attila

la grande depressione

una crisi grande come il mare

Posted by vaiattila su 8 maggio 2010

Giro tra i diversi siti che si occupano di economia. Colgo argomentazioni interessanti, stimoli, spunti. Mi pare che la prima cosa da dire sia che da questa crisi non ne siamo fuori. Anche noi italiani che siamo stati i più bravi in assuluto che questa crisi l’abbiamo prevista prima degli altri e prima di tutti gli altri abbiamo detto: non facciamo niente, facciamo come se la crisi non esistesse… prima o poi si stuferà di romperci le scatole e se ne andrà..  e comunque, siccome non sappiamo assolutamente cosa fare tanto vale negare tutto… la crisi c’è, anzi c’è stata, anzi c’è la ripresa, anzi ci sono segni di ripresa, anzi stiamo per uscire, anzi cresceremo.

Il punto è che la situazione è veramente complessa e che più che ad una crisi finanziaria si dovrebbe guardare a questa crisi come a una crisi di un modello. Cioè ho come l’impressione che non siamo di fronte ad un elemento contingente, mutevole, relativo, ma di fronte ad un qualcosa di strutturale, un qualcosa che ha direttamente a che fare con il modo con il quale sono costruite le fondamenta della nostro sistema economico,

Guardiamo alla crisi della Grecia. La Grecia ha in qualche modo seguito ed ampliato il modello italiano.  Grande evasione fiscale, grande indebitamento, grande inefficienza della pubblica amministrazione, grande clientelismo. Poi ci ha messo di suo anche dati falsi ed altre amenità.

Fatto sta che questo paese è in crisi marcia e non è più in grado di onorare i propri debiti. Quindi è in uno stato di insolvenza e di crisi. Si dice: è la crisi dell’euro.. se la Grecia tracolla avremo una catena di fallimenti di altri stati dell’area euro.. Da prima questa cosa mi sembrava anche verosimile, ma più passa il tempo e più mi chiedo: ma di che stiamo parlando? quale è la connessione tra l’euro, la sua debolezza e il debito pubblico greco?

Niente… il problema di sposta. Non è un problema di moneta che mette alle corde la Grecia,  (in caso è che la Grecia, se non fosse entrata nell’area euro potrebbe semplicemente svalutare del sua dracma e in qualche modo provare a galleggiare, ma non è detto  che questo riesca, anzi…)In realtà è un problema di politica. Uno stato europeo, che appartiene all’unione europea è di fatto fallito. Che fanno gli altri stati, lo aiutano? lo mollano? fanno vinta di nulla?

Alla fine non l’Europa, ma alcuni stati dell’Europa, si sono detti, ma sì, diamogli una mano….

Noi Italiani, da sempre smargiassi, ci siamo fatti subito promotori di questa misura.

Ora, se io ho un debito che devo pagare assolutamente e non ho soldi, posso provare a chiedere ad un amico un prestito. Ma non vado a chiedere un prestito a chi so che è indebitato quanto me. Vado da chi so che ha grandi risorse ed ha disponibilità di  denaro liquido.

Invece, alla Grecia i soldi li diamo noi ed altri che comunque, in questo momento, non hanno soldi disponibili. Cioè in questo modo aumentiamo il debito della grecia (che con i soldi che le diamo copre parte dei debiti che già ha, ma alla fine il debito complessivo cresce) e aaumentiamo anche i debiti nostri in quanto non possiamo finanziare la Grecia che aumentando a nostra volta il nostro debito.

Ed ecco il complesso del debito dell’area dei paesi dell’euro cresce. Cioè ci siamo fatti del male. E l’euro è più debole e l’incertezza sale….

MA questa è solo una vicenda che denota come siamo complessivamente allo sbando, al vai da te senza una via d’uscita…

Le risorse energetiche. Anche questa questione è lungi dall’essere affrontata.(post precedente)

Il fatto è che la crescita, se in qualche modo esiste è legata al fatto che una parte del mondo, quella che cresce maggiormente, si trovava in una situazione di grande arretratezze. In questi anni è cresciuta in modo incredibile ed ha ancora notevoli spazi di crescita…. per quanti anni?

Per quanti anni potremmo assistere al miracolo economico di Cina India Brasile?

cinque? Sei? e dopo? Quando il popolo cinese avrà raggiunto un livello di benessere simile a quello nostro, cosa succederà? Succhieremo ogni stilla di petrolio dalla terra ede inventeremo nuove risorse energetiche. Questo è poco ma sicuro. MA poi potremo continuare a pensare  di crescere  o inevitabilmente ci troveremo di fronte ad una qualche recessione?  Cinque o sei anni o anche di meno… e la politica, che dovrebbe prevedere e pensare al futuro non sa o non vuole guardare a questo medioevo prossimo futuro che sfocerà o in una guerra folle o in tensioni sempre più pesanti…avanti così, con la politica fai da te, senza osare nulla che non sia la trita bestialità della “ripresa” dello”sviluppo” del “rilancio”.

Da qualsiasi parte si guardi, solo di questo si parla, alla faccia della realtà che nessun politico osa guardare in faccia.

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