attila

la grande depressione

il piano industriale di Brunetta

Posted by vaiattila su 22 novembre 2008

mi cito.

so che non è una bella cosa, ma quanto ho scritto quel post sulla figura del “datore di lavoro nella pubblica amministrazione” non avrei pensato che la cosa avesse potuto avere un seguito. Cioè dopo aver letto quelle quattro slide chiamate pomposamente “piano indistriale” della pubblica amministrazione mi sarei asepttato di essere l’unico in tutto il regno ad averle lette ed in qualche modo commentate.

Ero meravigliato della banalità delle analisi. Ero meravigliato che un qualcosa definito come “piano industriale” fosse così povero di dati, contenuti , prospettive, analisi dei punti di forza e di quelli di debolezza… che in qualche modo si delineasse una strategia qualunque essa fosse…. Di interessante ci avevo trovato solo questa genialata della figura del datore di lavoro nella pubblica amministrazione. Geniale perchè partorita da una mente geniale. Non è la migliore delle idee di Brunetta, ma ha comunque il marchio di fabbrica dell’uomo superiore, che è un dato assiomatico.

Il datore di lavoro all’interno della pubblica amministrazione è uno che viene investito del potere di comportarsi come un vero padrone. Così dovrebbe essere. Lui decide. Come un vero datore di lavoro coglie al balzo le proprie convenienze che, fatalità, coincidono con quelle dell’amministrazione. Bene, così deve essere.

Già abbiamo una classe di alti dirigenti della pubblica amministrazione che sono un poco pavidi, promossi il più delle volte grazie a concorsi truccati (il prof. Brunetta lo sa bene) o per alti meriti di corrente politica, o per assoluta ignavia… (tutto questo ha le sue effettive eccezioni, non c’è dubbio, ma complessivamente la dirigenza della pubblica amministrazione non brlla per coraggio ed innovazione, nè per cultura e aggiornamento professionale)… ora avremo anche il “datore di lavoro”.

La pubblica amministrazione ha il difetto endemico di dover agire con imparzialità, con economicità, con criteri di efficienza ed efficacia secondo i dettami dell’ordinamento giuriduco… in altre parti del globo la pubblica amministrazione funziona. Da noi non funziona affatto.

Certo, c’è chi trova la risposta a tutti i problemi nel sistema di valutazione della dirigenza, c’è chi trova il difetto nell’assenza di responsabilità personale. Però tutto questo sembra far parte del mondo delle opinioni piuttosto che di quello delle analisi serie, fatte prendendo in considerazione come si forma una “pratica” dove si incastra nel procedimento, quali sono le contraddizioni le competenze e le incompetenze legate a quello pracedura… Lo facciano lor signori…. lo facciano che così si scoprirà punto per punto l’anomalia, l’arbitrio, l’incapacità di dare risposte certe e coerenti. E questo nascondendosi dietro a norme non chiare e contraddittorie, a regolamenti che cambiano ogni due anni, e che sono sempre pieni di errori e di refusi mentali (dietro cui agisono interessi lobbistici a cui la politica, per prima non vuole rinunciare) e tutto questo ammantato di una corruzione che fa paura…vogliamo entrare nel mondo dei “commissari speciali” nati per far fronte alle diverse emergenze? vogliamo buttare lo sguardo nel mondo dei doppi e tripli incarichi, delle commissioni, dei collegi arbitrali? Beh, poche ciancie, il ministro guardi il suo grande staff, riportato perfino nel sito del ministero e subito si coglieranno i doppi e tripli incarichi di gente che stà di qua e di là… e la loro gornata lavorativa è fatta di decine di ore al dì… senza pause.

Responsabilità? ma chi l’accerta la responsabilità? la corte dei conti? ma se andate a scrutare dentro la Corte dei conti ci troverete molti magistrati contabili che sono dentro la commissione arbitrale tal dei tali o che svolgono una attività consulenziale per la PA o che fanno “formazione” . Oppure la magistratura ordinaria? che notoriamente brilla per rapidità ed iniziativa e che molto raramente mette il naso dentro ale procedure della pubblica amministrazione, perchè, diciamolo, ha cose più grandi tra le mani e non può perdere più di tanto tempo a capire come e dove stanno le distorsioni con rilevanza penale? Ma tutte le storture della pubblica amminsitrazione hanno rilevanza penale? mah, dubito. Alcune sicuramente sì, ma altre chi le giudica?

Ad esempio: poniamo che il Mose o una altra grande opera decisa dalla politica un domani si riveli del tutto superata o inutile o nociva o costruita senza il rispetto di norme tali che la rendono inservibile, che cosa succederebbe? c’è qualcuno che ne risponde in questo mondo? Ecco il mondo della Pubblica amministrazione è tutto così, da noi, ad opera incerta. a spanne.

Più che un mondo di certezza del diritto è un mondo di poesia dove il poeta di turno si alza una mattina e dichiara che quattro puttanate scritte in una presentazione di power point da oggi si chiama in modo altisonante “PIANO INDUSTRIALE”. E’ un mondo dove il vate immette tornelli e cita improbabili statistiche da lui composte in distici elegiaci, e dove una pernacchia viene chiamata “ideuzza”.

Poi, e qua ritorno alla mia sorpresa iniziale, tutto questo all’improvviso assume un tono di tragedia. Sì, perchè andando a guardare ora il sito del ministero, sotto il file che contiene il grande piano industriale possiamo leggere una sfilza infinita di sigle sindacali, di associazioni, rappresentanze  di categorie che, dopo aver letto il versi illuminanti del genio, sentono impellente il bisogno di tributare il proprio plauso all’azione del ministro.

Questa è la tragedia, questo assoluto asservimento, questo tributo  cesaristico che rimanda alla feroce satira di Petrolini. Ma oggi tutto questo è diventata la nobile arte del marketing politico. un plauso in cambio di un qualche favore.

grazie!

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3 Risposte to “il piano industriale di Brunetta”

  1. Cirano said

    Ciao Attila! Continuo a leggerti, ma ce l’hai proprio con questo piccolo “esserino” di Brunetta!
    A proposito di magistrati e lodi arbitrali ho scritto una cosina anch’io:
    http://iononperdonoetocco.wordpress.com/
    Ciao.
    Cirano

  2. vaiattila said

    Cirano,
    non sono io che ce l’ho con Brunetta. Spesso anzi devo trattenermi e lasciare perdere. MA lui insiste, infierisce, vuole a tutti i costi raccontare una riforma che non esiste e che invece che incidere positivamente nel nostro futuro, contrubuirà a creare confusione, falsi obiettivi e false riforme. Tutto cambia.. per non cambiare nulla.. e il tutto condito da millantato credito, da incompetneza assoluta e da piaggeria di contorno.
    ciao

  3. IL NOSTRO MOVIMENTO

    Finalmente ci siamo!

    E’ nata l’Unione Nazionale Italiana degli Impiegati Statali: “U.N.I.STAT.”

    Un movimento libero, autonomo ed indipendente: lavoratori e pensionati dello Stato uniti per dare vita alle aspettative del “popolo delle buste paga”.

    Un popolo fatto di gente che “campa” di stipendio e che non ha la possibilità di adeguare autonomamente le proprie entrate al costo della vita.

    Un popolo che non si sente adeguatamente rappresentato in parlamento da “questa” classe politica, nè sufficientemente tutelato sul posto di lavoro da “questi” sindacati che dovrebbero difendere il potere d’acquisto di salari e pensioni.

    Un popolo che ha più volte palesato su queste pagine la necessità di un soggetto politico “nuovo”.

    Ebbene, adesso, il movimento c’è, è nato!

    L’UNISTAT si batte per il miglioramento della qualità della vita dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

    Obiettivi primari ed inalienabili dell’UNISTAT sono la democrazia, l’uguaglianza, la libertà e la giustizia sociale.

    L’UNISTAT avversa il tentativo di abbattere gli istituti di democrazia istituzionale vigenti che, anzi, vanno quotidianamente e senza soluzione di continuità, arricchiti di democrazia sostanziale e quindi di contenuto socialmente valido.

    Accetta e difende i principi e le finalità della Costituzione Italiana e, pertanto, si proclama pluralista dal punto di vista ideologico, politico e religioso, nel convincimento che la persona umana non ha frontiere, nè barriere fisiche, nè psichiche e che l’individuo deve continuamente anelare alla pace, alla democrazia, alla giustizia ed alla libertà nel completo rispetto delle leggi, ma combattendo con fermezza tutto ciò che ad esse costituisca attentato.

    Ai nostri amici, ai nostri lettori, a tutti i nostri sostenitori – iscritti e simpatizzanti – non verrà mai chiesto alcun contributo economico d’iscrizione, ma soltanto di “PARTECIPARE”!

    La Segreteria Nazionale

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