attila

la grande depressione

alcune considerazioni di principio sulla crisi

Posted by vaiattila su 4 giugno 2010

”Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, – è scritto in una nota diramata da Palazzo Chigi – sta lavorando con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, su due punti essenziali: a) sulla manovra di stabilizzazione finanziaria. Una manovra basata sull’impegno europeo e poi sviluppata attraverso un comune e intenso lavoro di preparazione. Nell’ambito di una grave crisi finanziaria, la più grave nel mondo dopo quella del 1929, il Governo Berlusconi è fermamente convinto di avere fatto la cosa giusta, nel tempo giusto, nell’interesse dell’Italia. Il Governo la presenterà in Parlamento forte delle sue convinzioni, certo del senso di responsabilità della sua maggioranza; b) su ciò che è necessario e possibile per rendere il nostro Paese competitivo sulla crescita, a partire da un grande progetto di liberalizzazione delle attività economiche”.
LA prima cosa che mi salta agli occhi è il riferimento alla crisi del 1929. Fino a poco fa, Berlusconi non perdeva occasione per minimizzare la crisi. Ora, finalmente, si è accorto che esiste.

Su quali valutazioni il  presidente ritiene che la crisi venga, per gravità, dopo quella del 1929? Cioè, siamo sicuri che questa crisi sia meno grave di quella del 1929? Mi pare quantomeno superficiale venirsene fuori con queste valutazioni e ancora una volta mi corre un brivido per la schiena: stiamo recitando a soggetto… Mi pare di assistere, ancora una volta, alla scena del medico che arriva, guarda l’infartuato da distante e rassicura i familiari: tranquilli, è un infarto più leggero del precedente…

Ma poi non si era detto che una crisi come quella del ’29 non si sarebbe mai potuta ripetere proprio per la capacità del sistema attuale di saper prevedere e correre ai ripari per tempo?

E ancora: non eravamo  ormai “fuori” dalla crisi?

Si continua a parlare di ripresa, di crescita. Ma nello stesso tempo si agita il fantasma della Grande Crisi….

Qualcosa non va… E’ solo il bisogno di mettere in ordine i conti dello Stato l’ultima manovra finanziaria?

La crisi diventa un qualcosa di ultratterreno. Incombe su di noi. Non sappiamo come e perchè, non abbiamo un idea da dove sbuchi e dove arriverà.. Abbiamo appena capito che esiste, è per colpa sua che le cose non fanno come sperato, ma d’altra parte cosa possiamo fare contro la crisi? Son cose che succedono….

MA ci salviamo dicendoci che è internazionale. Certo. Perchè meravigliarsi del fatto che in un mondo globalizzato la crisi sia internazionale? Ci mancherebbe! Una crisi, per essere veramente una crisi, deve essere internazionale, altrimenti è semplicemente il fallimento di una politica nazionale… come in Grecia o in Islanda…

Se dovesse succedere che l’Italia andasse in fallimento e il resto delle nazioni europee, ma principalmente Germania, Francia, Inghilterra, no, allora sarebbe chiaro che qualcosa da noi non ha funzionato…MA solo allora questo sarebbe evidente, ma a quale costo!

Dunque, ci fa sapere palazzo Chigi, la manovra è semplicemente una stabilizzazione finanziaria. PEr quanto riguarda l’uscita l’uscita dalla crisi, il presidente del consiglio ci fa sapere che sta lavorando. Tutto riprenderà dal “grande progetto di liberalizzazione delle attività economiche”.

che ‘azzo vuol dire?

Liberalizzazione delle attività economiche? Un altra chimera che non si sa cosa possa mai significare… Si toglieranno gli ordini professionali degli avvocati, dei notai, degli ingegneri, dei commercialisti e via cantando? si toglieranno i privilegi di casta dei tassisti? Cioè si tornerà al decreto Bersani? oppure si sta dicendo che Silvio, monopolista della televisione, consentirà lo sviluppo del libero mercato televisivo?

Ma come tutto questo potrà incidere sulla crisi, tra l’altro in netto contrasto con quanto afferma Tremonti?

A saperlo… Parole dette in libertà, così ancora una volta per raccontarci la storia di un governo che governa, mentre la realtà fa da tutt’altra parte…

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Una Risposta to “alcune considerazioni di principio sulla crisi”

  1. paolo fuse said

    se le quote sono reali io me lo taglio i veri ladri sono le federazIONI fatto vendere e comprare prendendo le percentuali

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