attila

la grande depressione

la mafia sconfitta?

Posted by vaiattila su 8 novembre 2007

Ascolto la televisione mentre sto spignattando in cucina.. C’è otto e mezzo e mi sembra di riconosce la voce di D’Alema che parla di mafia.

Il riscontro visivo mi smentisce. Non è D’Alema ma il vice ministro degli interno Minniti… parla come Lui…. il tema è stimolante e l’uomo straripa in un parlare rapido, articolato, sostenuto…. ne ricavo l’impressione di un grande compiacimento, di una vittoria importante dovuta alla cattura di una altro grande pizzinaro… un uomo che dever perfino scriversi il  decalogo del bravo mafioso che  è fedele alla moglie, non dice le bugie, e non fa la cresta ai soldi della “famiglia”.  A me il mafioso Lo  Piccolo pare proprio uno sprovveduto… uomo di non grande statura mentale, uomo di scarsa memoria, uomo che forse non è il boss dei boss, ma uno dei tanti….

emigro su altro canale… poi ritarno alla trasmissione di Ferrara. Ora Minniti parla come Amato… e la sensazione è quella di una grande vittoria sulla mafia, che sta in regressione, che la società civile ha messo alle corde grazie anche all’intervento della confindustria siciliana eccetera eccetera.

Ma stiamo descrivendo una mafia di altri tempi, di sfigati malavitosi che vivono di pizzo e di sciaccallaggio….

Dove è finita quella mafia che controlla banche, che vende prodotti bancari altamente taroccati (e che magari si ammanta di eticità…), che controlla appalti miliardari, che è dentro le grandi imprese ed i grandi  investimenti?

Questo trionfalismo mi fa molta paura perchè sembra distogliere lo sguardo dalla realtà.

Sarà che sono rincoglionito, ma mi pare di ricordare che la mafia (o comunque il sistema malavitoso) prospera nel controllo e nella diffisione della droga, in quello della prostituzione e del gioco illegale, nel taglieggiamento del commercio e via dicendo.  Ma mi pare di ricordare, anche, che pochi giorni fa era comparsa la notrizia che la mafia spa era la maggiore azienda italiana con un fatturato pari al 7% del PIL considerando solo le attività di tipo commerciale ed incidenti direttamente sul sistema economico lasciando da parte i proventi delle attivitè quali droga e prostituzione.

Sarà che sono rincoglionito,  ma mi pare di ricordare che  le maggiori fonti di inquinamento mafioso sul sistema degli appalti pubblici avvenisse attraverso le trattative private, il proliferare del sistema del subappalti, lo snaturamento dei sistemi di concorrenza tra le imprese in sede di gara e la debolezza strutturale della pubblica amministrazione nella gestioen del rapporto di appalto.

A conferma di questo andamento sarebbe interessante vedere come affronta queste tematiche  la legge regionale n. 27 del 2003 e successive modifiche.

Ma in Veneto la mafia non esiste. O no?

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