attila

la grande depressione

Archive for febbraio 2009

la perdita USA

Posted by vaiattila su 27 febbraio 2009

Secondo Nouriel Roubini le perdite delle istituzioni finanziarie del Stati Uniti sarebbero pari a 2 trilioni di dollari.

due trilioni si scrive con un due davanti seguito da diciotto zeri.

il prodotto interno lordo(PIL) americano è pari a 14.300 milioni di dollari.

Cioè, tanto per rendersi conto di due dati macro e senza voler trovare alcuna relazione tra loro ma solo per rendersi conto della grandezza delle perdite stimate si ottiene

debito Istituzioni fianziarie usa ………………2.000.000.000.000.000.000

PIL USA 2008 ………………………………………………….14.300.000.000.000

So che non si fanno così i conti, ma tanto per umanizzare la cosa e intuirne la portata , sarebbe come dire che

il reddito lordo di una famiglia è pari a ……………………………………100.000

la sua perdita è pari a ………………………………………………..13.986.000.000

come dire che la mia famiglia tipo, che percepisce un reddito lordo rispettoso di centomila euro ha però subito una perdita di quasi 14 miliardi. Come è possibile tutto ciò?

Mentre scrivo mi rendo conto delle assurdità concettuali da me espresse eppure Nouriel Roubini non è l’ultimo arrivato.

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il tram di mestre e la viabilità ciclo-pedonale

Posted by vaiattila su 26 febbraio 2009

Il tram di Mestre sarà pure una opera necessaria e meritoria, ma come viene condotta lascia almeno qualche perplessità.

E’ utile? si poteva fare in altro modo? quanto costrerà a lavori finiti? che impatto ha sulla città, sulla viabilità? Tutte domande lecite.

Uno dei temi maggiormente dibattuti riguarda il rapporto tram/biciclette. Due motivi di perplessità: 1) il rischio che la ruota della bici entri nella rotaia e faccia cadere il ciclista 2) il rischio che il tram metta sotto il ciclista dato la scarsa disponibilità di spazio esistente in molti tratti della percorrenza mestrina.

A queste obiezioni è stato risposto: tranquilli! faremo piste ciclabili dovunque e in sicurezza.

Eccopista-ciclabiel. Siamo in via Ca’ Rossa, proprio davanti alla polizia stradale. Quella strettoia che si vede rappresenta un tratto della pista ciclabile. La percorro assieme ad un mio amico che di professione fa l’ingegnere e pretente di essere logico. E’ anche un ciclista e quindi da persona sensibile ritiene che lo stia prendendo in giro. Non è possibile, mi dice. Ecco lui da ingegnere non crede nella creatività! Eppure si: questa è la nostra pista ciclabile. A stento ci passa una bicicletta, ma il bello è che quella strettoia deve servire entrambi i sensi di marcia. Cioè là due biciclette non ci passano neanche con la vasellina. Dunque si può scegliere o il rischio tram o quello di coccio frontale con altro ciclista.

Ma, dice, il mio amico che si immedesima nel problema e vuole a tutti i costi dare una qualche soluzione logica, probabilmente esproprieranno questa parte del giardino della polizia stradale. Certo. Sarà sicuramente così. Solo che nel frattempo la polizia stà a sua volta facendo lavori e quantomeno nulla sembra presagire un azione ablativa (si può espropriare la polizia? certo, sulla base di un progetto definitivo, che però forse non prevede una tale evenienza… Beh, faremo un progetto ad hoc.) Certo così nel frattempo abbiamo modo di vedere come si comportano i ciclisti: potremo fare statistiche sulle tipologie di incidenti e potremo anche valutare quale sia la marca di biciclette più resistente.

Va bene. Lasciamo perdere. Proviamo, allora a cambiare senso di marcia ed attraversiamo via Cà Rossa .

E’ evidente che non solo le bici hanno poco spazio, ma anche i pedoni in alcuni tratti non scherzano.marciapiede-1 Ecco vedete quella persona… immaginate un giorno di pioggia con la gente che cammina con gli ombrelli aperti e si incontrano due che viaggiano in senso opposto. Casino!

Uno dei due, magari la settantenne più giovane deve salire sul rialzo della fermata del tram. E’ un attimo. Solo che quel gradone è di una quarantina di centimetri.gradini Ci vuole una certa agilità. Ecco là c’è una rientranza, forse è un punto di sosta per consentire a chi viaggia in un senso di dare la predendenza a chi viaggia in senso opposto. Geniale!

Macchè. Non è così. Il fatto è che quella rientranza permette al signore che abita di fronte di accedere a casa sua con la carrozzella sulla quale è costretto a vivere. Se si incontrano due carrozzelle che viaggiano in senso inverso una delle due deve retrocedere.

La fermata del tram è uno dei più bei monumenti civili dedicati al pendolare. Si tratta di un opera dove il valore estetico sia unisce a quello pratico trasformando un’opera d’arte in una funzionale piattaforma di accesso al tram. Anche mio figlio, che è patito di arte contemporanea, ha definito la cosa come “strana” dimostrando un qualche interesse per la creatività espressa dalle maestranze?, dal capo cantiere? dal direttore lavori? dal progettista? ecco, forse si tratta di un opera collettiva dove diversi ingegni hanno contribuito a rendere attuale una delle migliori astrazioni dell’informale.

C’è poi una sorta di richiamo alla destrezza fisica. Certo sul lato del marciapiede la struttura appare un po’ invasiva. Sempre con la nostra carrozzella proviamo a salire sulla rampa di partenza del tram. fermata-tram1 E’ una rampa agevole e con una rincorsa neanche tanto eccessiva si fa in scioltezza. Appena ragginto il falsopiano, però, bisogna rapidamente ripiegare sulla sinistra per evitare di scollinare lungo il baratro che si apre sul davanti.

Anche a piedi potrebbe accadere che qualche distratto personaggio riesca a precipitare a valle con conseguenze piuttosto dolorose. Sarò eccessivo, ma solo a Istambul, dietro la torre Galata, ho trovato soprafetazioni di marciapiedi così incasinate.

Bene si tratta di un percorso di un centinaio di metri che appare particolarmente disastrato. sicuramente il resto della lunga percorrenza del tram avverrà senza gravi problemi.

C’è, ovviamente, un altro aspetto controverso in questi disgraziati cento metri di euforia costruttiva: si tratta delle pendenze date al complesso dell’opera.

Da che parte confluiranno le acque pluviali? è una domanda appassionante che sollecita i bassi istinti dei migliori idraulici della zona. C’è già chi si sta cimentando nel realizzare un modello idraulico che risolva la questione. Altri personaggi del quartiere sollecitano la realizzazione di miniM.O.S.E che entrino in funzione a fronte di precipitazioni superiori a 100 mm ora.

a presto.

pendenze

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Partito Democratico avanti cosi, verso il precipizio

Posted by vaiattila su 26 febbraio 2009

ieri sera ho assistito distrattamente a “0tto e mezzo”. Ci stavano Di Pietro e Chiara Geloni.

Ero tanto distratto per i fatti miei che non avevo nemmeno capito di cosa parlassero. Di Pietro un po’  arruffava il suo discorso in un dipietrese estremo. E questo perchè cercavano di metterlo in difficoltà. Dall’altra parte ci stava una tale Chiara Geloni.

Giustizia, intercettazioni telefoniche,  autorizzazioni ad indagare i deputati… tutte cose già viste e sentite e giustamente ero distratto perchè le posizioni di Di Pietro in questo campo sono note e per me sono assolutamente condivisibili.  Ovviamente nel dibattito attuale potrei essere scambiato per giustizialista, ma francamente non lo sono. Sono però convinto che il livello di corruzione nella società e nella pubblica amministrazione sia telmente esteso, ramificato, articolato che oramai costituisca un legame sociale decisamente pesante. Siano un società che si regge nella corruzione e che nella corruzione trova la propria ragione di essere.

Che contrastava Di Pitro ci stava questa giovane giornalista dalla faccia simpatica ed intelligente che risponde al nome di Chaira Geloni. Costei, ha appreso  in seguito, e diventata una grande interlocutrice televisiva, perchè sarebbe una specie di interprete del Franceschini pensiero.

Ci si rivolge a lei per sapere cosa e come pensa il nuovo segretario del  PD.  Io che tutto questo non sapevo avevo scambiato la Geloni per una nuova rappresentante della  casa della libertà ossia del PdL. Cioè sentivo nei suoi profondi argometari tutta la differenza e la diffidenza per chi parla per luoghi comuni, dol mondo consce solo la rappresentazione che il governa da di sè e delle norme conosce solo l’interpretazione distorta che nè ha dato il soginr Berlusconi.

ancora il tema della difesa e della tutela del deputato, della sua perseguibilità penale del diritto del magistrato di indagare? C’è già un partito che è maggioranza schiacciante in questo paese che si premura di tutelare le infamie della nostra politica e qua continuiamo ancora a pensare che il deputato debba essere sistematicamente tutelato da questa sconfortante impunità?

Povero PD oramai così fuori dalla realtà che viene il sospetto che proprio non abbia nemmeno un po’ di consapevolezza di quale sia il mondo reale. Franceschini, la realtà è che qua, sulla terra si vive veramente in uno stato pietoso e sarebbe bene che ve ne rendeste conto.

Certo, una giovane e rampante giornalista di un giornalino  sostenuto dai soldi pubblici, le cose normali non è tenuta a saperle. Le basta galleggiare  in questo magma. e lo fa con leggiadria ed eleganza. Un prospero avvenire, povera Europa!

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Ricercati rumeni

Posted by vaiattila su 24 febbraio 2009

Dice Frattini, che è ministro non da poco e noto  tombeur de fammes, che circa il 40% dei ricercati rumeni sta in Italia.  Quando si parla di ricercati non si parla di ricercatori, che è altra categoria.

I ricercati sono delinquenti, Sono quelli che sono ricercati quantomeno perchè o sono  già condannati o sono accusati di un reato grave o sono dichiarati delinquenti abituali. Chiaramente in Italia trovano il loro habitat naturale. Molti di loro si candideranno al parlamento italiano ed alcuni, forse, saranno eletti. MA il resto passerà dei brutti momenti ora che in Italia abbiamo le ronde, Saranno cavoli amari per tutti. Tolleranza zero!

il quaranta per cento dei Rumeni è avvisata! Il Viminale metterà a disposizione un sito dove si terrà conto esattamente delle quote rumene per impedire di scadere nell’arbitrio e rondare un numero superiore al 40%, perchè le ronde sono uno strumento democratico e si impegneranno nella stretta osservanza delle quote rumene loro assegnate.

però, il 40% dei Rumeni!

Questi notoriamente violentano le donne, Dunque se pensiamo che il 50% dei rumeni in italia sono donne allora significa che il 90% dei rumeni di sesso maschile sono dei violentatori. E’ pazzesco, le ronde sono chiamate ad un supplemento di lavoro che dovremo giustificare qualche possibile intemperanza. Chiaro che oggi i rondaioli siano stressati.

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le questioni morali

Posted by vaiattila su 24 febbraio 2009

Le posizioni di Rutelli e soci riguardano la morale. Cioè sono questioni etiche. In quanto tali, ovviamente, non possono essere oggetto di patteggiamento. Quindi se l’onorevole Rutelli e soci sono eticamente contro l’idea che una possa decidere di suo cosa fare della propria vita futura in presenza di una condizione di fatto vegetativa, non possiamo che decidere di rispettare la coscienza di costoro.

Loro hanno l’etica anche per noi. Ed è fastidioso, Perchè l’etica a volte punge, incalza, infiamma. L’etica ti impedisce di assecondare gli istinti più bassi e più triviali. Quando per esempio incorri ingiustamente nelle maglie della giustizia e ti accusano, chessò, di aver corrotto dei giudici per ottenere alcuni vantaggi in un procedimento arbitrale, allora l’etica ti spinge a modificare le leggi, per tutelare, appunto l’etica.

Questa diatriba che infiamma oggi gli animi e spacca (spacca? ma facciamo un reverendum dentro il PD per vedere quanti stanno con Rittini?) anche il Partito Democratico è simile a quella fatta a suo tempo sul divorzio e sull’aborto. E anche a suo tempo le questioni etiche stavano al centro del dibattito.

PEr esempio la destra dell’epoca era tutta contro il divorzio. Era una destra sana ed eticamente difendeva la famiglia. Eccoli là, ora, dopo qualche anno i difensori della famiglia, Berlusconi, Fini, Casini, ecc… tutti divorziati dimentichi che loro o i loro patri spirituali fecero una strenua lotta per l’etica comune… e così oggi, ancora Casini, Berlusconi, Rutelli a fare una lotta etica per la vita… quella degli altri, si capisce perchè quando si parla di scelte etiche loro non prendono in considerazione  che loro possono scegliere per loro ma chi non è d’accordo con loro può scegliere per quello che riguarda la propria personale scelta…

Dunqie la scelta etica di Rutelli riguarda il suo diritto di impedire a me di scegliere secondo la mia etica. Io devo scegliere secondo l’etica di quello stronzo… non grazie.

Intanto però potremmo fare le ronde etiche e vigilare democraticamente che tutto proceda secondo la coscienza dei nostri governanti, ma anche (eccolo qua!) oppositori.

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le ronde: prove tecniche di fascismo

Posted by vaiattila su 23 febbraio 2009

Nascono come ronde anti stupro. A fronte di un emergenza creata ad arte, che certamente non viene combattuta con gli strumenti idonei a contrastare il delitto di strupro, la risposta è questa incredibile rincorsa alle ronde, alla modilitazione dei cittadini animati dallo spirito di giustizia. Una giustizia che non ha più nemmeno la forma del diritto, di un minimo di cultura giuridica, di un minimo di formazione. E’ la giustizia di chi incanala il consenso verso il sentimenti più bassi, e le espressioni più demagogiche… oggi è lo stupro, ma non quello che avviene in casa (più del 50% degli stupri avvengono tra le mura domestiche e tra familiari) nè quelli che avvengono nell’ambito delle scuole. Sono gli stupri fatti dal rumeni o dagli albianesi o dai marocchini… sono gli stupri etnici.

E poi via verso altre avventure, oggi gli stupri, domani il controllo ai campi rom o nei quartieri ghetto o a quello che meglio incarna lo spirito della ronda…. e se le ronde eccedono il loro compito allora scatterà inevitabile lo spirito di protezione di partito. La contestazione di abusi da parte di  una ronda perchè ha travalicato i suoi compiti, sarà necessariamente coperto dal suo partito di riferimento. E se le ronde invadessero il terreno  della democrazia?. PEr esempio se io andassi ad affiggere cartelli contro le violenze delle ronde non è che imbattemdomi in una ronda subirei una qualche lesione del mio diritto, fosse solo in termini di pressione spicologica? trovandomi circondato da gente organizzata che la pensa diversamente da me?

Mi raffiguro già un italietta percorsa da orde di giovinastri con dentro la testa il vuoto della loro ignoranza che potranno con la copertura dei loro partiti di riferimento, imporre la presenza ingombrante della loro spavalderia, della loro ingnoranzxe e della loro stupidità.

Stiamo andando verso una fine ingloriosa…

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casini e ruttini

Posted by vaiattila su 21 febbraio 2009

Eccoli là, sorrrridenti e splendidi. Questi due dioscuri della politica italiana finalmente convergenti al centro.ballaro_casini_rutelli_270307

Ma al centro di che?

Ruttini è un caro ragazzo. E’ sempre stato un attimo irrequieto, ma sempre generoso e passionale nelle sue scelte. E poi fine analista della politica nazionale. Quando si parla di uno che non capisce un cazzo si parla proprio di lui e questa sua centralità lo pone, fin da piccolo, al centro dell’attenzione delle vaste masse popolari. Dunque è uomo di centro.

Casini è anch’egli un bravo ragazzo. Più posato del gemello, è sempre stato coerente essendo nato democristiano e sicuramente, un giorno lontano, morirà democristiano. E’ bello vederlo profondere pillole di saggezza e di strategia politica, con la sua parlata larga, e la sua angolatura acuta (nel senso di ristretta). Casini è sempre stato fautore del grande contro ed ora, finalmente, potrà costruirlo con Ruttini e dentro tutti gli altri.. Mastella, Buttiglione, Fini, Letta 1, Letta 2… ma anche Binetti, Follini, Cuffaro, e tanti eccetera eccetera eccetera… tutti in un grande centro e sopra a tutto lui, il grande demiurgo della nazione: re Silvio Banana, finalmente libero dai tempi morti della politica.

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marcegaglia attacca scajola

Posted by vaiattila su 19 febbraio 2009

In  realtà non è Emma Marcegaglia che risponde sprezzante al ministro Scajola dicendogli ” Pirla,io non sono un corvo, sei tu che non fai un cazzo1″ (frase poi tradotta dai giornalisti in ” io non sono un corvo ma il governo faccia di più”) A dire una frase tanto cruda è la sorella gemella di Emma Marcegaglia che si rivolge, senza saperlo, al fratello gemello di Claudio Scajola.

E’ evidente che è tutta una commedia basata su incomprensioni e su malintesi.

Infatti Marcegaglia, quella vera, e Scajola, quello vero, sono tutti e due perfettamente d’accordo. Secondo loro le cose non fanno poi tanto male se Emma confida che per la seconda metà del 2009 dovrebbero esserci segni di ripresa… ed è proprio quello che il ministro voleva dire. Ragazzi, che sarà mai… Ancora qualche mese e possiamo chiamarci fuori. Ovviamente c’era chi, come l’economista e giurista,  premio nobel in aspettativa, Renato Brunetta aveva già visto segni chiari di ripresa ad agosto 2008. Ma come tutti ormai abbiamo imparato, Brunetta vede lontano, il suo sguardo spazia oltre i nostri orizzonti. Emma. molto più concreta e senza grandi guizzi di genialità, vede la fine della criso per il 2009. E’ consapevole di essere una delle poche persone che ancora sperano in un miracolo, ma lei è donna di fede.

Dunque la crisi si concluderà. C’è ovviamente un ma. Il governo faccia di più:  dice Emma. Ma più di così,  benedetta donna, cosa può fare un governo che non abbia già fatto? Anzi a dirla tutta il governo, che aveva visto lungo grazie a Brunetta ma anche a quell’ altro genio di Tremonti, aveva già con la manovra di settembre risposto a tutte le possibili obiezioni e crisi. Il piano era ed è perfetto.  Ed è perfetto tuttora.

Ora basta parlare di crisi, che palle! non ne possiamo più.

Potremmo, per esempio, parlare di stupri. che è un tema che ha anche dei risvolti sociologici e psicologici molto interessanti.. e poi ci stanno di mezzo i rumeni…

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Scajola e i corvi

Posted by vaiattila su 19 febbraio 2009

Claudio Scajola è una persona equilibrata e di buon senso. E’ un uomo di centro, ma è quasi presentabile con quel suo modo di dialogare cortese, circostanziato e convincente.

Claudio ha un fratello gemello che si chiama anche lui Scajola, ovviamente. E’ una goccia d’acqua del ministro, ma lui di professione fa il mantenuto. Cioè vive sulla somiglianza quasi perfetta con il fratello.

Il fratello del ministro è quello che quando vede un microfono aperto si lascia a dichiarazioni del tutto fuori luogo, quale quella di definire Marco Biagi un rompicoglioni oppure i vari centri studi, che descrivono la crisi sicuramente peggio di quello che effettivamente è, diventano del “corvi”.

Il fratello scemo del ministro è una vera iattura perchè dice cose senza senso, quali quelle relative al nucleare in Italia. Poi una volta fatto il danno il fratello scemo sparisce e tocca al ministro, con la sua paziente capacità di mediazione, lavorare per ricucire gli strappi ed i danni d’immagine.

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veltroni dia subito le dimissioni e il partito democratico si suicidi

Posted by vaiattila su 18 febbraio 2009

Con queste parole Silvio Berlusconi ha ordinato al PD di farsi da parte.

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Veltroni insiste: “basta farsi del male!”   La Binetti  interviene scandalizzata: “si cerca di introdurre l’eutanasia!”

Per fortuna Rutelli si agita. “E’ il momento di far vedere a tutti che siamo noi la nuova destra!”

mentre Letta propone una fusione con l’UDC, D’Alema fa intuire di avere una strategia.  A seguito di accurate analisi si scopre che la strategia non è grave e che è solo una infiammazione alla prostata.

La Binetti fa benedire la stanza del segretario.

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Non risco ad immaginarmi un napoleone che dopo una sconfitta, per quanto disastrosa,  dia le sue dimissioni irrevocabili. Non così. Mi ricorda un po’ l’otto settembre… Tutti a casa, si salvi chi può!

Ma che cavolo, Badoglio, potevi preparare un attimo  la ritirata?

Orde di dalemiani inferociti scorazzano per Roma stuprando tutte le binettiane. D’Alemanno propone la castrazione chimica del PD. Episodi di intolleranza al Verano: alcuni rutelliani profanano la tomba di Togliatti.

Ma se dalemiani, rutelliani, lettiani, veltroniani, binettiani, castagnettiani, fioroniani, prodiani, veltroniani, franceschiniani, damiani (damiani? sarà damianiani! …) bindiani, ferilliani, avessero votato in Sardegna tutti per Soru, avremmo vinto alla grande….

Mi piace il nuovo che esprime il Partito Democratico.

D’Alema interviene e dichiara che è ora di finirla con i satrati e tutti i vari potentati dentro il PD. Il PD deve essere un partito nuovo!

Binetti minaccia di uscire dal PD se non viene ufficializzato l’uso del cilicio per tutta la dirigenza.

La base del PD insorge chiedendo l’unificazione con l’UDC

Rutelli vuole l’unificazione con l’UDC a patto che  Casini si faccia da parte. Il congresso del PD nomina Letta presidente dell’UDC.

Letta chi?

Franceschini detta il testamento biologico del Partito Democratico. La Binetti minaccia le dimissioni. Franceschini dichiara che non toglierà mai il sondino al partito.

D’Alema fa abbeverare il suo cavallo nelle fontane di san Pietro.

D’Alema incrocia con l’incrociatore Icarus lungo le sponde del Tevere

Lucia Annunziata si dimette dal presidente della Rai.

Rutelli fonda il partito di Dio e siede alla destra di Silvio.

Erano partiti con grandi speranze e dopo due giorni cominicarono i distinguo.

Erano partiti per fondare un partito nuovo e dopo due giorni erano là a dividersi i posti in segreteria, in sacrestia, in salmeria e in fureria.

beh, per farla semplice semplice: fuori dalle palle tutti!

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Soru, la Sardegna, Berlusconi

Posted by vaiattila su 17 febbraio 2009

Emotivamente male. Certo, non me l’aspettavo… Soru ha detto le cose in modo lapidario e chiaro.. Le poteva capire anche un bambino.

Quello che ci ha messo la faccia ha detto anche lui cose semplici e che avrebbe potuto capire anche un bambino. Del tipo “centomila nuovi posti di lavoro” . Chi non lo capisce? Il popolo sardo ha deciso di credere alle favole e allo sfruttamento intensivo del proprio territorio secondo una ricetta di sviluppo che ha dominato lungo le coste spagnole,  californiane,  venete e dell’emiliane… è uno sviluppo che a me non piace, che lascia dietro di sè orribili lotizzazioni, una costa totalmente rovinata, un tessuto sociale disgregato. Ma a questo modello, oggi decisamente in crisi e che in gran parte ha contribuito all’affermarsi di una situazione ingestibile, ha voluto credere l’elettorato sardo. Ha contribuito alla sconfitta di Soru anche il contesto nazionale, il numero sempre crescente dell’astensionismo e delle schede bianche a ricordare il distacco tra la politica e una fetta di elettorato che oramai e sfiduciato e del tutto indifferente al tanto peggio tanto meglio….

Con questo spirito invece che uscire dalla crisi andremo dritti dritti verso una disastro epocale dove l’Italia si troverà fuori da ogni possibile meccanismo di uscita  sempre più aviluppata nella sua incapacità di ammodernare la funzione pubblica, salvaguardare il territorio, riprendere un dialogo tra politica e società.

Il modello produttivo che continuamente si ripropone e che sta incarnato dentro ogni imprenditore è quello che oggi sembra non essere più possibile. I nostri imprenditori edili sperano che sia sufficiente costruire ancora case o villette perchè tanto poi si riuscirà a venderle quando ci sarà la ripresa, ignari del fatto che non è detto che tutto continui come è andato avanti finora.

Io penso che il mercato della casa e quello dell’auto usciranno profondamente cambiati da questa crisi. Certo, si continueranno a produrre macchine, ma gli Usa e l’Europa dovranno almeno dimezzare il loro sistema produttivo, ammesso che siano tecnologicamente aprezzabili le modifiche che si potranno introdurre con le fonti rinnivabili. L’edilizia dovrà necessariamente porre un freno alla sua voglia di espansione. Non possiamo continuare a distruggere il territorio ai ritmi di questi ultimi vent’anni perchè alla fine collasseremo esattamente come sta avvenendo ora.

Sta di fatto che tra Soru, espressione di una crescita ponderata e responsabile, e Berlusconi fautore di una crescita infinita senza futuro e senza morale, l’elettorato sardo ha scelto le televovelas, il grande fratello, la spazzatura il sogno di una crescita senza fine.

La sinistra, o quello che della sinistra esiste ha grandi responsabilità. C’è chi, come Rutelli, ha inseguito le più trite idee di santa romana chiesa, scavalcando a destra persone del calibro di Fini, c’è chi pensa semplicemente all’uscita dalla crisi come un fatto semplicemente legato agli investimenti ed ai sostegni economici all’ economia senza capire di essere di fronte ad un fatto tutt’altro che episodico.

LA crisi, se non sapremmo gurdarla negli occhi e se non sapremo inventare un altra “visione” dei nostri rapporti sociali, ci spazzerà via come fuscelli… siamo di fronte alla fine di un epoca e Berlusconi rappresenta l’ultima speranza che il mondo non sia così come temiamo che in effetti sia… Non è certo rincorrendo questo signore che la sinistra potrà conquistare un ruolo dinamico e propulsivo.

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Brunetta Renato e la rivoluzione

Posted by vaiattila su 14 febbraio 2009

Intervista di Brunetta Renato a Repubblica 14 febbraio 2009.

Domanda: ma come si fa a misurare il merito, la produttività, l’efficienza nel pubblico impiego?

Risposta: Con la trasparenza. (omissis) Esempio: ottenere una Tac entro un tot numero di giorni. E il cittadino che non l’otterrà avrà più strumenti di reazione.

Va bene dice l’intervistatore, ma se il cittadino non ottiene soddisfazione allora può ricorrere, ma non è prevista nessuna forma di risarcimento…e che funzione ha una “class action” di questo tipo?

Risponde Brunetta Renato: “per ripristinare il servizio che non è stato offerto nei tempi stabiliti. E poi se l’ufficio pervicacemente continua a non darlo, c’è la rimozione e il commissariamento del dirigente. Le pare poco?”

Ecco, restiamo sul tema TAC.  Esempio fattoci dal ministro. Prima cosa: di chi è la competenza nel determinare i tempi di esecuzione di una TAC?  Nei casi non espressamente previsti dalle leggi, i tempi sono determinati dai regolamenti degli enti stessi. Nel caso di una TAC?

Poniamo che sia previsto che una Tac vada fatta entro……  una settimana?, quindici giorni? un mese?

Da un rapido giro su internet si scopre che alcune usl o alcune strutture virtuose hanno messo in rete i tempi di attesa previsti secondo le diverse tipologie di esami. E già qua si possono apprezzare le eccellenze. Poi entrando nel merito di esami specifichi si possono notare differenze mica da poco. Lo stesso esame fatto a Milano o a Arezzo può avere tempi di attesa che variano da 8 a 20 giorni. E qua parliamo di strutture virtuose.

Bene poniamo che la mia usl preveda per una data Tac otto giorni e poniamo che l’ufficio prenotazione mi dica: Caro signore , purtroppo il primo giorno libero  per la sua Tac è tra 26 giorni.. Protesto, mi indigno, scendo in guerra.

Vado in cerca di quanto si trovano nella mia stessa condizione e metto in piedi una class action, Vado dall’ avvocato e lo incarico di redigere in tutta fretta un ricorso al TAR.  Sono decisissimo e incazzato come non mai… Ogni giorno telefono all’ufficio prenotazione e lo minaccio.. “un culo tanto    vi faccio!….” Il tempo passa. Siamo vicino al ventiseiesimo giorno… anche se fossi riuscito a presentare il ricorso al Tar questo non ha ancora fissato la prima udienza.. che faccio? se mi presento e mi fanno la Tac cade il motivo del contendere… non esiste, cavolo!, la mia azione deve andare avanti… Sto sempre peggio, ma devo andare avanti,  è una questio di principio e io e Renato siamo due rivoluzionari.

Per farla breve ottengo la benedetta sentenza che non mi da proprio del tutto ragione  in quanto sì qualcuno viene vagamente cazziato tra le righe, ma “ad impossibilia nemo tenetur” e che cavolo in quel periodo la macchina era rotta oppure c’era un picco di esami non prevedibile oppure potevo anche fare comunque l’esame il ventiseiesimo giorno… oppure oppure. Ma infine, dice il tribunale a partire da oggi il tempo previsto di otto giorni va rispettato… quindi condanniamo l’ospedale a fare l’esame a tizio entro gli otto giorni …

son soddisfazioni. Sicuramente mi farò portare davanti all’ufficio prenotazioni e con le residue forze potrò fare il gesto dell’ombrello agli impiegati e poi morire felice.

Ma può anche essere che negli otto giorni successivi la struttura ospedaliera non sia in grado, ancora, di farmi la Tac. Ma allora è chiaro che è un complotto delle forze reazionarie che in tutti i modi si oppongono alla rivoluzione brunettiana. A questo punto dovrebbe scattare il commissariamento e la rimozione del primario… Non succede niente… che faccio,  un altro ricorso? chiedo tempo? scrivo a Renato?

E’ incredibile, ma non riesco ad uscire… sto sempre peggio. raccolgo le ultime forze e scrivo a Renato… Lui legge e capisce… Credo che diventerò un simbolo,  dedicheranno alla mia memoria la sala d’attesa dell’ ospedale … qualcuno la pagherà….

….hasta la victoria siempre

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perdigiorno

Posted by vaiattila su 13 febbraio 2009

Qualche stronzo perdigiorno è andato a guardare nelle opere di Brunetta ed ha scoperto quello che l’Espresso riporta in un articoletto infamante.

Si insinua che ….             “interi brani erano letteralmente tradotti o parafrasati, e numerosi grafici ricopiati pari pari, da un più noto testo americano del 1980 (?Labor Economics?, prima edizione del 1970, edito da Prentice-Hall, Inc.) dei professori Belton M. Fleisher e Thomas J. Kniesner .”

E’ esattamente il contrario. Pochi sanno che Renato, mentre frequentava la terza liceo presso l’istituto Foscarini di Venezia, presentò una tesina, scritta con la mano sinistra, poi tradotta in sanscrito, dal titolo “macroeconomia del lavoro”. Questa tesina(gennaio 1970, notare prego la data)  fu impudicamente  copiata da alcuni oscuri professori americani che non diverranno mai ministri perchè fannulloni.

Più tardi la casa editrice Marsilio, di orientamento neo postmoderno craxodemichelisiano,  decise di pubblicare la tesina di Renato, ma ci mise dentro una mascalzonata imputabile alla nota invidia di Cesare De Michelis nei confronti di Brunetta. L’ opera fu intitolata “microeconomia del lavoro”.

Questo per ristabilire la verità dei fatti.

L’unica cosa che Brunetta ha copiato in vita sua è la pettinatura che viene amorevolmente tinta e cotonata e che si ispira  a  quella di Cacciari. Il risultato, ovviamente, è del tutto risibile.

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I rutelli

Posted by vaiattila su 13 febbraio 2009

I rutelli vanno su e giù, come una massa gassosa che alberga dentro di noi ma che sono del tutto fuori posto. Cioè i rutelli non ci appartengono e loro, sotto sotto, lo sanno.  Questo fastidio si manifesta nel modo più inopportuno e danno di noi una pessima rappresentazione, facendoci passare per quello che non siamo. A volte i rutelli sfuggono al nostro controllo e allora esplodono rumorosamente portando con sè un odore di vetero cattolicesimo ratzingheriano che è radicale, ma che ha un retrogusto di lefreviano.

Eppure i rutelli starebbero a loro agio nel grande alveo del partito più libertario del mondo, quello secondo il quale la libertà di pensiero finosce solo quanto incoccia con gli interessi dei soliti pochi.

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la riforma brunetta/ichino

Posted by vaiattila su 12 febbraio 2009

Pietro Ichino dedica alla battaglia sulla trasparenza e la valutazione nella P.A un intero portale. Lui è fermamente convinto che il principio della valutazione della dirigenza sia la chiave di volta che consenta alla PA di funzionare.

Così, a fronte del della proposta di legge delega che prende il nome di Brunetta, egli afferma: stò cavolo, Brunetta! quella legge è frutto di un lavoro parlamentare che ha stravolto la proposta Brunetta e ha recepito una buona quantità di proposte mie e della Lanzi ( Ministro ombra della funzione pubblica meglio conosciuta con il cognome di Lanzillotta)…

Che la dirigenza vada valutata è quasi il minimo, che questo sia in punto di partenza di una campagna di trasparenza nella PA è quantomeno ingenuo e sviante.

E non difendo in questo ne sindacati ne dirigenza. Personalmente ho una pessima, proprio pessima, stima della dirigenza italiana, non tanto a livello di persone, ma partendo da come essa viene selezionata e scelta. dove concorsi, contratti privatistici, ricorsi amministrativi e quantaltro concorrono a formare una classe dirigente autoreferenziata e profondamente corporativa.

Ricordo un libro di Marco Meriggi che parlava della figura del Segretari generali dei comuni partendo dall’unità d’italia. Quel libro aveva un titolo emblematico “le interminate carte” chissà se esiste ancora.. La classe dei segretari generali era costituita da funzionari statali che agivano (originariamente) all’interno degli enti locali in qualità di lunga mano del ministro degli interni da cui dipendevano. Indipendentemente dall’intelligenza e dalle caratteristiche personali di ciaascuno, i segretari generali dei comuni svolgevano il compito di burocratizzare, per necessità, ogni attività dei comuni. Tutto, attraverso la loro azione andava a rallentare e “le carte” assumevano il ruolo centrale, aumentando sempre di più di formalismo e diminuendo sempre di più di efficacia.

Questa impostazione storica si è pesantemente radicata all’interno della PA. Dunque la produzione di carte assume spesso carattere giustificativo delle difficoltà di gestione delle pratiche. Dall’interpretazione della norma si passa attreverso un percorso di appesantimento del processo amministrativo senza fine con uno strabismo sempre più mercato tra la ratio della norma e quello che di si richiede nel nome della norma stessa.

Questo processo di aggravamento del procedimento amministrativo nasconde sempre delle carenze tali che spesso si imbatte nelle sentenze del tribunale amministrativo che cazia la Pubblica Amministrazione ma, in assenza di un nesso di causalità tra il comportamento del funzionario e quello che poi arriva ad annullaregli atti messi in essere dalla PA, rendono inattaccabile la dirigenza.

Facciamo un piccole esempio. Se sono un funzionario pubblico e devo concedere una autorizzazione che giudico in qualche modo controversa o che richiede da me una valutazione che potrebbe essere oggetto di contestazione, piuttosto che agire direttamente (specie in presenza di controparti forti quali imprenditori, politici ecc… dotati di studi legali di supporto) comincerei a nicchiare e chiedere documenti integrativi ed ad assumere un ruolo interlocutorio… Mi manca questo, mi manca quello, manca una data analisi, manca una relazione ambientale e via dicendo… Poi contesto piccole cose, banali ed insignificanti o ininfluenti….sarebbe interessanta avere anche il dato tale e quello talaltro…. poi andrei ad investire altre amministrazioni  che non c’entrano nulla, ma non si sa mai…. “Si trasmette il progetto tale per il pare di competenza “… Cioè si costruisce una montagna.

Nel mezzo si possono sempre perdere pezzi di progetto, pezzi di analisi e via dicendo… Alla fine il richiedente si stufa, ti mette in mora e poi ricorre al TAR. Bene a fronte di una sentenza che nel merito non dice niente, ma dice alla PA che dovrebbe agire necessariamente, il buon funzionario si sente finalmente sollevato. Mi tocca agire così perchè costretto da una sentenza e di fatto concede l’autorizzazione come se il TAR si fosse pronunciato nel merito…

In questa pantomima qualcuno ha perso tempo, ha subito quindi un danno e qualcun altro ha fatto una giusta melina che gli consente di autogiustificarsi: ho fatto di tutto per impedire questa azione poi un tribunale ha dato ragione a loro ed io ho dovuto cedere…. così funziona. E questo valente funzionario sarà comunque inattaccabile alla valutazione interna del suo operato. Chi andrà a guardare le interminate carte e dire a questo soggetto che ha effettivamente causato un danno erariale nel merito del suo operato?

Nessuno. La Corte dei Conti racconta lo stato di pessima situazione della PA e ci informa di aver emesso ben 561 condanne di primo grado nell’anno 2008. Dire questo vuol anche dire che il rischio di trovarsi in qualche modo oggetto di indagini è talmente remoto che possiamo stare tranquilli… Essere oggetto di indagine da parte della corte dei conti è fatto assolutamente remoto ed è equiparabile ad essere colto da un fulmine. Cosa che succede, ma dio, è proprio una sfiga!

All’art. 3 del DDL in approvazione leggiamo che, grazie anche al lavori di Ichino e Lanzillotta in Commissione Senato è stato introdotto il principio di

“Consentire a ogni interessato di agire in giudizio nei confronti delle
amministrazioni, nonché dei concessionari di servizi pubblici, se dalla violazione di
standard qualitativi ed economici o degli obblighi contenuti nelle Carte dei servizi,
dall’omesso esercizio di poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori, dalla violazione
dei termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali, deriva la lesione
di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori, nel rispetto
dei seguenti criteri ….

Ma i criteri non prevedono il danno ecomico che l’inerzia della PA ha causato e dunque serve a sbloccare una situazione, ma non a perseguire e costringere l’Amministrazione a migliorare la propria perfornance. Di sentenze che mettono in mora la PA siamo pieni, ma se non c’è la quantificazione monetaria di un danno causato dal comportamento della PA nonc’è motivo di migliorare e se non c’è espressione di danno economico non c’è memmeno il presupposto di una effettiva responsabilità del dirigente… Perchè poi possiamo girarci attorno quanto vogliano, ma se il danno non è espressamente quantificato e non c’è stato esborso di denaro pubblico per fatto imputabile all’amministrazione che cosa andiamo a contestare al dirigente?

Brunetta potrà continuare ad abbaiare, Ichino e Lanzillotta potranno illudersi di aver finalmente posto le basi di una rivoluzione ed i dirigenti pubblici potranno continuare a dire che”non siamo stato noi!” e farsi le loro sane elucubrazioni sulle procedure amministrative. Tanto nessuno paga, a parte noi..

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Rutelli: sto nel partito, ma da uomo libero.

Posted by vaiattila su 12 febbraio 2009

di che partito parla?

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Brunetta: entro oggi il parlamento approva il DDL sulla P.A.

Posted by vaiattila su 11 febbraio 2009

145096-ministerlapress1Il nostro ministro, che una volta era ministro per antonomasia e che ora vediamo un poco spento, minaccia le sue dimissioni se il parlamento non approva entro oggi  il disegno di legge delega che approva ” la riforma” della pubblica amministrazione.

Io ho un sospetto. Brunetta deve essere stato uno di quegli alunni rancorosi e rognosi che quando il maestro doveva assentarsi  si faceva in quattro per poter scrivere sulla lavagna i nomi dei buoni e dei cattivi.  Renatino veniva scelto poche volte in questo ruolo di giudice perchè il maestro era persona dignitosa e capiva quanto rancore albergava nel piccolo cuore dell’allievo. Lui avrebbe voluto essere il più bravo. Era competitivo oltre misura, ma purtroppo per lui non riusciva ad emergere sotto l’aspetto del profitto…. Tanto che l’esame di quinta elementare fu sostenuto, dicono le male lingue, come privatista in un collegio di Teramo…Ma questa è un’altra storia.

Quelle poche volte che, dopo una petulante insistenza, Renatino otteneva il bene placido del maestro per assumere il ruolo di giudice del bene e del male dei propri compagni di classe, succedeva di tutto… la lavagna si riempiva di nomi, tutti dalla parte dei cattivi, a parte la Giovanna Vianello che grazie ai suoi capelli color dell’oro, al suo occhio celeste e al suo fisichetto attraente era l’oscuro oggetto del desiderio di un Renato che già da piccolo mirava in alto. La Giovanna facesse pure il casino che voleva tanto lei entrava di diritto sotto la colonna dei buoni… gli altri erano tutti o quasi destinati all’inferno.

Male ci restava il nostro quando al rientro del maestro questi dava un rapido sguardo alla lavagna e tirava dritto senza commenti… non c’era nulla da fare: Renato era letteralmente ottenebrato dalla  misura del suo io.

Il DDL che il parlamento si appresta a varare non è che l’espressione evoluta di un sistema di premi e punizioni che Renato vuole applicare per rendere più produttiva la PA.  Si parte con l’esigenza di rendere effettivamente autonoma dal sindacato l’agenzia ARAN ossia quell’ organismo autonomo che deve contrapporsi al sindacato nelle vertenze per arrivare ad un sistema non meglio identificato di giudizio della dirigenza pubblica. Là si esprime, senza meglio qualificarlo il “dirigente datore di lavori” che non ci è dato ancora di sapere cosa sia e chi sia, ma si sa che avrà grandi poteri sulla scelta del personale e che avrà in mano la borsa del sistema di premi e di punizioni per i propri subalterni… anche il dirigente sarà valutato e sarà un giudizio che, c’è da giurarlo, sarà duro.

Dunque le cause della carenza della PA stanno tutte sulla dirigenza.

In parte questo è vero, ma solo in parte, Che sia necessario ribadire il principio dell’autonomia della parte gestionale dalla parte politica è sicuramente necessario, che sia giusto cercare di introdurre criteri di giudizio dell’operato della PA e della dirigenza è anche questo vero… Ma se questo è quanto si sta facendo oggi senza una seria attività di riqualificazione del personale e di sviluppo della formazione permanente nell’ambito del lavoro allora facciamo sono fumo e individuiamo esclusivamente un capro espiatorio.

Non si agisce sulla qualificazione del personale, non si agisce sulle procedure e sui processi di snellimento della burocrazia, non si imposta una sana politica di migrazione delle buone pratiche, non si investe un benedetto euro sull’innovazione tecnologica, sulla informatizzazione eccc… e poi si pretende che sia sufficiente mettere in ogni amministrazione una lavagna dove segnare i buoni ed i cattivi?

Ecco succederà esattamente quello che succedeva quando Renato assumeva il ruolo del giudice… un gran casino in classe, la colonna dei cattivi piena di nomi di appestati e sotto la colonna dei buoni solo il nome di Giovanna Vianello che chissa che un giorno non si ricordi del suo Renatino che l’ha sempre amata ricevendo in cambio solo uno sguardo di compassione.

Speriamo che oggi nevichi, o che salti la corrente a Roma o che il traffico impazzisca… speriamo che salti la riunione della Camera… così Renato potrà dimettersi ed andare a Teramo a sostenere un esame per la libera docenza in Riforma della Pubblica Amministrazione.

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produzione auto -48%

Posted by vaiattila su 10 febbraio 2009

Mentre il nostro Governo specula sulla morte di Eluana, trascinando nella polemica anche i sassi, compare un dato secco secco. Produzione auto a dicembre – 48%.

Non è grande cosa perchè il governo a posto in essere misure di rilancio… fino a 6.000 euri di incentivo per chi rottama un auto vecchia di 10 anni e compra una macchiana a gpl o a metano (se vuoi puoi anche compare una macchia ad idrogeno… di danno 6.000 euro di incentivi. L’auto ad idrogeno la trovi, forse, in prototipo al museo della scienza e della tecnica).

Dunque corri a comprarti una macchina.  Parliamo di produzione di massa? ma allora il problema è un attimo diverso. Guardando in rete ho trovato che ad agosto l’indebitamento pro capite era di circa 28.000 euro per ogni italiano. Per dire che la mia famiglia(cinque persone)  aveva un debito complessivo di 140.000 euro.  Ieri, facendo un po’ di conti sull’indebitamento complessivi degli italiani, ho constatato che a spanne il debito della mia famiglia e cresciuto di circa il doppio. Mettiamo a spanne che il debito sia di circa 250.000 euri.  Cazzo! La mia situazione economica mi impedisce l’acquisto anche solo di un monopattino e io non sono uno dei peggio messi…

Se poi lo stato finanzia per ogni auto qualcosa come 6000  euro non è che il mio debito si appesantisca ulteriormente?

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stato di m.

Posted by vaiattila su 10 febbraio 2009

Il caso di Eluana sembra scatenare la peggiore irrazionalità e stupidità che le nostre istituzioni riescano a mettere in campo. Che dei senatori della Repubblica accusino di omicidio una clinica dei medici per aver rispettato il dettato di una sentenza sembra quantomeno imbarazzante. Ancora peggio quando dei senatori con la faccia di decelebrati e con i sentimenti di un mercante di schiavi accusano mica tanto implicitamente una padre ed una madre che hanno vissuto un dramma devastante e lo hanno fatto con grande dignità e coraggio.

Ma qua abbiamo assistito ad una grande mascalzonata mediatica dove si è montato ad arte un caso e si è voluto a tutti i costi creare uno scontro di grande portata su temi che francamente sono stati utilizzati in modo impietoso e disinformato. Cioè si è voluto occupare le prime pagine della televisione, dei giornali , della comunicazione dando in pasto al pubblico fatti e storie avulsi dalla realtà e tutto questo perchè non c’è niente di meglio che i grandi scontri di opinione. Su questo si divide anche il grande Partito Democratico che non ha nemmeno una parvenza di patto interno per cui, nei grandi temi di coscienza, si evita la contrapposizione interna… I grandi temi di coscienza sono del tutto ininfluenti sul piano pratico, ma albergano nei nostri cuori. Non siamo in questo, tanto lontani dai lefreviani che in nome della chiesa unitaria spaccano la chiesa, in nome di Cristo negano lo sterminio degli Ebrei ecc…

Abbiamo sentito levarsi le voci di tutti a gridare vita o morte, con la chiesa santa e romana in primo piano ad invadere clamorosamente il campo della politica, contestando il diritto dello Stato di organizzarsi e darsi valori diversi da quelli cattolici. E subito la destra e una parte della sinistra si sono pacificamente adeguati a fare quello che in definitiva contestiamo agli stati islamici ossia la teocrazia. Perchè nel laico stato italiano la teocrazia non esiste?

Ed ecco ispezioni, dichiarazioni irresponsabili da parte di Silvio Banana che spara cazzate a raffica con la faccia di circostanza che commuoverebbe qualsiasi massaia (come dice lui) ed ecco che la massaia ci casc e gli compra l’aspirapolvere e la credibilità.

Domenica sera su rai tre Riccardo Iacona ha trasmesso un lungo ed interessantissimo reportage sulla scuola italiana, sui diplomi e lauree comperate ad un prezzo francamente basso e senza che il futuro geometra frequentasse nemmeno un giorno di scuola… Ottimo preludio di un dramma che un giorno troverà sul territorio la sua espressione migliore… ecco, là le nostre istituzioni tacciono… nessuna ispezione governativa… nulla di nulla. Per forza! La non ci sono campagne ideologiche da fare, ci sarebbe solo da applicare la legge, ma tanto la legge in Italia non la rispetta nemmeno il senato della repubblica, nemmeno il presidente del consiglio…. ma perchè la dovrebbe rispettare un imprenditore che ha messo in piedi un industria di certificati di geometra o ragioniere… per caso è illegittimo essere geometra?

L’imprenditoria deve essere libera e magari lo stato deve anche finanziare le scuole private.

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Eluana

Posted by vaiattila su 8 febbraio 2009

Che teatro! …. se non ci fosse un povero corpo di mezzo, il dolore e la dignità di una famiglia la vicenda Englaro potrebbe essere rappresentata come una esilarante farsa.

Ma quale pensiero recondito può avere uno  che afferma in un caso del genere “Eluana potrebbe avere u n figlio”? Io non me ne intendo ma tutto questo mi pare frutto di una mente particolarmente deviata.

Che in servizio sanitario nazionale assista Silvio in questa sua deriva mentale!

quello che mi sconcerta è l’assenza di una qualsiasi “pietas” da parte di chi si professa sostenitore della vita

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