attila

la grande depressione

Soru, la Sardegna, Berlusconi

Posted by vaiattila su 17 febbraio 2009

Emotivamente male. Certo, non me l’aspettavo… Soru ha detto le cose in modo lapidario e chiaro.. Le poteva capire anche un bambino.

Quello che ci ha messo la faccia ha detto anche lui cose semplici e che avrebbe potuto capire anche un bambino. Del tipo “centomila nuovi posti di lavoro” . Chi non lo capisce? Il popolo sardo ha deciso di credere alle favole e allo sfruttamento intensivo del proprio territorio secondo una ricetta di sviluppo che ha dominato lungo le coste spagnole,  californiane,  venete e dell’emiliane… è uno sviluppo che a me non piace, che lascia dietro di sè orribili lotizzazioni, una costa totalmente rovinata, un tessuto sociale disgregato. Ma a questo modello, oggi decisamente in crisi e che in gran parte ha contribuito all’affermarsi di una situazione ingestibile, ha voluto credere l’elettorato sardo. Ha contribuito alla sconfitta di Soru anche il contesto nazionale, il numero sempre crescente dell’astensionismo e delle schede bianche a ricordare il distacco tra la politica e una fetta di elettorato che oramai e sfiduciato e del tutto indifferente al tanto peggio tanto meglio….

Con questo spirito invece che uscire dalla crisi andremo dritti dritti verso una disastro epocale dove l’Italia si troverà fuori da ogni possibile meccanismo di uscita  sempre più aviluppata nella sua incapacità di ammodernare la funzione pubblica, salvaguardare il territorio, riprendere un dialogo tra politica e società.

Il modello produttivo che continuamente si ripropone e che sta incarnato dentro ogni imprenditore è quello che oggi sembra non essere più possibile. I nostri imprenditori edili sperano che sia sufficiente costruire ancora case o villette perchè tanto poi si riuscirà a venderle quando ci sarà la ripresa, ignari del fatto che non è detto che tutto continui come è andato avanti finora.

Io penso che il mercato della casa e quello dell’auto usciranno profondamente cambiati da questa crisi. Certo, si continueranno a produrre macchine, ma gli Usa e l’Europa dovranno almeno dimezzare il loro sistema produttivo, ammesso che siano tecnologicamente aprezzabili le modifiche che si potranno introdurre con le fonti rinnivabili. L’edilizia dovrà necessariamente porre un freno alla sua voglia di espansione. Non possiamo continuare a distruggere il territorio ai ritmi di questi ultimi vent’anni perchè alla fine collasseremo esattamente come sta avvenendo ora.

Sta di fatto che tra Soru, espressione di una crescita ponderata e responsabile, e Berlusconi fautore di una crescita infinita senza futuro e senza morale, l’elettorato sardo ha scelto le televovelas, il grande fratello, la spazzatura il sogno di una crescita senza fine.

La sinistra, o quello che della sinistra esiste ha grandi responsabilità. C’è chi, come Rutelli, ha inseguito le più trite idee di santa romana chiesa, scavalcando a destra persone del calibro di Fini, c’è chi pensa semplicemente all’uscita dalla crisi come un fatto semplicemente legato agli investimenti ed ai sostegni economici all’ economia senza capire di essere di fronte ad un fatto tutt’altro che episodico.

LA crisi, se non sapremmo gurdarla negli occhi e se non sapremo inventare un altra “visione” dei nostri rapporti sociali, ci spazzerà via come fuscelli… siamo di fronte alla fine di un epoca e Berlusconi rappresenta l’ultima speranza che il mondo non sia così come temiamo che in effetti sia… Non è certo rincorrendo questo signore che la sinistra potrà conquistare un ruolo dinamico e propulsivo.

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