attila

la grande depressione

Fondata sul sul lavoro?

Posted by vaiattila su 3 gennaio 2010

Ed ecco che il più illustre giuslavorista d’ Italia si interroga: ma che senso ha parlare di Repubblica fondata sul lavoro?

Gli risponde in più illustre rivoluzionario d’Italia: “Certo, l’articolo 1 della Costituzione va cambiato perchè non significa proprio nulla”

Anche il più illustre economista d’Italia è d’accordo: Fondare una repubblica moderna sul “lavoro” è un concetto astratto e di nessun valore economico.

E dunque?

E qua ci si deve rivolgere al più illustre riformatore dello stato, quel famoso ministro Brunetta autore della più innovativa riforma della pubblica amministrazione. Lui ora ci sta pensando…

Intanto, come sempre, il ministro ha studiato la cosa. L’ha approfondita con la sua consueta capacità di studio che lo ha portato ad essere un uomo in odore di nobel.  Assieme al divino  Otelma e a Topo Gigio sta attentamente ponderando le linee di tendenza dello sviluppo futuro.

La costituzione, specie la prima parte, non costituisce un elemento prescrittivo della norma, quanto piuttosto costituisce una sorta di grande linea di tendenza della società che trova appunto nel dettame costituzionale quei principi che consolidano il patto sociale…

Sul lavoro nessuno, oggi, basa la propria appartenenza al contratto sociale. Perchè se vuoi, per esempio fare soldi, non è che sia necessario lavorare, basta mettersi d’accordo con qualche potente oppure mettersi al suo servizio… Il lavoro, poi, oggi oltre a non darti quasi nulla, comincia anche a scarseggiare pesantemente…

Per esempio oggi ci riconosciamo molto di più, dal punto di vista sociale, nei valori emergenti espressi da veline, tronisti, escort, calciatori, politici… loro dicono quello che dentro di noi “sentiamo” come valori pregnanti e ci riconosciamo dentro questa morale.

Secondo una rilevazione del ministro Brunetta, poi, la linea di tendenza del patto sociale varia a seconda del genere. Gli uomini, ad esempio, ritengono che la Repubblica sia fondata sull’appropriazione: ci si appropria del territorio, delle cariche pubbliche,  dello  spazio televisivo, ecc… Le donne invece hanno un comportamento un po’  più passivo. LE donne si mostrano, danno e ricevono,  ma sono comunque ancora incerte nel delineare il portato principale per proprio patto sociale (che per dirla come Silvio sta nel fatto di essere sedute sulla propria fortuna!)

Dunque il concetto è chiaro. il lavoro non c’entra nulla con la società di oggi… i concetti che oggi contano sono il mercato, la concorrenza. Questo Brunetta lo dice chiaramente. Potremmo anche dire che la società oggi si fonda sul possesso… chi detiene più cose, più vale…

LA repubblica italiana è fondata sull’ appropriazione, suona decisamente più reale e mostra come il patto sociale oggi abbia come sostanza una cosa concreta e rappresentativa dei nostri valori

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