attila

la grande depressione

la rivoluzione di Brunetta

Posted by vaiattila su 16 maggio 2009

alla fine vedremo in cosa consista effettivamente la “rivoluzione” di Brunetta.

Molto annuncio ed un impianto analitico della Pubblica Amministrazione piuttosto sommario e un poco troppo banale: fin qua ci potevo arrivare anch’io!

Certo, come dice oggi Tito Boeri su Repubblica, bisogna riconoscere al ministro di aver perseguito con ostinazione la lotta all’assenteismo dei pubblici dipendenti che è sicuramente un odioso privilegio.

Ma è anche la punto visibile di un male profondo che ha radici lontane e che soprattutto ha ramificazioni incredibili.

Io sono estremista. Lo so. Sono anche piuttosto pessimista. Per dire quanto grande sia il mio pessimismo posso semplicemente fare una affermazione eccessiva: se esistesse una pubblica amministrazione funzionante non esisterebbe, per esempio, il fenomeno Berlusconi. Uno che ha fatto il costruttore in Italia sa, ad esempio, come governare la speculazione edilizia: si acquistano terreni agricoli alla periferia e si lavora sulla politica e sulla pubblica amministrazione… è un lavoro costante. Lobbismo. corruzione, copartecipazione. alla fine la variante urbanistica arriva. E queso ha un effetto moltiplicatore sul valore delle aree. E questo, c’è da giurarlo, viene fatto in deroga a questo, a quello o a quell’altro. Ma Berlusconi, concessionario di pubblico servizio, con una amministrazione pubblica degna di un paese civile, non avrebbe mai potuto diventare nemmeno deputato… Ma anche questa vicenda è stata decisa dalla politica e non dalla Pubblica Amministrazione.

Con una Pubblica Amministrazione  degna di questo nome non esisterebbero privilegi così evidenti da essere odiosi, ma che oramai costituiscono un fatto assodato e quasi tollerato. E faccio solo alcuni esempi: non esisterebbe un finanziamento per il M.O.S.E, le dighe mobili di Venezia, a fronte di una valutazione ambientale negativa, Non esisterebbero le concessioni rilasciate in spregio alle modalità di scelta del contraente per quanto riguarda la costruzione dell’alta velocità, non eisterebbero le decine e decine di commissari speciali che agiscono con fondi speciali e con procedure speciali per fare esattamente quello che dovrebbe essere il lavoro ordinario della pubblica amministrazione ( e è denaro pubblico che viene spartito secondo regole del tutto clientelari…).. non eisterebbero gli scandalosi sperperi sulla sanità e sulle varie strutture ospedaliere che non hanno certamente lo scopo di dare un servizio al cittadino. ma hanno quello, neanche tanto occulto, di favorire gruppi di lobbisti e potentati politici che sono, sia al nord che al sud, di stampo mafioso..

Cioè, con una pubblica amministrazione funzionate in base a regole certe e che amministra con imparzialità avremmo uno stato normale. Spenderemmo molto meno e avremmo una efficenza simile a quella delel altre nazioni europee.

Ma è questo il punto. Chi va a toccare le radici di questo stato parassitario che viene usato come una mucca da mungere?

Brunetta, dopo la lotta all’assenteismo, sposta il proprio obiettivo sulla remunerazione  dei dipendeti pubblici. E dice: Basta incentivi a pioggia!

Benissimo, anche questo è un obiettivo condivisibile.

Però qua ho il sospetto che le cose andranno in ben altra direzione.  Solo una parte dei dipendenti avrà un incentivo pieno, un 50% avrà un incentivo molto ridotto e un altro 25% dei dipendenti non avrà alcun incentivo.

Anche questo è un metro. non sto’ a sottolizzare: in una logica di grandi numeri anche questo potrebbe avere un senso. Ma l’attuazione di questi principi avrà, ancora una volta, uno sviluppo del tutto insignificante,. Sarà l’ennesimo riconferma della attuale “catena del comando” che passa attraverso la connessione tra politica ed amministrazione.

Un bravo dirigente è anche uno che sa dire di no alle pretese della politica, che sa che l’azione amministrativa si basa sui principi di economicità, di efficenza , efficacia ed imparzialità. Un bravo dirigente è uno che non stiracchia le norme ambientali a suo piacimento perchè sensibile alle esigenze della “volontà politica” eccetera eccetera…. ma un bravo dirigente è anche uno che si assume le proprie responsabilità di fronte al fare e sa decidere e giustificare l’azione amministrativa. Ma, fatalità, noi abbiamo selezionato una classe dirigenziale pubblica fatta in prevalenza di paraculi, di gente abituata a schivare con destrezza ogni idea di responsabilità.

La repressione dell’ abusivismo edilizio? perchè, c’è chi costruisce abusivamente? non ce ne eravamo accorti…

Le opere pubbliche che cadono come fossero di carta? ma non possiamo stare tutto il giorno in cantiere a controllare…

gli affidamenti di servizi alla ditta tal dei tali? ma noi abbiamo fatto una gara (rigorosamente taroccata…)

L’ Italia non avrà una pubblica amministrazione funzinante a breve termine e non sicuramente con questo governo: i primi a non volere una cosa del genere sono proprio quelli che vivono del privilegio e anche un ministro della funzione pubblica che oggi fa il castigametti sa benissimo che lui è professore universitario grazie a questa pubblica amministrazione che non funziona…

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Una Risposta to “la rivoluzione di Brunetta”

  1. amara ma veritiera descrizione della realtà. E allora, che fare?

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