attila

la grande depressione

Archive for settembre 2008

Ponte Calatrava e la responsabilità

Posted by vaiattila su 25 settembre 2008

Ora che il ponte di Calatrava fa Venezia più bella e più forte che pria ci sarebbe da far sopire le polemiche.

Io il ponte l’ho visto. Bello! Esteticamente ha il suo fascino, ma nulla si toglie all’interrogativo ambletico dell’essere o non essere (tuby o no tuby). Un ponte, per quanto opera d’arte in sè, è portatore di uno scopo e proiezione di un fine. Lo scopo è farsi attraversare e il fine è quello di unire. SE unisce due rive già in qualche modo unite da un altro ponte non cè fine se l’attraversamento è reso arduo da trabochetti ed impedimenti allora, purtroppo, siamo di fronte ad un errore. Una cosa che non risponde all’esigenza per cui è nato.

MA tutto sembra diventare difficile per il fatto che più che parlare di utilizzo e scopo si parla di estetica e bellezza.

Il quarto ponte sul Canal grande serviva esclusivamente per uno scopo estetico: doveva nobilitare l’ingresso a Venezia. Se detto così allora va bene. Se lo scopo era solo ed eslusivamente estetico è tutto bene.

Ma se solo solo il ponte doveva servire anche ad essere utilizzato dalla gente, allora ci stanno alcuni problemi. E non mi rifersco solo a chi, con problemi di deambulazione si vede costretto a rinunciare all’attraversamento, ma anche agli utilizzatori normali che scivolano e si inciampano per effetto del gioco di trasparenza creato tra gli scalini di vetro e la struttura sottostante.

Sul ponte di Calatrava si cade. Chi riesce a passare, cade. Esagerato? beh, certo! ma solo un poco perchè non tutti cadono, ma molti sì. Molti rispetto alla situazione ordinaria di attraversamento di un ponte e quindi qualcosa non quaglia.

Poi che ci fanno i locali “ghebi”, ossia Vigili urbani, fissi ai piedi del ponte? aiutano i morti e i feriti a salire sulle ambulanze, li sorreggono e li confortano. Ma anche stanno là in funzione di ordine pubblico. Perchè? un gesto sconsiderato di un teppista, l’assalto di un iconosclasta, un demente che vuole passare un momento di notorietà, un garzone con un carretto del pane o della frutta… tutto questo si può tradurre in un danno incredibile. Una rottura di un pezzo di ponte, deventa un danno economico considerevole… tutti pezzi diversi uno dall’altro, fatti su misura, comunque fragili e soggetti a venire offesi dal tempo e dall’usura… Bella questa visione delle guardie del ponte. Ci si potrebbe creare sopra tutta una storia, una leggenda di quando i nostri serenissimi avi dovevano proteggersi dai barbari, dall’imperatore, dalle bolle papali, e le guardie ai ponti, figli di una elatta casta veneziana sacrificavano la giovinezza e financo la vita alla difesa dei ponti (?) e avevano pure privilegi e riconscimenti…

Si potrebbe anche creare una particolare divisa, tendenzialmente evocativa del passar del tempo, e perfino si potrebbero realizzare alcune garritte, lasciando alla fantasia del grande architetto di turno, la gioia di stupirci per l’ardimento del genio creativo.

Ma poi c’è anche chi si chiede perchè questa storia sia tutta così sbagliata. La gente che cade, i vigili che controllano l’ordine pubblico, ma devono anche stare attenti alle tensioni dell’acciaio di cui il ponte è fatto, l’inutilità dell’opera, i costi incredibili della stessa, la pessima gestione amministrativa dell’ appalto, il contenzioso con il costruttore, gli errori progettuali, il mancato rispetto delle norme sull’abattimento delle barriere architettoniche… Mamma mia, ma si poteva fare peggio? Certo che sì, margini di peggioramente ce ne sono sempre.

Tutto questo nella tranquilla vita di ogni giorno scorre senza lasciare traccia. Alla fine non c’è responsabilità, non c’è nessuno che paga. Ma per me non è questo il problema. LA cosa grave è che non c’è nessuno che migliora che impara dagli errori per fare qualcosa di meglio. No, dagli errori si impara solo per sbagiare di più, tanto quelli che hanno sbagliato questa volta sono i meglio pagati, i più stimati e i più professionali. Loro sono l’esempio da segire perchè sono i vincenti di oggi di ieri e di domani.

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Venezia: la porta di Gehry

Posted by vaiattila su 24 settembre 2008

Un’altra iniziativa veneziana destinata ad essere oggetto di dibattito. E’ stato deciso di procedere alla realizzazione della porta d’acqua di Venezia, una struttura il cui progetto architettonico è stato ideato  da Frank Gehry,  e il cui costo ammonta presumibilmente a 120 milioni di euro. Oltre che il terminal nautico che collega l’areoporto di Tessera con Venezia sarà realizzato un albergo da 300 stanze e un centro congressi da 2000 posti. L’opera sarà realizzata il project financing.

altro non so.

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brunetta in sedicesima

Posted by vaiattila su 24 settembre 2008

Il dott. Ilarda è un ex magistrato. Oggi è assessore della Regione Sicilia. E’ un duro. Viene chiamato il Brunetta della Sicilia. Va e cazzia i vari fannulloni. Ed ha ragione a farlo. Poi in Trinatria il compito è improbo. Un quanto dei dipendenti regionali di tutta Italia stanno in Sicilia. Solo il numero dei dirigenti siciliani è tale che eguaglia quali il numero di tutti i dipendenti della regione veneto, o piemonte o lombardia. In questa accozzaglia di gente che occupa la Regione Sicilia è difficile non si insinuino del fannulloni. e lui, il prode Ilarda non ce la va da solo… Si fa un mazzo tento e non è più un ragazzino. Ha bisogno di forze nuove, di sangue fresco di gente decisa e competente.

Per fortuna Ilarda ha una figlia. Giovane, ha ventisette anni. Con innato senso di giustizia, è figlia di un magistrato. Competente, si è laureata in storia dell’arte con 110 e lode (secondo l’equazione del Ministro Gelmini una laurea del genere presa sotto Bologna corrisponde ad un ottanta presa a Brescia). con esperienza internazionale, conosce due lingue. (che non è una lingua biforcuta) Una così voi non la fareste subito dirigente? Con popò di curriculum c’è da meravigliarsi che sia ancora dispoccupata!

E il Brunetta in sedicesima si assume la figlia come dirigente nel suo assessorato.

C’è poco da scandalizzarsi. Non voglio difendere i fannulloni, quelli, secondo me, stanno bene mazziati. Solo che i mazziatori, almeno questo tipo di mazziatori, sono degli ex fannulloni incalliti. Gente che è diventata professore universitario a forza di spinte e morsi sulle rotule altrui, Gente che le regole se le inventa per strada e al momento. sostanzialmente sono dei poeti. Gente che vorrebbe stare a guardare la luna, contemplare il loro ego potente, cantare i tormenti del loro animo…

Ma ad un certo punto della vita vengono folgorati sulla via di Damasco. Caricano sulle loro spalle il fardello dell’ umanità e decidono di giudare il mondo verso nuove mete. Fioriscono i Brunetta un po’ daperttutto.

Gente di principio. Gente di fine.

Gente che si inventa la realtà, la trasforma e la modella a proprio piacimento e poi ecco si autoproclamano salvatori della patria, unti da signore, uomini della provvidenza. LA cosa tragica è che sono sempre uguali, sono sempre loro

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BRUMETTA

Posted by vaiattila su 22 settembre 2008

Il ministro scrive una appassionata lettera a Repubblica. LA redazione impazzita rompe gli indugi e la pubblica il giorno 22 settembre.

Da questa spiacevole circostanza apprendo che il ministro Brunetta è uomo di sinistra (un po’ lo sospettavo ed ora capisco perchè la sinistra non ha grande successo).

apprendo anche che Brunetta “ha l’esperienza di chi ha figli in scuole che non formano di chi corre al pronto soccorso e viene accolto con cartelloni di protesta, di chi non riceve giustizia, di chi, come tantissime imprese, brucia tempo e denaro in interminabili ed oziosamente inutili adempimenti burocratici”

Questa esperienza lui la conosce direttamente. Spesso la mattina siamo in fila assieme alla cassa del supermercato e lo vedo sempre più preoccupato mentre acquista prodotti sempre più scadenti. Una volta mangiava filetto, ora deve accontentarsi di frattaglie. Usava comprare prodotti di nicchia, ed ora va sulle sottomarche. E’ evidente che la politica dei tagli fatta dal governo sta colpando anche lui. Opera importanti tagli anche sulle quantità… sempre meno ed io mi vedo i suoi figli sempre più magri… ma tanto essere magri oggi fa figo.

LA scuola dei suoi figli non forma perchè gli insegnanti sono fannulloni e non sono preparati, a parte alcune eccellenze. C’è il professor Rossi del liceo scientifico di Biella che ha fatto un bella lezione il 17 maggio 2007 sul concetto di popolo e la professoressa Tiziani che ha corretto tutti i compiti di matematica della terza media sez. c di Reggio Calabria in soli due giorni. Sul sito del ministro saranno ora citati i primi duecento casi di eccellenza nella scuola.

LA vita normale di Brunetta non finisce qui. Per questo si indigna ( e qua salta fuori la sua matrice operaista)

Compagni, dice Brunetta, “tutto questo, e molto altro, non è solo moralmenete intollerabile, ma maledettamente costoso, Va cambiato in fretta e non per appagare l’esibizionismo di Brunetta (e qua si cita per modestia) ma perchè non possiamo permettercelo”. Certo il problema è che viviamo al di sopra delle nostre possibilità !(niente di personale).

Poi cita la lunga serie dei suoi successi. Ha condotto la guerra contro l’assenteismo e l’ha vinta. (cita ancora i dati di luglio che sono inattendibili, ma li diamo ugualmente per buoni) Ha condotto una campagna contro le consulenze ed oggi c’è un risparmio di un miliardo di euro. Ha infine annunciato l’esistenza di centinaia di storie relative all’eccellenza confermando la volontà di premiare i meritevoli. E, rileva il ministro, i giornali non danno mica tanto rilievo a questa campagna che invece dovrebbe occupare almneno le prime pagine dei quotidiani.

Ed ecco il colpo di reni di Brunetta. “solo che m’aspetterei le critiche per quello che non siamo ancora riusciti a fare, non per quanto ha gia dato buoni frutti. Mi aspetterei una contestazione sulle priorità meglio se accompagnata da indicazioni concrete, mentre è stucchevole il mogugno malmostoso a difesa di una realtà che qualsiasi cittadino, di destra o di sinistra, di sopra o di sotto, vive con malessere e sente intollerabile

Con il senso del realismo che ha finora condotto l’azione del ministro, mi aspetto di tutto e francamente lo temo. Vedo questo illustre callista chiamato a consulto per guarire il corpo della pubblica amministrazione pieno di metastasi fratture e ulcere. E lo vedo armeggiare con ferri, unguenti e pozioni magiche. Ha estratto un molare, l’unico sano, ed ha creato inutili sofferenze, poi lo vedo armeggiare attorno alle mani ed alle unghie.. non ha coraggio di guardare dentro, non sa leggere una lastra, non conosce il significato di quelle analisi, ma crede comunque nella guarigione. Ecco, piu che un uomo di scienza lui, Brumetta, è un uomo di fede. Lui crede e spera. Quando agisce agisce attraverso la preghiera, o attraverso gli scongiuri e gli improperi. “L’angel del signore, non de potenti volgesi alla vegliate porte… ma tra pastori ignoti… ” E viene alla mente il populismo manzoniano… editti, proclami, squilli di trombe ed annuncii… Noi conosciamo i problemi del popolo, conosciamo le soluzioni, noi trionferemo un dì… ed intanto mangiate annunci e tv.. la versione moderna del panem et circenses.

C’è nebbiolina nell’aria: è Brumetta!

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Borghezio

Posted by vaiattila su 20 settembre 2008

Non sono particolarmente propenso ad una interpretazione in chiave psicologica delle posizioni espresse dai nostri politici.

Poca importa quali siano i reconditi podromi delle diverse polizioni espresse. Quello che si dice va letto ed interpretato per quello che si dice. Il resto lasciamolo al lettino dello psichiatra o alla farmacopea del neurologo.

Però per Borghezio faccio un’eccezione. Il caso è troppo particolare. La personalità turbata del nostro rappresentante al parlamento europeo ha connaturazioni talmente evidenti che diventa un atto di necessaria “storicizzazione” raccontare le origini delle turbe che tanto rendono caratteristico il buon onorevole.

Il trauma risale a quando il nostro prestava il servizio di leva a Cuneo. Erano gli anni settanta e Mario , a pochi giorni dalla fine della naia, decise di seguire alcuni suoi commilitono nel paradiso dei sensi. Erano mesi che ci pensava e che metteva via diligentemente i soldi della decade cercando di ragranellare un buon gruzzoletto che gli permettesse di poter godere delle grazie di Eva. Così veniva chiamata la giovane ghanese che da alcuni mesi costituiva la maggior attrazione del “paradiso dei sensi” .

Aveva sentito raccontare meraviglie, e lui, piuttosto timido, aveva cominciato a fantasticare su quella creatura di pelle diversa dalla nostra e con un fuoco dentro, a detta di tutti, che la rendevano simile ad un sogno. All’epoca non esisteva ancora l’usanza di vedere professioniste nere di pelle. Non esistevano nemmeno le ragazze dell’est o quelle brasiliane, ma solo poche indigene anche avanti negli anni. Uno squallore. Capirete quindi quale attrattiva costituisse Eva, con la sua giovane eta, le forme ammalianti e l’evidente esotismo che portava con sè.

Dunque Mario quel giorno decise di aggregarsi all’allegra combricola di commilitoni e arrivò al paradiso dei sensi.

Quando fu il suo turno si spogliò con un certo imbarazzo e comparve agli occhi di Eva nello splendore dei suoi ventanni. La povera Eva fu presa dalle convulsione per il troppo ridere e non riusciva a trattenersi: Borghezio da prima non capì, poi, quando realizzò, comunciò a tirare fuori una sequela di insulti all’indirizzo della povera ragazza: Quando, incazzato e frustrato Mario rivestito stava per uscire dalla stanza esprimendo tutto l’odio di cui era capace contro Eva, questa, con uno sforzo per trattenersi gli allungò cinque mila lire ( più o meno il prezzo pattuito) dicendo che al suo paese quelli come lui erano preziosi perchè erano in grado di mettere tutti di buon umore, ma erano talmente rari che lei ne aveva solo sentito parlare, ma non aveva mai avuto occasione di impattersi in tale “battuta” di spirito.

L’origine dell’odio contro i neri risale a questo episodio. Poi si è esteso all’islam, ai meridionali ed a tutti gli extra comunitari, compresi gli Svizzeri.

Sul giornale di oggi, però, si è letto di un Borghezio inedito, In visita ad un campo rom a Roma in nostro si è imbattuto in un ragazzino di unidci anni che gli ha detto più o meno così “a Mario, ma come pretendi che io studi se quel cazzone di sindaco fascista di Alemanno ho tolto la corrente dal campo rom e io non posso nemmeno leggere?” come tolto la luce? ribatte Mario. Ma sì, i vigili sono venuti qua e ci hanno portato via tutti i gruppi elettrogeni perchè hanno detto che non abbiamo le ricevute fiscali che certificano che li abbiamo comperati e quindi , se non abbiamo le ricevute fiscali allora vuol dire che li abbiamo rubati… così hanno detto i vigili, tutori dell’ordine ed assolutamente ossequiosi dello spirito della costituzione italiana.

Ma poi, sto’ stronzo di ragazzino ha fatto un altra domanda a Borghezio. Ehi, ciccio, gli ha chiesto, lo sai perchè sono sporco? A questa domanda l’onorevole ha risposto. “Cero che lo so, sei sporco perchè sei uno zingaro!” Ma il ragazzino prontamente gli ha risposto: No caro! Sono sporco perchè quel fascista del sindaco di Roma non ci lascia attaccarci alle tubature dell’acqua perchè non abbiamo l’autorizzazione a stare qua … anche se qua io ci sono nato..”

A queste parole, il terrore dell’islam prende il telefono e chiede conferma al suo camerata Alemanno (a questo proposito bisogna ricordare che Mario ha molte amicizie in quella destra rivoluzionaria che non ha particolare ossequio al nostro dettato costituzionale.) Ebbene sì, e proprio vero che il campo rom di roma dove si trova borghezio in quel momento è privo di luce e di acqua, ma tanto sono solo zingari.

Anche Mario Borghezio ha un motto di fastidio contro il sindaco di Roma:

Mammola! alla fine ha il cuore tenero…

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E INTANTO LE ECCELLENZE SONO DIVENTATE 200

Posted by vaiattila su 19 settembre 2008

Lontano dai clamori di Alitalia e dalle vicende appassionanti legate al crollo delle borse di tutto il mondo, il nostro impavido ministro Brunetta continua a selezionale le eccellenze della pubblica amministrazione.

Finalmente silenzioso, si è lasciato perfino retrocedere di tre punti nel gradimento degli italiani, il ministro continua a trovare episodi di eccellenza nella pubblica amministrazione. E’ arrivato a 200. L’obiettivo è1000.

Ovviamente tutti i casi ministeriale sono privi di una qualsuiasi analisi costi benefici. Sono solo descrizioni autoreferenziali di attività della pubblica amministrazione. Nessuno ci racconta quante persone impiegano, quanto costano, quali risultati hanno effettivamente conseguito e cdhe live4llo di soddisfazione hanno avuto tra i cittadini.

Questi non sono mai coinvolti, non serve conoscere i risultati per sapere che l’operazione ha avuto o meno un significato… macchè basta che qualche furbetto della pubblica amministrazione racconti fatti del tutto marginali, a volte anche insignificanti e fonti di spesa inutile che, se ben raccontati, possono servire a gettare una luce di finta eccellenza. Ma questo basta ed avanza: abbiamo un ottima amministrazione.

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il bisogno dell’ordine

Posted by vaiattila su 17 settembre 2008

iIl tema della prostituzione è al centro della vita politica e sociale d’ Italia.

La Carfagna, che non a caso è ministra delle pari opportunità, ha stabilito un principio essenziale; la prostituta e il cliente sono sullo stesso piano ed entrambi vanno perseguiti dalla legge.

Alemanno, che non è un fine giurista, non ha colto la lezione. Lui ha stabilito, intanto, di multare le prostitute che sono vestite in modo discinto perchè “distraggono” l’autista che guida. Va’ bene, ma siano alle solite, non c’è pari opportunità.

Dovrebbe essere ugualmente multato l’autista che si lascia distrarre perxchè o guardi la strada o guardi le prostitute, ma se guardi le prostitute discinte sei colpevole e devi essere multato…A me pare evidente.

questo  lo puoi fare in strada perchè la strada è un luogo pubblico. Se invece metti delle belle ragazze discinte in televisione che ballano o fanno le veline, ma sono vestite uguali alle prostitute, allora non c’è reato perchè, appunto questo avvene dentro casa tua quindi in luogo privato. MA se la televisione è accesa in un bar o in un luogo pubblico allora rientriamo nella stessa tipologia del reato perseguito da Alemanno.

Quindi, a rigore, si dovrebbero perseguire tutti i locali dove si lascia la televisione accesa perchè magari l’aautomobilista che passa butta l’occhio allo schermo e zacchte, mi fa un tamponamento…

Il provvedimento è molto giusto, ma parziale. Anche perchè è evidente che gli ammincamenti delle vatie veline hanno una sorta di richiamo sessuale mica tanto occulto… sì, ma le veline mica si prostituiscono… ecco, sì, appunto… chiedete alla Carfagna che se ne intende…

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Il popolo crede nel suo conducator: è un trionfo!

Posted by vaiattila su 16 settembre 2008

Questo popolo, fatto di una moltitudine di popoli diversi ( i veneti, i lombardi, i siculi, i sanniti, i romani, gli etruschi, i tusci, i toscani, i toscanelli, gli umbri, i piceni, gli italici, i cimbri, i liguri, i messapi, i camuni, i laziali, gli iuventini, i rutuli, i celti gli osci, i lucani e tanti altri… ma se poi vogliamo estendere il concetto protemmo anche mettere gli albanesi, i cinesi e tutte le numerose loro popolazioni, i rumeni e via dicendo) questo popolo, dicevamo, si riconosce a pieno nel suo presidente del Consiglio. 

C’è poco da recriminare. Questo è un dato senza se e senza ma.  Ed è un dato assolutamente stupefacente perchè ho come l’impressione che questo governo abbia un tasso di consenso altissimo per le  medie italiane. 

Il nostro presidente sembra essersi formato politicamente sui filmati dell’archivio Luce che ci mostrano con una certa retorica le imprese del Duce. Il nostro gli va dietro e sembra incredibile che il nostro grande popolo di santi, navigatori, eroi  e poeti si identifichi nell’uomo della provvidenza.

Il consenso sembra legato alle iniziative di questo governo. Iniziative trasmesse a reti unificate con grande clamore che colgono l’immaginario collettivo (che sarà mai quest’ultima cosa?) e ci fanno intravvedere un mondo finalmente ordinato ed organizzato: UN mondo dove i bambini vanno con il loro grembiulino a scuola sotto gli occhi vigili delle forze dell’ordine e dei soldati, dove tutti vanno a lavorare e fanno funzionare egregiamente la macchina amministrativa, dove le prostitute se ne stanno nascoste dentro appartamentini  dove l’utente, tutelato nella sua privacy, può soddisfare le proprie pulsioni represse, dove i neri e gli extra comunitari ci sono ma solo per lavorare, dove l’economia nazionale, nonostante le difficoltà del mondo naviga in acque agitate ma il nocchiero tiene la barra con indubbia perizia e sicurezza, dove le massaie fanno la spesa cercando i prodotti a costo minore per ottimizzare l’economia familiare, dove i ministri sono di indubbia compentenza e le ministre sono di indubbia bellezza, dove, a ben guardarsi, sembra di essere dentro una fiction televisiva.

Questo mondo piace al popolo italiano, in tutte le sue componenti. Questa sorta di mondo virtuale nel quale più del 60% degli italiani si identifica è il vero ed unico mondo nel quale dobbiamo vivere.  Il resto, con i licenziamenti, l’inquinamento, il traffico, i soldi che mancano ecc… è solo la proiezione pessimistica della sinistra, quella che sempre di più vogliamo nasconderci agli occhi ed alla realtà.

D’altra parte la ricchezza di Silvio, le sue ambiguità tra famiglia e puttanaggio vario, il suo atteggiarsi a sovrano benevolo, il suo trasformare storia e i fatti sembrano appartenere al mondo della fantasia piuttosto che a quello della realtà.

Ma non solo. LA sua grande capacità è quella di rendere sacro quello che è profano e profano quello che è sacro ( questa non è mia, l’ho presa da mia moglie…. che vede lontano) e così la famiglia c’è, è sacra, ma la famiglia si puù mescolare con amorazzi ed ammicamenti da bordello, mentre il denaro è giustamente profano, ma lo si può elevare a somma sacralità perchè tutto permette e concede. Questo atteggiamento che mescola e confonde il povero di spirito (leggi pure: il popolo italiano) corrisponde al comportamento di satana, come demone che si contrappone a dio e confonde ogni possibile certezza: tutto diventa proiezione di altre proiezioni e nulla esiste più come realtà ma solo come immagine di altre immagini.

Da sempre era chiaro ai padri della chiesa che satana avrebbe preso l’aspetto della televisione.

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e grazie al cielo che non siamo razzisti…

Posted by vaiattila su 16 settembre 2008

L’episodio di Milano dove due sporchi bianchi uccidono a sprangate un ragazzo di diciannove anni perchè ha rubato due confezioni di ringo pavesi,  ha dei tratti di abberrazione mentale.

Gli avvocati degli sporchi bianchi hanno subito specificato che i due “non sono razzizti”. Il magistrato che indaga sembra accorgliere la tesi difesiva e non incrimina i due indiziati di reato, rei confessi, per l’aggravante razzista di cui il loro crimine sembra essere connaturato.

I telegiornali a reti unificate sembrano calcare la mano sull’episodio. Non c’è razzismo…. Beh, sì, dicono i due presunti delinquenti abbiamo detto “sporco negro e negro di merda”, ma questo non ha connaturazioni razziste… Avremmo comunque ucciso chiunche ci avesse rubato due pacchi di biscotti…

Non faccio ironia anche se ci sarebbero molti elementi a partire dai ringo a finire alla par condicio razziale espressa dai due sporchi bianchi, ma la cosa è talmente orribile che è meglio sorvolare.

Il clima complessivo migliora a vista d’occhio.

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una politica di razza: Elvira Savino

Posted by vaiattila su 14 settembre 2008

Non sapevo esistesse una onorevole Elvira Savino fintantoche Silvio non l’ha consacrata in matrinonio.

L’unta dal signore ho un curricullum di tutto rispetto: Basta guardare il suo sito ufficiale per rendersi conto di quale culo si è fatta questa ragazza. Si è laureata a Bari con 110 e lode ( che secondo l’algoritmo comparativo del Ministro Gelmini corrisponde ad un 77 con “abbraccio accademico” nella facoltà di psicologia di Padova ) Ha poi fatto una serie infinita di master e poster presso la camera di commercio di Bari: Ha frequentato un corso per corrispondenza della scuola Radio elettra di Torino di general project manager  e business comunication che gli ha consentito di entrare come volontaria in una azienda dalla quale ha spiccato il volo per l’ UDC. Qua, nell’udc, maturano le vocazioni politiche per cui Elvira (siamo nel 2006) decide che questa cosa le viene bene. Il suo sito noni riesce a dirci altro. Non ci dice se ha mai fatto un volantinaggio, se ha mai fatto un comizio se è mai stata in un consiglio comunale… ovviamente no, perchè una donna così, quando sente che è portata per la politica, può solo aspirare ad entrare da deputato.

Il suo sito non ci dice altro. Ci fa solo apprezzare la galleria fotografica dell’onorevole ritratta nell’esplettamento delle sue funzioni di rappresentante del popolo italiano. Elvira che legge il giornale, elvira che scrive al computer, elvira che sorride, elvira che chiede al fotografo…ma quando mi spoglio?

Elvira si è fatta un bel culo per arrivare dove è arrivata. LE fotografie del matrimonio ci raccontano che si è fatta anche un bel seno.

Ah, per chi dubitasse delle capacità di Elvira, sappiate che lei ha anche scritto una proposta di legge che è l’unico contenuto politico del suo sito. Leggetela. è una proposta di legge  sintetica e rapida. C’è anche la relazione alla proposta. Tutto questo si sviluppa in meno di una pagina ed è semplicemente geniale. Dice, se un progetto di opera pubblica (e qui si parla di opere a grande rilievo regionale e statale) è approvato nessuno può ricorrere contro di esso al TAR. Era l’uovo di colombo….. E nessuno lo aveva pensato prima. Come dire: nessuno può più rivendicare la lesione di interessi legittimi…. era proprio l’uovo di colombo e abbiamo fatto bene ad eleggerla perchè indubbiamente, merita!

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e se alitalia…

Posted by vaiattila su 13 settembre 2008

non credevo si arrivasse a questo punto. Mi aspetto da un momento all’altro la firma dell’accordo perchè i nostri sindacati amano la comparsata e il governo non può, dopo l’annuncio del rilancio della grande compagnia di bandiera, tirarsi indietro.
MA sindacato e governo non hanno alternativa. Devono arrivare all’accordo.

I nuovi patroni Alitalia, invece, possono fare la voce grossa: o noi o il fallimento, ma siccome non ci abbiamo messo ancora una lira il falimento non li toccherebbe per nulla.

LA partita, dunque si gioca tutta tra sindacati e governo. Sullo sfondo si profila chi sarà lo sconfitto.

Se un accordo ci sarà dovremmo ancora essere noi a pagarlo con un ulteriore costo.

Ma noi cittadini siamo contenti lo stesso, perchè finalmente abbiano un governo che governa una compagnia di bandiera che vola e potremmo contemplare, alzando gli occhi al cielo, l’opera del divin fattore. Il quale. tra una telefonata a George, una a Putin, un salvataggi di compagnia aerea e chissà quante altre cose fatte che scopriremo nei prossimi giorni ( altre invece resteranno celate ai nostri occhi per sempre) è riuscito anche ad unire in matrimonio una sua onorevole seguace.

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camorra e rifiuti: sono di destra o di sinistra?

Posted by vaiattila su 12 settembre 2008

Leggevo alcuni commenti all’articolo de l’Espresso sulle confessioni di Gaetano Vassallo. Alcuni sostenevano che l’articolo era cistruito per mettere in cattiva luce la destra, attribuendo a questa pesanti implicazioni nella contaminazione del napoletano e del casertano.

i miei sentimenti, mentre leggevo l’articolo, andavano invece a cozzare contro una classe politica nella sua interezza. MA non solo. Pensavo all’arpa, l’agenzia regionale che dovrebbe vigilare sull’ambiente, pensavo alle varie polizie, ai vigili urbani, alle guardie ecologiche, alla magistratura. Pensavo a questi criminali e a tutto il mondo che fa finta di non vedere e che di fatto lascia correre.

Non ci sono solo i dipendenti delle aziiende di nettezza urbana che non lavorano, come ci ha fatto conoscere la trasmissione Report, ci sono anche tutte le istituzioni create e pagate per vigilare che non hanno fatto niente per difendere il loro territorio e per fare il loro lavoro.

E stiamo parlando di una situazione esplosiva. Siamo proprio certi che nel bel nordest, dove per anni il più grande polo chimico d’Italia ha prodotto sostanze fortemente tossiche, non ci siano “depositi” o discariche.. che continuano a contaminare falde ed acque?

Ora, in tema  di fannulloni, sarebbe interessante vedere se tutto questo ci azzecca.

E un altro cosa incredibille e rigorosamente bipartisan. Comunque sia e qualunque forza politica sia implicata, i contributi a Vassallo per le discaqriche vengono comunque e sempre erogati…

Questo incredibile fatto mi fa ancor di più inorridire.: non ho mai aspirato a comportamenti qualunquistici. ma purtroppo non vedo comportamenti virtuosi da nessuna parte.

poi le responsabilità personali. Siamo in materia di diritto penale. Chi e in quale maniera ha commesso reati sarebbe bene che pagasse e poco importa se il conteggio dei criminali si chiuderà con un vantaggio della destra o della sinistra o con un pareggio. A questo punto stiamo su un altra partita: criminali

tristezza

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tossico-nocivi!

Posted by vaiattila su 11 settembre 2008

il tredici agosto avevo scritto un post che dava atto a Berluscini di essere riuscito a risolvere la questione monnezza di Napoli. Ovviamente non mi ero sperticato in elogi, ma doveva ammettere, a denti stretti che silvio era riuscito dove Romano no.

Qualcuno mi aveva profetizzato: ricorda, uomo, questo tuo post. A dicembre sarai costretto a rivedere le tue affermazioni: Silvio ha fatto solo una operazione mediatica…

non è passato nemmeno un mese che Gaetano Vassallo, imprenditore colluso con la camorra vuota il sacco sui rifiuti tossici della Campania e, forse senza volerlo, incrina pesantemente le virtù berlusconiane.  Questa vicenda sembra sfociare in quella papetta senza gusto e senza anima che è la politica nazionale perchè, alla fine, le dichiarazioni di Vassallo sono rigorosamente bipartisan.

Si apre così una delle pagine peggiori della nostra recente storia e forse ancora una volta ci toccherà constatare come la realtà superi la fantasia. Intanto mi appresto a rileggere l’articolo dell’Espresso .

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C’è uno strano odore di fascismo nell’aria

Posted by vaiattila su 11 settembre 2008

leggo frettolosamente la Repubblica. cioè la sfoglio  e butto l’occhio sui titoli. Poi la mia lettura quotidiana termina velocemente facendo il sudoku. Certo, la Repubblica è un giornale fazioso. Quindi spero che il rapido sguardo alle notizie non corrisponda al vero. Infilo la testa nella sabbia.

 Dal giornale di oggi mi resta la fastidiosa sensazione che il ministro Tremonti abbia dichiarato  che i suoi valori sono “dio patria e famiglia”, che Storace abbia ribadito che la nostra costituzione è da cambiare anche nella prima parte, ma che comunque lui la rispetta perchè non inneggia alla Resistenza,  che La Russa e Alemanno ribadiscano la propria posizione su reppubblica di Salò e Resistenza. Poi un intervista a Gentile sulla “rimozione” collettiva fatta dgli italiani sul fascismo. Non è un buon momento.

Ma non basta. C’è una accusa di vilipendio del papa fatta contro Sabina Guzzanti e c’è la polizia che identifica le generalità  degli insegnanti precari che facevano conoscere, in modo del tutto educato, il proprio dissenso alle proposte di riforma della Gelmini. Non è un buon momento per la democrazia.

Ci mettiamo anche la recessione?

Beh, certo! la recessione dell’ Italia sicuramente avrà un peso nel clima generale ed evoca un bisogno di ordine, di uomo dell provvidenza, di dio patria famiglia, di chiusura ed autarchia. Che poi, a fronte di una crescita media UE di 1,3% l’Italia  fa un crescita negativa pari allo 0,1%  suona strano. L’altra volta, in condizioni  del tutto analoghe, Silvio aveva tirato fuori l’11 settembre. Questa volta potrebbe parlare di crisi del petrolio, ma pare un argomento troppo sfruttato. Si potrebbe, per esempio, tirare fuori una crisi dell’ Ossezia o le ripercussioni sul nostro export dovute all’effetto traino delle olimpiadi sull’economia cinese, nostra principale concorrente nella produzione di griffe taroccate.

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la valutazione dei dirigenti

Posted by vaiattila su 9 settembre 2008

Il nostro ministro Brunetta (che come abbiamo visto esiste in forma fisica, ma ha anche una serie di alias tra i quali il divino Otelma) ritiene di dover premiare in qualche modo (ha detto, mi pare, anche la parola “consistente”) i gruppi di dipendenti che esprimono l’eccellenza della pubblica amministrazione. Come dice il sito del ministero della funzione pubblica illustrando in ben 10 dico dieci slide il percorso della seconda fase, esistono dei casi dove professionalità, innovazione e coraggio hanno permesso di sperimentare nuove soluzioni tese a ridurre i costi migliorare le eccetera eccetera…

Alla slide 7 che illustra con dovizia di particolari ( lo stile è un burocratese moderno ) si afferma “i casi già raccolti dimostrano che vi sono molte amministrazioni che funzionano bene che migliorano le loro performance e che producono risultati importanti”. Leggo questo e torno al mio precedente post dove ho parlato del sistema di valutazione di Napoli e Venezia. Insomma, non è che ci fossero molti elementi per poter effettivamente entrare nel merito della questione. Parole, frasi, opinioni e progetti… sistemi concreti zero. Ho capito che la dirigenza si giudica sul miglioramento, ma non ho capito cosa sia il miglioramento e come lo si pesa… i costi so che si devono ridurre, ma non esiste mai una analisi dei costi e non si ha mai un prima e un dopo..i benefici sono evidenti e sono davanti agli occhi di tutti al punto che diventa inutile valutarli. E’ un assioma che la qualità migliora, è lapalissiano il risultato.

Non conosco l’amministrazione napoletana. L’idea che me ne sono fatto, però, non è quella di una amministrazione che funziona benissimo. Quella veneziana, invece, la conosco meglio perchè ho spesso a che fare con questa città e a Venezia e Mestre ho molti amici.

Parlando e sparlando dell’eccellente progetto sulla valutazione della dirigenza che il comune di venezia ha messo in piedi si imparano tante cose. La prima è che Brunetta ed io non frequentiamo le stesse persone e le informazioni che abbiamo su questo progetto sono piuttosto difformi.

La cosa che molti mi segnalano è che il progetto viene attribuito al Direttore Generale del Comune di Venezia che è Vincenzo Sabato. I miei conoscenti ne parlano come di una sorta di dinosauro, pare sia in comune dalla seconda metà degli anni 70, assunto, per chiamata, come dirigente. Mi dicono non sia una persona brillante, non sia un grande conversatore ne un grande oratore, ma appartiene alla categoria degli autoreferenziali. Se c’è uno che sa, che ha detto, che ha capito, quello è lui. Non ha mai deciso nulla, e non si è mai fatto un nemico. Questo gli ha consentito di navigare sempre nei piani alti del Comune di Venezia fino a raggiugere l’apice della gerarchia dirigenziale. Su un blog ho trovato che il suo stipendo assomma a 170.000 euro annui e giustamente meriterà un ulteriore premio da parte del ministero.

Come sempre accade sicuramente il sistema di valutazione della Dirigenza messo in piedi da Sabato ci dirà che le sue performace professionali sono al top, così come lo saranno quelle dei dirigenti apicali.

Mi spiego.  La dirigenza non è uniforme e non è unica. Così avrebbe voluto la legge, ma la burocrazia e i contratti nazionali sono riusciti a creare una serie di classi all’interno della dirigenza per cui esitono di fatto sistemi di “diritti acquisiti” per cui un dirigente apicale sempre apicale resta. E fatalità i suoi risultati comunque saranno sempre ottimi e i suoi obiettivi sempre perseguiti.

Il comune di Venezia è quello stesso comune che ha costruito il ponte di Calatrava (ponte che a me piace) la cui vicenda amministrativa è assolutamente scandalosa. La stessa Autorità di vigilanza sui lavori pubblici ha fatto una analisi impietosa  degli errori amministrativi commesi in questa vicenza ( ne parlo in un post dal titolo “ma allora la responsabilità esiste!”) Non vorrei sbagliarmi, ma sospetto che tutta la dirigenza coinvolta nell’attività di realizzazione del ponte ( appalti, lavori pubblici, programmazione e controllo ecc) sono valutati molto bene, tant’è che stanno agli apici da sempre e nessuno ha pensato, meno che mai il sistema di valutazione dei dirigenti, di attribuirli ad incarichi dirigenziali meno remunerati. Ma questo anche perchè il  valoroso e coraggioso Direttore Generale del comune di Venezia procede con una “strategia a piccoli passi” che, come abbiamo visto, è quella sempre vincente nella pubblica amministrazione.

Come al solito Brunetta premierà i migliori e i migliori sono sempre gli stessi da almeno trent’anni… e i risultati sono assolutamente evidenti: abbiamo una grande pubblica amministrazione!

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le eccellenze

Posted by vaiattila su 8 settembre 2008

Interessante queste prime eccellenze che il Ministro Brunetta individua nell’amministrazione.

Intanto il criterio. Assolutamente scientifico. Si vede che Brunetta è un economista di valore. Costi e benefici sono valutati secondo parametri piuttosto severi.

I costi. In alcuni casi l’analisi si spinge fino alla pedanteria. Così apprendiamo che … beh, non si parla di costi. Se è per quello non si parla nemmeno di benefici.  Si deve intuire che ci sono, altrimenti i casi di eccellenza non sarebbero tali.

Comincio a spazientirmi a guardare le varie schede riportate dal Ministro. Alcuni casi possono essere anche interessanti, ma sono per lo più quei casi legati al lavoro minuzioso di alcune persone che hanno perseguito un proprio obiettivo marginale rispetto alla amministrazione e probabilmente sono riusciti a portarlo a termine perchè nessuno si occupato di loro. Così deve essere stato per l’informahandicap di Venezia o per il punto clienti sordi dell’Inps. Cose interessanti, molto particolari che sarebbe giusto e bene allargare a tutte le amministrazioni. Che però non entrano nel cuore delle attività della PA.

Per i comuni sono individuati due casi di eccellenza che riguardano i controlli sulla  gestione e la valutazione della dirigenza. In termini “strategici” si tratta di uno dei punti di forza del discorso di Brunetta sulla riforma della pubblica amministrazione (A Matrix Renato aveva detto che sul punto era del tutto d’accordo con Ichino che anzi questi collaborava con lui… mi dicono che questo non è assolutamente vero.)

Il dirigente, nella pubblica amministrazione è il soggetto che deve gestire le attività. Ossia spetta alla dirigenza acquistare, vendere, fare i contratti, gestire gli appalti, procedere alle assunzioni ecc. Ogni compito che implica una spesa e una attività concreta è fatto sotto la piena e completa responsabitità di un dirigente. Ogni atto che impegna l’amministrazione o che autorizza una attività ( come ad esempio i permessi a costruire) o che implica un controllo ( leggi ad esempio la repressione dell’abusivismo edilizio) è un compito espressamente demandato al dirigente. La valutazione, quindi del comportamento del dirigente è un criterio giudicato fondamentale.

Il paragone usuale è fatto con l’impresa privata: se una azienda funziona bene e produce grandi utili, il merito va attribuito alla dirigenza ( ed in particolare all’amministratore delegato o al direttore generale secondo le diverse organizzazioni aziendali) se invece le cose vanno male i primi a pagare sono i dirigenti dell’azienda (in Italia spesso non funziona così nemmeno nel privato… comunque questo dovrebbe essere l’andamento). L’idea è quella di fare sì che così funzioni anche la Pubblica amministrazione.

La valutazione della dirigenza è un criterio prioritario e strategico della pubblica amministrazione.

Stando all’elenco di Brunetta due amministrazioni meritano la segnalazione di eccellenza a questo riguardo e sono i comuni di Napoli e di Venezia.

Il Comune di Napoli si distingue per il Sisval: sistema di valutazione delle prestazioni dirigienziali.

Nella breve descrizione si apprende che il comune di Napoli sta lavorando dal 2003 per creare un sistema di valutazione. Il modello si articola su alcuni elementi di diversificazione delle funzioni dirigenziali. L’obiettivo finale è la “misurazione del miglioramento della performance come percepita dai cittadini utenti dei servizi in base alla definizione di obiettivi di miglioramento della qualità erogata..” Virgoletto la cosa perchè mi sembra un concetto tautologico del tipo “misuriamo la qualità sulla base della qualità” Vorrei saperne di più e clicco il relativo link. Mi appare un video dove un signore parla ma non capisco letteralmente niente perchè la qualità del video è pessima. Peccato. Avrei voluto saperne di più e quelle immagine sfocate e il rumore pesante del sottofondo mi danno l’idea di una grande approssimazione. Come utente vorrei un po’ di rispetto.

Passo al comune di Venezia. dove “da qualche tempo” è stata avviata una strategia “a piccoli passi” per verificare la cinghia di trasmissione fra la politica e l’azione amministrativa. Da un lato si affronta la gestione ordinaria attraverso la verifica della programmazione annuale del PEG dalla altro si cerca di rendere espliciti gli obiettivi di ” investimento” del programma del sindaco e si traducono questi in obiettivi attribuiti ad ogni singolo dirigente e poi valutati da un Nucleo di Valutazione…Tutto questo è controllabile dai cittadini che hanno accesso al “cruscotto obiettivi”. Vado a vedere il cruscotto obiettivi sul sito del comune di Venezia. Ovviamente non lo trovo. Trovo invece la relazione del cruscotto obiettivi a consuntivo del 2007, E’ un malloppo di 290 pagine circa in formato pdf. Me lo sfoglio ed ho la sensazione di essere preso in giro.

Gli obiettivi hanno questo tono: migliorare la viabilità tra la statale 22 e l’asse viario di Carpenedo.

realizzare il tram di mestre che dovrebbe essere molto bello

sviluppare l’area pedonale

ampliare le piste ciclabili

ridurre il traffico su gomme

aumentare le vie di comunicazione urbane

aumentare i pulman

abbattere l’inquinamento

ridurre le giornate di nebbia specie in autunno

favorire le giornate di sole

Passiamo alla parte economica: Un lungo elenco di attività: tipo realizzazione del tratto di pista ciclabile tra via del manubrio e passo sella, Responsabile del procedimento Bartali. spesa prevista 1000 stato avanzamento progetto esecutivo in corso di approvazione.

Basta. non ho altri elementi. Rileggo sempre più perplesso perchè mi sembrano dati del tutto inisignificanti e incomprensibili. Poi, alla terza rilettura, capisco: si tratta “di una strategia a piccoli passi” .

Così il divini Otelma ( che deve essere un altro alias di Brunetta) ha trovato l’eccellenza.

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Bossi, Gelmini: oggi le comiche

Posted by vaiattila su 8 settembre 2008

 

il ministro Bossi afferma ad un comizio “Per capire che cosa serve alla scuola devi averci vissuto dentro, essere stato insegnante, aver sentito l’odore della polvere”. Il riferimento alla povera Mariastella Gelmini è pesante. Ingenuamente qualcuno ha chiesto di che polvere si tratti.

Il ministro Gelmini ribatte: per fare il ministro alle riforme bisogna conoscere almeno un po’ di diritto costituzionale oppore essere stati riformati”. Non solo Bossi è stato riformato, ma ha sfiorato anche il riformatorio dove non è stato ammesso per raggiunti limiti d’età.

Su una cosa sono entrambi d’accordo:  il livello culturale del sud è decisamente inferiore: per questo la moglie di Bossi è merdionale e per questo la Mariastella sostiene gli esami da procuratore presso Reggio Calabria.

E’ difficile essere ministri di questa nostra repubblica.

Ancor più difficile è essere cittadini di questa nostra repubblica.

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Sua Eccellenza Brunetta

Posted by vaiattila su 8 settembre 2008

A me, francamente, parlare di Brunetta mi infastidisce. Ho come la senzazione di stare là a perdere tempo, come quando, avendo mille cose da fare, stai davanti al computer a leggere stupidaggini, a guardare siti, a sfogliare blog e intanto sei consapevole che il tuo ritardo aumenta e che le cose che devi fare ti aspettano inutilmente.

Fare della facile ironia, poi, è quasi da vigliacchi e varrebbe la pena lasciar perdere: prima o poi sarà evidente a tutti che siamo davanti ad una sorta di millantatore assoluto. Ma viviamo in epoche nelle quali chi millanta vive spesso alla grande, sopra le sue possibilità e chi la spara più grossa forse forse viene anche creduto. Anzi, più la spari grossa sulla stampa e sulle televisioni e più diventi “personaggio” e più sei personaggio pubblico e più vivi di una sorta di altra vita. Diventi un avatar e sei giudicato sulla popolarità del tuo personaggio piuttosto che sulle effettive azioni che compi nella vita reale.

L’avatar di Brunetta, per mia sfortuna, continua a parlare di funzione pubblica, che è un tema che mi appassiona. Dice tali e tante di quelle cavolate che sarebbe anche bene lasciar perdere e liquidare tutto come l’esternazioni di un petacoche qualsiasi, ma le dice su cose che mi stanno a cuore e questo mi infastidisce non poco perchè, di fondo, mi sento offeso e costernato. Questioni che riguardano il nostro futuro e che mettono al centro quella che ritengo sia la più grave disfunzione del nostro sistema.

Quando si parla di decadimento dei sistema Italia si parla prima di tutto di pubblica amministrazione. Non c’è made in italy, nordest, impresa che tengano. Quando si parla del fenomeno di un paese fermo, senza visione per il futuro, senza identità e privo di forze trainanti si parla, secondo me, della crisi della pubblica amministrazione. Ed è una crisi sempre più pesante, non solo e non tanto per il denaro che consuma e che in parte dilapida, ma soprattutto per le dinamiche immobiliste che provoca. Con una pubblica amministrazione inefficente vince sempre il malaffare, prospera la mafia ,la corruzione, l’interesse dei pochi sui molti. E quei pochi rappresentano gli interessi torbidi, particolari, queli fatti contro gli interessi dei molti. La politica, in questo, la fa da padrone.

Il tema delle funzione pubblica è assolutamente strategico per il nostro futuro. Per questo sono particolarmente infastidito dal fatto che il futuro mio ( che non ha particolare rilevanza), il futuro dei miei figli (questo è molto più rilevante) il futuro di un intero Paese, sta nelle mano di un personaggio televisivo che millanta competenza e che in realtà è un caratterista di infimo livello.

Il seguito che ha questo personaggio è tale che ovunque vai sempre te lo trovi davanti. Apri il giornale lunedì e trovi un trafiletto su Brunetta a Cernobbio che spara che lui riuscirà con la “sua riforma” a risparmiare duecento milioni o duecento miliardi o duemila miliardi pari ai 15% del pil, ma potrebbe essere anche il 150% del pil….

Brunetta ti segue dovunque. Ieri, domenica, passavo per Bassano. Tutte le locandine delle edicole annunciavano “Brunetta promuove il Brocchi come liceo d’eccellenza”….

Io non so perchè il liceo Brocchi sia stato promosso da Brunetta. Ma questo mi ha immediatamente fatto capire che siamo entrati nella fatidica “seconda fase” della strategia Brunetta…. e non c’è verso: bisogna stare all’occhio… dovremmo capire i criteri attraverso cui la seconda fase si concretizzerà. E saranno sicuramente criteri oggettivi. Decisi da Brunetta in persona.

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e io marrazzo, e no che non m’arrazzo e non m’arrazzo

Posted by vaiattila su 5 settembre 2008

Statera intervista oggi su Repubblica il governatore del Lazio Pietro Marrazzo. Il quale Pietro ha fatto una pensata di questo tipo: la regione Lazio, che notoriamente ha spiccate capacità imprenditoriali e una grande disponibilità di liquidità, potrebbe entrare nel gruppo di imprenditori per salvare Alitalia.

D’altra parte, sostiene Pietro, per noi l’Alitalia è un po’ come la fiat per il Piemonte. E dunque? il ragionamento non fa una grinza. Dunqie, in una logica di federalismo, avremo ogni regione d’Italia che invece di far funzionare la sanità invece che programmare il territorio, invece che metteri in piedi norme coerenti e applicabili cercando di migliorare i processi amministrativi e la vita dei propri cittadini, diventeranno imprenditori.

Abbiamo già servizi pubblici retti da società per azioni a totale capitale pubblico che fanno, grazie ad un regime ancora una volta di assoluto monopolio, dei servizi costosissimi e di scarsa qualità… ora abbiamo anche i governatori che dall’alto della loro professionalità manageriale formatasi in ore ed ore di trasmissione televisiva, si permettono di inventarsi anche  imprenditori…

ecco, nella confusione generale, tutto questo è molto intelligente, La regola prima è non fare il proprio lavoro ( che questo non è quasi mai facile da fare bene) ma fare quello degli altri ( che non essendo il nostro lavoro lo possiamo fare anche piuttosto male…. ma tanto mica è nostro!)

Pietro Marrazzo, da cittadino, da democratico, da persona che crede nel principio di responsabilità, ti diffido da perseguire questa avventura utilizzando i soldi dei tuoi cittadini! Guai a te!

e poi… mi costringi a dare ragione a Sajola! che vergogna……..

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Veneto City: i numeri

Posted by vaiattila su 4 settembre 2008

leggo sul sito della Regione Veneto alcuni dati relativi a Veneto City

http://www2.regione.veneto.it/videoinf/giornale/03/veneto_city.htm

li riporto:

1 milione e 800 mila metri cubi di cemento

600 mila metri quadri di superficie complessiva,

70 mila auto al giorno,

200 mila metri quadri di superficie espositiva ,

60 mila di spazi vendita

50 mila di alberghi

e poi tanto altro, dai centri fitness a una torre telematica alta 150 metri destinata ad ospitare società di telefonia e radiofonia

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