attila

la grande depressione

la luce in fondo al tunnel

Posted by vaiattila su 12 maggio 2009

C’è che vede la luce in fondo al tunnel.

c’è chi vede chiari segni di ripresa.

c’è chi registra la fine della caduta dell’economia.

Secondo me l’unica cosa ce cresce il modo spropositato è il consumo di sostanze allucinogene.

E sempre meno capisco la strategia della Fiat. Fiat perde in un anno il 35% di produzione. Acquista una casa automobilistica con procedura fallimentare già avviata e sta pensando di acquistare una altra casa automobilistica in tale crisi che i Tedeschi storcono il naso di fronte alla proposta fiat, ma si guardano bene dal salvare loro direttamente…

C’è quasi un senso di disperazione nell’azione fiat. La nostra stampa inneggia al nostro ardire, il popolo italico è nuovamente in marcia alla conquista di un posto al sole. LA retorica non ci manca.

La produzione Fiat è stata di un milione e mezzo di auto nel 2005. Si dice che questo sia il limite minimo oltre il quale non sia pensabile al giorno d’oggi mantenere una produzione. Ma a questo punto è lecito ipotizzare che stiamo andando verso una produzione di  meno di un milione di vetture.

Avevo già scritto quanto sopra, quando ieri sera la trasmissione di Gad Lerner si poneva le stesse identiche domande. Non sono riuscito a seguire tutta la trasmissione, ma era palpabile la sensazione della grande incerttezza che si muove dietro l’operato di Marchionne.

L’assunto mi pare assolutamente logico in chi crede nella ripresa come elemento certo, assoluto, “necessario”. Chi non ha previsto la crisi, come la stragrande maggioranza degli economisti, oggi continua a vedere segni di ripresa o di fine della caduta… dopo la caduta ovviamente ci sta la ripresa. Certo, dopo la pioggia prima o poi viene il sole, così come la marea sei ore cresce e sei ore cala.

Dunque, ecco la luce!

Nel frattempo, però si conferma che la Fiat è in forte crisi, ha un debito di qualcosa come 6 miliardi di euro e sta lottando per acquistare altre aziende con l’obiettivo di arrivare a una produzione annua di cinque milioni di vetture.

Innovazione zero. O meglio. Le nostre vetturette sono al top.

LE altre industrie automobilistiche, piazzate meglio della Fiat ,si guardano bene dal fare proposte di acquisto dell’Opel. Chi sta benino, o ha un po’ di risorse, le investe in sviluppo tecnologico perchè questa è la vera sfida… Fiat ha scelto invece di giocarsi tutto sulla possibilità di strappare finanziamenti pubblici. Forse ha ragione Marchionne. MA se ha torto? Se effettivamente non riprende il mercato e la crisi si trasforma in una lenta e costante recessione… con una domanda sempre più pigra e una disoccupazione in costante aumento, come la mettiamo?

Intanto, per non sbagliarsi, la benzina cresce ai livelli del 2008. E questo non è certo un bel segnale per chi crede di intravedere la luce della fine del tunnel…. forse è solo una piccola luce di sicurezza alimentata da una batteria al litio che si sta lentamente scaricando. Ma tanto basta per comunicare che, alla fine, non è il caso di ragionare su un altro modello economico.

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