattano i loro genitori, i maestri i compagni in modo del tutto irrispettoso. Emergono le personalità più semplici e più unidirezionali, ma più prepotenti. Ma è lo stesso mondo televisivo che esalta campioni di grandi fratelli, di isole dei famosi e di altre trasmissioni che continuamente spandono i loro bacilli via etere.

L’esempio “morale” che oggi è quello vincente, e quindi da seguire, è quello che mette in piazza il nostro presidente del consiglio. Il grande puttaniere può affermare di non aver mai pagato una donna per piaceri sessuali e questo lo fa in presenza degli elenchi dei soldi che egli ha versato ad escort e cortigiane varie, che oggi, a loro volta, rappresentano il grande modello per tutte le ragazze che vogliono fare carriera.

Se sei donna e hai fisico e un minimo di furbizia, puoi arrivare dovunque, sia che tu voglia sfondare nel mondo del cinema che della televisione, nel mondo della politica e nel mondo degli affari. E non occorre altra particolare dote…Se sei uomo non cambia di molto… furbizia e stare dalla parte giusta del momento. Lo spettacolo della nuova maggioranza parlamentare, letteralmente comprata a suon di piaceri e denaro rappresenta il modello più avanzato della affermazione sociale. E’ la “classe” dirigente di questo paese che si prostituisce ogni momento e dice che non c’è alternativa o altro modello comportamentale sia al governo che all’ opposizione. L’itero paese Italia, volente o nolente, consapevole o meno, da di sè una rappresentazione del tutto serva di interessi e furbizie sia in politica internazionale che interna.

Si “rispetta” quello che in qualche modo si stima, ossia si reputa moralmente importante. C’è chi rispetta la natura e chi rispetta l’individualità, chi rispetta la diversità e chi rispetta le scelte altrui, c’è chi rispetta tutto questo ed altro ancora. L’atteggiamento del rispetto è un atteggiamento anagressivo, ossia totalmente privo di aggressività, è un atteggiamento che comprende e contempla. E’ un atteggiamento che non giudica in senso morale, ma tende ad apprendere o a comprendere.

Non confondiamo il rispetto con il servilismo o con la piaggeria o con quell’atteggiamento reverenziale che tanto va di moda e che cambia rapidamente a seconda del vento.

il rispetto di sè è il presupposto del rispetto di altro da sè. Se tu non ti rispetti, non rispetti anche le tue debolezze e lavori con esse e su du esse per comprenderle e correggerle, non riuscirai ad avere rispetto degli altri. E’ incredibile, ma funziona così. Il nostro livello di autocritica e di autocoscienza è spesso messo a tacere dalla bramosia di “accettarsi” come se accettarsi fosse il viatico per una vita. Mi accetto così come sono…. bella scorciatoia! io sono stronzo e resterò sempre tale! A voi accettare la mia stronzaggine, a me non me ne frega niente…Chi e che cosa rispetta uno così? solo chi è più stronzo di lui…. ma non è rispetto è solo un fatto di rapporti di forza…I rapporti di forza li capisce anche il mio cane. MA mentre i rapporti di forza con un altra persona diventano abbastanza chiari da subito i rapporti di forza con le cose sono invece molto più difficili da comprendere nell’immediato.

Anzi, i rapporti di forza con l’ambiente sono molte volte oscurati dalla nostra presunzione. Noi sappiamo, perchè “tecnici”, usare dell’ambiente che cicirconda. Così possiamo costruire in zone del tutto inadatte, ma con la tecnica sappiamo fronteggiare gli inconvenienti. Sappiamo modificare i semi e le piante e sappiamo condizionare l’ambiente. L’idea di poter dominare la natura e che essa sia a nostro supporto passivo è un atteggiamento, per altro sostenuto anche dall’idea antropocentrica che ci viene tanto bene e che sta dentro anche nella religione, è continuamente smentita dal fatti. L’ambiente  sopravviverà a noi, alla nostra bramosia di possesso alla nostra presunzione di conoscenza. A soccombere saremo noi. Questa totale assenza di rispetto per la natura si manifesta anche nell’assenza di riconoscenza per la natura. Abbiamo perso completamente l’idea di una natura madre, benevola che ci dona vita, calore, cibo, nutrimento e benessere. LA natura oggi si usa. Al massimo diventa matrigna o luogo di consacrazione della nostra potenza. Doppia casa… una in città l’ altra in luogo che sempre di più assomiglia nel male alla città, ma che è “vicina” alla natura. Invadiamo anche gli spazi umidi della costa e i pascoli montani nel nome del nostro amore per la natura,

Rispetto. di questa assenza è piena la nostra vita pubblica. Anche Renzi che chiede la rottamazione di una vecchia classe politica…. e perchè?”rottamazione” è termine che puzza di grande industria, di auto, di consumo sfrenato, di inquinamento. Dietro la rottamazione ci stanno sempre gli interessi di qualcuno che non ha rispetto di nulla se non del proprio tornaconto.  Rottamazione è termine da grande consumo. Recupero, riutilizzo, miglioramento e riduzione dei consumi… questi sono termini corretti anche nei confronti della classe politica. LE proposte concrete posso essere molte, moltissime. Non si butta via nulla… si riduce il consumo…. meno D’alema, meno Veltroni, meno Casini. Fini, Bersani….. a fare cultura, a raccontare a raccogliere a fare analisi ed ammenda degli errori di un epoca… non si butta via nulla. Si riutilizza secondo un processo che diventa virtuoso di rielaborazione di sedimentazione della conoscenza e del sapere. Quanto utile potrebbe essere un ripensamento critico di questi anni. Personalmente farei studiare a D’alema gli effetti disastrosi della modifica dell’art.117 della costituzione. LA sua grande riforma in direzione delle autonomie locali…. quanti danni, quanti errori ci stanno dietro… perchè il grande politico che crede di essere non si cimenta con gli effetti di quello che ha fatto? Ne nascerebbe un ripensamento sicuramente interessante anche se volesse sostenere la giustezza della sua azione. Così come metterei qualche ex sindaco o ministro a riscrivere oggi gli effetti di quello che aveva spacciato per risolutivo di un problema e che, invece, nulla ha risolto.’

Esistono pezzi di strade, bretelle, cavalcavia, edifici, lottizzazioni, zonizzazioni urbanistiche che a guardarle oggi appaiono assolutamente assurde…. perchè non mettere gli artifici di questi errori a ridire, ripensare e rivedere questi errori? ne avremmo tutti un grande giovamento. Imparare dagli errori è azione di rispetto dell’intelligenza. Negare o dimenticare gli errori è solo arroganza.

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