attila

la grande depressione

diario di crisi – sabato 18 ottobre

Posted by vaiattila su 18 ottobre 2008

Ieri ho avuto un incontro con alcuni costruttori. Fa parte del mio lavoro. Io, mi pregio del titolo di consulente, ossia di quella preofessione che le sortite di Brunetta e le clientele di governo (certo di tutti i governi, di tutte le amministrazioni, di qualsiasi colore) hanno reso infame.

Il rapporto di consulenza si presta a nascondere prebende, clientele, favori e disgrazie varie. Purtroppo, non facendo parte del mondo dei clientes o dei famigli, non ho mai potuto nemmeno usufruire delle relative agevolazioni.

Ed è un disastro.

Poco alla volta ho cercato di specializzarmi in alcuni campi che hanno a che fare con l’ambiente, le opere pubbliche, le bonfiche, le valutazioni ambientali.

Purtroppo il mio lavoro non è come me l’ero immaginato. E’ stato sempre un lavoro piuttosto pesante, non solo per la complessità della materia ma soprattutto per la criticità rappresentata dal fatto che il più delle volte il rapporto di consulenza si svolge tra soggetti “forti” quali imprese, pubbliche amministrazioni, progettisti principali tutti soggetti che sono pronti istituzinalmente a scaricare sul soggetto più debole le difficoltà e le responsabilità.

Ecco anch’io mi lamento. No. Vorrei solo far capire che il mestiere che mi sono scelto è complicato e difficile. E porca miseria, sentire che c’è gente che prende fior fior di quattrini per non fare quasi niente e farsi chiamare consulente, mi manda francamente in depressione.

Dunque fare il consulente non è facile grazie anche a Brunetta , alla corruzione e  alla distorsione mentale della politica, che usa delle cose pubbkliche con una leggerezza pazzesca.

Allora, ritorniamo all’inizio, io sono un consulente.

Nella mia attivirtà mi capita di imbattermi in vari soggetti che hanno a che fare con il mondo delle costruzioni.  Io non amo assolutamente i costruttori.

La logica di impresa fa sì che se io metto in piedi un impresa di costruzioni il mio obiettivo è costruire. Se esiste un bisogno a costruire, bene, se non c’è questa necessità allora cerco di renderla necessaria. Se in un anno ho costruito 100 appartamenti devo pensare, oltre che a venderli, a costruire anche l’anno dopo almeno almeno un altro centinaio di appartamenti… Per costruire un centinaio di appartamenti, ovviamente, ho fatto ricordo al credito delle banche.. Un costruttore è inevitabilmente esposto per milioni con le banche.

Il giorno che un costruttire edile non vende più appartamenti subisce immediatamente un duplice effetto. Da un lato la banca gli chiede di rientrare del suo debito, dall’altro non ha più risorse per continuare a costruire.

Personalmente la cosa non mi dispicerebbe nemmeno perchè questa smania di costruire, che ha distrutto il nostro territorio e ha fatto lievitare la speculazxione edilizia, non è certo difendibile. Da punto di vista economico, però ci sono degli effetti mica trascurabili.  Soprattutto sull’occupazione. Ma si deve anche ricordare xche il settore edile rappresenta circa un 10% dell’intero PIL italiano… Lasciamo perdere le distorsioni del Pil.

Stavo dicendo una crisi di vendite di alloggi si traduce nel giro di pochi mesi in una sorta di crisi economica dell’azienda edile grazie alla banca che, soprattutto in questo periodo, vigila sul credito ed ha poca propensione a rischiare…

Io ho la sensazione che ci troviamo all’inizio di una storia del genere. Costruttori che continuano a costruire tutto quello che possono sperando di poter un giorno vendere,. Continuano ad utilizzare il fido concesso fino ai limiti del consntito. Nessuno che acquista anche si i prezzi cominciano a calare. Banche che chiedono il rientro dei fidi, Aziende che chiudino o falliscino. Disoccupazione in grande aumento. Tutto questo avverrà nella completa impreparazione del nostro governo che l’unica misura che ha assunto ( essì che di costruttiri al governo ce ne stanno!) è stata quella di varare un piano di edilizia popolare (ancora case?). Qualcuno, forse, si salverà. Sono i Berlusconi, i Ligresti, i Caltagirone… ma gran parte degli altri cercheranno di prendere quanti più soldi possono e scapperanno…

E anch’io me la vedo brutta..

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