titola il Gazzettino del 15 novembre
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Per fortuna non sono più cittadino veneziano da molti anni, ma sapere che i miei ex concittadini sogniano di avere Brunetta come Sindaco mi allontana notevolmente dalle mie origini.
Sì, lo so, la frase protrebbe essere letta anche in altro senso: ci si dovrebbe chiedere chi sogna cosa? ma poi è un sogno o un incubo?
Brunetta sindaco e già ci fa sapere di avere una di quelle famose “ideuzze” che tanto piacciono di questi tempi. Brunetta una volta sindaco farà in modo che i consigli comunali si svolgano a palazzo ducale invece che a Ca’ Farsetti. Ullalà, sono fatti importanti, che segnano un epoca! Facile ironizzare su un Brunetta doge, lunga palandrana di porpora, alto corno ducale…
Brunetta sidaco…Questa povera Venezia merita di più e di meglio… già ci saranno da rimediare i disastri dell’ultima “gestione” Cacciari, ed ora si aggiungeranno le “trovate” di Brunetta….. il consiglio comunale a palazzo Ducale… già questo la dice lunga… E poi? cosa faremo? una lotta forsennata contro i venditori abusivi? i turisti pendolari che sporcano e non comprano? i piccioni che cagano e non pagano le tasse? Quali saranno i nemici contro cui il geniale ministro dell’innovazione si scaglierà?
Intanto il geniale ministro per l’innovazione e la funzione pubblica si può beare per i risultati ottenuti: egli è l’artefice della prima grande riforma di questa legislatura…. la riforma della Pubblica Amministrazione.
E’ una riforma che non cambia assolutamente nulla delle modalità operative della pubblica amministrazione. Agisce soltanto sugli aspetti “emozionali”: l’ orario, la presenza, i premi e le sanzioni… Chi ha lavorato nella pubblica amministrazione sa che questi temi sono all’ordine del giorno almeno dal 1990. LA riforma Brunetta non tocca nessun nodo importante delle modalità operative della PA, prima tra tutti il rapporto compromesso tra attività di indirizzo (politica)ed attività gestionali (funzionari) ma si limita a creare l’ennesimo meccanismo di progressione delle carriere che sarà utilizzato da dirigenti e funzionari per rimescolare tutte le carte e ricreare gerarchie, cordate, posizioni di privilegio.
Ma, continua il Gazzettino, il futuro sindaco parla di una sorta di ostacolo alla sua scalata al soglio ducale: l’impegno preso con 60 milioni di italiani di riformare la pubblica Amministrazione. Ecco, appunto. Questo è il motivo principale che Brunetta ha di fuggire dal ruolo ministeriale: non per le minaccie di Tremonti di prenderlo a calci in culo ( Il Corriere), quanto perchè sa che se resta al ministero a prenderlo a calci in culo saranno gli italiani quando si accorgeranno che la sua “riforma” non sono che chiacchiere da osteria… tra qualche anno quanto tutto sarà solo un po’ peggio di adesso (e peggiorare è impresa ardua) allora sarà chiaro che il popolo italiano aveva affidato la riforma della PA ad un cialtrone….
MEglio scappare, quindi, ed approffitare della cattiva amministrazione fatta dal filosofo Cacciari.
A sto punto un posto di sindaco non si nega a nessuno. Solo che qualcuno dovrà spiegare a Brunetta cosa può fare un sindaco e cosa può fare un doge. Un sindaco può dire quello che vuole, un doge no, Se un doge dice cazzate il consiglio dei dieci gli fa un culo tanto….mentre se si limita a fare il Sindaco si accomodi… Venezia sta decadendo ormai da quattro secoli!


