attila

la grande depressione

timore reverenziale

Posted by vaiattila su 29 maggio 2010

Ora lasciamo perdere le facili battute, l’ironia, lo scherno, il dileggio.

L’accezione di ” potere” secondo Max Weber è «  la possibilità che un individuo, agendo nell’ambito di una relazione sociale, faccia valere la propria volontà anche di fronte a un’opposizione». E’ un concetto che dovrebbe anche essere rivisto perchè prevede una qualche opposizione al suo esercizio. Il potere potrebbe essere la semplice possibilità di “disporre”.  Il potere implica il comando. E si è mai visto che Gion Uain debba mediare un suo ordine con un opposizione?

Giustamente Silvio Berlusconi lamenta l’assenza di un potere… lui che, come ci spiega amabilmente, era abituato a comandare 65.000 collaboratori e che nessuno di essi si permetteva di discutere i suoi ordini… tutti meno uno… PErchè dei suoi ordini Marcello se ne faceva un baffo…

Il tarlo del potere è la democrazia. Se nell’azienda di Berlusconi si fosse creato l’andazzo di “discutere” gli ordini del capo sarebbe stato un vero disastro. §LE organizzazioni che funzionano non hanno opposizione interna… un ordine è un ordine.  Per esempio: l’esercito, l’azienda, la mafia funzionano se c’è un potere assoluto, mai messo in discussione, mai disatteso.

Silvio, quando ha preso nelle sue mani lo Stato italiano, si sarebbe aspettato di poter disporre come fosse in azienda : ordini precisi e guai a discuterli. Questo si chiama esercizio del potere. Perfino Mussolini, nei suoi diari scritti da Dell’Utri, si lamenta di non avere potere. Chiaramente Berlusconi attinge alle parole dei falsi diari come oro colato al punto di arrivare a citarli durante la sua presidenza dell’OCSE.

LA proposta conseguente è quella di sopprimere l’opposizione, meglio ancora il dissenso. Solo allora si potrebbe veramente pensare un cambiamento e una uscita dalla crisi.

So che quello che dico è abbastanza ovvio, ma proprio mentre Berlusconi parlava all’OCSE io stavo parlando con il sindaco di una cittadina che si sentiva offeso per le critiche mosse alla sua amministrazione. Aveva esordito, nelle sue proteste, con un  “premesso che”..per dirmi che lui era assolutamente a favore della libera espressione del dissenso, per poi arrivare al punto: ma tu queste cose non le puoi dire… Ovviamente più il discorso andava avanti  e più la mia libertà di espressione si andava restringendo… mi sono beccato della “malalingua”, del diffamatore, del parassita e di quello che se ne sta davanti al computer a beffeggiare lui che si fa il culo anche per me… Dunque che sia chiaro… lui ha già parlato “con i suoi avvocati” (quanti ne ha? in un comune che non ha nemmeno gli occhi per piangere?) e pensa che ci siano gli estremi per una azione legale contro di me: diffamazione…. e sai quanti soldi ti porto via?

Nel mentre vivevo, con una certa spensieratezza,  questa conversazione divenuta via via una sorta di rissa, pensavo ad un articolo letto poco prima e scritto da Guido Viale sulla “dittatura dell’ ingnoranza”:

“Quello che Berlusconi ha veramente sdoganato è l’ignoranza; l’orgoglio di essere ignoranti; il disprezzo, questo sì di stampo fascista, per i saperi, qualsiasi sapere, e per i loro cultori; la pretesa di «fare» e saper fare anche senza conoscere e sapere; la convinzione, latente anche prima di lui nello spirito nazionale ma promossa a piene mani dal sentire di cui è espressione il suo regime, di essere migliori di tutti gli altri…”

D’altronde penso al grande valore dell’ignoranza come “motore” del  successo imprenditoriale. Esiste, che lo si voglia o no, nel mondo dell’impresa un valore positivo dell’ignoranza che si combina, giocoforza con l’altro elemento essenziale: la fortuna. Un imprenditore ignorante non ha limiti: tutto si può fare, se poi ha anche la fortuna di non essere scoperto mentre trucca le carte allora il gioco è fatto! Un mio caro amico imprenditore mi spiegava come funzionava l’approvvigionamento dei materiali che lui commercializzava….A metà della spiegazione, avendo intuito perfettamente dove andava a parare, gli dissi chiaramente che questa era una truffa bella e buona e lui, invece, sosteneva che tutto era perfettamente legittimo.. Ohe! non c’era verso… tutto era legittimo ai suoi occhi ed essendo lui del tutto privo di conoscenze giuridiche, mi poteva spiegare i capisaldi della sua interpretazione in modo del tutto convincente.

LA fortuna ovviamente non sempre asseconda questi comportamenti.. ed ecco l’iniziativa  dell’imprenditore che va a stimolare la dea bendata attraverso l’uso del’unico grande viatico di questo mondo, l’infame denaro…

Di fronte a chi detiene il potere si deve sempre tacere ed avere un sano timore reverenziale: solo così possiamo sperare di ricevere un puffetto e di essere rispettati come si rispettano i servi fedeli: con una pedata!

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