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cronache di un apprendista barbaro

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crisi e armi: prepariamo un futuro per i nostri figli

Pubblicato da vaiattila su 20 Maggio 2009

Beh, perchè scandalizzarsi? il livello è proprio questo: siamo un paese che da circa vent’anni ha intrapreso una  progressiva e costante regressione. Ora, in piena crisi, stiamo arrancando nascondendoci la realtà con grande protervia ed arroganza. Ci autoproclamiamo i primi ad aver capito la gravità della crisi e ci incensiamo nel ritenre di aver fatto tutto, ma assolutamente tutto per limitare i danni. Oggi siamo in testa nel vedere la ripresa, C’è la ripresa, certo che c’è. “non nobis, domine, non nobis..”  Se proprio devi incazzarti, Signore, non incazzarti con noi! prenditela con gli altri, i negri, gli ebrei, gli americani, i russi, ma non con noi, signore, non con noi….

Noi stiamo uscendo a testa alta dalla crisi: la piccola Italia ha già conquistato una parte di America ed ora si sta comprando la Germania: Produrremo auto a valanga… almeno cinque milioni e tutta questa operazione senza perdere un posto di lavoro e chiudere una fabbrica. Perchè noi riusciamo proprio là dove gli altri falliscono? Ma semplice, perchè noi siamo il frutto di una genialità antica, siamo i figli di Cesare, di Augusto, di Lorenzo il Magnifico, di Leonardo, di Galileo e via dicendo…

Siamo dei geni.

E’ anche giusto dire che a noi non serve investire in ricerca… le idee ci vengono così, perchè se anche dovessiomo investire allora saremmo uguali agli altri. Invece a noi le genialate escono così, a caso… non si sa bene nemmeno perchè, ma siamo fatti così…

Per esempio questa storia della caccia. La Lega, che accumula complessivamente una massa anche eccessiva di genialità , ha pensato bene di riproporre il rilancio delle doppiette. Padroni in casa nostra, zio caro! E se un uccello passa sulla mia testa io lo tiro giù, zio caro! perchè al novanta per cento è un migrante e non ha permesso di soggiorno… è questo è un messaggio mica tanto subliminale… potrebbe capirlo anche un negro…

Poi  c’è un risvolto inconscio. La difesa della roba. Che ci sia la crisi se ne stanno accorgendo tutti. Anche chi fino a ieri girava in suv sempre più grossi, spandeva capi firmati e credeva di essere una sorta di privilegiato per natura.. e invece da qualche giorno anche lui, il titolare di impresa, sente una certa angoscia… cala il fatturato, anche e soprattutto quello in nero, calano le commesse, le banche non scuciono nemmeno per costruire un piccolo condominio, e cè puzza di crisi…e stà gente che viene qua è rompe le balle… gente violenta, che pretende e non sa stare al suo posto…  voglia di ronde, voglai di armi, voglia di far sentire il proprio predominio… no, è solo autodifesa.

Da chi?  da cosa? ma dai volatili che infestano il cielo e schittano anche sul suv, zio caro!

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popolo veneto?

Pubblicato da vaiattila su 21 Agosto 2008

Andrea Causin  (Web http://www.andreacausin.it Blog http://www.fullio.it) è un consigliere regionale veneto del Partito Democratico.

Ricevo la sua news del 31 luglio, la leggo solo ora, che mi informa che la Regione Veneto sta discutendo sul nuovo Statuto e apprendo che tra i punti di dissenso tra maggioranza e opposizione regionale c’è anche:

“1. la definizione di popolo veneto, che noi riteniamo essere legata a tutte le persone residenti all’ interno del territorio del Veneto e che la Lega invece ritiene legata maggiormente all’ etnia e alla cultura;”

La mia idea di popolo (appartengo ad una minoranza che non ha particolare simpatia per questo concetto e soprattutto per quello che pare essere la sua degenerazione più in voga quale il populismo)  ne resta perplessa.

Guardo su wikipedia il termine popolo. Ci sono delle ambiguità concettuali e allora accolgo la definizione riportata nella Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli (CONSEU – Barcellona, 27 Maggio 1990), ove si afferma:
“Ogni collettività umana avente un riferimento comune ad una propria cultura e una propria tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato (…) costituisce un popolo.
Ogni popolo ha il diritto di identificarsi in quanto tale.
Ogni popolo ha il diritto ad affermarsi come nazione.”

Mi domando se esiste un riferimento comune, una propria tradizione storica, una propria cultura e in che cosa si sostanzi questa tradizione e questa cultura. Mi sembra che tutta la tematica sia vissuta in modo emotivo piuttosto che serio. Emotivamente siamo al “viva Venezia viva san Marco evviva le glorie del nostro leon” ma oltre a questo? la lingua?  si dice che il veneziano possa titolarsi come una vera lingua, e sia, ma in realtà abbiamo una quantità di dialetti che vanno dal rovigoto al bellunese con tutte le inflessioni quasi condominiali, ma perchè il trentino non è un dialetto veneto?  la cultura? che abbiamo espresso oltre a Goldoni, Gallina, Camon e qualche altro? e quale scrittore o intellettuale oggi accetta di dirsi “veneto” e portatore di una cultura veneta?  Tradizioni? ma cosa, il palio di Noale o la regata storica di Venezia?

Bene, con questo bagaglio comune possiamo aspirare ad essere la grande nazione veneta!

A me pare che forse il partito democratico veneto, invece che stare a discutere dentro un consiglio regionale o una qualche commissione per la redazione di uno statuto, dovrebbe fare una battaglia con una qualche visione anche più larghetta… tanto comunque vincerà la posizione più becera ma almeno avremo dato una prospettiva a chi questa limitazione culturale sta stretta come un cappio al collo… Forse la cultura la si fa anche con lo scambio di idee, con le provocazioni intellettuali e con qualche cosa che non sia lo stereotipo di una dibattito asfittico e senza alcun contenuto serio. E mi accorgo che mi sto incazzando dentro…

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il ponte di Calatrava e il federalismo fiscale

Pubblicato da vaiattila su 20 Agosto 2008

Strana associazione di idee. Ma stavo pensando a questa opera bella ed inutile. Il fatto che sia inutile non toglie nulla al fatto che sia bella.

Dunque, ha senso che un sindaco si preoccupi di spendere soldi pubblici per fare un opera bella ma inutile? Credo di sì, ma ci sono limiti che non devono mai essere valicati. Anche il bello ha un prezzo e il prezzo può essere giusto o eccessivo in sè e in relazione al risultato finale.

Non so, quindi, se il ponte di Calatrava sia costato troppo in sè, ossia se il valore intrinseco dell’opera sia stato pagato correttamente. Direi di no.
Per un fatto legato ai costi, al tempo di esecuzione, alle riserve pendenti sull’opera, agli errori progettuali e a quelli legati alla gara d’appalto…

Penso che i cittadini dovrebbero essere giudici di questi fatti e contemplare il ponte di Calatrava in rapporto al risultato finale valutando se l’opera ha reso la città migliore o peggiore e se in questo miglioramento eventuale si giustifica con i costi sostenuti.

Ma i costi sono stati comunque troppo alti. Beh, qua il Sindaco qualcosa avrebbe dovuto farlo, ma non mi risulta l’abbia fatto. Avrebbe dovuto capire quali errori sono stati fatti e avrebbe dovuto, almeno fare ammeneda di questo e rendere conto di come ha amministrato questa faccenda.

Saranno i cittadini a giudicare. Certo. Ma con quali elementi, con quali conoscenze specifiche?

Continuo a pensare a Catania, comune in situazione di bancarotta.

Penso al governatore della Sicilia Lombardo. E tremo.

Si è tanto parlato di Roma e del suo debito mettendo tutto sullo stesso piano e senza distinguere la spesa per gli investimenti e la spesa corrente. Poi ti accorgi che una città medio piccola è riuscita ad accumulare debiti fuori bilancio (questi sì gravissimi) per 800 milioni di euro buttati via nei modi peggiori …. ed oggi la   Lega si sceglie Lombardo come interlocutore sul federalismo fiscale…

e la richiesta di una legge speciale per Catania per ripianare il debito dove la mettiamo?

gli elettori? a Catania l’80% ha rivotato per i grandi spendaccioni… e mi chiedo quanti ponti di Calatrava nasceranno nelle varie città in epoca di federalismo fiscale e mi chiedo quali saranno i meccanismi di controllo effettivo sull’operato. e mi chiedo se ci sarà più o meno trasparenza negli atti amministrativi…

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