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terre e rocce da scavo – una storia italiana

Posted by vaiattila su 6 luglio 2007

Pare che il governo stia licenziando l’ennesima norma in materia di terre e rocce da scavo. La questione è  oramai decennale e riguarda l’ambletica domanda: ma le terre e le rocce provenienti da cantieri sono rifiuti o no? La normativa europea propende per il sì. Quella italiana ha sempre cercato di introdurre il criterio che invece no, le terre e le rocce anche se contaminate durante il processo di scavo non sono rifiuti se esiste la possibilità di tiutilizzarle all’interno di  un altro  progetto.

Sembrerebbe una questione da poco, ma così non è. I rifiuti viaggiano con formulario e devono essere smaltiti presso una discarica o presso un centro di recupero oppure devono essere riutilizzati all’interno di un processo produttivo comunque soggetto ad approvazione.

Facendo l’esempio più banale protremmo citare il caso di chi , dovendo scavare una fondazione in terra perfettamente naturale, si trova costretto a conferire la stessa a discarica quale  inerte al prezzo di 30 euro alla tonnellata invece che venderla direttamente a qualchuno e ricavarci 10 euro a tonnellata.

questo esempio rappresenta il caso estremo. nel caso di rifiuto ci troviamo a sopportare un costo nel caso di riutilizzo possiamo perfino guadagnare… E allora, ci troviamo di fronte alla solita follia del legislatore?

Non è così. Molti lo sostengono, ma il problema è un altro.  Sul tema della terre da scavo l’Italia è stata più volte richiamata dalla CE. E sarebbe proprio il caso che pure il Belpaese si adeguasse.

quindi terra e rocce da scavo sono un rifiuto. E allora tutto a discarica? ecco, questo è il punto nodale, quello che come sempre non viene affrontato seriamente:  riguarda l’uso, assolutamente fondamentale, del recupero dei rifiuti.

Per dieci anni abbiamo perlato di terre e rocce da scavo, la norma è cambiata almento 5 volte, qualche regione ci ha messo del suo introducendo unteriori norme ed interpretazioni, ma nessuno si è sognato di rendere coerente, rapida, funzionale e ambientalmente corretta la materia che regola il recupero dei rifiuti compresi quelli derivanti da rocce e terre da scavo.

Nel mio esempio parlo di terre vergine. Mettiamo che la terra sia contaminata…. il recupero diventa insostenibile per costi operativi ma anche burocratici ( e su questo blog avremo modo di parlarne…) . A questo punto la discarica diventa il toccasana di tutto… la terra contaminata diventa oro per qualcuno… l’ambiente, come ecosistema, riceve la ferita di un ulteriore discarica…. e la giostra continua…

attila

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