attila

la grande depressione

Archive for aprile 2010

interlocutore

Posted by vaiattila su 30 aprile 2010

La questione è dilaniante: Fini è o meno un interlocutore del PD?

Su questo punto molto si dibatte e la faccenda trabocca da ogni intervento…cioè, come troppo spesso accade la cosa si trasforma in un tormentone senza capo ne coda.

Mentre il popolo del PD (ormai il concetto di “popolo” sta assumendo valenze parrocchiali) si interroga, io mi sto chiedendo come, a mia volta, diventare interlocutore del PD

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noi ce la faremo…

Posted by vaiattila su 27 aprile 2010

al questione petrolio è quasi più affascinante della questione della crisi greca… E quando parlo di petrolio non parlo tanto di quella quisquilia ambientale costituita dal greggio che sta arrivando a lambire le coste della Luisiana, quanto piuttosto di un problema di fornitura. Se è vero che nel 2015, ossia tra soli quattro anni è prevista una carenza di materia prima del 10% rispetto al fabbisogno (non dimentichiamo che c’è chi cresce del 10% ed oltre di PIL e , fatalità, non è lo stato di San Marino, ma la Cina) dovremo fronteggiare effettivamente una crisi che continuiamo a far finta di non vedere, ma che sarà sicuramente molto impattante sulle nostre abitudini.. Aumento dei costi, prima di tutto, ma forse anche settori deboli che non potranno “sostenere” l’impatto degli aumenti.

Penso ad esempio all’agricoltura…già il settore è in profonda crisi… cosa succederà?

io sto pensando di rinunciare alle macchine motrici, trattore, motocoltivatore ecc che funzionano a gasolio o a benzina, LA mia risposta alla crisi sarà in chiave oscurantista: voglio un cavallo!! con lui, con la sua forza, mi metterò ad arare, dissodare, fresare…. altri useranno altre tecniche.

Io sono consapevole che la mia scelta sarà perdente. Quasi folle, sicuramente stupida.

Sull’altro fronte, quello illuminato, tecnologico, lungimirante, le scelte andranno nella direzione dello sviluppo. Gli antesignani di tale visione, sicuramente vincente, sono quei due utilizzatori finali di escort  che si chiamano Putin e Berlusconi. Loro si sono consultati e di comune accordo ci vengono a raccontare che svilupperanno il nucleare nei rispettivi paesi… Da due così, sostenitori del partito dell’amore, avremo solo del gran bene…

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storie ordinarie di pubblica amministrazione

Posted by vaiattila su 23 aprile 2010

Da inizio dell’anno ho definitivamente smesso la mia attività di consulente per le pubbliche amministrazioni. In primo luogo perchè non ho più nulla da dire e poi perchè proprio non so comportarmi. Sono del tutto inadeguato. non sono bastati 26 anni da dipendente e circa una quindicina come consulente a vario titolo per insegnarmi come ci si deve comportare..

Sono, tanto per essere franco, un vero cretino.

I fatti: venerdì una telefonata di prima mattina… una voce amica mi racconta di un bando andato a male… una situazione di stallo… alla base sicuramente un errore….

In via amichevole dico la cosa più ovvia. annulli il tutto  e rifai il bando…. Ma sì ma abbiamo molta fretta (e quando mai nella pubblica amministrazione non c’è molta fretta…l’urgenza è la regola….).. Sto per congedarmi, ma dall’alto capo del telefono arriva la richiesta… non è che hai un momento per vedere le carte… ci servirebbe un tuo parere…

Ecco che in me scatta l’orgoglio del cretino… mi combatto dentro… un voce mi dice: non accettare… dì che devi trapaintare 800 piantine di insalata…. di che devi andare a dare da mangiare alle galline… forza, non fare il mona….

E dalla mia bocca esce, non so perchè… un ” sono occupato fino alle cinque (venerdì pomeriggio dopo le cinque dentro un ufficio pubblico non ci stanno nemmeno le formiche….) ah, bene, allora ci possiamo vedere anche alle cinque e mezzo sei… quando vuoi…

Mi sono fregato con le mie mani ed ecco che alle cinque e mezza di un venerdì da cani mi ritrovo a scartabellare al cospetto non di uno, ma di ben tre funzionari  di alto livello… che mi hanno aspettato… perchè non ho detto che mi sarei liberato per le sette e mezzo? almeno mi sarei preso una soddisfazione, cretino che non sono altro…

ognuno mi spiega una parte del discorso, rubandosi la parola uno con l’altro, Ognuno porta la sua interpretazione… ermeneutica… esegesi… escatologia del pubblico incanto…

nessuno sembra, ovviamente aver letto le carte.. E’ stano. Grandi teorie, ma nessuno che sa dire cosa ci sta scritto davvero dentro quel corposo fascicolo fatto di capitolati, di relazioni tecniche, di bandi e disciplinari…

E le mie domande, che vorrebbero avere risposte secche e precise, diventano pretesto per la creazione di opinioni disparate e sostenute da logiche extraterresti.

Mentre continua il cicaleccio io mi leggo le carte… è come un romanzo un po’ alla volta la questione comincia ad interessarmi perchè è incredibilmente complicata…E alla fine soccombo: datemi le carte… lunedì mattina vi do una risposta.

Con somma gioia di mia moglie passo il sabato e la domenca a stidiarmi le carte… erano mesi che non  sfogliavo cotante amenità… quasi ci provo gusto….

Il lunedì mattina alle nove prendo il telefono ed espongo le mie conclusioni…. dall’altra parte del cavo mi sembra ci sia accordo con quanto espongo… senti, mi rispode il mio interlocutore…. parlo con l’assessore poi ti chiamo…

alle dieci nuovo telefonata. Bene, dovresti farmi un parere e spiegare, così come hai spiegato a me, la cosa. Dovresti proprio farti capire bene perchè altrimenti non ne usciamo…

E sì, dico io, ma non ho tempo… ho altro da fare..Insiste ma dai… e poi è urgente…  dentro di me l’unico argomento che mi convince è un argomento che conosco bene solo io .e appartiene all’ambito della mia  cretineria.. Dico di sì. purchè questa cosa cessi al più presto….

come è come non è passo l’intera notte tre lunedì e martedì a studiare e scrivere.. e più esamino la questione e meno si allargano le maglie dell’interpretazione… non ci stanno scappatoie furbe, non c’è dubbio: il mio parere diventa quello leggendario di Bartali: tutto sbagliato… tutto da rifare…

Alle otto e trenta di martedì mattina mando il mio parere… et de hoc satis

Dopo due giorni, incuriosito per il silenzio dall’altro capo del telefono, mi faccio forza e chiamo io…. prima uno, dopo l’altro, poi l’altro ancora… il mio parere, così urgente, così impellente nessuno l’ha ancora letto… almeno così rispondono, perchè sicuramente qualcosa di assolutamente più urgente ha fatto slittare l’ordine del cosmo amministrativo…

bene, tutto questo io lo dovevo sapere prima… ne ero certo. l’urgenza che pressava il mondo è ora un attimino regredita…certo solo un cretino poteva caderci ancora dopo quasi quarant’anni che conosco questo modo di fare….. tra qualche giorno, forse tre o quindici l’urgenza con cui sono stato interpellato riprenderà vigore, su rafforzerà e si avvicinerà alle coste come ogni grande ciclone che attraversa quotidianamente ogni amministrazione comunale… ma poi una corrente amica, lo devierà, proprio nel momento in cui stava per creare problemi una qualche altre perturbazione, ancoro più grave, ancora più minacciosa, farà dimenticare per un po’ il dramma che avremmo potuto vivere, ma che inevitabilmente  sarà messo in lista d’attesa… e via per altre incredibili avventure.

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riforme

Posted by vaiattila su 17 aprile 2010

Ricordo la fine degli anni sessanta del secolo scorso. Il Partito Comunista aveva preso a definirsi “riformista” e non solo nella sua componente più spostata verso il centro(Amendola, Napolitano) ma anche in quella di matrice più ortodossa.

Io ero giovane, ma nutrivo qualche diffidenza nei confronti del PCI. Ero più interessato ai movimenti non violenti,  distribuivo a scuola una rivista che si chiamava, mi pare,” azione non violenta” di Aldo Capitini, provavo un profondo disagio e distrezzo per quanto i mitici ” americani” stavano combinando in Vietnam,  avevo letto il “che fare” di Lenin e poi mi ero avventurato in Marxismo ed empiriocriticismo e avevo deciso, dentro di me, che il buon Lenin proprio non mi piaceva… poco più tardi, all’esplodere del mito di Mao, mi ero rifiutato anche solo di leggere il “libretto rosso”… però, devo dire, che all’epoca il dibatitto politico era appassionante.

Bastava al liceo avere un professore in qualche modo  vicino al PCI che molto spesso le lezioni si trasformavano in veri dibattiti, aperti, appassionati e molto stimolanti. Così come era facile andare verso un osteria qualsiasi la sera e ritrovarsi coinvolti in discussioni a non finire. Ma anche le parrocchie e le associazioni cattoliche erano piene di dibattiti Dal catechismo olandese, a don Milani, da l’Isolotto al Concilio…

Io ero diventato abbastanza amico di un professore all’epoca di stretta osservanza pci. Succedeva anche che qualche volta mi invitasse a pranzo  e nascevano delle discussioni animatissime alle quali partecipava anche sua moglie, che era perfino più intrigata dentro la politica di lui. Io non capivo, all’epoca, che cosa significasse volere le riforme.

Bisogna fare la riforma della santità

Bisogna fare la riforma dell’agricoltura

Bisogna fare la riforma della scuola

e via dicendo. Il mio amico vedeva lo stato di allora totalmente fermo, in vent’anni dalla resistenza non si è cambiato nulla … basterebbe una riforma, una sola e la società si  mette in un ciclo di modifiche progressiste modificando l’intero assetto statale, i rapporti sociali, i rapporti tra le classi (all’ epoca si parlava ancora di classi!)

Io ero molto scettico, ma ero anche molto giovane. Le riforme mi dicevano poco, molto poco.

Poco alla volta le riforme, però si fecero. Mi pare di ricordare il famoso Piano verde di Ferrari Agradi (mi pare sia stata, quella agraria, una riforma pessima, ma è solo un impressione)  poi ci furono le regioni e il decentramento, poi la riforma sanitaria, poi venti o trenta riforme della scuola, e via cantando.

Ma per tutti gli anni ottanta il tema del riformismo restò vivo. Poi, con la seconda repubblica, a parlare di riforme fu principalmente la destra.

Prima di tutto la grande riforma fiscale. Due aliquote, la più grande attorno al 30% perchè, secondo il Grande Riformatore, Silvio Berlusconi, era più o meno quello che era  umanamente tollerabile, poi la riforma del federalismo, poi la riforma della pubblica amministrazione e quella della giustizia, e poi la mamma di tutte le riforme: la riforma della Costituzione.

C’è da dire che Silvio ha trovato alcune difficoltà nel suo cammino riformista. Prima di tutto la magistratura comunista. In un paese dove i vari ragruppamenti ispirati al comunismo non raggiungono nemmeno un quorum minimo, questi sono riusciti ad impossessarsi di tutta la magistratura. Dalla piccola pretura fino alla corte di cassazione e alla corte costituzionale è tutto in mano ai comunisti. Io lo so perchè ho visto magistrati che leggono La Repubblica ed altri che pretendono di mettere in discussione le leggi fatte dal popolo definendole incostituzionali.

Il grande riformista, appunto, ha trovato molto difficoltà sul suo cammino.

Finalmente, però, dopo il suo grande successo elettorale alle regionali ultime, ha potuto uscirsene con un “finalmente!” ora nessuno potrà impedirmi di fare le riforme. (prima c’era un’entità non meglio identificata che gli impediva di sistemare le cose di questo povero paese) .

Passano solo pochi giorni che Fini, il vecchio Fini, l’uomo che da Silvio è stato sdoganato dal ruolo di opposizione di destra un tantino filo fascista, e per questo non del tutto apprezzato dalla nostra borghesia illuminata, si mette un po’ di traverso. Rivendica una visibilità che il binomio Bossi Berlusconi non gli lascia.

Non sarà che per questo saltano le riforme?  Visto i presupposto delle riforme c’è da augurarselo.

Intanto, con la solita stupidità che ci contraddistingue, io e mia moglie ci chiediamo se, per caso, non stiamo cadendo in un nuovo fascismo. Ma ormai in Italia non esistono più luoghi dove la gente normale possa discutere. Lo fanno per noi  pochi eletti in televisione. e noi assistiamo tranquilli, a questo chiacchierare litigioso e senza spessore, a questa sequela di stupidate recitate male e senza costrutto. Però siamo comodamente seduti in salotto…

E’ un bel vivere.!!!!!

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Tre euro

Posted by vaiattila su 9 aprile 2010

Tanti anni fa, quando avevo ancora tutti i capelli in testa, chiesi ad mio amico giornalista se il suo giornale era interessato a “subire” una mia collaborazione a tema culturale (cosa avessi da dire, all’ epoca, mi sfugge… ma ero ancora giovane…). Fatto sta che mi rispose invitandomi a mandargli un mio curriculum e una “proposta” su come intendevo la mia collaborazione. Poco dopo aver presentato le mie referenze ebbi un incontro con qualcuno che ora non ricordo, non so se il Direttore o il capo redattore…. la risposta fu “si può fare…”

Poi non se ne fece nulla per colpa mia. Ora che me la passo malino e la crisi sembra avercela su con me, mi è venuto in mente di sondare questa possibile via… chissà che non ci tiri fuori qualcosa, mi son detto… e mi sono messo immediatamente all’opera.

Telefono al mio vecchio amico, oramai anch’egli incanutito, e dopo i convenevoli di rito gli sparo la mia richiesta: c’è possibilità di collaborare? Silenzio. Sta valutando la cosa?, sta cercando le parole per dirmi picche?, sta pensando che sono fuori da ogni dove?

alla fine mi dice: guarda, non ci crederai, ma un articolo di un collaboratore esterno di critica lo paghiamo tre euro….

Fa be’… poi il discorso si inerpica sui massimi sistemi… ciao ciao e la storia finisce.

E no, non finisce così! Provo ad un altro quotidiano… Lunga conversazione con quello che potrebbe essere il responsabile della terza pagina…. Anche se non lo conosco lui è molto disponibile … ma il quadro è desolante… e finisce con un tre euro ad articolo… e questo è quanto vale oggi la cultura!

Ciao

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il vento di primavera si insinua nella politica

Posted by vaiattila su 1 aprile 2010

Non c’è dubbio che queste elezioni regionali siano state una vera ventata di primavera.

Mentre nuova linfa vitale entra in politica grazie al triofo del giovane intellettuale Bossi che finalmente viene remunerato con il compenso che gli spetta (gira la battuta che è stato eletto perchè lohanno votato tutti i suoi ex compagni di classe…), sul fronte dei governatori leghisti emerge la grande lotta popolare per la difesa della maternità. E’ bello scoprire che chi ambirebbe a mitragliare i barconi di poveri migranti al largo delle nostre acque territoriale, si commuove per la divesa di un piccolo ovulo fecondato involontariamente. Così Cota e Zaia, novelle mammane, decidono che loro non si faranno mai e poi mai partecipi di questa “strage” di innocenti.

L’orco vestito di bianco plaude. Lui adora i bambini…

E’ un venticello che porta enormi novità. LE tanto attese riforme finalmente prenderanno corpo a partire da quella che interessa personalmente tutti noi, ossia quella relativa alle intercettazioni telefoniche.  PEr noi, cotti da questa crisi infinita, diventa vitale avere la certezza che nessuno, ma proprio nessuno, venga a sapere quando dico a mia moglie di buttare la pasta! Non vorrei ritrovarmi una stuolo di affamati sotto casa pronti a recriminare la loro quota della mia pastasciutta.

Ci sono, tanto per cambiare, ancora alcuni segni di ripresa economica… sono segnali continui, quasi eccessivi… cominciamo ad essere un po’ stufi di tutta questa ripresa. Alcuni operai si auspicano una incrudescenza di qualche bolla speculativa sperando di essere licenziati per, finalmente, riposarsi.

D’altra prte il vento di primavera ha raggiunto anche Brunetta che tira un respiro di sollievo: Se niente niente fosse stato fatto sindaco avrebbe dovuto realizzare almeno l’uno per cento di quanto promesso: un impresa impossibile. E così ora può finalmente godersi la pensione visti che la riforma della pubblica amministrazione è stata splendidamente compiuta e che ben poco gli rimane da fare… potrebbe, per altro, riprendere i suoi studi di economia ed ottenere, una buona volta, il nobel che già gli avevano promesso…

insomma un mucchio di novità…

Mia moglie, invece, mi pare un po’ incazzata e va in giro a dire che lei prenderà in considerazioni i politici solo se questi accetterenno di dimezzarsi lo stipendio! Io le ho detto chiaro e tondo che la sua è una posizione populista e qualunquista. Mi ha mandato a quel paese…

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