attila

la grande depressione

il tram di mestre e la viabilità ciclo-pedonale

Posted by vaiattila su 26 febbraio 2009

Il tram di Mestre sarà pure una opera necessaria e meritoria, ma come viene condotta lascia almeno qualche perplessità.

E’ utile? si poteva fare in altro modo? quanto costrerà a lavori finiti? che impatto ha sulla città, sulla viabilità? Tutte domande lecite.

Uno dei temi maggiormente dibattuti riguarda il rapporto tram/biciclette. Due motivi di perplessità: 1) il rischio che la ruota della bici entri nella rotaia e faccia cadere il ciclista 2) il rischio che il tram metta sotto il ciclista dato la scarsa disponibilità di spazio esistente in molti tratti della percorrenza mestrina.

A queste obiezioni è stato risposto: tranquilli! faremo piste ciclabili dovunque e in sicurezza.

Eccopista-ciclabiel. Siamo in via Ca’ Rossa, proprio davanti alla polizia stradale. Quella strettoia che si vede rappresenta un tratto della pista ciclabile. La percorro assieme ad un mio amico che di professione fa l’ingegnere e pretente di essere logico. E’ anche un ciclista e quindi da persona sensibile ritiene che lo stia prendendo in giro. Non è possibile, mi dice. Ecco lui da ingegnere non crede nella creatività! Eppure si: questa è la nostra pista ciclabile. A stento ci passa una bicicletta, ma il bello è che quella strettoia deve servire entrambi i sensi di marcia. Cioè là due biciclette non ci passano neanche con la vasellina. Dunque si può scegliere o il rischio tram o quello di coccio frontale con altro ciclista.

Ma, dice, il mio amico che si immedesima nel problema e vuole a tutti i costi dare una qualche soluzione logica, probabilmente esproprieranno questa parte del giardino della polizia stradale. Certo. Sarà sicuramente così. Solo che nel frattempo la polizia stà a sua volta facendo lavori e quantomeno nulla sembra presagire un azione ablativa (si può espropriare la polizia? certo, sulla base di un progetto definitivo, che però forse non prevede una tale evenienza… Beh, faremo un progetto ad hoc.) Certo così nel frattempo abbiamo modo di vedere come si comportano i ciclisti: potremo fare statistiche sulle tipologie di incidenti e potremo anche valutare quale sia la marca di biciclette più resistente.

Va bene. Lasciamo perdere. Proviamo, allora a cambiare senso di marcia ed attraversiamo via Cà Rossa .

E’ evidente che non solo le bici hanno poco spazio, ma anche i pedoni in alcuni tratti non scherzano.marciapiede-1 Ecco vedete quella persona… immaginate un giorno di pioggia con la gente che cammina con gli ombrelli aperti e si incontrano due che viaggiano in senso opposto. Casino!

Uno dei due, magari la settantenne più giovane deve salire sul rialzo della fermata del tram. E’ un attimo. Solo che quel gradone è di una quarantina di centimetri.gradini Ci vuole una certa agilità. Ecco là c’è una rientranza, forse è un punto di sosta per consentire a chi viaggia in un senso di dare la predendenza a chi viaggia in senso opposto. Geniale!

Macchè. Non è così. Il fatto è che quella rientranza permette al signore che abita di fronte di accedere a casa sua con la carrozzella sulla quale è costretto a vivere. Se si incontrano due carrozzelle che viaggiano in senso inverso una delle due deve retrocedere.

La fermata del tram è uno dei più bei monumenti civili dedicati al pendolare. Si tratta di un opera dove il valore estetico sia unisce a quello pratico trasformando un’opera d’arte in una funzionale piattaforma di accesso al tram. Anche mio figlio, che è patito di arte contemporanea, ha definito la cosa come “strana” dimostrando un qualche interesse per la creatività espressa dalle maestranze?, dal capo cantiere? dal direttore lavori? dal progettista? ecco, forse si tratta di un opera collettiva dove diversi ingegni hanno contribuito a rendere attuale una delle migliori astrazioni dell’informale.

C’è poi una sorta di richiamo alla destrezza fisica. Certo sul lato del marciapiede la struttura appare un po’ invasiva. Sempre con la nostra carrozzella proviamo a salire sulla rampa di partenza del tram. fermata-tram1 E’ una rampa agevole e con una rincorsa neanche tanto eccessiva si fa in scioltezza. Appena ragginto il falsopiano, però, bisogna rapidamente ripiegare sulla sinistra per evitare di scollinare lungo il baratro che si apre sul davanti.

Anche a piedi potrebbe accadere che qualche distratto personaggio riesca a precipitare a valle con conseguenze piuttosto dolorose. Sarò eccessivo, ma solo a Istambul, dietro la torre Galata, ho trovato soprafetazioni di marciapiedi così incasinate.

Bene si tratta di un percorso di un centinaio di metri che appare particolarmente disastrato. sicuramente il resto della lunga percorrenza del tram avverrà senza gravi problemi.

C’è, ovviamente, un altro aspetto controverso in questi disgraziati cento metri di euforia costruttiva: si tratta delle pendenze date al complesso dell’opera.

Da che parte confluiranno le acque pluviali? è una domanda appassionante che sollecita i bassi istinti dei migliori idraulici della zona. C’è già chi si sta cimentando nel realizzare un modello idraulico che risolva la questione. Altri personaggi del quartiere sollecitano la realizzazione di miniM.O.S.E che entrino in funzione a fronte di precipitazioni superiori a 100 mm ora.

a presto.

pendenze

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5 Risposte to “il tram di mestre e la viabilità ciclo-pedonale”

  1. […] tempo fa, e mi cito con un qualche orgoglio, avevo pubblicato un post sulla viabilità ciclo pedonale conseguente alla realizzazione del tram di […]

  2. silvia scagnetto said

    volevo scrivere per definirmi una delle prime vittime della rotaia del tram di mestre, ma devo ravvedermi… ho trovato una marea di blog e di siti dove le persone cadute con la bici o con la moto a causa delle rotaie della translohr vengono definite “ebeti”, “arroganti”, “disattenti” e quant’altro… ma le 300 persone cadute a padova (dove una persona ha perso pure la vita) e tutte quelle che hanno iniziato a cadere a mestre sono tutte dei deficienti? io lavoro dal 1996 tutte le mattine fuori per le strade con lo scooter o con la bici con la neve con il ghiaccio con la pioggia non mi è mai successo niente di niente… venerdì 6 novembre sono volata sulla rotaia del tram… sono stata “ebete”, “arrogante” o “disattenta”? vorrei che qualcuno mi rispondesse… intanto il comune è qui sotto casa mia alla cipressina che apre nuovi cantieri per restringere il marciapiede dove avevamo tutti il posto macchina e… fare piazzole di carico/scarico? nooooo sapete cosa fa? allarga l’aiuola!!!!!! ma è un lavoro che serviva….??? a cosa???? e adesso??? non c’è di meglio da fare in giro per Mestre? ma stiamo dando i numeri?? sono davvero avvilita… il mondo gira in un senso che non è il mio.

  3. Angiola Fanelli said

    Ciao a tutti,
    io mi ritengo una vittima indiretta del tram. Adesso vi spiego. Abito in Viale san Marco all’altezza del policlinico e sono stata duramente colpita dai lavori del tram in tutto il viale e anche nelle vie limitrofe.
    In particolare mi ha colpito il portafoglio: a causa della segnaletica stradale provvisoria mal fatta e fuorviante e a causa anche e soprattutto dell’incappucciamento del segnale “telecamere in funzione” all’incrocio tra via colonmbo-viale san marco e via pio X, io ho preso tre multe perchè pensavo fosse possibile continuare dritti…visto che il segnale era incappucciato!!!!!
    Il mio è un appello: se c’è qualcun’altro che come me è incappato in questa trappola mi può per cortesia scrivere, così magari possiamo unire le nostre forze!
    Grazie

    • vaiattila said

      LE rotaie del tram si snodano lungo le via di mestre con la violenza di un boa constrictor.. dove passa tutto stravolge… Stanno seminando il tram, ma anche casini su casini… Io sono convinto che la gente non protesti per via dei lavori, ma protesta perchè i lavori sono gestiti malissimo… non c’è rispetto per i cittadini e si procede con casualità, prassapochismo e tanta, tanta confusione…
      auguri per la tua iniziativa.
      attila

  4. In via san donà, dove sono caduta io, la strada si restringe causa lo spuntare improvviso di un blocco di marciapiede che sporge proprio in strada, e bici e moto sono costrette a spostarsi a sinistra andando (volenti o nolenti le condizioni del traffico ti obbligano a farlo) a tagliare la rotaia del tram che essendo rialzata rispetto al suolo stradale o ti butta via se hai le ruote spesse o risucchia letteralmente le ruote fini delle bici, poichè la rotaia sotto è più fina che sopra, la canaletta è obliqua e tu scivoli inesorabilmente dentro e non ne vieni più fuori. Non sono una perita nè una mente eccelsa e forse non so usare la terminologia tecnica adatta, ma questo è quello che succede, nè più nè meno, e gli incidenti infatti sono numerosi. Dopo una, seppur leggera, curva verso destra ti ritrovi questo marciapiede che ti cresce davanti mentre sei leggermente inclinato a destra, così ti sposti a sinistra e becchi la rotaia… poi ognuno la pensi come vuole, ma se questi sono lavori fatti con cognizione di causa e con coscienza allora siamo in tanti a non aver capito proprio niente… Mentre venivo soccorsa ho sentito più di qualcuno affermare che nello stesso punto erano già successi altri incidenti quindi io ritengo che se la maggior parte degli incidenti succedono negli stessi punti questo vuole innegabilmente dire che quei punti sono stati pensati e creati in maniera pericolosa senza salvaguardare l’incolumità delle persone, e che sia stato fatto questo in maniera voluta dev’essere perseguibile per legge…. sempre secondo il mio modesto parere eh….. forse mi sbaglio per carità….. e senza nulla togliere a chi è caduto in punti meno frequentati eh??

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