attila

la grande depressione

Archive for ottobre 2007

onorevoli si nasce

Posted by vaiattila su 23 ottobre 2007

ieri ho ricevuto una sua telefonata.

Ho risposto con un certo imbarazzo misto ad un qualche compiacimento. L’imbarazzo è facilmente spiegabile dati i miei trascorsi e il mio comportamento sempre così chiaro, direi trasparente, a volte intransigente… ma il compiacimento lo devo all’importanza del mio interlocutore, quel potermi rivolgere a lui dandogli del “tu”, quella sottile soddisfazione nel pensare che ero almeno in parte nei suoi pensieri e che su di me, sbagliando, aveva in qualche modo articolato una sua strategia…

Certo, è stato molto alla mano e simpatico. Mi ha raccontato una barzelletta, proprio a me che odio questa abitudine  da commesso viaggiatore, una barzelletta che per altro già conoscevo, figurarsi! L’ha, però, raccontata bene, come solo lui sa fare, con quelle pause e quel suo fraseggiare particolare, intessuto di termini inusuali eppure così diretti… alla fine ho sorriso, un po’ per compiacimento, un po’ per tenerezza. Sì, mi ha fatto una qualche tenerezza. C’è in lui una sorta di ingenuità, di freschezza, di naturale giovanilismo che lascia l’interlocutore con un punto di domanda, che sia proprio così?

Ovviamente una cosa è l’educazione e il saper strare al mondo e tutt’altra cosa è rinunciare alle proprie convinzioni. Su questo sono stato perentorio. Alle sue proposte, alle sue analisi di parte, ho risposto con la dovuta fermezza. Certo, è vero che il Governo è entrato in una fase di ineluttabile declino. Non credo arriveremo alla finanziaria. Di questo ne sono ben consapevole.

Ma ho dato la mia parola, mi sono battuto, ho creduto e sofferto. Resterò fedele a Prodi fino alla fine. Alcune cose le abbiamo messe in piedi, abbiamo fatto una manovra da lacrime e sangue, siamo riusciti a rimettere in moto l’economia, abbiamo discusso ed affrontato alcuni temi essenziali, la famiglia, i pacs, l’eutanasia… abbiamo trattato  importanti riforme: il conflitto di interesse, la riforma fiscale, quella elettorale e quella della giustizia…. riconsegnamo ai nostri elettori un paese avviato su una strada di cambiamenti epocali…. Ci sarebbe ancora molto da fare, ma su questo ho dovuto convenire con il mio interlocutore: non abbiamo più la forza propulsiva di tirare avanti… ci mancano le forze ed i nostri ultimi metri sono pesanti come quelli di un maratoneta in piena crisi di ipoglicemia…

Un po’ per cortesia un po’ per attutire la  profonda delusione che ho colto nella sua voce, mi sono congedato da lui lasciando un piccolo, debole spiraglio al dialogo: mi auguro che almeno sul piano umano avremmo occasione di sentirci ancora…. mi è sembrata la necessaria e civile mediazione a fronte dell’intransigenza della mia posizione….

Certo, le posizioni intransigenti non sono mai le migliori perchè partono da preconcetti e si fissano, si solidificano attorno ad un atteggiamento preclusivo, ostinato e a volte cieco, incapace di cogliere le sfumature, le particoalarità, le diversità. L’intransigenza taglia la realtà con la brutalità della mannaia, un colpo secco e via, quasi tutto fosse un aut aut, una visione manichea fatta di bianco e di nero tralasciando, in una semplificazione stupida e colpevole, tutta la gamma dei grigi di cui è composta la realtà. Sì, perchè la vita, la realtà è fatta di elementi complessi, difficilmente comprensibile ai più che tendono, in un a percezione grezza e spesso ridotta a fenomeni animaleschi a ridurre il tutto a funzioni pre conoscitive e meramente materiali.

Il vero problema per chi, come in parte è il mio caso, raggiunge elementi  superiori di comprensione della realtà è appunto quello di instradare la propria percezione  in una dinamica di sviluppo per tutto il genere dei propri simili. Il limitare questo carisma ad un solo schieramento, renderlo ideologico o settario rappresenta un danno per tutta la collettività….

Ora questo pensiero mi rode. Ora so di essere stato troppo schematico, troppo precipitoso nel difendere le mie posizioni che a ben guardare non sono essattamente le mie posizioni, ma sono quelle in qualche modo ufficiali, semplificate, tagliate un po’ con l’accetta e che non mettono assolutamente in luce, anzi oscurano, i mille e mille distinguo che connaturano fino in fondo la mia posizione.

Ora, appunto, so di aver sbagliato. Certo, non in tutto, ma non avrei dovuto essere tanto manicheo. Dovrò richiamarlo e aprire uno spiraglio di dialogo maggiormente possibilista….cosa penserà di me? che sono un incerto, che sono una persona insicura? non credo. Lui è di solito così liberale, così svelto nel cogliere la sostanza delle cose che sicuramente sarà contento di aver instaurato con me un dialogo che potrebbe rivelarsi di reciproco giovamento.  Io, onestamente, credo che quella persona sia veramente straordinaria,,, e poi, ripensandoci, quella barzelletta non era per niente male!

attila

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un piccolo spiraglio

Posted by vaiattila su 12 ottobre 2007

il giorno 27 settembre, mentre non si era iniziato ancora il grande dibattito sulle cause dell’alluvione della terraferma veneziana, avevo ipotizzato che l’esistenza della conterminazione di Porto Marghera, voluta e perseguita dal Magistrato alle Acque su “istigazione” del Ministero dell’Ambiente (per gli addetti ai lavori leggasi Mascazzioni) costiuiva un sicuro impedimento al naturale deflusso delle acque piovane verso la laguna veneziana. Nessun altro luminare, oltre a me, aveva perlato di tale fatto.

Solo oggi, sul Gazzettino, l’Amministratore di Veritas dott. Andrea Razzini , attreibuisce al marginamento della laguna una responsabilità precisa nel disastro idrico della Terraferma. E’ un posso avanti ( anche per la mia autoreferenziale vanità). Poi ci sono tutte le altre concause…. Mi chiedo ancora una volta il senso del Commissario?!!!

E c’è da prevedere che nell’assetto attuale tutto si farà per escludere una corresponsabilità al marginamento lagunare rispetto al dissesto idrico: Dietro a questo c’è sicuramente l’interesse di chi , con impiego di pochi mezzi, riesce a guadagnare cifre considerefoli nella realizzazione delle opere gestite, come opportunemente stabilito a suo tempo, dalle stesse imprese del consorzio Venezia Nuovo, unico caso in Europa di stazione appaltentecostituita da un pool di imprese edili che appalta i lavori escusivamente a trattative privata ad imprese facenti parte del Consorzio.

Questo è semplicemente un modo legalizzato di continuare un furto a danno del pubblico erario.

Ma, a parte i soliti contestatori, tutti tacciono su questo scandalo-

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sì, appunto, ecco il commissario….

Posted by vaiattila su 6 ottobre 2007

C’era da aspettarselo! 

Lasciamo perdere la specificità di una sitiazione comne quella di Venezia Mestre. La cosa che preoccupa è la piaggeria dei nostri politici. Per anni si è stati fermi, lasciando che le sitiazioni si incancrenissero con finanziamenti per sistemi fognari che stanno nei piani regionali fin dal 1996 e tutt’ora fermi:

Poi, quando i nodi arrivano al pettine, la questione viene scaricata sul Commissario di turno, che, guarda caso, dovrà  risolvere i problemi. Ma quali problemi?

Il neo commissario all’ennesima emergenza dell’area veneziana, Ing Mariano Carraro, ha le idee chiare: ”

. Il mio compito principalmente sarà quello di accelerare certe pratiche che al momento sono ferme in qualche cassetto. Non si tratta esattamente di pastoie burocratiche come spesso si è scritto e si è detto. Le cose stanno in maniera diversa. Si tratta per lo più di progetti già finanziati e bloccati per divergenze tra vari soggetti. Ecco il mio ruolo sarà quello di sbloccare il più velocemente possibile alcuni iter che si sono incagliati in modo da privilegiare come tutti auspicano l’interesse dei cittadini e non dei singoli». Così dichiara il nostro al Gazzettino del 4 ottobre:

Dunque non di problemi tecnici si tratta, ma di questioni di altra natura. Non sono temi nati per fatti di uffici ma di politica.

Indirettamente conferma questa posizione anche l’assessore alla cultura della Provincia di Venezia Funari . «Non avendo la forza di prendere decisioni, molte volte per paura di perdere dei consensi – ci inventiamo la figura taumaturgica del commissario straordinario lasciando illogicamente inalterato il sistema burocratico e tutti i manager, presidenti e consiglieri al loro posto, con un tesoretto da gestire e con un buon onorario da far gridare i “Grillo boys”. Per la gestione idraulica ed urbanistica sono interessati molti enti pubblici; è una brutta consuetudine italiana. Le competenze sono sempre ripartite e divise fra molte autorità e ciascuna vuole gestire il proprio orticello”

Dunque la politica si consegna armi e bagagli ad un dirigente della Regione Veneto che ( alla faccia delle sue competenze tecniche e ammisitrative) si arroga la competenza di gestire la politica. quella vera, che amministra territori e soprattutto denaro. A lui, spetterà il difficile compito di fare piani, gesrtire appalti e lavori…

E’ una doppia sconfitta. E’ la sconfitta della politica, ma è anche la denuncia esplicita che i funzionari pubblici non sono dei “tecnici” o dei gestori di servizi, ma troppo spesso sono abituati ad invadere il campo della politica e a pilitarla verso ignote destinazioni.e tutto questo in aperto contrasto con la trasparenza amministrativa  e con il rispetto del principio di  separazione tra politica ( che programma, decide e controlla) e apparato amministrativo che esegue quanto deciso dalla politica.

Stiamo regredento, caro Sindaco Cacciari, verso un apparato amministrativo/politico nemmeno in grado di gestire una normale emergenza e nemmeno una normale attività di ordinaria amministrazione quale la manutenzione dei canali scolmatori e quella ordinaria delle fognature. E tu, uomo veloce di lingua e di coltello ( nel senso che molte volte hai affondato con decisione la lama al cuore dei problemi) ora invochi l’uomo della provvidenza ( che è uno degli artefici di quella pessima legge regionale sulle opere pubbliche) senza nemmeno guardare le responsabilità lapalissiane dei tuoi uffici?

anche se ci sarà una risoluzione  parziale dei problemi, bisogna prepararsi al peggio perchè inevitabilmente le soluzioni oggi proposte saranno dei pagliativi a tempo determinato, Stiamo ricoprendo di carton gesso un solaio totalmente marcio… per un po non vedremo il marcime che avanza, poi, quando tutto crollerà ci guarderemo smarriti. Sarà questo il momento in cui il saggio potrà gridare “Ci vuole un Commissario allo sgomgero delle macerie!”

C’è poi il problema dei soldi.

E anche in questo mi sento di dissentire dal Commissario che da un lato si appresta a mettere tutti d’accordo per sbloccare i progetti già finanziati e dall’ altro invoca consistenti finanziamenti.

Anche qua, ma è mai possibile che non si possa fare una analisi almeno un po’ serie?

Ci sono progetti fognari finanziati dal 1996 quali la famosa idrovora di Malcontenta (così si ricava dalla delibera Ginta Regionale del Veneto 4369 del 30/12/2005) che sicuramente sono valutati a prezzi di più di dieci anni fa ( almneno presumo) Con quei soldi cosa si pensa di fare? forse il 60% dell opera. Una altra attività incompleta che si aggiunge al numwero delle nomerose incompiute

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ed ecco il Commissario!

Posted by vaiattila su 3 ottobre 2007

Come proposto dal Sindaco Cacciari, si è fatto il Commissario.

Non c’è stato tempo nemmeno di far assopire un poco le polemiche ( ma forse è proprio per questo?) che, senza uno straccio di analisi seria, abbiamo trovato in tempo record il deus ex machina della sitauzione.

Alla sua salute e che possa lavorare proficuamente. A lui a ai suoi due vice commissari!

Speriamo che risolva qualcosa e che possa andare avanti qualcosa di concreto.

Ricordo però quel vecchio appello/speranza ad un paese “normale” che risulta sempre più improbabile.  DA noi tutti i problemi sono ormai sclerotizzati, tutto diventa assolutamente straordinario, così una pioggia, così una manutenzione ordinaria dei canali navigabili e una semplice raccolta di immondizie.

ecco il punto: in un paese normale i problemi straordinari si risolvono con un commissario straordinario…. trovata la regola….

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multiutility

Posted by vaiattila su 1 ottobre 2007

Affari e Finanza di Repubblica di lunedì 1 ottobre riporta  alcuni dati interessanti sulle “multiutility” ossia su quelle società, di solito a prevalente capitale pubblico, che sono nate dalle ex aziende municipalizzate e che oggi dovrebbero o vorrebbero entrare nel mercato.

Il vero problema nasce dal fatto che queste ex municipalizzate, ora divenute società per azioni a tutti gli effetti, si troveranno in un futuro sempre più vicino a dover fare i conti con il mercato della libera concorrenza imposto dalla Comunità europea.

Finora queste società hanno potuto campare ed alcune, le più accorte, anche prosperare, grazie al fatto che  il loro azionista di maggioranza ( di solito) è stato anche il loro unico o maggiore cliente.  Per fare un esempio qualsiasi il comune di Roma detiene le quote di maggioranza della società Acea e affida all’Acea  a trattativa privata e sulla base di un contratto di servizio la realizzazione di una serie molto ampia di sevizi: dalla raccolta dei rifiuti alla gestione dei parcheggi, dalla gestione dell’acquedotto pubblico alla fornitura di gas, alla gestione dei cimiteri  e via dicendo.

Inutile dire che gli intrecci e le connessioni tra amministrazione pubblica e società multiutility sono tali e tanti, che difficilmente è possibile arrivare alla trasparenza delle cose.

Ora, poi, che si prospetta la scelta del mercato, ossia della libera concorrenza, le varie società multiutility si sono scatenate in una rincorsa alla fusione tra di loro nella consapevolezza che dovranno vedersela in un prossimo futuro con le grosse e meglio organizzate società analoghe che operano in Europa.

Dunque dobbiamo fondere varie società per creare un grande società in grado di reggere la concorrenza con altre società eutopee.

Enrico Letta, sottoscegretario alla Presidenza del Consiglio,  propone di creare una grande multiutility del nord, mentre ASM Brescia e AEM Milano stanno già arrivando ad una fusione tra loro.

Nelle pagine di Affari e Finanza dedicate alla questione multiutility mi hanno colpito due cose. La prima è che si da per scontata la concorrenza di francesi e tedeschi nella gestione dei servizi. E allora proviamo a fare un po’ di chiarezza. Intanto non è detto che  la stazione appaltante coincida con l’attuale bacino di sviluppo della società multiutility. LE aggregazioni territoriali sono avvenute non sulla base di interessi e caratteristiche territoriali, ma su accordi intercorsi tra aziende municipalizzate secondo schemi politici che nulla hanno a che fare con scelte economiche. Così esistono società multiutility che non hanno alcun senso territoriale di esistere come ad esempio AcegasAps che è la fusione di due aziende multiutility una facente capo alla provincia di Padova e l’altra a quella di Trieste. Tale società vive perchè riceve a trattativa privata direttamente dai suoi proprietari (comuni, provincie consorzi di Padova e Trieste) le attività quali la fornitura delle acque e la depurazione fognaria,  la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, la gestione dei cimiteri e quant’altro. AcegasAsp provvede in proprio o attraverso le sue numerose scietà controllate. Stando alla normativa europea, per fare un esempio, il comune di Padova decide di mettere a gara il sistema di raccolta dei rifiuti.  AcegasAps (per quota parte proprietà del comune di Padova) viene messo in concorrenza con tante altre società che sono tutte multiutility. I nostri amministratori sostengono che il pericolo è vedersi soffiare i lavori da tedeschi e francesi. Ma in realtà difficilmente ciò accadrà in quanto, come è successo con le opere pubbliche, le società straniere hanno difficoltà ad inserirsi nel nostro mercato fintantochè esso è stutturato in modo poco traparente.

Le diverse società multiutility si stanno aggregando sostanzialmente per impedire la  nascita di un sistema di concorrenza. LA grande multiutility del nord dovrà esssere una spcie di grande monopolio che vinverà, fatalmente tutte le piccole garette che andranno fatte tra i diversi soggetti facenti capo agli enti locali. Non ci sarà concorrenza, ma molto sottogoverno, perchè poi, la multiutility potrà affidare la gestione dei servizio ad una sua società controllata che corrisponderà, di fatto, alla vecchia municipalizzata…

Il secondo aspetto che mi ha colpito delle pagine odierne di Affari e Finanza è che la fusione di Asm  Brescia e Acm Milano avviene tra le richieste di altri soggetti a far parte del nuovo nascente polo multiutility.  In una logica stringente, e che non solleva alcuno scandalo ai nostri occhi, la richiesta di allargamento della fusione è arrivata dai vari sindaci. Così Veltroni (anche lui!) ha chiesto che l’Acea di Roma entri nel nuovo polo. Ma sarebbe ora che sindaci , presidenti della provincie e quant’altri,  capissero che sono in netto conflitto di interesse tra le società di servizi e  il loro mandato di amministratori pubblici. Non possono essere coloro che nominano presidenti e consigli di amminstrazione da un lato e dall’altro controllano se i loro fornitori di servizi funzionano bene… Ma una parvenza di correttezza sotto questo aspetto non si intravvede nemmeno, anzi… i nostri sondaci sono convinti di essere assolutamente corretti!

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