attila

la grande depressione

il finanziamento del tram di Mestre

Posted by vaiattila su 12 novembre 2009

Forse il tram di Mestre era necessario. Forse sarà la soluzione ad una infinità di problemi di viabilità. Forse.

Magari esistevano anche altre alternative, Magari c’erano altre tecnologie o altre logiche.
Sicuramente. Ma la politica decide sulla base di elementi che sono spesso incomprensibili alla logica e alla capacità mentale dei poveri sudditi che non sanno e non capiscono, ma soprattutto non devono capire.

Viviamo in un mondo del tutto schizofrenico. Conosco persone che stanno in stampelle da mesi a causa del tram. Mestre ha nel percorso ciclo pedonale dei veri trabocchetti dove anche il ciclista più esperto rischia di cadere. Ci sono strettoie e passaggi dove andare in bicicletta è assolutamente pericoloso senza se e senza ma. Alla fine le scelte non potranno essere che quelle di interdire alle biciclette alcuni percorsi. Ma per accorgersi di questo saranno necessari tante altre vittime perchè, per il momento tutti stanno là a guardare sperando che non accada il peggio…

Se in un luogo di lavoro ci fossero tanti “incidenti” quanti se ne registrano sulle rotaie del tram, sicuramente e giustamente il datore di lavori si troverebbe in guai seri… non così, per ora, avviene la pubblica amministrazione.

Poi qualcuno pagherà. I cittadini per primi, specie quelli che per conclamata “imperizia ed incapacità” avranno il guaio di qualche caduta.

Intanto parliamo di soldi.

Non ho alcuna informazione di prima mano. Navigo semplicemente tra le pagine pubblicate dal sito di PMV (società del comune di Venezia che gestisce la mobilità) e i resoconti pubblicati dal sito del Comune di Venezia.

Dice il presidente di PMV dott. Stifanelli sul sito… il quadro economico è immutato.

Il quadro economico delle opere è pubblicato sul sito http://www.tramdimestre.it e dice, tra l’altro, che le spese per i sottoservizi ammontano a 14 milioni.

La spesa totale per la costruzione del tram ammonta a 163,6 milioni di euro.

Ma così non è. Siamo di fronte ad uno di quei colpi di genio della pubblica amministrazione.

Mi rifaccio alla seduta della 4^ commissione consiliare del Consglio conunale di Venezia del lontano 21 settembre 2006.

Il verbale riporta che l’Assessore alla mobilità Mingardi premette che il progetto del tram risale al 1997, poi, riporta testualmente il verbale::

“Da ciò ne consegue la necessità di spostare i sottoservizi dove passa il tram. Una legge dello Stato prevede di sostituire le tubazioni dell’acqua in cemento/amianto e, dove sono presenti queste tipologie di tubazioni, durante i lavori per il passaggio del tram, si provvede a sostituirle. Mingardi dice che il dott. Stifanelli (PMV) spiegherà cosa comporta anche lo spostamento delle altre linee (sottoservizi). Tutte queste operazioni aggiuntive (spostamenti, ripristino dei sottoservizi) hanno imposto di rivedere i costi. Si è approvato il progetto esecutivo, e rivisto il quadro economico”

Come rivedere i costi, assessore?

Vorrebbe dire che nel progetto, dove si prevede la costruzione di una piattaforma di cemento armato molto pesante non si è previsto di rifere i sottoservizi? MA il progetto prevede, stando a quanto pubblicato dal sito del PMV ben 14 milioni per i sottoservizi…

La formulazione è ambigua. Al momendo di redigere il progetto non si sapeva che le linee dell’acquedotto in cemento aminato dovevano essere sostituite?

Di cosa stiamo parlando?

In qualche modo il verbale della commissione consiliare da una risposta quanto riporta l’intervento del Presidente di PVM

“STIFANELLI, proseguendo nel suo intervento, da informazioni anche sulle due interpellanze di Centenaro (nr. 508 e 509) e al riguardo parla di 20 mesi necessari per predisporre i sottoservizi a Favaro lotto C. Aggiunge che tecnicamente PMV è in grado di aprire tutti i cantieri sul territorio ad esclusione di Piazza Barche. Stifanelli chiede di accelerare il processo legato alla progettazione di Piazza Barche. Spiega che sono stati realizzati sino ad ora circa 4500 metri del percorso del tram. C’è il problema/nodo del cavalcavia di San Giuliano; forse si farà un nuovo cavalcavia per la viabilità. Stifanelli dice che lotto B (lavori tram) è l’esempio di come non vanno gestiti i cantieri: a pezzettini. Spiega perché è meglio procedere alla cantierizzazione di tratti più lunghi possibile. Parla della necessaria potabilizzazione delle nuove condutture. Dice che a Marghera si stanno rispettando i tempi. Stifanelli spiega che il quadro economico rimane integro (lavori tram). Illustra i trasferimenti economici a PMV per la realizzazione del tram. Il finanziamento di VESTA viene dato a PMV; laddove passerà il tram; a VESTA rimane l’alta sorveglianza.”

A grandi spanne ne deduco tre cose:

1) non esiste ancora un progetto per quanto riguarda lo snodo di Piazza Barche

2) il progetto del nodo di San Giuliano va modificato

3) i soldi di Vesta (ossia della società che gestisce la rete delle acque) fanno convogliati dentro al progetto del tram e saranno gestiti da PVM

In altre parole ne deduco:

1) che le opere del tram sono state approvate sulla base di un progetto fortemente carente, che ha sforato completamente le previsioni per quanto riguarda la spesa per i sottoservizi

2) che l’attività relativa ai sottoservizi rientrerà nelle spese per il tram senza che si modifichi il quadro economico. Ossia si immettono fondi dentro un opera in modo surrettizio, senza far conosce a nessuno il vero ammontare dell’opera pubblica e senza che esista di fatto un progetto che dia ragione della spesa… spesa che si quantifica solo a consuntivo e che viene pagata a piè di lista agli appaltatori… MA non stiamo parlando di poche dicine di migliaia di euro…

3) che PVM non intende nemmeno per un attimo procedere ad una seria revisione del progetto, contestando ai progettisti (chiunque essi siano) l’errore progettuale, ma indende procedere come nelle peggiori storie legati alla gestione tangentizia delle opere pubbliche ossia senza che ci sia un controllo della spesa e senza che ci sia un meccanismo di riappalto delle opere

4) le spese del tram, alla fine, saranno molto ma molto superiori a quelle previste, nonostante che in modo del tutto menzoniero assessore e presidente continuino a fare vinta di nulla.

Ossia, per dirla in altro modo, il Comune id Venezia ha proceduto in modo del tutto incosciente. Ha avviato la realizzazione di un opera pubblica senza sapere quanto spenderà alla fine, Ha proceduto nonostante il fatto che il progetto fosse dichiarato in modo implicito del tutto carente dal Presidente di PMV, ha stornato fondi di altri progetti dentro l’attività del tram senza evidenziare la modifica del quadro economico (non si saprà mai quanto effettivamente spenderemo ) ha agevolato e favorito in modo ingiustificato e ingiustificabile l’impresa che si è aggiudicata i lavori che ha avuto la fortuna di vedere la commessa crescere senza alcun controllo e senza che sia garantita la concorrenza.

Dal progetto, poi, stando a quello che si legge sempre sul sito del tram di mestre manca completamente l’appalto del lotto f che è quello relativo al collegamento principale tra Mestre e Venezia. Si tratta di un lotto che rappresenta ben il 24% dell’intero finanziamento. Anche questo fatto ha un significato occulto.

Cioè in questo momento, togliendo il 24% al quadro economico che sono state accantonate per un opera che non risulta ancora messa a gara, l’importo finanziato dovrebbe essere di 124,3 milioni. Se attualmente il comune di venezia ha superato tale importo, allora deve essere chiaro che sta spendendo denaro che non dovrebbe avere disponoibile. Dovrebbe, quantomeno, approvare una variante, un nuovo quadro economico e dire come intenderà finanziare la rimanente opera. Perchè questo tram di mestre rischia di essere o un opera monca che copre solo una quota minimale del protetto oppure una sanguisuga che rastrellerà tutte le disponibilità del comune di Venezia.

Grandi opera e grandi spese. Tutto il contrario di quanto andrebbe fatto in un momento di crisi. Ma quello c he è perfino peggio e che lo si sta facendo con grandissimo sperpero e senza garantire criteri di sicurezza per i cittadini.

Questo tram sarà anche necessario, sicuramente, però è stato gestito con una imperizia ed una incapacità assolutamente colpevole.

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5 Risposte to “il finanziamento del tram di Mestre”

  1. Prima di tutto mi scuso, ho lasciato vari commenti in giro ma penso che sia più appropriato lasciarne uno qui… mi dispiace non sono bravissima coi computer…!!!!
    In via san donà, dove sono caduta io, la strada si restringe causa lo spuntare improvviso di un blocco di marciapiede che sporge proprio in strada, e bici e moto sono costrette a spostarsi a sinistra andando (volenti o nolenti le condizioni del traffico ti obbligano a farlo) a tagliare la rotaia del tram che essendo rialzata rispetto al suolo stradale o ti butta via se hai le ruote spesse o risucchia letteralmente le ruote fini delle bici, poichè la rotaia sotto è più fina che sopra, la canaletta è obliqua e tu scivoli inesorabilmente dentro e non ne vieni più fuori. Non sono una perita nè una mente eccelsa e forse non so usare la terminologia tecnica adatta, ma questo è quello che succede, nè più nè meno, e gli incidenti infatti sono numerosi. Dopo una, seppur leggera, curva verso destra ti ritrovi questo marciapiede che ti cresce davanti mentre sei leggermente inclinato a destra, così ti sposti a sinistra e becchi la rotaia… poi ognuno la pensi come vuole, ma se questi sono lavori fatti con cognizione di causa e con coscienza allora siamo in tanti a non aver capito proprio niente… Mentre venivo soccorsa ho sentito più di qualcuno affermare che nello stesso punto erano già successi altri incidenti quindi io ritengo che se la maggior parte degli incidenti succedono negli stessi punti questo vuole innegabilmente dire che quei punti sono stati pensati e creati in maniera pericolosa senza salvaguardare l’incolumità delle persone, e che sia stato fatto questo in maniera voluta dev’essere perseguibile per legge…. sempre secondo il mio modesto parere eh….. forse mi sbaglio per carità….. e senza nulla togliere a chi è caduto in punti meno frequentati eh??

  2. Giulio said

    Il quadro economico presente sul sito del tram di Mestre era stato inserito dopo il 2006, per cui dopo che si era previsto lo spostamento dei sottoservizi. E’ per questo motivo che compare la voce di 14 milioni per le tubazioni da rifare. In origine il progetto NON prevedeva alcuno spostamento dei sottoservizi (a Padova non sono stati spostati per esempio). Sul dépliant informativo della Lohr (www.lohr.fr) si legge infatti che lo spostamento delle tubazioni può essere evitato, perché la struttura stessa della piattaforma continua in calcestruzzo armato permetterebbe lavori al di sotto di essa. Successivamente le perplessità dei vigili del fuoco hanno imposto a Mestre lo spostamento e l’allungamento delle tempistiche dei lavori. Ad oggi la domanda vera è: Perché sui giornali viene scritto che sono stati già spesi 170 milioni quando il ponte della libertà, il sottopasso e il cavalcavia non sono stati completati? Ma il ponte non era il 24% dell’importo totale di 163 milioni? Per cui dovrebbero essere 124 i milioni ad oggi spesi (163-24%), e non 170… o no?
    Per quanto riguarda la rotaia, essa è oggettivamente pericolosa però il rischio è la sporgenza di 1cm che si ha in molte parti del tracciato più che l’incavo. L’effetto di passare sulla rotaia “di taglio”, e cioè in situazione di rischio, è paragonabile ad avvicinarsi con un piccolo angolo (quasi paralleli quindi) ad un gradino. L’effetto è essere ribaltati di lato. Il video su youtube del ciclista professionista che cade a Padova spiega la dinamica. Sempre su youtube però sono presenti anche 2video che mostrano che la ruota di una bici con persona sopra scorre dentro all’incavo (anche se a fatica ovviamente) ma non si incastra.

    • vaiattila said

      Grazie per le notizie tecniche che fornisci. Sempre sul piano della “spesa”, ora non ricordo esattamente in quale punto, si trova cenno nel sito del comune di venezia quando si leggono i verbali del Consiglio o delle Commissioni e, sempre stando ai miei ricordi, ne salta fuori una serie di interventi che Vesta o Veritas hanno dovuto fare in aggiunta a quanto finanziato con l’opera,, cioè ulteriori costi aggiuntivi che però compaioni sotto altra vesta…. Cioè il presupposto della “certezza della spesa” e del totale finanziamento dell’ opera salda inevitabilmente ed inevitabilmente i lavori avrebbero dovuto essere riprogettatati e riappaltati…e la tua domanda è esattamente quella che mi pongo anch’io. Poi si sarebbe da chiedersi quale “beneficio” effettivo costituisce il tram per come è stato costruito perchè il alcuni tratti fa veramente paura sia la lentezza che l’ingombro e la presenza dei ciclisti in alcuni passaggi è veramente pericolosa.
      Forse sarebbe il caso di “provare” a raccogliere tutti i dati i dubbi e le perplessità e costruire un dossier o un blog sul tema… che ne pensi?

      • Giulio said

        Beh a tante cose credo di poter dire di riuscire a rispondere anche io personalmente. Seguo con molta passione il progetto fin dalle origini con una certo livello di competenze (sono neolaureato in ingegneria civile) e sono solito rispondere volentieri alle perplessità della gente, perché credo che in molti siano ostili al progetto solo perché non lo conoscono nella totalità ma solo per sentito dire. Ovviamente la realizzazione poi ha subìto un iter funesto purtroppo, ed ad oggi non è ancora terminata, ma se stiamo a guardare il progetto con le sue finalità non è per nulla negativo.

    • Giulio said

      Per dovere di cronaca ci tengo a far sapere che l’altro giorno in consiglio di municipalità di Mestre centro il presidente di PMV ha chiarito una volta per tutte che i soldi effettivamente spesi fino ad oggi per la costruzione del tram sono 130 milioni di euro (tutte le rotaie posate e i preliminari del sottopasso) e l’importo totale del progetto è di 168 milioni per l’intera rete tranviaria con le 2linee (compreso quindi sottopasso, san giuliano, ponte della libertà). Quindi i conti tornano! E i giornali a quanto pare purtroppo non si impegnano a togliere ambiguità alle voci e preferiscono fare notizia piuttosto che informare.

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