attila

la grande depressione

Il mondo dell’emergenza e il mondo della corruzione

Posted by vaiattila su 11 febbraio 2010

Siamo lontani, oramai, dai fasti di tangentopoli. Là era un sistema che si legittimava attraverso la politica e che in parte vedeva affiancata la causa “nobile” del finanziamento occulto alla linea del partito e una serie di piccoli benefit che erano briciole che il buon politico intascava come sorta di premio per la sua dedizione alla causa. Era un mondo con una sua morale. Perversa, falsa, schifosa e alla fine divenuta troppo esosa,  ha finito con il cozzare con in modo stridente con il sistema stesso dell’imprenditoria che quella corruzione aveva alimentato.

Poi ci fu un periodo, brevissimo, dove sembrò che tutti volessero perseguire la retta via… Codici etici a gògò, legislazione suglia appalti severa e rigida (la prima legge “MErloni”) clima di sospetto e paura. Nessuno che si permettesse nemmeno di far balenare l’idea della tangente.. pochi anni. Ma il sistema dei lavori pubblici per primo ne soffrì… pochi appalti, da una parte le pubbliche amministrazioni che non sapevano fare progetti decenti, dall’altra imprese che non trovavano molto ristretto il “margine” di guadagno. Una situazione che non andava bene a nessuno…

Ed ecco apparire la grande genialata… se le attività ordinarie delle opere pubbliche era un po’ più impedite rispetto a prima di tangentopoli, ci fu chi pensò giustamente di lavorare sulle emergenze. Se le norme ordinarie sono pesanti, macchinose e lente, perchè non sfruttare la possibilità di “derogare” alla cosa attraverso una legislazione privilegiata che prevedesse, grazie alla “urgenza§” della situazione di ovviare a tutta una serie di incombenze?

Storia sorprendete dove l’emergenza in Italia è venuta assunendo un carattere ordinario. Siamo pieni di commissari governativi, nominati sulla base di una legge speciale che attribuisce alla Protezione Civile poteri straordianri. Ed ecco Bertolaso nominare il Commissario di questo e il Commissario di quello… e mettere in piedi una ragnatela di urgenze che costruiscono tutto… da teatro della Fenice a Venezia, alle Piscine di Roma fino al centro turistico alberghiero della Maddalena… E’ un mondo di Commissari straordinari dove l’ordinario sparisce: tutto è fuori di portata dell’organizzazione “normale” della nostra pubblica amministrazione… Il realtà è un mondo di “podestà” dove le leggi ordinarie si devono “adeguare” alle decretazioni degli uomini dotati di “poteri” straordinari.

Sotto forma di urgenza e di interesse prioritario l’attività normale del nostro ordinamento viene sconvolta… così è: Se nessuno vuole le centrali nucleari nel suo territorio è ovvio che qualcuno dovrà importele, se i tuoi piani urbanistici non prevedono possibilità di incremetare cubature edilizie, ci penserà qualcun altro ad aggirare il normale andamento delle cose… e via dicendo in uno stravolgimento sovversivo di ogni ordine, mossi esclusivamente da interessi concreti, attuali ma strettamente personali.

Non esiste un visione del futuro, nno esiste una qualche strategia… si agisce sull’onda dell’interesse immediato. Prendi i soldi e scappa.

PEr alcuni la molla è il denaro, per altri il potere. Non credo che Bertolaso si sia fatto corrompere per poter avere una qualche escort a gratis o per qualche pugno di dollari… ma penso che in quel mondo poter accettare i “favori” di una prostituta e qualche “regalino” in termini di “oggetti” o di “presenti” per chi  è abituato a parlare ogni giorno di milioni di euro come fossero noccioline, non sia psicologicamente legato ad una idea di “delinquere” quanto piuttosto è una percezione di “dovuto”. A lui e a chi come Silvio, come i fari salvatori della patria che ovunque si prodigano per il nostro bene, il ricevere il dono di una prostituta o di una villa, non sia altro che il segno tangibile di una riconoscenza che viene dal popolo. Chi dona e regala questo è ben consapevole, a sua volta, di meritare la “familiarità” del principe. Il principe concede, il servo fa omaggio… tutto questo oggi direttamente sotti gli occhi una opinione pubblica plaudente e un tantino invidiosa

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