attila

la grande depressione

Archive for luglio 2009

viva la vita pagata a rate

Posted by vaiattila su 22 luglio 2009

viva la vita pagata a rate
con la seicento, la lavatrice,
viva il sistema che rende uguale e fa felice
chi ha il potere e invece chi non cel’ha.

erano gli anni sessanta e Ivan Della Mea cantava questa analisi spietata e vera.

La vita pagata a rate sembra essere finita. Perchè le banche non concedono più prestiti, perchè molti diffidano comunque delle banche. 

Anche chi oggi cerca di contrarre un debito lo fa solo perchè costretto, non per comprarsi la macchina, ma per provare a tirare avanti. Vai e chiedi un fido, un mutuo, un prestito. E sicuramente se senti il governo, non c’è problema. Draghi, invece, lancia l’allarme: attenti allo strozzinaggio… rifiutato il prestito dalla banca si ricorre alla malavita. Dalla padella alla brace.

L’uomo che più uomo non si può lancia alto il suo grido di gioia:” la recessione si è sfogata!”  Ormai chi doveva fallire è fallito, ora ci aspetta la ripresa.

Io so che un giorno 
verrà da me
un uomo bianco
vestito di bianco
mi dirà:
“Mio caro amico tu sei stanco” 
la sua mano
con un sorriso mi darà.
Mi porterà
tra bianche case
di bianche mura
in bianchi cieli
mi vestirà
di tela greggia dura e bianca
e avrò una stanza
un letto bianco anche per me.
Vedrò il giorno 
  e tanta gente
anche ragazzi
di bianco vestiti
mi parleranno
dei loro sogni
come se fosse
la realtà.

poi Ivan continua … e parla di libertà.

Buon riposo, Ivan!

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il rivoluzionario colpisce ancora

Posted by vaiattila su 17 luglio 2009

E’ successo ieri.

Ma sì, quando si tratta di far approvare un progetto o  un qualcosa che deve passare nelle strette maglie della burocrazia è come andare ad un incontro di lotta. Da una parte loro, i “tecnici” della pubblica amminstrazione che quando sono il “conferenza di servizio” pare facciano a gara a chi riesce a complicare le cose, e dall’altra il proponente che si fa assitere dal progettista.

Il proponente di solito non sa quasi nulla di quello che lo aspetta, non sa nemmeno quasi nulla di quello di cui si discute… Lo avvisiamo… Guardi, parli il meno possibile, non si irriti e soprattutto non si permetta di fare battute…

La mia società ha l’incarico di predisporre il progetto, conosce le procedure e decide di farsi rappresentare da un giovane ingegnere che percepisce uno stipendio netto da vergognarsi per quanto è basso…

Ma l’ingegnere è giovane, è veloce di lingua e di coltello, è donna. E’ pure sicura di sè.

Dall’altra parte la conferenza di serviziio è costituita da  due dicasi due dirigenti della regione, un dirigente del comune, uno della provincia e uno dell’arpa, Ogni dirigente porta con sè almeno un funzionario di 8 livello, la regione ne schiera ben tre e il comune due….

Il dottor tal dei tali, figlio di…,, figlio di cotanto padre che solo il nome vale  un posto da dirigente, ha fatto l’istruttoria della pratica… pretende e chiosa,  manca questo e manca quello… non è stato fatto quell’altro… si parla di analisi integrative, di elaborati, di tante altre cose: momenti di panico …

La giovane ingegnere risponde punto su punto, mostra illustra e dettaglia… le analisi ci sono… sono allegate a pagina…

Quattro ore quattro di conferenza. Una mattina. Il progetto passa e non perchè la commissione d’esami è buona, ma proprio perchè non c’è un errore uno.

Bene. Ora che il rivoluzionario ha debellato l’assenteismo (forse una volta in commissione sarebbero venuti uno o due personaggi di meno perchè assenti), ha reso noto gli stipendi dei dirigenti (in una mattina per il nostro progetto la pubblica amministrazione  ci avrà speso poco meno di cinque mila euro) e ha dato in pasto il curriculum dei diversi dirigenti (basta la qualifica di essere figlio di cotanto padre?) arriverà anche il tempo che  il genio ponga mano alla riorganizzazione della PA?

dai, che voglio ridere!

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contro il decreto Alfano

Posted by vaiattila su 14 luglio 2009

decreto alfano

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il commercio mondiale e le balle del G8

Posted by vaiattila su 11 luglio 2009

Il commercio internazionale, annuncia Berlusconi, “sarà libero e i paesi poveri potranno vendere i loro prodotti a chi vuole comprarli” Così ha parlato un esponente del G8. E a me è corso un brivido per la schiena. Possibile che un imprenditore, uno che è stato nel commercio da sempre, sia così ignorante?

Sto leggendo in questi giorni “ritorno alla terra” di Vandana Shiva. Baterebbe leggere alcuni brani per capire quanto l’affermazione di Berlusconi possa suonare offensiva agli orecchi di chiunque abbia un briciolo di conoscenza di come funziona il mercato.

Non voglio passare per un estremista  ambientale, anche se sempre di più le mie posizioni, su questi temi, si stanno radicalizzando. Più leggo, studio  e lavoro dentro il mondo della produzione agro-alimentare e più mi pare evidente la follia del nostro sistema produttivo e la mancanza di prospettiva della nostra società.

Faccio un esempio che ognuno può tranquillamente verificare.

oggi 11 luglio 2009  il grano duro di produzione nazionale alla borsa valori vale 245 euro a tonnellata. Questo è il prezzo che viene pagato al consorzio o alla gande azienda agricola che vende il proprio prodotto. Al piccolo contandino che ha coltivato, va comunqeu meno…Se gli va bene, ma proprio bene bene,  arriva attorno ai 200 euro a tonnellata.

Quanto produce un ettaro di terreno messo a grano duro. Dipende molto dalal zona e da altri fattori. Mediamente tra i 30, 40 quintali ad ettaro. Nei casi di assoluta eccellenza produttiva si puù arrivare anche a 5 tonellate per ettato. LçA media solitamente viene calcolata di 3 tonnellate ad ettaro.

dunque al contadino un ettaro di grano duro può rendere al massimo  1225 (245 x 5) euro per ettaro. Da questo fanno tolti i costi vivi… carburante, sementi, concimi, antiparassitari, ecc..  se poi ci mettiamo il lavoro del nostro contadino io credo che sia assolutamente verosimile che il contadino ci rimetta… Nella pratica di oggi succede che il consorzio della zona fornisca lui la semente, i fertilizzanti e tuttal la chimica di supporto alla produzione… poi  il consorzio acquista direttamente  il prodotto pagandolo realmente attorno ai 145 euro a tonellata. Questo è quanto avviene. Il contadino sta a questo gioco perchè così riducono i suoi rischi e perchè non ha margine per investire nelle materia prime. Questo è quanto avviene oggi in Italia. Cioè da un ettaro a grano duro il contadino percepisce  circa € 500 .

Nella pianura padana comperare un ettaro di terreno agricolo costa attorno ai 100.000 euri… Questo tanto per capire la follia del commercio.

Dunque il nostro grano duro viene venduto in prevalenza alla Barilla che lo compera appunto 245 euro a tonnellata.

in questi giorni il contadino percepisce 7 o 8 centesimi per ogni chilo di zucchine. Per raccogliere e portare al mercato all’ingrosso un quintale di zucchine ci perde 4 ore di tempo e di guadagna ben 7 euro!

E qua siamo nel cuore del sistema capitalistico.

Dunque i paesi poveri potranno vendere i loro prodotti a noi, Dice il nostro Presidente. Questo è il peggior insulto che si può fare: Ricorda quello che disse MAria Antonietta a chi le faceva presente che il popolo non aveva più pane… ma che mangino brioches! Così Silvio, che da un lato si fa paladino degli aiuti umanitari, dall altro predica la possibilità per questi paesi di poter esportare i loro prodotti da noi. Ma che storia è questa? Cina e alcune multinazionali comprano ed investono in terreni ferili in Africa, ma non certo per produrre per il terzo mondo, ma per i paesi ricchi: è forse a questo che si riferisce Berlusconi.

 Il mercato aperto ai  “paesi poveri” dovrà basarsi su tre principi, aggiunge Berlusconi: “Sacralità del diritto di proprietà, etica dei mercati, trasparenza”.

E sulla parola etica mi fermo e mi girano le palle!

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il coraggio dei governanti

Posted by vaiattila su 10 luglio 2009

il G8 è un successo. Abbiamo deciso quasi per legge che la temperatura non deve crescere di più di due gradi entro il 2050.  Non sappiamo cosa fare perchè ciò avvenga, ma questo è comunque un primo passo avanti. Come dire: almeno sappiamo che esiste un problema. Prima,  il negazionista George W se ne fregava tranquillamente. Aveva fatto il conto che nel 2050 difficilmente sarebbe stato ancora vivo..

Almeno adesso sappiamo che sto fatto del clima è un problema. Non ce ne eravamo accorti se non per fatti banali “non esistono più le mezze stagioni” .  Due gradi. Spero che sia un valore prudenziale… se la temperatura sale fino a  + 1,9 tutto dovrebbe stare tranquillo… mettiamoci anche qualche decimo di grado di tolleranza… che altrimenti la cosa mi lascia con la pelle sollevata… ma forse potremmo anche lavorare sul termometro, modificando di poco la scala… di modo che abbiamo maggiore tolleranza. E poi 2050. Anche qua si potrebbe lavorare su qualche margine di tolelranza… facciamo 2053, 2054…

A dirla così sembra una cosa poco seria, me ne rendo conto. Ma è proprio quello che sta succedendo, E’ quanto stanno discudendo e non decidendo i potenti della terra.

Ridurre del 50% le emissioni in atmosfera dovrebbe essere un obbligo da mettere da subito in azione. E questa dovrebbe essere la priorità vitale.

I paesi cosidetti emergenti non ci stanno. E dal mio punto di vista mi sembra anche giusto. Se nel 2050 la produzione di CO2 si riducesse effettivamente del 50% per ogni cittadino americano, arrivando a meno di 10 tonnellate, e l’emissione di Cina e India riuscisse a restare nei limiti della metà di quella statunitense, comunque tutti gli sforzi fatti risulterebbero inutili perchè la massa complessiva di CO2 crescerebbe altre il consentito.

Il problema è tutto economico: quanto intendiamo spendere su innovazione e tecnologia per contenere le immissioni?  Questo non salta fuori.  Eppure la Cina dice: voi siete progrediti fino al livello in cui siete senza aver minimamente tenuto in conto i danni ambientali. Ora noi dovremmo pagare un costo ulteriore perchè il vostro sviluppo ha saturato il mondo di CO2? Bene, i costi di questo non possiamo pagarli noi, ma voi dovete contribuire economicamente affinchè i costi di innovazione tecologica che dovremmo affrontare siano sostenuti anche da voi.

E qua finisce la grande storia del G8.

Questo comportamento assolutamente schizzato, mi  mette anche il dubbio che costoro non ce la raccontino tanto giusta sulla crisi. Se il problema del clima è una vera priorità, come è possibile che non si mettano a disposizione risorse per risolvere la cosa?

PErchè di fondo non c’è trippa. Crisi passata?  No, è solo una crisi esorcizzata…

Sullo sfondo ci stà il fantasma del protocollo di Kyoto A fine dele 2012 protremmo constatare che sì i paesi che vi hanno aderito hanno effetivamente ridotto le emissioni del 6,5% rispetto al 1990, ma quelli che non vi hanno aderito, primi tra tutti gli Stati Uniti, hanno incrementato in questi anni le loro immissioni in modo esponenziale, rendendo del tutto inutile questo famoso protocollo…

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emissioni uguali per tutti

Posted by vaiattila su 9 luglio 2009

inquinamentoogni europeo  durante il 2005 ha immesso 9 tonnellate (dicasi nove tommellate) di CO2 nell’aria.

Chi l’ha fatta da padrone è stato l’amico australiano che che ha prodotto circa 20  tonnellate di CO2 e l’americano che naviga al di sopra delle 15 tonnellate… (secondo alcuni l’australiano avrebbe prodotto nel 2005 la bellezza di 24,8 tonnellate)

Il cinese produce solo 3,7 tonnellate di CO2.

Il G8, giustamente, non guarda in faccia nessuno e si preoccupa del destino della terra e sa benissimo che non è il caso di fare tanta filosofia: bisogna ridurre le emissioni entro il 2050 al 50%.

questo è un concetto semplice, uguale per tutti: 50% in meno per tutti, senza eccezioni!

Gli australiani dovrebbero farcela senza problemi: nel 2050 avrebbero ancora livelli di emissione di CO2 superiori a quelli dell’europeo di oggi.

L’americano dovrebbe anche lui riuscirci senza grossi incovenienti.

l’europeo francamente non se la passerà bene, ma quello che soccomberà sarà il cinese costretto a espirare una volta ogni due inspirazioni.

Certo che questi cinesi sono insensibili ai temi dell’ambiente…

Il 2050 sarà un bell’anno, sempre che ci arriveremo. e intanto non sento più parlare del 20.20.20 che era l’obiettivo della Comunità europea. meno 20% di CO2  20% energie rinnovabili e 20% di miglioramento energetico.

Il tutto da raggiungere per il 2020.

in parte, credo, ci stia aiutando la crisi… alla fine un qualche risparmio lo dovremo pur fare…

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silviuccio nostro!

Posted by vaiattila su 8 luglio 2009

l’ho sentito con le mie orecchie, Silviuccio nostro, pronunciare frasi sconnesse e destituite di ogni fondamento in materia di ambiente.

Si è preso i baci da tutti i potenti della terra. Perfettamente a suo agio come padrone di casa: simpatico, cordiale, splendido come sempre.

Poi competente. dio quanto è competente quest’uomo!

il materia ambientale, poi, ha dato una lezione a tutti. che senso ha che noi ci mettiamo a ridurre le emissioni di CO2 che siamo in pochi quanto cina e India, che sono in tanti continuano a  buttare CO2 nell’aria?

Ecco. Il punto è che Silviuccio non sa che gli stati uniti da soli producsono più CO2 di India e Cina messe assieme come si può vedere  dalla tabella sotto ripostata e tratta dal sito http://www.nationmaster.com/graph/env_co2_emi-environment-co2-emission

Paesi Amount Quantità
# 1 # 1 United States : Stati Uniti: 5,762,050  
# 2 # 2 China : Cina: 3,473,600  
# 3 # 3 Russia : Russia: 1,540,360  
# 4 # 4 Japan : Giappone: 1,224,740  
# 5 # 5 India : India: 1,007,980  
# 6 # 6 Germany : Germania: 837,425  
# 7 # 7 United Kingdom : Regno Unito: 558,225  
# 8 # 8 Canada : Canada: 521,404  
# 9 # 9 Italy : Italia: 446,596  
# 10 # 10 Mexico : Messico: 385,075  
# 11 # 11 France : Francia: 363,484  
# 12 # 12 Ukraine : Ucraina: 348,357  
# 13 # 13 South Africa : Sud Africa: 344,590  
# 14 # 14 Australia : Australia: 332,377  
# 15 # 15 Brazil : Brasile: 327,858  
# 16 # 16 Spain : Spagna: 304,882  
# 17 # 17 Poland : Polonia: 303,778  
# 18 # 18 Indonesia : Indonesia: 286,027  
# 19 # 19 Saudi Arabia : Arabia Saudita: 266,083  
# 20 # 20 Turkey : Turchia: 223,862  

dunque

USA MAGGIORI EMISSIONI DI CO2 RISPETTO A CINA ED INDIA MESSE ASSIEME

EUROPA A 25 MAGGIORI EMISSIONI DI INDIA E CINA MESSE ASSIEME

SE POI CI AGGIUNGIAMO CANADA, GIAPPONE, RUSSIA  VEDREMO CHE E’  ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE DICE SILVIO.

Certo, qualche leggera incompetenza anche il nostro grande presidente, a volte, la  manifesta. MA son cose che gli si possono tranquillamente perdonare… sono “bugie commeriali” fatte a fin di bene, per vendere il prodotto… è pubblictà, mica tanto ingannevole, solo un po’ approssimativa.

Mi sento in obbligo, però, di esprimere solidarietà alle povere ragazza che nelle3 prossime feste si Silvio saranno costrette a pipparsi ore e ore di Silvio che bacio Obama, Silvio che parla, Silvio che spiega, silvio che fa vedere l’Aquila, Silvio che bacia Angela, Silvio che racconta una barzelletta, Silvio che fa lo spiritosi durante la foto di gruppo… silvio che fa silvio

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il Partito Democratico e il congresso

Posted by vaiattila su 7 luglio 2009

Franceschini_DarioQualcosa si muove dentro il Partito Democratico. Almeno a guardarlo da fuori.bersani

Pelemiche tra Franceschini e Bersani con appoggio mica tanto esterno di D’Alema. Come Lazzaro si avanza anche il buon Veltroni. E poi Rosy, Letta e perfino il grande saggio della montagna: Rutelli.

ognuno formula un suo discorso di alto livello: – Loro (gli altri) sono il vecchio!  –

Poi ci si schiera: vecchie e nuove alleanze. Tutte con piccoli ricatti interni… perchè è chiaro che un partito così ha un grande valore di contenuti e di principi e ognuno si schiera ma deve portare a casa un qualcosa, una promessa, una ipoteca sul futuro…rutelli

Poi ci sono gli ingenui, quelli che in modo intempestivo dichiarano il proprio voto per simpatia: stò con Franceschini, dice la Sarracchiani, ma sulla base di che? non so, forse perchè mi sembra un bravo ragazzo…

E ci stà anche la giovane lobby dei giovani.  Siamo giovani, dice in vecchio Adinolfi, abbiamo diritto di governare… e mi ricorda tanto quei ragazzini viziati cui tutto era dovuto… il giubotto tale, le scarpe talaltre, i jeans così e la bandana colì!

Marino? non è simpatico. Ha il calore umano di un ghiacciolo giù per la schiena.

ignazio marinoDa cattolico, però, professa la laicità… dopo tanti laici proni ai voleri di santa romana chiesa… Sarà vero?

Speriamo.  (odio sperare. Mi sembra proprio che3 quando uno riponga il futuro in un “speriamo”  la situazione sia tragica…)

Va bene, Speriamo nel meno usurato… ma ci siamo guardati attorno? abbiamo visto i vari responsabili a livello locale? dio ce ne scampi… carrierismo, cinismo, stupidità… un dilagare di correnti e una qualche propensione alla moderntità della corruzione….

staremo a vedere…

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finisce, non finisce: le incertezze della Crisi.

Posted by vaiattila su 6 luglio 2009

la Crisi, con la C maiuscola perchè oramai assume il ruolo di grande convitato di pietra, continua nonostante le previsioni.

Più che previsioni dovrebbere essere chiamate “preveggenze” perchè le ipotesi sulle quali i vari istituti, i ministri, i presidenti della confindustria, i governi, le banche e gli affabulatori vari ipotizzano l’andamento dell’economia si basano su principi statistici più o meno esatti. Dunque se negli ultimi 50 anni la serie statistica dice che le crisi hanno mediamente durato un anno, non si capisce perchè questa Crisi, con la C maiuscola, debba fare eccezione.

Quando ci fu l’11 settembre 2001 eravamo, da un punto di vista strettamente statistico, alla vigilia di un periodo di crisi ciclica. Il tema della crisi ciclica devo averlo in qualche modo affrontato da ragazzo, perchè mentre scrivevo la parola ciclica, mi è affiorato un “già visto”. Della crisi clicica del capitalisimo sapevo tutto, da giovane. Ora ne ho un ricordo lontano e mi chiedo se esistono ancora le crisi clicliche…Mi son perso. Allora quando saltarono le torri gemelle eravamo alla vigilia di una crisi ciclica… periodo di calo del Pil che però avrebbe avuto un qualche effetto benefico. piccola pulizia dell’assetto produttivo, una qualche ristrutturazione e poi via, di nuovo verso una crescita costante… alla fine della crisi se ne accorgevano solo un po’ di licenziati e quelli che lavorano nel mondo delle statistiche. Dopo l’11 settembre, giorgino dabliù, decise che non doveva esserci crisi e i suoi amici venditori di armi e di petrolio pensarono che una sana politica di guerra avrebbe evitato anche la momentanea crisi… e quindi pompa i muscoli e incrementa i consumi … di armi, che sembra strano, ma sotto l’aspetto puramente economico non sono altro che una merce come la nutella e il pane anche se, è brutto dirlo, fanno anche più male della nutella.

dunque abbiamo saltato una crisi. E qua già la serie statistica mi va in panne. poi, a partire da metà 2008, abbiamo avuto tutto un ribaltone inatteso. Una Crisi che dopo un anno non da ancora alcun segno di ripresa. La statistica dice che dovrebbe essere già ricominciata la ripresa. negli ultimi 50 anni è sempre stato così e non si vede perchè adesso, tutto d’un tratto, dovremmo abbandonare anche questa certezza.

O si decide per legge che la Crisi è finita oppure dovremmo andare in cerca di altre spiegazioni.

Fatto stà che la situazione sembra abbastanza calma eppure tutti sappiamo che le botte, quelle dure, devono ancora arrivare sia sul piano dell’occupazione che su quello della qualità della vita. Perchè se un impresa in qualche modo in crisi ha tenuto duro per un anno, lavorando anche in perdita, non è detto che riuscirà anche per il prossimo anno a lavorare in queste condizioni. LAvorare in perdita significa incidere pesantemente sulle risorse dell’impresa. Significa erodere il capitale, significa aumentare il debito, significa non riuscire ad avere i soldi per farsi pubblcità e per nuovi investimenti produttivi… hai detto niente!

Ma qua parliamo del mondo. Se dovessimo parlare d’Italia, allora la musica sarebbe ben altra. Qua non abbiamo neanche più lacrime ed è bene che ce ne rendiamo conto… perchè l’Italia viene da  una recessione che oramai dura da almeno due anni e continuiamo ad avere indicatori economici da paura. Hai voglia di cavartela come fa il governo con qualche formuletta pubblicitaria: la Crisi se ne impippa delle puttanate di regime!

Non abbiamo più dati statistici a disposizione che ci dicono come andrà a finire. Cioè le previsioni della confindustria o del ministero o di chi cavolo vi pare sono, del tutto simili a quelle del Divino Otelma: puttanate!

magari sarebbe il caso di provare a capire che cosa sia effettivamente questa Crisi, che mi pare sia una cosa serie .

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