attila

la grande depressione

Archive for maggio 2010

timore reverenziale

Posted by vaiattila su 29 maggio 2010

Ora lasciamo perdere le facili battute, l’ironia, lo scherno, il dileggio.

L’accezione di ” potere” secondo Max Weber è «  la possibilità che un individuo, agendo nell’ambito di una relazione sociale, faccia valere la propria volontà anche di fronte a un’opposizione». E’ un concetto che dovrebbe anche essere rivisto perchè prevede una qualche opposizione al suo esercizio. Il potere potrebbe essere la semplice possibilità di “disporre”.  Il potere implica il comando. E si è mai visto che Gion Uain debba mediare un suo ordine con un opposizione?

Giustamente Silvio Berlusconi lamenta l’assenza di un potere… lui che, come ci spiega amabilmente, era abituato a comandare 65.000 collaboratori e che nessuno di essi si permetteva di discutere i suoi ordini… tutti meno uno… PErchè dei suoi ordini Marcello se ne faceva un baffo…

Il tarlo del potere è la democrazia. Se nell’azienda di Berlusconi si fosse creato l’andazzo di “discutere” gli ordini del capo sarebbe stato un vero disastro. §LE organizzazioni che funzionano non hanno opposizione interna… un ordine è un ordine.  Per esempio: l’esercito, l’azienda, la mafia funzionano se c’è un potere assoluto, mai messo in discussione, mai disatteso.

Silvio, quando ha preso nelle sue mani lo Stato italiano, si sarebbe aspettato di poter disporre come fosse in azienda : ordini precisi e guai a discuterli. Questo si chiama esercizio del potere. Perfino Mussolini, nei suoi diari scritti da Dell’Utri, si lamenta di non avere potere. Chiaramente Berlusconi attinge alle parole dei falsi diari come oro colato al punto di arrivare a citarli durante la sua presidenza dell’OCSE.

LA proposta conseguente è quella di sopprimere l’opposizione, meglio ancora il dissenso. Solo allora si potrebbe veramente pensare un cambiamento e una uscita dalla crisi.

So che quello che dico è abbastanza ovvio, ma proprio mentre Berlusconi parlava all’OCSE io stavo parlando con il sindaco di una cittadina che si sentiva offeso per le critiche mosse alla sua amministrazione. Aveva esordito, nelle sue proteste, con un  “premesso che”..per dirmi che lui era assolutamente a favore della libera espressione del dissenso, per poi arrivare al punto: ma tu queste cose non le puoi dire… Ovviamente più il discorso andava avanti  e più la mia libertà di espressione si andava restringendo… mi sono beccato della “malalingua”, del diffamatore, del parassita e di quello che se ne sta davanti al computer a beffeggiare lui che si fa il culo anche per me… Dunque che sia chiaro… lui ha già parlato “con i suoi avvocati” (quanti ne ha? in un comune che non ha nemmeno gli occhi per piangere?) e pensa che ci siano gli estremi per una azione legale contro di me: diffamazione…. e sai quanti soldi ti porto via?

Nel mentre vivevo, con una certa spensieratezza,  questa conversazione divenuta via via una sorta di rissa, pensavo ad un articolo letto poco prima e scritto da Guido Viale sulla “dittatura dell’ ingnoranza”:

“Quello che Berlusconi ha veramente sdoganato è l’ignoranza; l’orgoglio di essere ignoranti; il disprezzo, questo sì di stampo fascista, per i saperi, qualsiasi sapere, e per i loro cultori; la pretesa di «fare» e saper fare anche senza conoscere e sapere; la convinzione, latente anche prima di lui nello spirito nazionale ma promossa a piene mani dal sentire di cui è espressione il suo regime, di essere migliori di tutti gli altri…”

D’altronde penso al grande valore dell’ignoranza come “motore” del  successo imprenditoriale. Esiste, che lo si voglia o no, nel mondo dell’impresa un valore positivo dell’ignoranza che si combina, giocoforza con l’altro elemento essenziale: la fortuna. Un imprenditore ignorante non ha limiti: tutto si può fare, se poi ha anche la fortuna di non essere scoperto mentre trucca le carte allora il gioco è fatto! Un mio caro amico imprenditore mi spiegava come funzionava l’approvvigionamento dei materiali che lui commercializzava….A metà della spiegazione, avendo intuito perfettamente dove andava a parare, gli dissi chiaramente che questa era una truffa bella e buona e lui, invece, sosteneva che tutto era perfettamente legittimo.. Ohe! non c’era verso… tutto era legittimo ai suoi occhi ed essendo lui del tutto privo di conoscenze giuridiche, mi poteva spiegare i capisaldi della sua interpretazione in modo del tutto convincente.

LA fortuna ovviamente non sempre asseconda questi comportamenti.. ed ecco l’iniziativa  dell’imprenditore che va a stimolare la dea bendata attraverso l’uso del’unico grande viatico di questo mondo, l’infame denaro…

Di fronte a chi detiene il potere si deve sempre tacere ed avere un sano timore reverenziale: solo così possiamo sperare di ricevere un puffetto e di essere rispettati come si rispettano i servi fedeli: con una pedata!

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la fine del mondo.

Posted by vaiattila su 22 maggio 2010

Non so se sia giusto il calcolo che il calendario Atzeco fece posizionando la fine del mondo il 21 dicembre 2012. Forse si sono sbagliati di qualche giorno, forse non hanno tenuto conto di qualche possibile variabile… dunque non è che il 22 dicembre 2012 tutti tireremo un sospiro di sollievo: si  sono sbagliati!, niente fine del mondo.

Io in realtà vedo pesanti segni che annunciano la fine del mondo.  Un momento, cerchiamo di chiarire: non la fine del mondo, ma la fine dell’umanità  e forse è meglio chiarire ancora di più… non la fine di tutta l’umanità, ma più esattamente la fine nostra, quella di noi che siano il portato storico migliore dalla civiltà giudaico-cattolica.

Purtroppo non ho conoscenza del terzo mistero di Fatima (secondo me anche là si parla del 2012, della pedofilia e del comunismo, ma se ne parla in termini talmente drammatici che forse i cosacchi finalmente potranno abbeverare i loro cavalli in San Pietro senza risultare così sconvolgenti come sapere tutto sulla pedofilia di santa romana chiesa…) e quindi nno ho grosse certezze. Mi devo affidare alle mie “percezioni” e a quel poco di storia che ricordo dalle elementari.

Noi siamo un po’ come quei dinosauri che qualche millennio fa avevano cominciato a lamentarsi: non ci sono più le mezze stagioni…. l’erba di una volta era molto migliore,, c’era un tempo in cui…. ah, ai miei tempi… e via così, lamentandosi senza rendersi conto che non si trattava solo di fenomeni passeggeri, ma di un vero e proprio cambiamento. Loro, ingenui, non fecero nulla per cambiare il loro destino… si lamentavano per episodi del tutto secondari, confondendo la causa con l’effetto… e così sono periti tutti, nel giro di poco tempo… un po’ come le balene o i capodogli che vanno in massa a spiaggiare in qualche felice località balneare: periscono e con loro poco alla volta perisce tutto il loro genere (alla faccia dei giapponensi!) Perchè si suicidano le balene? vallo a sapere…Lo fanno consapevolmente o sono “stordite” da qualche elemento estraneo (sonar, onde radio, tempeste cromatiche, meteorismo cronico?) fatto sta che i fatti non buttano comunque bene…

E anche il clima… non è che siamo anche noi come i dinosauri che ci lamentiamo dell’assenza delle mezze stagioni e non ci accorgiamo che le cose stanno cambiando veramente? io quest’anno non  sono riuscito a piantare i piselli… quelli piantati lo scorso inverno sono in gran parte defunti… i pochi baccelli che sono riuscito a recuperare sono sul fuoco da mezza giornata in attesa che diventino un po’ più teneri… piccoli fatti, lo so.. ma intanto…

e non è solo il clima che depone per un qualche cambiamento drastico. Nel mio orto non posso quasi più muovermi senza pestare una lumaca…sono letteralmente invaso… E’ certamente un piccolo segno, magari insignificante… Ma chi lo sa se alla vigilia della scomparsa dei dinosauro oppure poco prima che l’impero romano cadesse brutalmente le lumache non avesse tentato di prendere il sopravvento?

non sottovalutiamo le piccole cose, le sensazioni.

Ieri, per esempio, ho visto su internet la foto del nostro amato presidente, Mi pare che fosse legato ad un intervento che avanzava una qualche difficoltà legata all’attuale crisi che sembrerebbe essere un pochino più bruttina di come sembrava… non tanto, ma poco poco.

Ad impressionarmi, però non erano le parole del nostro amato presidente, quanto la foto in sè. Ho avuto un brivido e subito ho cambiato schermata.

Quell’immagine mi si era collegata nel cervello ad una di quelle che stava in appendice al testo di medicina legale… tra le tante fotografie di cadaveri vittime di questo e di quello ci stava anche l’ immagine di una salma conservatasi con un fenomeno chiamato, mi pare, visto il numero di anni passato, adipocera.

ricordo che prima di fare l’esame di medicina legale non ebbi lo stomaco di rivedere quelle immagini e le strappai.

Rivedere quel effetto ceroso ed untuoso , un po’ traslucido sulla faccia del nostro amato presidente mi ha fatto come presagire che la fine sia ormai vicina…

e non era solo la fine del nostro amato presidente, ma quella di un mondo…

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Ragazzi, c’è la crisi….

Posted by vaiattila su 15 maggio 2010

l’altro ieri, come da due anni a questa parte, il governo ci annunciava che sì, c’è la crisi, ma noi siamo a posto. E’ già tutto fatto. Noi siamo meglio degli altri…

Poi ieri, dopo che la borsa ha dato qualche segno di caduta, siamo rimasti un attimo a pensare: ma cos’è questa crisi che da alcuni colpi di coda? ma poi proprio o adesso che ci sono anche dei veri segni di ripresa… Mah, è una cosa strana….

Poi oggi qualcuno ci annuncia che sarà necessario fare una manovra… da 25 miliardi di euro… ma come? proprio adesso che ci sono evidenti segni che siamo fuori dalla crisi, o quantomeno ne stiamo uscendo?

Le menzogne di Berlusconi e del suo governo mostrano una qualche crepa… così come le turbolenze nella caserma delle libertà mostrano che forse le cose si stanno mettendo al peggio.

Intanto  cominciamo secondo prassi… prima componente della manovra: tutti i lavoratori dipendenti… restrizioni!

seconda componente della manovra: le pensioni. MA come proprio ieri gli organismi internazionali elogiavano l’Italia dicendo che i conti previdenziali erano in regola mentre restavano le preoccupazioni per l’indebitamento… ma pprio e sempre sulle pensioni vai a stringere?

terzo elemento delle manovra: (tenetevi duro!) un condono.!.. un condono?  ma non si era detto  basta coi condoni… Ma si sa, i condoni sono come le ciliegie, uno tira l’ altro… e così di condono in condono continueremo a favorire i soliti noti, mentre ma massa dei soliti ignoti pagherà:

Sì, il mio è uno sfogo!

E  il bello è che stiamo aiutando la Grecia ad uscire dalla crisi… in buona parte la nostra manovra andrà a coprire il prestito. Geniale!

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i costi della politica

Posted by vaiattila su 12 maggio 2010

Sono alcuni anni che in Italia si denuncia come quasi scandaloso, il costo complessivo della politica. Dentro questa voce ci stanno un coacervo di voci che vanno dalle auto blu (Brunetta le sta contando in questo stesso momento) fino al gettone di presenza dell’ ultimo consigliere di amministrazione della società a capitale pubblico, passando per gli stipendi di onorevoli, senatori, consiglieri regionali provinciali comunali municipali… w questo solo per parlare di costi in bianco… poi ci stanno i costi in nero, ma questa è un altra storia.

Che i costi siano eccessivi, ormai, lo dicono tutti. Esiste anche una presa di coscienza del problema affidata ad una qualche legge che è in attesa dei decreti attuativi che prima o poi saranno emanati…

Ma intanto… Per dirla banalmente chi di noi umani, pur sapendo di prendere troppi soldi spesso pure immeritati sarebbe contento di vederseli ridotti? Quale onorevole notabile o conte sarebbew felice di autoridursi le sue sudate spettanze?

nessuno. Così io vado continuamente proponendo ad onorevoli consiglieri e politici vari di autoridursi lo stipendio. Dico loro: prendete un 20, 30, 40 percento del vostro sitpendio di politico e versatelo in un conto corrente vincolato….. chiedete al vostro parlamento, consiglio regionale, consiglio comunale o che altro di disporre di tale cifra per le attività pubbliche magari a sostegno di chi soffre la crisi (dicono che ci sia anche qualcuno che soffre la crisi…, pazzesco!) In questo modo fate un gesto preciso: rompete la grande dicotomia della storia costituita dal cattivo rapporto tra teoria e prassi. Perchè un conto sono le nobili teorie sul bisogno di ridurre i costi della politica e un conto sono le prassi che “purtroppo” in assenza di una legge ad hoc, consentono che le giuste teorie abbiano nobile attuazione. E se un qualche pirla qualsiasi decidesse di rompere le palle e convincesse, che so, tutti i deputati e senatori dell’opposizione ad autoridursi lo stipendio e versarlo in un conto corrente intestato alla presidenza della camera o del senato e chiedesse a gran voce un provvedimento che destinasse questi soldi a sostegno chesso della ricerca o del’occupazione o di che altro… cosa succederebbe?

Perchè alle mie reiterate insistenze in tale atteggiamento, gli amici politici mi fanno faccia di tola… sembrano non capire…. poi mi rispondono che loro sono d’accordo, ma serve una legge e io gli rispondo, ma no, non serve un legge… serve un azione che è quella di rinunciare… ma loro questa parte del discorso non la capiscono Eppure è così semplice1

cioè non è giusto che io , povero sfigato sia rappresentato in parlamento da uno che prende (senza fare granchè) in un mese una somma pari al quello che vorrei  prendere io… non è credibile che lui  non conosca quello che io, suo umile elettore, provo sulla mia pelle…

Eh, ma io faccio “beneficenza”, dice qualcuno timidamente. MA vaffanculo te e la tua beneficenza! E’ troppo carino fare beneficenza con i soldi che hai fottuto ingiustamente… renditene conto… non è che io faccia conto  della tua “bonta” e poco mi interessa che  tu  ti salvi l’anima con i soldi che  fregate ai contribuenti… dovete tagliarvi gli stipendi e dare il segno di essere politici per passione non del denaro , ma degli interessi collettivi (dio, che moralismo!…)

tornateci i nostri soldi!!!!

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Brunetta è Vanna Marchi

Posted by vaiattila su 11 maggio 2010

Brunetta e la stretta sulle auto blu
«Risparmieremo il 50% di spesa»

Il ministro avvia un censimento: «Entro un mese avremo l’elenco delle amministrazioni buone e cattive»

così titola il Corriere della Sera.

Un mese di tempo è anche troppo per Brunetta. Ci stupirà : forse tra tre giorni ci annuncerà che le auto blu sono esattamente 365.893 di cui 10.563 inattive perchè in riparazione. ( i numeri li sceglierà lui e quasi sicuramente saranno diversi, ma per comodità potrebbe prendere anche questi che li ho già pensati io)

Ci dirà anche che alcune amministrazioni sono virtuose. altre no!

L’elenco sarà stilato per autodichiarazione. Però c’è da essere certi che ad inizio giugno Brunetta annuncerà che complessivamente ha già risparmiato circa il 27% delle spese per le auto blu…

E’ tutto un già visto. Ma la prima volta ha funzionato, perchè non dovrebbe funzionare anche questa volta?

I buoni e i cattivi. E’ un annuncio ricorrente. Si è visto qualcosa di concreto?

In realtà invece che fare il ministro della pubblica amministrazione e dell’innovazione Brunetta fa l’imbonitore… è la Vanna Marchi del governo.

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Bondi.

Posted by vaiattila su 10 maggio 2010

….. corrono voci incontrollate e incontrollabili che l’uomo in qualche modo individuato come soggetto attuatore degli interventi per la sitemazione eegli Uffizi di Firenze( 29 milioni di euri)  sia un tale Miccichè che, essendo un parrucchiere, dovrebbe essere abbastanza portato ad una visione estetica.

Di questa nomina, che agli incompetenti appare assurda, viene data la responsabilità nientepopòdimenoche al ministro Sandro Bondi.

A me pare, invece, del tutto coerente e logica. D’altronde Bondi è ministro della Cultura…

(facile ironia! )

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una crisi grande come il mare

Posted by vaiattila su 8 maggio 2010

Giro tra i diversi siti che si occupano di economia. Colgo argomentazioni interessanti, stimoli, spunti. Mi pare che la prima cosa da dire sia che da questa crisi non ne siamo fuori. Anche noi italiani che siamo stati i più bravi in assuluto che questa crisi l’abbiamo prevista prima degli altri e prima di tutti gli altri abbiamo detto: non facciamo niente, facciamo come se la crisi non esistesse… prima o poi si stuferà di romperci le scatole e se ne andrà..  e comunque, siccome non sappiamo assolutamente cosa fare tanto vale negare tutto… la crisi c’è, anzi c’è stata, anzi c’è la ripresa, anzi ci sono segni di ripresa, anzi stiamo per uscire, anzi cresceremo.

Il punto è che la situazione è veramente complessa e che più che ad una crisi finanziaria si dovrebbe guardare a questa crisi come a una crisi di un modello. Cioè ho come l’impressione che non siamo di fronte ad un elemento contingente, mutevole, relativo, ma di fronte ad un qualcosa di strutturale, un qualcosa che ha direttamente a che fare con il modo con il quale sono costruite le fondamenta della nostro sistema economico,

Guardiamo alla crisi della Grecia. La Grecia ha in qualche modo seguito ed ampliato il modello italiano.  Grande evasione fiscale, grande indebitamento, grande inefficienza della pubblica amministrazione, grande clientelismo. Poi ci ha messo di suo anche dati falsi ed altre amenità.

Fatto sta che questo paese è in crisi marcia e non è più in grado di onorare i propri debiti. Quindi è in uno stato di insolvenza e di crisi. Si dice: è la crisi dell’euro.. se la Grecia tracolla avremo una catena di fallimenti di altri stati dell’area euro.. Da prima questa cosa mi sembrava anche verosimile, ma più passa il tempo e più mi chiedo: ma di che stiamo parlando? quale è la connessione tra l’euro, la sua debolezza e il debito pubblico greco?

Niente… il problema di sposta. Non è un problema di moneta che mette alle corde la Grecia,  (in caso è che la Grecia, se non fosse entrata nell’area euro potrebbe semplicemente svalutare del sua dracma e in qualche modo provare a galleggiare, ma non è detto  che questo riesca, anzi…)In realtà è un problema di politica. Uno stato europeo, che appartiene all’unione europea è di fatto fallito. Che fanno gli altri stati, lo aiutano? lo mollano? fanno vinta di nulla?

Alla fine non l’Europa, ma alcuni stati dell’Europa, si sono detti, ma sì, diamogli una mano….

Noi Italiani, da sempre smargiassi, ci siamo fatti subito promotori di questa misura.

Ora, se io ho un debito che devo pagare assolutamente e non ho soldi, posso provare a chiedere ad un amico un prestito. Ma non vado a chiedere un prestito a chi so che è indebitato quanto me. Vado da chi so che ha grandi risorse ed ha disponibilità di  denaro liquido.

Invece, alla Grecia i soldi li diamo noi ed altri che comunque, in questo momento, non hanno soldi disponibili. Cioè in questo modo aumentiamo il debito della grecia (che con i soldi che le diamo copre parte dei debiti che già ha, ma alla fine il debito complessivo cresce) e aaumentiamo anche i debiti nostri in quanto non possiamo finanziare la Grecia che aumentando a nostra volta il nostro debito.

Ed ecco il complesso del debito dell’area dei paesi dell’euro cresce. Cioè ci siamo fatti del male. E l’euro è più debole e l’incertezza sale….

MA questa è solo una vicenda che denota come siamo complessivamente allo sbando, al vai da te senza una via d’uscita…

Le risorse energetiche. Anche questa questione è lungi dall’essere affrontata.(post precedente)

Il fatto è che la crescita, se in qualche modo esiste è legata al fatto che una parte del mondo, quella che cresce maggiormente, si trovava in una situazione di grande arretratezze. In questi anni è cresciuta in modo incredibile ed ha ancora notevoli spazi di crescita…. per quanti anni?

Per quanti anni potremmo assistere al miracolo economico di Cina India Brasile?

cinque? Sei? e dopo? Quando il popolo cinese avrà raggiunto un livello di benessere simile a quello nostro, cosa succederà? Succhieremo ogni stilla di petrolio dalla terra ede inventeremo nuove risorse energetiche. Questo è poco ma sicuro. MA poi potremo continuare a pensare  di crescere  o inevitabilmente ci troveremo di fronte ad una qualche recessione?  Cinque o sei anni o anche di meno… e la politica, che dovrebbe prevedere e pensare al futuro non sa o non vuole guardare a questo medioevo prossimo futuro che sfocerà o in una guerra folle o in tensioni sempre più pesanti…avanti così, con la politica fai da te, senza osare nulla che non sia la trita bestialità della “ripresa” dello”sviluppo” del “rilancio”.

Da qualsiasi parte si guardi, solo di questo si parla, alla faccia della realtà che nessun politico osa guardare in faccia.

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il petrolio e il male minore

Posted by vaiattila su 4 maggio 2010

Stavamo a tavola quando, sul finir della cena, l’ingegnere se ne esce con una domanda rivolta a me…”Ma secondo te, ci autorizzano un intervento del genere?”

L’ingegnere (figlia degenere di una famiglia di artisti ed umanisti quali noi siamo) ha il dono della “semplificazione”. Cioè, a fronte di problemi complessi, riesce a ridurne l’impatto a volte in modo sorprendente, altre volte, perchè nessuno è perfetto, in modo troppo radicale, con risultati forse meno apprezzabili.

alla questione prettamente tecnica, si tratta di bonifica di un sito contaminato pesantemente, si aggiunge il tema introdotto da mia moglie sull’aspetto “qualitativo”‘ e metodologico. Poichè mia moglie, a parte gli studi economici, è un artista l’elemento qualitativo nasconde anche una valenza estetica.

LA discussione prende pieghe inaspettate. Ad un certo punto, incautamente, l’ingegnere introduce il concetto di “male minore” e la cosa degenera.

Lo so, la colpa è mia, ma di fronte al tema “male minore” l’aleatorietà dell’aggettivo  “minore” contrasta con il sostantivo “male”.

capiamoci: non è che il non colga la differenza… tra il cadere da una sedia e il precipitare dal decimo piano, colgo immediatamente cosa sia il male minore, ma in altri casi, non sono propriamente così convinto di cogliere il senso del male minore.

Il discorso si sposta sul petrolio e sulla nostra società che è profondamente piantata su questo combustibile.

Se è vero che abbiamo raggiunto ed utilizzato almeno la metà del petrolio disponibile e siamo entrati in una fase tutta nuova del rapporto tra domanda ed offerta, dove ,’offerta comincia a scarseggiare rispetto alla domanda allora, ed ecco la mia confusione, non è così facile comprendere quale sia “il male minore”.

Stando a quanto  ci è dato capire le prospettive non sono particolarmente felici.

E anche il disastro della Luisiana rappresenta un salto di qualità nella drammaticità della crisi. Estrerre petrolio diventa sempre più costoso e sempre più difficile. Con l’aumento delle difficoltà aumentano ulteriormente i costi e i possibili danni ambientali… Se è vero che nel 2015 avremo una carenza del 10% di offerta di petrolio, sarà inevitabile l’aumento dei prezzi e la penuria di carburante…

Se per alimentare l’offerta necessaria oggi andiamo a trivellare fino a 1500 metri, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, significa che sarà sempre più difficlile estrarre la nostra “manna”…

Potremmo sacrificare altre terre, altre vite, alti ambienti: Cwrto nulla ci potrà fermare e nulla sembra contare tanto quanto il petrolio. Perchè il punto è questo: non  c’è alternativa.

LE energie rinnovabili?  il nucleare? per quanto possa essere difficile da comprendere in termini quantitativi la richiesta di petrolio ha ripreso a crescere dopo un calo decisamente limitato e conseguenza diretta della crisi. Tra breve, si calcola, ci avvicineremo ai cento milioni di barili al giorno, nonostante i miglioramenti qualitativi di utilizzo dell’oro nero, nonostante l’incremento delle energie rinnovabili, nonostante tutto… e nulla sarà in grado, in questi pochi anni, di colmare il differenziale tra domanda (in crescita) e offerta (in calo).

Ci stiamo avviando verso un pewriodo dove le crisi saranno dure, durissime e lo scontro commerciale lascerà morti e feriti sul campo. PEr non parlare di uno cento mille disastri ecologici che si prospettano grazie alla bramosia si realizzo, alla difficoltà di estrazione e alla spregiudicatezza delle compagnie petrolifere…

Tutto questo lo possiamo classificare alla voce “male minore”.

Nessuno si sogni, nemmeno per un attimo, di perdere di vista il Pil. Solo dalla sua crescita dipende la nostra prosperità…

Tutto questo prossimamente su questo schermo!

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