attila

la grande depressione

Brunetta: entro oggi il parlamento approva il DDL sulla P.A.

Posted by vaiattila su 11 febbraio 2009

145096-ministerlapress1Il nostro ministro, che una volta era ministro per antonomasia e che ora vediamo un poco spento, minaccia le sue dimissioni se il parlamento non approva entro oggi  il disegno di legge delega che approva ” la riforma” della pubblica amministrazione.

Io ho un sospetto. Brunetta deve essere stato uno di quegli alunni rancorosi e rognosi che quando il maestro doveva assentarsi  si faceva in quattro per poter scrivere sulla lavagna i nomi dei buoni e dei cattivi.  Renatino veniva scelto poche volte in questo ruolo di giudice perchè il maestro era persona dignitosa e capiva quanto rancore albergava nel piccolo cuore dell’allievo. Lui avrebbe voluto essere il più bravo. Era competitivo oltre misura, ma purtroppo per lui non riusciva ad emergere sotto l’aspetto del profitto…. Tanto che l’esame di quinta elementare fu sostenuto, dicono le male lingue, come privatista in un collegio di Teramo…Ma questa è un’altra storia.

Quelle poche volte che, dopo una petulante insistenza, Renatino otteneva il bene placido del maestro per assumere il ruolo di giudice del bene e del male dei propri compagni di classe, succedeva di tutto… la lavagna si riempiva di nomi, tutti dalla parte dei cattivi, a parte la Giovanna Vianello che grazie ai suoi capelli color dell’oro, al suo occhio celeste e al suo fisichetto attraente era l’oscuro oggetto del desiderio di un Renato che già da piccolo mirava in alto. La Giovanna facesse pure il casino che voleva tanto lei entrava di diritto sotto la colonna dei buoni… gli altri erano tutti o quasi destinati all’inferno.

Male ci restava il nostro quando al rientro del maestro questi dava un rapido sguardo alla lavagna e tirava dritto senza commenti… non c’era nulla da fare: Renato era letteralmente ottenebrato dalla  misura del suo io.

Il DDL che il parlamento si appresta a varare non è che l’espressione evoluta di un sistema di premi e punizioni che Renato vuole applicare per rendere più produttiva la PA.  Si parte con l’esigenza di rendere effettivamente autonoma dal sindacato l’agenzia ARAN ossia quell’ organismo autonomo che deve contrapporsi al sindacato nelle vertenze per arrivare ad un sistema non meglio identificato di giudizio della dirigenza pubblica. Là si esprime, senza meglio qualificarlo il “dirigente datore di lavori” che non ci è dato ancora di sapere cosa sia e chi sia, ma si sa che avrà grandi poteri sulla scelta del personale e che avrà in mano la borsa del sistema di premi e di punizioni per i propri subalterni… anche il dirigente sarà valutato e sarà un giudizio che, c’è da giurarlo, sarà duro.

Dunque le cause della carenza della PA stanno tutte sulla dirigenza.

In parte questo è vero, ma solo in parte, Che sia necessario ribadire il principio dell’autonomia della parte gestionale dalla parte politica è sicuramente necessario, che sia giusto cercare di introdurre criteri di giudizio dell’operato della PA e della dirigenza è anche questo vero… Ma se questo è quanto si sta facendo oggi senza una seria attività di riqualificazione del personale e di sviluppo della formazione permanente nell’ambito del lavoro allora facciamo sono fumo e individuiamo esclusivamente un capro espiatorio.

Non si agisce sulla qualificazione del personale, non si agisce sulle procedure e sui processi di snellimento della burocrazia, non si imposta una sana politica di migrazione delle buone pratiche, non si investe un benedetto euro sull’innovazione tecnologica, sulla informatizzazione eccc… e poi si pretende che sia sufficiente mettere in ogni amministrazione una lavagna dove segnare i buoni ed i cattivi?

Ecco succederà esattamente quello che succedeva quando Renato assumeva il ruolo del giudice… un gran casino in classe, la colonna dei cattivi piena di nomi di appestati e sotto la colonna dei buoni solo il nome di Giovanna Vianello che chissa che un giorno non si ricordi del suo Renatino che l’ha sempre amata ricevendo in cambio solo uno sguardo di compassione.

Speriamo che oggi nevichi, o che salti la corrente a Roma o che il traffico impazzisca… speriamo che salti la riunione della Camera… così Renato potrà dimettersi ed andare a Teramo a sostenere un esame per la libera docenza in Riforma della Pubblica Amministrazione.

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