attila

la grande depressione

le opere pubbliche cadono come castelli di carta

Posted by vaiattila su 9 aprile 2009

Su Repubblica di oggi 8 aprile Antonello Caporale commenta i crolli degli edifici pubblici che il terremoto de L’Aquila ha distrutto in gran parte.

Dice Caporale che una delle cause del disastro delle opere pubbliche che crollano con grande facilità è, se ho capito bene, dovuta alla modalità di scelta del contraente che avviene attraverso gare eseguite con il criterio del massimo ribasso, perchè così le amministrazioni, sempre in penuria di fondi, lavorano con criteri di “risparmio” anche se poi sono costrette, attraverso il meccanismo delle riserve e dei contenziosi a pagare l’opera più di quello che è stato pattuito contrattualmente.

Una tale tesi è vera solo in parte. La cosa è peggiore e più complessa.

LA scelta del massimo ribasso è “temperata” dal meccanisimo della valutazione dell’offerta anomala per eccesso di ribasso. Meccaninsmo che il legislatore italiano ha da sempre cercato di regolare in modo “burocratico” attraverso meccanismi di “calcolo” rendendolo, almeno per gli appalti sotto soglia europea, automatico.

Burocrazia inutile. Restiamo all momento della gara. Una pubblica amministrazione bandisce una gara sulla base di un progetto che ha necessariamente alle spalle un computo metrico, una analisi dei prezzi, un dettaglio progettuale più o meno esteso e preciso. Questo progetto è realizzato o da un professionista dipendente dalla pubblica amministrazione o da un professionista reperito a sua volta dal mercato. Questo progetto dovrebbe essere tale da non contenere errori progettuale tanto che esiste un necessario meccanismo di valutazione dello stesso, fatto da soggetti anche terzi, che certificano la bontà progettuale.

Cioè, almeno formalmente, abbiamo un impianto di norme e di controlli sulle norme che potremmo astrattamente dire che quel progetto è quasi perfetto… se poi si scoprisse in sede di realizzazone delle opere che esistano errori progettuale allora, apriti cielo! il progettista deve supplire all’errore e deve almeno pagare, attraverso la sua polizza assicurativa obbligatoria, i maggiori costi dovuti all’errore.. e se poi l’errore è tale da implicare una modifica importante del progetto in termini economici, tutto si ferma. Riproggettazione e riappalto… ma l’ opera deve nascere perfetta.

Dunque sulla base di un progetto teoricamente quasi perfetto la pubblica amministrazione va a dire alle imprese: fatemi la vostra offerta al ribasso… Studiatevi bene il progetto, e sappiate che le quantità dei materiali sono queste e fate voi i prezzi… a quanto mi fai il cemento, a quanto il ferro, a quanto le finestre e via dicendo in una elencazione dettagliata e minuziosa.

A questo punto dovrebbe essere facile capire che se una impresa, pur di aggiudicarsi i lavori, spare dei prezzi troppo bassi e fuori mercato, deve dare giustificazione… E allora all’impresa che è prima classificata o anche ad altre che hanno fatto prezzi simili si può chiedere l’analisi dettagliata che giustifichi perchè a lei il ferro, tanto per fare un esempio, costa meno del tot per cento rispetto a quello che la borsa merci mi esprime.  Beh, dice la ditta… io il ferro lo vado a prendere da Tizio che è mio zio e che a me fa lo sconto…oppure mi racconta la fiaba di avere in deposito una quantità di ferro acquistata a prezzi stralciati dieci anni fa e che quindi gli permette di realizzare l’opera ad un prezzo assolutamente competitivo… Comunque sia, la mia ditta deve darmi giustificazioni plausibili e verificabili…Se le giustificazioni nno convincono la commissione tecnica che valuta le risposte (e nulla impedisce ai tecnici di andare sul campo a verificare) dice semplicemente, giustificandolo seriamente e non con formule di rito, che l’offerta è anomale. E a questo punto il vincitore se ne fa.

Il principio del risparmio non esiste.. .è storia vecchia, è storia degli anni ottanta. Perchè se effettivamente esistesse un principio di risparmio le opere prodotte dalla pubbliche amministrazione costerebbero  meno, molto meno… invece a opera eseguita il ferro o il cemento mi verranno a costare molto di più e il costo totale dell’opera sarà spesso molto superiore o almeno uguale a quello previsto dal progetto. E lo sconto?

Ci sono poi anche altro fattori che intaccano il meccanismo di scelta del contraente e sono gli accordi tra le imprese, le lobby ed i gruppi che le imprese costruiscono e che condizionano il meccanismo d’offerta.

Una volta comunque individuato il nostro contraente si stipula un contratto che sulla base dei capitolati (fatti spesso con taglia e cuci di dubbia provenienza, ma comunque pagati a caro prezzo al progettista) si affida l’eseecuzione dell’ opera. E subito dopo il nostro progetto viene sezionato, analizzato, vagliato e contestato dall’impresa… Dubbi… , dubbi su tutti e introduzione di riserve…. riserve su tutto. Gran parte di questa pantomina è esclusivamente legata a introdurre elementi di varianti e nuovi prezzi negli appalti in modo da far aumentare il prezzo dell’appalto. Alle richiesta esose e pretestuose dell’impresa si risponde spesso in modo vago, o si cerca l’accordo pur di andare avanti con l’appalto… Ma tutto questo avviene senza mai chiamare il progettista a rendere conto del suo eventuale errore oppure si cerca l’accordo con l’impresa…. ma alla fine, c’è da scommeterci, la nostra opera pubblica sarà costata molto di più di quello previsto dal progetto e colmo dei colmi, sarà realizzata con materiale scarso e scedente che, come a l’Aquila, ma come ormai constatato in tutte le vicende simili, sarà la prima a cedere…

Tutti il rito della gara, del massimo o minimo ribasso, delle varianti, delle progettazioni , dei nuovi prezzi e di tutto il resto, fa parte della liturgia dell’opera pubblica. Dietro l’opera pubblica non c’è quasi mai la consapevolezza del beneficio reale per i cittadini, ma cè il meccanismo economico del creare o distribuire ricchezza verso una categoria di soggetti forti che sono i costruttori edili. E’ una lobby potente con profonde radici nella politica (a tale proposito Il nostro presidente del Consiglio rivendicava, nel tormento del terremoto e della ricostruzione, le sue benemerenze edificatorie). A questa lobby si dovrebbe contrapporre il pubblico funzionario che in realtà o è connivente oppure è un soggetto debole. Spesso senza mezzi e senza capacità di contrastare realmente la prepotenza del costruttore, il funzionario pubblico che si oppone allo strapotere dell’impresa, passerà per un somaro rompicoglioni, mosso da particolari interessi… chi si oppone alle imprese, c’è da essere sicuri, prima o poi, ma più spesso prima, viene allontanato… finisce all’ufficio patrimonio o a gestire le manutenzioni ordinarie dove verifica che il rubinetto della scuola è stato fatto a regola d’arte… Ma dentro lo scandalo continuo delle opere pubbliche non ci si mette il naso…

Se avvenisse un terremoto nel Veneto o in Lombardia potremmo verificare che le cose sono fatte secondo lo stesso identico principio di quello fatto a l’Aquila, ma c’è da augurarsi che un tale evento non accada. E poi nè il Veneto nè la Lombardia sono il zono sismica… che fortuna!

Resta il fatto che nessuno, Brunetta per primo, riesce a ridare dignità a dei funzionari spesso boriosi, ma molto più spesso deprofessionalizzati, deboli, privi di specifiche competenze professionali e normative e succubi nei confronti dei costruttori e che se invece vogliono esercitare il proprio mestiere con competenza e professionalità vengono osteggiati e allontanati proprio da coloro che dovrebbero difienderli. Il questo la politiva ha una gravissima responsabilità!

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4 Risposte to “le opere pubbliche cadono come castelli di carta”

  1. Cirano said

    Ciao Attila, scritto di getto e passione, andrebbe aggiustato in qualche punto. Non mi occupo di appalti ma mi ci ritrovo.

    • vaiattila said

      Grazie Cirano.
      scrivo ma non rileggo. Per fretta, pigrizia, presbiteria…imperdonabile. Mi scuso con tutti i lettori. Passate una buona Pasqua!

  2. Cirano said

    🙂

  3. Cirano said

    Attila, ho inviato il link del tuo post alla mia collega (molto brava) dell’ufficio gare.
    Ecco il suo commento:
    Grazie. Molto realistico, purtroppo. c

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