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cronache di un apprendista barbaro

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il caso Marrazzo

Pubblicato da vaiattila su 26 Ottobre 2009

Il caso Marrazzo continua a tenere banco.

A desta, a sinistra. Si discute della questione con una passione degna di miglior argomento. Eppure è su questo che dibattiamo. Ne facciamo un fatto di costume, di morale, di chiacchiera, di politica, di questo e di quello.

Un fatto strettamente personale potrebbe essere letto semplicemente come un fatto strettamente personale. Ma a questo punto non avemmo nulla da dire: sono fatti suoi. Invece in un fatto come quello di Marrazzo ci possiamo mettere di tutto: il sesso, la corruzione, la politica, gli affari, i sentimenti, la droga.  Possimo tranquillamente inventare, interpretare, sputtanare,  disquisire di politica di arte  di astrofisica di sessuologia di morale.

C’è chi anche azzarda una sorta di parallelismo con il caso di Berlusconi. Ma chi tenta una cosa del genere non può che fermarsi su una strada senza uscita. Nno c’è alcuna similitudine tra Marrazzo e Berlusconi (e qua mi smentisco perchè anch’io avevo insinuato che Marrazzo stesse studuando da Presidente del Consiglio:..). Berlusconi, anche quando va con le prostitute, lo fa per cominicarci la propria potenza, l’essere il superuomo che ci guida sicuro fuori dal guado. A questa potenza della natura noi dobbiamo tributare un giudizio che non può fermarsi al quello normale: lui normale non è. Le nostre leggi sia civili, che penali che morali non sono in grado di essere applicate a questo unto del signore. Chi è al di là del bene e del male risponde a meccaniche del tutto diverse da quelle normali. Noi dobbiamo solo capire questo ed accettare la sospensione del giudizio: non è alla nostra portata.  Infatti appena qualcuno si azzarda a dare delle vicende del presidente del Consiglio una interpretazione normale, subito si leva il coro dei suoi sacerdoti a ricordarci che i disegni di dio sono imperscrutabili, mentre dalle caserme si leva uno sferragliare d’armi e dai tribunali si leva la voce, leggermente sgnanfa, dell’avvocato di dio…

Marrazzo, poverino, è uno di noi e allora si dia la stura alle nostre geniali interpretazioni.

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Napolitano: voi non lo sapete….

Pubblicato da vaiattila su 4 Ottobre 2009

Napolitano, firmando quello che è lo scudo fiscale di Alberto da Giussano, ci viene a raccontare la fiaba dell’orso.

Presidente! Presidente! non cada anche lei nell’errore di crederci tutti, ma proprio tutti, dei cretini! Lei dice che non firmare non ha senso perchè poi il parlamento rivota la legge così come sta e lei, come afferma la Costrituzione, è costretto a firmarla… ma mentre dice questo, che noi sappiamo che è anche vero, lei fa un grave torto alla nostra intelligenza.

Infatti, Presidente, lei dice: “Se non firmo oggi il Parlamento vota un’altra volta la stessa legge ed è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite non firmare, non significa niente”. (così virgolettato riporta la stampa…) Come si permette,  Signor Presidente, di insinuare che noi non conosciamo la Costituzione?! Come si permette di affermare che una mancata firma del Presidente nno significhi nulla? Significa, eccome!

Signor Presidente, in un parlamento che vota questa legge orribile con pochi voti di scarto, con onerevoli che si turano il naso per votare una legge infame e alcuni che si scordano di presenziare alla riunione della camera la sua mancata promulgazione della legge avrebbe un siginficato morale enorme. Certo, il parlamento la potrebbe votare di nuovo, ma almeno che si sappia che il custode della costituzione ha detto che la legge non è propriamente decente….

E questo non è nulla, secondo lei?

Presidente, c’è poi il fatto che lei ci dà degli ingnoranti… e no!  Presidente, questo non lo possimo accettare… noi la costituizione la conosciamo e perfino fu oggetto delle nostre tesi di laurea…

anzi se vuole le diamo alcune ripetizioni in materia…..

che brutta figura… signor Presidente!

poteva risparmiarsi almeno questa supponenza!

Ah, lei chiede chi siamo noi?

Noi siamo quelli sfigati che si prendono le mazzate sui denti, quelli che nei palazzi del potere non ci sono mai andati, quelli che vanno in piazza a difendere la libertà di stampa, quelli che sono preoccupati per come sta andando questa nostra italitta..quelli che crescono i figli cercando di dare loro un qualche valore ed un qualche senso di rispetto per le regole e per gli altri…e che si rendono conto che stanno insegnondo a loro a diventare dei perdenti…

merda! Signor presidente, ora mi ha fatto proprio incazzare!

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sono indignato!

Pubblicato da vaiattila su 2 Ottobre 2009

lui è là che sorride coperto da uno strato di cerone..

perchè sorride?

lui le parla dei suoi successi, mentre nell’aria si diffondono le note di “per fortuna che Silvio c’è!”

lei è seria come un pierrot.

Lui, gentile, le chiede cosa la affligge e lei racconta la drammatica storia di suo padre suicida… l’agriturismo… i permessi non concessi…. le opere abusive….

lui le sorride…

sullo schermo le immagini di lui che parla a G8, che stringe la mano ad Obama, che fa le corna a Sarcò (ignaro che Carlà abbia  un debole per lui), che bacia la mano al papa, che bacia uno stalliere di passaggio, che parla all’ONU, che consegna case…

lei continua a raccontare le sue vicende disastrose e pietose… perchè a lei non è dato fare abusivisimi? perchè a lei è negato ogni diritto naturale come quello di essere eletta al parlamento europeo, costruire sulle aree demaniali, dover sottoporre i suoi diritti di libera cittadina a delle leggi becere e illiberali?

lui la capisce. E’ una comprensione che va nel profondo: è vero, costruire sui beni del demanio è un diritto naturale, non dovremmo essere così vessatori… anche mandare una bella ragazza al parlamento è sempre meglio che mandare un vecchio trombone… Vuoi mettere? …. pensa… dicono che frequento poco le camere… certo se non fosse per qualche ragazza che ho portato io ci sarebbe da aver paura ad entrare in quelle aule sorde e grigie… pensa che bello sarebbe entrare al parlamento ed essere accolto da una schera di ragazze giovani e belle… tutte con i loro vestitini neri, ornate di farfalline….Allora si che andrei al parlamento…

lui, tenero, le promette un posto da deputato

lei insiste. non ne me frega niente di fare il deputato…. io nella vita ho una missione che è quella di terminare il lavoro di mio padre… morto suicida per colpa di uno stato opresivo, illiberale e schifosamente padrone…

lui la capisce… anche lui è contro questo stato illiberale, opprimente, triste, pieno di regole e leggi che non consentono sviluppo, gioia divertimento…

tutto questo divide l’Italia, ne indigna una parte per un motivo un altra per un altro… siamo un popolo di indignati!

lui sorride….

PEr fortuna che c’è Belpietro che incalza severo e non molla l’osso come un moderno Savonarola… chi le da i soldi a lei? chi la paga? quali sono i suoi redditi? …..dietro si affacciano ipotesi di complotti: D’Alema? Franceschini? Di Pietro?

chi la paga? Da dove le arrivano i soldi?

chi sono i suoi clienti?

detta tra noi…. : mi sembra tutta una vicenda di alto livello….

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il commercio mondiale e le balle del G8

Pubblicato da vaiattila su 11 Luglio 2009

Il commercio internazionale, annuncia Berlusconi, “sarà libero e i paesi poveri potranno vendere i loro prodotti a chi vuole comprarli” Così ha parlato un esponente del G8. E a me è corso un brivido per la schiena. Possibile che un imprenditore, uno che è stato nel commercio da sempre, sia così ignorante?

Sto leggendo in questi giorni “ritorno alla terra” di Vandana Shiva. Baterebbe leggere alcuni brani per capire quanto l’affermazione di Berlusconi possa suonare offensiva agli orecchi di chiunque abbia un briciolo di conoscenza di come funziona il mercato.

Non voglio passare per un estremista  ambientale, anche se sempre di più le mie posizioni, su questi temi, si stanno radicalizzando. Più leggo, studio  e lavoro dentro il mondo della produzione agro-alimentare e più mi pare evidente la follia del nostro sistema produttivo e la mancanza di prospettiva della nostra società.

Faccio un esempio che ognuno può tranquillamente verificare.

oggi 11 luglio 2009  il grano duro di produzione nazionale alla borsa valori vale 245 euro a tonnellata. Questo è il prezzo che viene pagato al consorzio o alla gande azienda agricola che vende il proprio prodotto. Al piccolo contandino che ha coltivato, va comunqeu meno…Se gli va bene, ma proprio bene bene,  arriva attorno ai 200 euro a tonnellata.

Quanto produce un ettaro di terreno messo a grano duro. Dipende molto dalal zona e da altri fattori. Mediamente tra i 30, 40 quintali ad ettaro. Nei casi di assoluta eccellenza produttiva si puù arrivare anche a 5 tonellate per ettato. LçA media solitamente viene calcolata di 3 tonnellate ad ettaro.

dunque al contadino un ettaro di grano duro può rendere al massimo  1225 (245 x 5) euro per ettaro. Da questo fanno tolti i costi vivi… carburante, sementi, concimi, antiparassitari, ecc..  se poi ci mettiamo il lavoro del nostro contadino io credo che sia assolutamente verosimile che il contadino ci rimetta… Nella pratica di oggi succede che il consorzio della zona fornisca lui la semente, i fertilizzanti e tuttal la chimica di supporto alla produzione… poi  il consorzio acquista direttamente  il prodotto pagandolo realmente attorno ai 145 euro a tonellata. Questo è quanto avviene. Il contadino sta a questo gioco perchè così riducono i suoi rischi e perchè non ha margine per investire nelle materia prime. Questo è quanto avviene oggi in Italia. Cioè da un ettaro a grano duro il contadino percepisce  circa € 500 .

Nella pianura padana comperare un ettaro di terreno agricolo costa attorno ai 100.000 euri… Questo tanto per capire la follia del commercio.

Dunque il nostro grano duro viene venduto in prevalenza alla Barilla che lo compera appunto 245 euro a tonnellata.

in questi giorni il contadino percepisce 7 o 8 centesimi per ogni chilo di zucchine. Per raccogliere e portare al mercato all’ingrosso un quintale di zucchine ci perde 4 ore di tempo e di guadagna ben 7 euro!

E qua siamo nel cuore del sistema capitalistico.

Dunque i paesi poveri potranno vendere i loro prodotti a noi, Dice il nostro Presidente. Questo è il peggior insulto che si può fare: Ricorda quello che disse MAria Antonietta a chi le faceva presente che il popolo non aveva più pane… ma che mangino brioches! Così Silvio, che da un lato si fa paladino degli aiuti umanitari, dall altro predica la possibilità per questi paesi di poter esportare i loro prodotti da noi. Ma che storia è questa? Cina e alcune multinazionali comprano ed investono in terreni ferili in Africa, ma non certo per produrre per il terzo mondo, ma per i paesi ricchi: è forse a questo che si riferisce Berlusconi.

 Il mercato aperto ai  “paesi poveri” dovrà basarsi su tre principi, aggiunge Berlusconi: “Sacralità del diritto di proprietà, etica dei mercati, trasparenza”.

E sulla parola etica mi fermo e mi girano le palle!

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le questioni morali

Pubblicato da vaiattila su 24 Febbraio 2009

Le posizioni di Rutelli e soci riguardano la morale. Cioè sono questioni etiche. In quanto tali, ovviamente, non possono essere oggetto di patteggiamento. Quindi se l’onorevole Rutelli e soci sono eticamente contro l’idea che una possa decidere di suo cosa fare della propria vita futura in presenza di una condizione di fatto vegetativa, non possiamo che decidere di rispettare la coscienza di costoro.

Loro hanno l’etica anche per noi. Ed è fastidioso, Perchè l’etica a volte punge, incalza, infiamma. L’etica ti impedisce di assecondare gli istinti più bassi e più triviali. Quando per esempio incorri ingiustamente nelle maglie della giustizia e ti accusano, chessò, di aver corrotto dei giudici per ottenere alcuni vantaggi in un procedimento arbitrale, allora l’etica ti spinge a modificare le leggi, per tutelare, appunto l’etica.

Questa diatriba che infiamma oggi gli animi e spacca (spacca? ma facciamo un reverendum dentro il PD per vedere quanti stanno con Rittini?) anche il Partito Democratico è simile a quella fatta a suo tempo sul divorzio e sull’aborto. E anche a suo tempo le questioni etiche stavano al centro del dibattito.

PEr esempio la destra dell’epoca era tutta contro il divorzio. Era una destra sana ed eticamente difendeva la famiglia. Eccoli là, ora, dopo qualche anno i difensori della famiglia, Berlusconi, Fini, Casini, ecc… tutti divorziati dimentichi che loro o i loro patri spirituali fecero una strenua lotta per l’etica comune… e così oggi, ancora Casini, Berlusconi, Rutelli a fare una lotta etica per la vita… quella degli altri, si capisce perchè quando si parla di scelte etiche loro non prendono in considerazione  che loro possono scegliere per loro ma chi non è d’accordo con loro può scegliere per quello che riguarda la propria personale scelta…

Dunqie la scelta etica di Rutelli riguarda il suo diritto di impedire a me di scegliere secondo la mia etica. Io devo scegliere secondo l’etica di quello stronzo… non grazie.

Intanto però potremmo fare le ronde etiche e vigilare democraticamente che tutto proceda secondo la coscienza dei nostri governanti, ma anche (eccolo qua!) oppositori.

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Catania

Pubblicato da vaiattila su 3 Ottobre 2008

Una città in dissesto ha diritto di vivere comunque. Così l’aiutino dato da Silvio alla città dissestata e derubata dal grande medico del Capo, non è che un atto dovuto.

Protestano leghisti, dipietristi, democratici, financo qualche perplessità tra i governativi doc. Regalare 140 milioni a fondo perduto ad una città che ha dilapidato cospicue sostanze grazie alla gioiosa compagnia di forzaitalioti e di autonomisti lombardiani è un atto di pura generosità che tutti noi sudditi facciamo nei confronti dei nostri fratelli. Quelli non sono soldi che ci vengono presi dalle nostre tasche. Ma serviranno? Si parla di un dissesto di 700 milioni di euri. Dovremmo ripianare tutto. C’è una legge, quella che regola la vita dei nostri enti locali che dice che i debiti fuori bilancio, ossia senza copertura finanziaria, sono atti nulli per l’amministrazione. Impegnano solo chi li ha sottoscritti personalmente, che ne rispondono a tutti gli effetti… Questo è un presupposto che difficilmente viene rispettato nel nostro paese.

I debiti di alitalia li devo pagare io. quelli di catania li devo pagare io, i costi per le nostre inottemperanze all’accordo di Kyoto li devo pagare io…e via dicendo. Ma che cavolo! credete che io i soldi li trovi sotto i sassi? Sarà bene cambiare aria… ladri!

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figli d’arte

Pubblicato da vaiattila su 3 Ottobre 2008

La stampa ci riferisce di un seminario su etica ed impresa promosso ed organizzato da giovani figli d’arte. I pargoli dei Berlusconi, dei Ligresti, dei Larussa, discutono di impresa e discutono anche di etica: E questo è bene.  Barbara, poi, che è figlia di cotanto padre, ma che è pure simpatica perchè seria e sbarazzina allo stesso tempo, ci garantisce che la società Fininvest, dove siede pure nel coniglio di amministrazione, è una società dove l’etica sta di casa.

Non c’è dubbio. Basta guardare come la fininvest si comporta con la concorrenza: ottimi rapporti, improntati al massimo rispetto.Certo, Barbara l’etaca ce l’ha nel sangue. O no?

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