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cronache di un apprendista barbaro

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Brunetta hai ragione: sono solo un leguleio!

Pubblicato da vaiattila su 26 Novembre 2009

sì è vero, non sono un economista, sono ul leguleio. Sai cos’è un leguleio secondo la visione comune? un esperto di diritto che con astuzie e furbizia fa gli affari dei ricchi….

Un leguleio non è un poeta. E’ uno che capisce intimamente le leggi, ad punto che le adatta ai suoi progetti e alle sue esigenze..

Un leguleio è esattamente il contario di un economista. Un economista ha una percezione fantasiosa della realtà… parte da n dato, maragi anche sbagliato, ma sicuramente opinabile, e su quell’unico dato  inventa il mondo, E’ come dici tu! Un leguleio, specie un fiscalista, guarda cosa ci può gudagnare dal proprio cliente e su quella somma calibra i propri servigi… Ti vedi un fiscalista che difende un operaio? nno esiste proprio. 

Le tue tesi? Una perdita di tempo. Nenche di baderei se non fosse che somo trent’anni che ti vedo sbavare per arrivare da qualche parte. Ti ho visto alle feste di De Michelis, ti ho visto farti zerbino con Reviglio, ti ho visto strisciare con Craxi… LAsciamo perdere quello che hai fatto con Silvio…

Ora basta, tappino!  sei solo un piccolo professore di economia che hai avuto il posto solo grazie alla tua lingua!

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Tremonti, tu non sei un economista!

Pubblicato da vaiattila su 25 Novembre 2009

Certo. Che ne sai tu, Giulio, di quello che “sente” un economista?

Stai là, seduto senza merito sulla sedia che fu di Quintino Sella, solo perchè sei prepotente e pieno di boria: sei solo un fiscalista che aiutavi Silvio al evadere le tasse… ma di economia non capisci un tacco.

Noi economisti siamo anche un po’ sbarazzini, a volte ci piace allarmare, altre volte rassicurare… siamo un po’ imprevedibili e non è giusto leggerci con la logica di un fiscalista che è priva di fantasia.

Tu dici che noi economisti non abbiamo capito una mazza della crisi economica?

Tu dici di aver previsto la crisi economica? Ma lo hai mai letto il tuo  libro? oh Giulio?!

parli sì di una crisi, ma è una crisi cupa… una sorta di visione nerofumo del futuro… parli di una crisi  dell’”occidente” come ne parlavano due secoli fa i filosofi. Ma in realtà millanti di aver capito cose che voi umani non  potete nemmeno immaginare… non c’entra orione… E’ che questa è una crisi gioiosa. con riflessi di ripresa un po’ qua e un po’ là… è una crisi di velluto… io avevo fisto segni di ripresa già nell’agosto del 2008… ricordi? tutti parlavano di crisi e io già spiazzavo tutti parlando di “segni di ripresa”. Sbagliavo? ma no… oggi dicono tutti che ci sono segni di ripresa… io semplicemente gli ho visti per primo…

Stai tenendo i cordoni della borsa come  una  vecchia tiene la borsetta con la pensione appena presa…

molla quella borsa, non è tua! Spendi!

Giulio, tu non sei un economista. Sarai forse un bravo giurista, sai sicuramente un geniaccio, ma non sei un economista…. noi economisti siamo persone eteree, siamo altalenanti, siamo figli delle stelle… vediamo quello che gli altri non vedono…Noi siamo i poeti dei tempi moderni, disegnamo mondi che non esistono, inventiamo prospettive inusitate, noi possiamo fare ricchi i ricchi, fare poveri i poveri, ma possimo anche riuscire a fare sì che i ricchi siano più ricchi riuscendo a fregare i poveri…

Ah, tu dici che questo sei capace di farlo anche tu? ah, stai dicendo che tu sei anche più bravo di noi economisti?….. ah, stai dicendo che stai facendo pagare questa crisi solo prevalentemente agli operai, ai ceti medi, ai poveri… ma sei sicuro? ah, Giulio,  mi stai ricordando i bei tempi andati quanto tu eri anche tu  un giovane socialista ed entrambi tiravamo per la giacca Gianni… che bei tempi quelli, Giulio… ti ricordi? io, te, Sacconi, De Michelis…. che classe…. che gente…. che stronzi!

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scontro nel governo su Tremonti

Pubblicato da vaiattila su 23 Novembre 2009

Stando a quello che riporta la stampa di oggi, ci sarebbe uno scontro all’interno del governo sulla politica economica. In realtà lo scontro si personalizza e assume le dimensioni di una sorta di contrasto di caratteri… da una parte Giulio, dall’altra gli altri ministri. Tremonti, si sa, ha un caratteraccio. Gli altri ministri ne sono un po’ intimoriti perchè l’aura del ministro dell’ economia è splendente, fulgida, forte e resistente. Allontana per essere contemplata.

Ma chiaramente dal fronte degli altri ministri si avanza uno strano soldato. E’ un uomo senza peli sulla lingua che va dritto al sodo e ci da una chiave interpretativa della questione che lascia senza fiato. Dice Brunetta: “Giulio lo conosco da trent’anni. E’ un geniaccio, ma ha un brutto carattere”.

Ecco il punto: E’ un geniaccio. Giulio Tremonti è un geniaccio. MA questo è un governo di geniacci. Brunetta stesso, per definizione, è un geniaccio che forse non conseguirà (per colpa nostra che lo abbiamo voluto al governo) il nobel per l’economia, ma che sicuramente potrà aspirare ad un posto nella storia come futuro rifondatore della Serenissima repubblica di Venezia.

Al Governo c’è anche un ministro come Sacconi che potrà fregiarsi, forse, del nobel per la medicina avendo debellato, sul nascere, la nuova peste del millennio, l’influenza H1N1. Certo, pare che il nobel lo dovrà dividere con Topo Gigio, che però se lo merita.

E c’è anche un altro genio come Bondi. Poeta e genio. Basta ricordare i versi dedicati alla moglie

dolcissimo padre
amore unico
corazza dello spirito
roccia di lava
anima fuggitiva

Subito dopo la moglie chiedeva il divorzio (ma c’è un ministro di questa Repubblica fondata sulla famiglia che non abbia divorziato negli ultimi cinque anni?)

Torniamo al tema. Berlusconi, da novello principe splendente, ha radunato attorno al tavolo governativo i migliori spiriti del nostro tempo. E’ il nuovo rinascimento che trova in Silvio il Magnifico l’unico in grado di far convivere un consesso di personalità così eccelse. Ma è in parte anche il limite di questo governo: troppo genio spesso entra in fibrillazione.

Se andiamo al passato non possiamo che notare come la copresenza nella stessa città di persone del tutto fuori dal normale quali Michelangelo e Leonardo sia stata occasione di scontri e contumelie. E per il passato la Storia ha avuto una qualche riguardo per il genere umano facendo sì che il più delle volte i geni apparissero ogni tanto, in secoli lontani o in luoghi lontani, proprio per impedire una sovraeccitazione intellettuale.

Di questi tempi, per altro così bisognevoli di intelligenza, l’Astuzia della Ragione, ha messo in campo, contemporaneamente alcune delle teste più belle che il genere unano abbia concepito: i geniacci, appunto.

D’altra parte sono periodi strani sotto anche altro profilo. Abbiamo un numero di santi mai raggiunto nei secoli passati. Una quantità di eroi che mai si è visto nella storia e chiaramente, poi, abbiamo anche qualche disfattista (sempre meno, per fortuna) che osa parlare di caduta di valori.

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Brunetta Sindaco

Pubblicato da vaiattila su 19 Novembre 2009

titola il Gazzettino del 15 novembre 

Venezia. Brunetta sindaco, è quasi fatta:
«Il sogno di chiunque ami la sua città»

Per fortuna non sono più cittadino veneziano da molti anni, ma sapere che i miei ex concittadini sogniano di avere Brunetta come Sindaco mi allontana notevolmente dalle mie origini.

Sì, lo so, la frase protrebbe essere letta anche in altro senso: ci si dovrebbe chiedere chi sogna cosa? ma poi è un sogno o un incubo?

Brunetta sindaco e già ci fa sapere di avere una di quelle famose “ideuzze” che tanto piacciono di questi tempi. Brunetta una volta sindaco farà in modo che i consigli comunali si svolgano a palazzo ducale invece che a Ca’ Farsetti. Ullalà, sono fatti importanti, che segnano un epoca! Facile ironizzare su un Brunetta doge, lunga palandrana di porpora, alto corno ducale…

Brunetta sidaco…Questa povera Venezia merita di più e di  meglio… già ci saranno da rimediare i disastri dell’ultima “gestione” Cacciari, ed ora si aggiungeranno le “trovate” di Brunetta….. il consiglio comunale a palazzo Ducale… già questo la dice lunga… E poi? cosa faremo? una lotta forsennata contro i venditori abusivi? i turisti pendolari che sporcano e non comprano? i piccioni che cagano e non pagano le tasse? Quali saranno i nemici contro cui il geniale ministro dell’innovazione si scaglierà?

Intanto il geniale ministro per l’innovazione e la funzione pubblica si può beare per i risultati ottenuti: egli è l’artefice della prima grande riforma di questa legislatura…. la riforma della Pubblica Amministrazione. 

E’ una riforma che non cambia assolutamente nulla delle modalità operative della pubblica amministrazione. Agisce soltanto sugli aspetti “emozionali”: l’ orario, la presenza, i premi e le sanzioni… Chi ha lavorato nella pubblica amministrazione sa che questi temi sono all’ordine del giorno almeno dal 1990. LA riforma Brunetta non tocca nessun nodo importante delle modalità operative della PA, prima tra tutti il rapporto compromesso tra attività di indirizzo (politica)ed attività gestionali (funzionari) ma si limita a creare l’ennesimo meccanismo di progressione delle carriere che sarà utilizzato da dirigenti e funzionari per rimescolare tutte le carte e ricreare gerarchie, cordate, posizioni di privilegio.

Ma, continua il Gazzettino, il futuro sindaco parla di una sorta di ostacolo alla sua scalata al soglio ducale: l’impegno preso con 60 milioni di italiani  di riformare la pubblica Amministrazione. Ecco, appunto. Questo è il motivo principale che Brunetta ha di fuggire dal ruolo ministeriale: non per le minaccie di Tremonti di prenderlo a calci in culo ( Il Corriere), quanto perchè sa che se resta al ministero  a prenderlo a calci in culo saranno gli italiani quando si accorgeranno che la sua “riforma” non sono che chiacchiere da osteria… tra qualche anno quanto tutto sarà solo un po’ peggio di adesso (e peggiorare è impresa ardua) allora sarà chiaro che il popolo italiano aveva affidato la riforma della PA ad un cialtrone….

MEglio scappare, quindi, ed approffitare della cattiva amministrazione fatta dal filosofo Cacciari.

A sto punto un posto di sindaco non si nega a nessuno. Solo che qualcuno dovrà spiegare a Brunetta cosa può fare un sindaco e cosa può fare un doge. Un sindaco può dire quello che vuole, un doge no, Se un doge dice cazzate il consiglio dei dieci gli fa un culo tanto….mentre se si limita a fare il Sindaco si accomodi… Venezia sta decadendo ormai da quattro secoli!

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Brunetta: otto su dieci sono soddisfatti della PA

Pubblicato da vaiattila su 22 Ottobre 2009

Ogni tanto faccio un incursione sul sito del Ministrero dell Funzione Pubblica oppure sul blog del Ministro stesso. Ogni volta ci resto male. PErchè? mah, forse per invidia. Sì, io quell’uomo lo  invidio per come è, per quello che pensa e per quello che fa. 

Questo sentimento di invidia mi impedisce un giudizio imparziale, mi impedisce di plaudire alle idee e alle realizzazioni di questo grande rivoluzionario, uno che partendo da una situazione di grande svantaggio è riuscito ad essere apprezzato come una specie di grande economista, che avrebbe sicuramente avuto accesso al nobel e che invece per puro spirito di sacrificio ha deciso di servire il suo popolo e fare il ministro. E’ nello schieramento di centro destra, ma lui continua ad essere socialista. Cosa sia poi il socialismo brunettiano non è ancora dato sapere. Non è quello che stavo per scrivere… ossia il puttanaio delle feste di De Michelis (innocenti festicciole di ragazzi cresciuti) in cui il giovane Professore volontario cercava , senza riuscirci, di rimorchiare….quello non è il socialismo brunettiano. L’idea di socialismo in Brunetta è un po’ come l’idea di pubblica amministrazione. Un qualcosa di indefinito, mutevole, umorale, un qualcosa che serve esclusivamente a rappresentare le istanze pulsionali ministeriali.

Sul blog del Ministro due notizia una sotto l’altra. Una dice: in questi ultimi mesi l’assenteismo è cresciuto del 22%.. la lotta contro i fanulloni continua… l’altro dice che l’80% dei cittadini è soddisfatto della pubblica amministrazione….

Non mi hanno mai apassionato le bubbole misisteriali sulla lotta all’assenteismo senza che esista l’ombra di una riforma seria della PA… è come voler combattere l’innalzamento della temperatura terrestre con una serrata lotta al tabagismo. (combattere il tabagismo è giusto, ma non incide nulla sul riscaldamento terrestre). Il ministro ci ha fatto invece credere proprio questo.

Ma la cosa drammatica è la seguente

 Roma, 22 s”et. (Adnkronos) – Più di otto cittadini italiani su dieci si dichiarano soddisfatti per i servizi erogati dalla pubblica amministrazione direttamente allo sportello. E’ quanto emerge dalla rilevazione del ministero della P.A. attraverso il sistema degli ‘emoticon’ (le faccine), attivo da cinque mesi e che ha raccolto più di 560mila giudizi dai cittadini.”

le faccine?  otto su dieci? soddisfatti?

ecco quello che invidio di Brunetta: la spudoratezza! un altro al posto suo si sarebbe quantomeno vergognato della propria spudoratezza.  Lui no. Sbandiera queste trovate ridicole come il segno di una modernità adolescenziale…. le faccine, gli sms, facebook, e via dicendo…in un tripudio di vuoto e di incomprensone dei meccanismi di funzionamento della PA.

E la smettesse, una buona volta,  di passare le notti a mandare faccine al sito del ministero…

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Brunetta e la lotta alla corruzione

Pubblicato da vaiattila su 21 Settembre 2009

Il questi giorni in cui il nostro ministro è intento a concimare le cronache con le sue esternazioni,  per me, parlare di lui, è perfino imbarazzante. Trovando per strada un soggetto del genere, che sbraita e spara pesanti accuse verso degli avversari policitici che fai?  Ti chiedi: lo possimo uccidere? certo che no, e allora l’alternativa è quella  di girarsi dall’altra parte ed allontanarsi dall’aria che questo essere ammorba.

Lontano da lui, lontano da chi inneggia a questo novello Masaniello, debole con i forti, forte con i deboli….

Nella sostanza, però, il documento redatto dalla nuova struttura che il Ministro Brunetta ha costruito Servizio Anticorruzione e Trasparenza (SAeT) continua a ronzarmi in testa.

Cioè trovo abbastanza incredibile e spudorato che il Ministro chiuda una struttura autonona come il commissariato Antocorruzione, composto da 50 persone, e al suo posto costituisca un Servizio, composto da 17 persone, con il compito di monitorare la corruzione nella pubblica amministrazione e di trovare le forme di lottare contro questo fenomeno.

Certo, l’Alto Commissariato nel 4 anni di vita non aveva fatto molto. Ma le premesso sono che il SAeT farà ancora meno.

Praticamente in un anno di attività questo organismo ha prodotto una relazione mandata alle Camere dove si cerca  di fare un censimento delle condanne subite dai pubblici dipendenti per reati di truffa, concussione, turbativa d’asta e va dicendo…. e  alla fine scopre che la repressione di questi reati è piuttosto blanda. Il rapporto scopre anche che la quantità di reati per turativa d’asta in italia sono pochi… addirittura meno che in altre parti d’Europa e i relatori si guardano smarriti… strano, si dicono… nel paese della mafia, della drangheta, della comorra, cii sono molto pochi reati che riguardano gli appalti…. per fortuna o per pudore evitano di fare la considerazione conseguente che è quella di dire: è del tutto evidente che l’idea che in Italia ci sia corruzione in materia di appalti è chiaramente smentita dal fatto che le denuncie e le condanne su questo punto sono molto contenute.

Il servizio Anticorruzione e Trasparenza del Ministri Brunetta, ovviamente, non è andato a controllare sui siti delle varie regioni, comuni provincie, quante trattative private si fanno ancora e come quotidianamente si eluda la norma che impone di non frazionare ad arte  gli appalti… Sembrerebbe anche che il SAeT non sia nemmeno andato a guardarsi le varie relazioni dell’ Autorità ai LAvori Pubblici o le diferse relazioni del Procuratore Generale della Costre dei Conti…

Un compitino ben scritto, che non sa cogliere nemmeno gli elementi evidenti a chiunque abbia un po’ le mani in pasta negli appalti…

E la cosa ancora più sorprendente è che la “Filosofia” della lotta alla corruzione sia uguale a quella della lotta all’assenteismo: se la lotta all’assenteiso ha avuto esiti positivi non può riguardare il numero dei presenti e degli assenti, ma deve riguardare l’efficenza o meno dell’azione amministrativa (che è difficile da misurare, ma  alcuni indicatori si potrebbero comunque mettere in essere…). Ma sicnceramente chi si è accorto di avere una PA più efficente si faccia avanti…

Lotta alla corruzione? ma se ben tre regioni sono letteralmente in mano alla malvita e se in ogni parte d’Italia le gare d’appalto sono ridutte ad essere una semplice liturgua di formalità mentre le potenti lobby decidono chi e come deve lavorare e dove mai si entra nel merito della qualità delle opere realizzate…..  Si chieda il SAet quante denuncie ci sono state di imprese per non aver egeguito correttamente le opere pubbliche, o si chieda a quanti progettisti sini state contestati errori progettuali che hanno comportato ulteriori spese per l’Erario…. o quanti Direttori Lavori della pubblica amministrazione hanno diretto i lavori senza mai mettere piede in cantiere…..

Forse ne uscirebbe un quadro meno entusiasmante, ma sicuramente ci si metterebbe almeno nella logica di entrare nel vivo dei meccanisni di corruzione che sono, poveri noi, non solo diffusi, ma in gran parte assolutamente dominanti nella nostra PA. Anche a prescindere dalla volontà dei singoli funzionari…. se vuoi che i lavori vadano comunque avanti, il più delle volte sei costretto a “mediare” tra le richieste delel imprese e l’esigenza di finire i lavori…

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la lotta alla corruzione

Pubblicato da vaiattila su 16 Settembre 2009

Da un po’ di tempo a questa parte il mio interesse per il ministro Brunetta è andato scemando. Ma sì, la lotta all’assenteismo nella PA, la rivoluzione che lui da solo sta portando avanti, come un dittatorello dello Stato Libero di Bananas, le sue esternazioni sulla cultura, i suoi progetti per Venezia… tutto questo mi sembra ormai la ripetizione della stessa commedia.

Comunque, in uno sforzo di buona volontà sono andato sul sito del ministero per vedere se c’è qualche novità. Solita autoreferenzialità, più che un sito istituzionale sembra una pagina di pubblicità. Basta dire che la parte centale dell’ home-page  recita: “l’azione del ministro” e giù una sequela di temi…. il ministro lavora continuamente e produce…

Niente di nuovo.  MA visto che ci sono ne approfitto per leggermi il centinaio di pagine del primo rapporto al parlamento fatto dal Servizio Anticorruzione e Trasparenza SAeT).

Caspita, mi dico, Renato ’sta volta va giù duro, sta a vedere che la prossima grande campagna, vinta la battaglia dell’assenteismo, sarà quella contro la corruzione…

Si è vero,  a tratti si capta la percezione di una corruzione diffusa…. al punto che, come racconta il rapporto stesso del SAeT  l’Italia è al 55 posto della classifica redatta da Transparency International. Ma nache questa notizia era già nota: la nostra pubblica amministrazione ha un livello di trasparenza in linea con i paesi del terzo mondo…

Va bene, succede… abbiamo perso solo 14 posizioni in un anno, ma è evidente che ancora non sono stati registrati i dati positivi conseguenti all’attività di Renato…

Da rapporto sulla corruzione ( che sembra un po’ un “compitino” confezionato bene, ma senza grandi idee o spunti seri di analisi) si apprende anche ce l’azione del ministero è molto pregnante e seria. Si legge infatti che questo nuovo servizio istituito da Brunetta sostituisce un precedente organismo, per altro autonomo, che si chiamava pomposamente “Alto commissariato antocorruzione”. che, stando al rapporto del SAeT nei tre/quattro anni di vita, ha fatto francamente pochetto…. Si apprende anche che il Commissariato aveva una cinquantina di dipendenti (tutti fannulloni) e che invece i dipendenti del Servizio Anticorruzione e Trasparenza, alle dirette dipendenze del Ministro Plenipotenziario S.E. Renato Brunetta è composto da ben 17 persone… (ma chi ha visto “Gli Intoccabili” film di Brian De Palma con Sean Connery, Robert De Niro, Kevin Costner, Andy Garcia sa benissimo che il numero non conta …)

Comunque, per farla brave, a un certo punto della relazione, quando si parla dell’emerso (denuncie, procedimenti, condanne) della corruzione di afferma:

“5. Sorprende la percentuale piuttosto contenuta delle denunce per reati
connessi ad incanti e forniture pubbliche (7%). Questo è un ambito che
nelle rilevazioni internazionali viene invece considerato fortemente a
rischio. È pur vero che una corretta rilevazione del fenomeno si
dovrebbe concentrare non tanto sul numero delle denunce quanto sulla
stima del danno economico connesso alla commissione di queste
tipologie di reato. “pag 30

Sorprende la percentuale contenuta delle denuncie? ma questi dove vivono? Ma questi non sanno letteralmente nulla del fenomeno della corruzione negli appalti e sono, ovviamente, le persone meglio indicate a svolgere la funzione di controllo sulla trasparenza…

ancora una volta, Renato, sei riuscito a sorprendermi… mi hai fatto perdere due ore a leggere cazzate!

ma non finisce qui!

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il rivoluzionario colpisce ancora

Pubblicato da vaiattila su 17 Luglio 2009

E’ successo ieri.

Ma sì, quando si tratta di far approvare un progetto o  un qualcosa che deve passare nelle strette maglie della burocrazia è come andare ad un incontro di lotta. Da una parte loro, i “tecnici” della pubblica amminstrazione che quando sono il “conferenza di servizio” pare facciano a gara a chi riesce a complicare le cose, e dall’altra il proponente che si fa assitere dal progettista.

Il proponente di solito non sa quasi nulla di quello che lo aspetta, non sa nemmeno quasi nulla di quello di cui si discute… Lo avvisiamo… Guardi, parli il meno possibile, non si irriti e soprattutto non si permetta di fare battute…

La mia società ha l’incarico di predisporre il progetto, conosce le procedure e decide di farsi rappresentare da un giovane ingegnere che percepisce uno stipendio netto da vergognarsi per quanto è basso…

Ma l’ingegnere è giovane, è veloce di lingua e di coltello, è donna. E’ pure sicura di sè.

Dall’altra parte la conferenza di serviziio è costituita da  due dicasi due dirigenti della regione, un dirigente del comune, uno della provincia e uno dell’arpa, Ogni dirigente porta con sè almeno un funzionario di 8 livello, la regione ne schiera ben tre e il comune due….

Il dottor tal dei tali, figlio di…,, figlio di cotanto padre che solo il nome vale  un posto da dirigente, ha fatto l’istruttoria della pratica… pretende e chiosa,  manca questo e manca quello… non è stato fatto quell’altro… si parla di analisi integrative, di elaborati, di tante altre cose: momenti di panico …

La giovane ingegnere risponde punto su punto, mostra illustra e dettaglia… le analisi ci sono… sono allegate a pagina…

Quattro ore quattro di conferenza. Una mattina. Il progetto passa e non perchè la commissione d’esami è buona, ma proprio perchè non c’è un errore uno.

Bene. Ora che il rivoluzionario ha debellato l’assenteismo (forse una volta in commissione sarebbero venuti uno o due personaggi di meno perchè assenti), ha reso noto gli stipendi dei dirigenti (in una mattina per il nostro progetto la pubblica amministrazione  ci avrà speso poco meno di cinque mila euro) e ha dato in pasto il curriculum dei diversi dirigenti (basta la qualifica di essere figlio di cotanto padre?) arriverà anche il tempo che  il genio ponga mano alla riorganizzazione della PA?

dai, che voglio ridere!

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la rivoluzione di Brunetta

Pubblicato da vaiattila su 16 Maggio 2009

alla fine vedremo in cosa consista effettivamente la “rivoluzione” di Brunetta.

Molto annuncio ed un impianto analitico della Pubblica Amministrazione piuttosto sommario e un poco troppo banale: fin qua ci potevo arrivare anch’io!

Certo, come dice oggi Tito Boeri su Repubblica, bisogna riconoscere al ministro di aver perseguito con ostinazione la lotta all’assenteismo dei pubblici dipendenti che è sicuramente un odioso privilegio.

Ma è anche la punto visibile di un male profondo che ha radici lontane e che soprattutto ha ramificazioni incredibili.

Io sono estremista. Lo so. Sono anche piuttosto pessimista. Per dire quanto grande sia il mio pessimismo posso semplicemente fare una affermazione eccessiva: se esistesse una pubblica amministrazione funzionante non esisterebbe, per esempio, il fenomeno Berlusconi. Uno che ha fatto il costruttore in Italia sa, ad esempio, come governare la speculazione edilizia: si acquistano terreni agricoli alla periferia e si lavora sulla politica e sulla pubblica amministrazione… è un lavoro costante. Lobbismo. corruzione, copartecipazione. alla fine la variante urbanistica arriva. E queso ha un effetto moltiplicatore sul valore delle aree. E questo, c’è da giurarlo, viene fatto in deroga a questo, a quello o a quell’altro. Ma Berlusconi, concessionario di pubblico servizio, con una amministrazione pubblica degna di un paese civile, non avrebbe mai potuto diventare nemmeno deputato… Ma anche questa vicenda è stata decisa dalla politica e non dalla Pubblica Amministrazione.

Con una Pubblica Amministrazione  degna di questo nome non esisterebbero privilegi così evidenti da essere odiosi, ma che oramai costituiscono un fatto assodato e quasi tollerato. E faccio solo alcuni esempi: non esisterebbe un finanziamento per il M.O.S.E, le dighe mobili di Venezia, a fronte di una valutazione ambientale negativa, Non esisterebbero le concessioni rilasciate in spregio alle modalità di scelta del contraente per quanto riguarda la costruzione dell’alta velocità, non eisterebbero le decine e decine di commissari speciali che agiscono con fondi speciali e con procedure speciali per fare esattamente quello che dovrebbe essere il lavoro ordinario della pubblica amministrazione ( e è denaro pubblico che viene spartito secondo regole del tutto clientelari…).. non eisterebbero gli scandalosi sperperi sulla sanità e sulle varie strutture ospedaliere che non hanno certamente lo scopo di dare un servizio al cittadino. ma hanno quello, neanche tanto occulto, di favorire gruppi di lobbisti e potentati politici che sono, sia al nord che al sud, di stampo mafioso..

Cioè, con una pubblica amministrazione funzionate in base a regole certe e che amministra con imparzialità avremmo uno stato normale. Spenderemmo molto meno e avremmo una efficenza simile a quella delel altre nazioni europee.

Ma è questo il punto. Chi va a toccare le radici di questo stato parassitario che viene usato come una mucca da mungere?

Brunetta, dopo la lotta all’assenteismo, sposta il proprio obiettivo sulla remunerazione  dei dipendeti pubblici. E dice: Basta incentivi a pioggia!

Benissimo, anche questo è un obiettivo condivisibile.

Però qua ho il sospetto che le cose andranno in ben altra direzione.  Solo una parte dei dipendenti avrà un incentivo pieno, un 50% avrà un incentivo molto ridotto e un altro 25% dei dipendenti non avrà alcun incentivo.

Anche questo è un metro. non sto’ a sottolizzare: in una logica di grandi numeri anche questo potrebbe avere un senso. Ma l’attuazione di questi principi avrà, ancora una volta, uno sviluppo del tutto insignificante,. Sarà l’ennesimo riconferma della attuale “catena del comando” che passa attraverso la connessione tra politica ed amministrazione.

Un bravo dirigente è anche uno che sa dire di no alle pretese della politica, che sa che l’azione amministrativa si basa sui principi di economicità, di efficenza , efficacia ed imparzialità. Un bravo dirigente è uno che non stiracchia le norme ambientali a suo piacimento perchè sensibile alle esigenze della “volontà politica” eccetera eccetera…. ma un bravo dirigente è anche uno che si assume le proprie responsabilità di fronte al fare e sa decidere e giustificare l’azione amministrativa. Ma, fatalità, noi abbiamo selezionato una classe dirigenziale pubblica fatta in prevalenza di paraculi, di gente abituata a schivare con destrezza ogni idea di responsabilità.

La repressione dell’ abusivismo edilizio? perchè, c’è chi costruisce abusivamente? non ce ne eravamo accorti…

Le opere pubbliche che cadono come fossero di carta? ma non possiamo stare tutto il giorno in cantiere a controllare…

gli affidamenti di servizi alla ditta tal dei tali? ma noi abbiamo fatto una gara (rigorosamente taroccata…)

L’ Italia non avrà una pubblica amministrazione funzinante a breve termine e non sicuramente con questo governo: i primi a non volere una cosa del genere sono proprio quelli che vivono del privilegio e anche un ministro della funzione pubblica che oggi fa il castigametti sa benissimo che lui è professore universitario grazie a questa pubblica amministrazione che non funziona…

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la riforma on line

Pubblicato da vaiattila su 11 Marzo 2009

ieri il Migliore era a matrix.

poichè la mia frequentazione televisiva si è ultimamente diradata di molto, non ho avuto modo di ascoltare quanto il riformatore della pubblica amministrazione andava dicendo.

Casualmente, all’alba, sono capitato sul blog del ministro che è facilmente raggiungibile e che ho scoperto essere molto interessante, come tutte le cose che il nostro sfiora con la sua presenza (quanta gente ci lavora al blog del ministro?)

Leggendo il blog del ministro si ha la sensazione che ci sia qualcuno che scrive in tempo reale ogni frase di rilievo che l’uomo pronuncia. Ovviamente questo deve essere un lavoro improbo perchè sono tante le cose rimarchevoli che pronuncia e quindi forse una sola persona non è sufficiente a trascrivere tutte le amentità del ministro.

Poi ho letto nei commenti che esiste una serie infinita di supporter ministeriali che sostengono in modo compulsivo l’azione riformatrice: è tutto un “forza Renato!” “tutta la gente onesta è con te!” “ammazzali tutti!” maledetti fannulloni!” “licenzia i fannulloni e assumi me!”

Deve essere esaltante entrare ogni tanto in questo blog e vedere di quanto amore di popolo sei circondato.

Dunque nel blog del ministro dopo una serie di risposte trascritte in tempo reale dalla trasmissione MAtrix alla domanda: si sono stato quattro mesi per ottenere un cambio di residenza

“il ministro Brunetta: tutto questo dal prossimo anno si farà online. Entro l’anno parte la casella di posta elettronica per tutti gli italiani.”

La casella di posta elettronica per tutti gli italiani?

Concetto chiaro. solo che, guardando bene, non si capisce cosa voglia dire.

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Brunetta Renato e la rivoluzione

Pubblicato da vaiattila su 14 Febbraio 2009

Intervista di Brunetta Renato a Repubblica 14 febbraio 2009.

Domanda: ma come si fa a misurare il merito, la produttività, l’efficienza nel pubblico impiego?

Risposta: Con la trasparenza. (omissis) Esempio: ottenere una Tac entro un tot numero di giorni. E il cittadino che non l’otterrà avrà più strumenti di reazione.

Va bene dice l’intervistatore, ma se il cittadino non ottiene soddisfazione allora può ricorrere, ma non è prevista nessuna forma di risarcimento…e che funzione ha una “class action” di questo tipo?

Risponde Brunetta Renato: “per ripristinare il servizio che non è stato offerto nei tempi stabiliti. E poi se l’ufficio pervicacemente continua a non darlo, c’è la rimozione e il commissariamento del dirigente. Le pare poco?”

Ecco, restiamo sul tema TAC.  Esempio fattoci dal ministro. Prima cosa: di chi è la competenza nel determinare i tempi di esecuzione di una TAC?  Nei casi non espressamente previsti dalle leggi, i tempi sono determinati dai regolamenti degli enti stessi. Nel caso di una TAC?

Poniamo che sia previsto che una Tac vada fatta entro……  una settimana?, quindici giorni? un mese?

Da un rapido giro su internet si scopre che alcune usl o alcune strutture virtuose hanno messo in rete i tempi di attesa previsti secondo le diverse tipologie di esami. E già qua si possono apprezzare le eccellenze. Poi entrando nel merito di esami specifichi si possono notare differenze mica da poco. Lo stesso esame fatto a Milano o a Arezzo può avere tempi di attesa che variano da 8 a 20 giorni. E qua parliamo di strutture virtuose.

Bene poniamo che la mia usl preveda per una data Tac otto giorni e poniamo che l’ufficio prenotazione mi dica: Caro signore , purtroppo il primo giorno libero  per la sua Tac è tra 26 giorni.. Protesto, mi indigno, scendo in guerra.

Vado in cerca di quanto si trovano nella mia stessa condizione e metto in piedi una class action, Vado dall’ avvocato e lo incarico di redigere in tutta fretta un ricorso al TAR.  Sono decisissimo e incazzato come non mai… Ogni giorno telefono all’ufficio prenotazione e lo minaccio.. “un culo tanto    vi faccio!….” Il tempo passa. Siamo vicino al ventiseiesimo giorno… anche se fossi riuscito a presentare il ricorso al Tar questo non ha ancora fissato la prima udienza.. che faccio? se mi presento e mi fanno la Tac cade il motivo del contendere… non esiste, cavolo!, la mia azione deve andare avanti… Sto sempre peggio, ma devo andare avanti,  è una questio di principio e io e Renato siamo due rivoluzionari.

Per farla breve ottengo la benedetta sentenza che non mi da proprio del tutto ragione  in quanto sì qualcuno viene vagamente cazziato tra le righe, ma “ad impossibilia nemo tenetur” e che cavolo in quel periodo la macchina era rotta oppure c’era un picco di esami non prevedibile oppure potevo anche fare comunque l’esame il ventiseiesimo giorno… oppure oppure. Ma infine, dice il tribunale a partire da oggi il tempo previsto di otto giorni va rispettato… quindi condanniamo l’ospedale a fare l’esame a tizio entro gli otto giorni …

son soddisfazioni. Sicuramente mi farò portare davanti all’ufficio prenotazioni e con le residue forze potrò fare il gesto dell’ombrello agli impiegati e poi morire felice.

Ma può anche essere che negli otto giorni successivi la struttura ospedaliera non sia in grado, ancora, di farmi la Tac. Ma allora è chiaro che è un complotto delle forze reazionarie che in tutti i modi si oppongono alla rivoluzione brunettiana. A questo punto dovrebbe scattare il commissariamento e la rimozione del primario… Non succede niente… che faccio,  un altro ricorso? chiedo tempo? scrivo a Renato?

E’ incredibile, ma non riesco ad uscire… sto sempre peggio. raccolgo le ultime forze e scrivo a Renato… Lui legge e capisce… Credo che diventerò un simbolo,  dedicheranno alla mia memoria la sala d’attesa dell’ ospedale … qualcuno la pagherà….

….hasta la victoria siempre

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perdigiorno

Pubblicato da vaiattila su 13 Febbraio 2009

Qualche stronzo perdigiorno è andato a guardare nelle opere di Brunetta ed ha scoperto quello che l’Espresso riporta in un articoletto infamante.

Si insinua che ….             “interi brani erano letteralmente tradotti o parafrasati, e numerosi grafici ricopiati pari pari, da un più noto testo americano del 1980 (?Labor Economics?, prima edizione del 1970, edito da Prentice-Hall, Inc.) dei professori Belton M. Fleisher e Thomas J. Kniesner .”

E’ esattamente il contrario. Pochi sanno che Renato, mentre frequentava la terza liceo presso l’istituto Foscarini di Venezia, presentò una tesina, scritta con la mano sinistra, poi tradotta in sanscrito, dal titolo “macroeconomia del lavoro”. Questa tesina(gennaio 1970, notare prego la data)  fu impudicamente  copiata da alcuni oscuri professori americani che non diverranno mai ministri perchè fannulloni.

Più tardi la casa editrice Marsilio, di orientamento neo postmoderno craxodemichelisiano,  decise di pubblicare la tesina di Renato, ma ci mise dentro una mascalzonata imputabile alla nota invidia di Cesare De Michelis nei confronti di Brunetta. L’ opera fu intitolata “microeconomia del lavoro”.

Questo per ristabilire la verità dei fatti.

L’unica cosa che Brunetta ha copiato in vita sua è la pettinatura che viene amorevolmente tinta e cotonata e che si ispira  a  quella di Cacciari. Il risultato, ovviamente, è del tutto risibile.

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la riforma brunetta/ichino

Pubblicato da vaiattila su 12 Febbraio 2009

Pietro Ichino dedica alla battaglia sulla trasparenza e la valutazione nella P.A un intero portale. Lui è fermamente convinto che il principio della valutazione della dirigenza sia la chiave di volta che consenta alla PA di funzionare.

Così, a fronte del della proposta di legge delega che prende il nome di Brunetta, egli afferma: stò cavolo, Brunetta! quella legge è frutto di un lavoro parlamentare che ha stravolto la proposta Brunetta e ha recepito una buona quantità di proposte mie e della Lanzi ( Ministro ombra della funzione pubblica meglio conosciuta con il cognome di Lanzillotta)…

Che la dirigenza vada valutata è quasi il minimo, che questo sia in punto di partenza di una campagna di trasparenza nella PA è quantomeno ingenuo e sviante.

E non difendo in questo ne sindacati ne dirigenza. Personalmente ho una pessima, proprio pessima, stima della dirigenza italiana, non tanto a livello di persone, ma partendo da come essa viene selezionata e scelta. dove concorsi, contratti privatistici, ricorsi amministrativi e quantaltro concorrono a formare una classe dirigente autoreferenziata e profondamente corporativa.

Ricordo un libro di Marco Meriggi che parlava della figura del Segretari generali dei comuni partendo dall’unità d’italia. Quel libro aveva un titolo emblematico “le interminate carte” chissà se esiste ancora.. La classe dei segretari generali era costituita da funzionari statali che agivano (originariamente) all’interno degli enti locali in qualità di lunga mano del ministro degli interni da cui dipendevano. Indipendentemente dall’intelligenza e dalle caratteristiche personali di ciaascuno, i segretari generali dei comuni svolgevano il compito di burocratizzare, per necessità, ogni attività dei comuni. Tutto, attraverso la loro azione andava a rallentare e “le carte” assumevano il ruolo centrale, aumentando sempre di più di formalismo e diminuendo sempre di più di efficacia.

Questa impostazione storica si è pesantemente radicata all’interno della PA. Dunque la produzione di carte assume spesso carattere giustificativo delle difficoltà di gestione delle pratiche. Dall’interpretazione della norma si passa attreverso un percorso di appesantimento del processo amministrativo senza fine con uno strabismo sempre più mercato tra la ratio della norma e quello che di si richiede nel nome della norma stessa.

Questo processo di aggravamento del procedimento amministrativo nasconde sempre delle carenze tali che spesso si imbatte nelle sentenze del tribunale amministrativo che cazia la Pubblica Amministrazione ma, in assenza di un nesso di causalità tra il comportamento del funzionario e quello che poi arriva ad annullaregli atti messi in essere dalla PA, rendono inattaccabile la dirigenza.

Facciamo un piccole esempio. Se sono un funzionario pubblico e devo concedere una autorizzazione che giudico in qualche modo controversa o che richiede da me una valutazione che potrebbe essere oggetto di contestazione, piuttosto che agire direttamente (specie in presenza di controparti forti quali imprenditori, politici ecc… dotati di studi legali di supporto) comincerei a nicchiare e chiedere documenti integrativi ed ad assumere un ruolo interlocutorio… Mi manca questo, mi manca quello, manca una data analisi, manca una relazione ambientale e via dicendo… Poi contesto piccole cose, banali ed insignificanti o ininfluenti….sarebbe interessanta avere anche il dato tale e quello talaltro…. poi andrei ad investire altre amministrazioni  che non c’entrano nulla, ma non si sa mai…. “Si trasmette il progetto tale per il pare di competenza “… Cioè si costruisce una montagna.

Nel mezzo si possono sempre perdere pezzi di progetto, pezzi di analisi e via dicendo… Alla fine il richiedente si stufa, ti mette in mora e poi ricorre al TAR. Bene a fronte di una sentenza che nel merito non dice niente, ma dice alla PA che dovrebbe agire necessariamente, il buon funzionario si sente finalmente sollevato. Mi tocca agire così perchè costretto da una sentenza e di fatto concede l’autorizzazione come se il TAR si fosse pronunciato nel merito…

In questa pantomima qualcuno ha perso tempo, ha subito quindi un danno e qualcun altro ha fatto una giusta melina che gli consente di autogiustificarsi: ho fatto di tutto per impedire questa azione poi un tribunale ha dato ragione a loro ed io ho dovuto cedere…. così funziona. E questo valente funzionario sarà comunque inattaccabile alla valutazione interna del suo operato. Chi andrà a guardare le interminate carte e dire a questo soggetto che ha effettivamente causato un danno erariale nel merito del suo operato?

Nessuno. La Corte dei Conti racconta lo stato di pessima situazione della PA e ci informa di aver emesso ben 561 condanne di primo grado nell’anno 2008. Dire questo vuol anche dire che il rischio di trovarsi in qualche modo oggetto di indagini è talmente remoto che possiamo stare tranquilli… Essere oggetto di indagine da parte della corte dei conti è fatto assolutamente remoto ed è equiparabile ad essere colto da un fulmine. Cosa che succede, ma dio, è proprio una sfiga!

All’art. 3 del DDL in approvazione leggiamo che, grazie anche al lavori di Ichino e Lanzillotta in Commissione Senato è stato introdotto il principio di

“Consentire a ogni interessato di agire in giudizio nei confronti delle
amministrazioni, nonché dei concessionari di servizi pubblici, se dalla violazione di
standard qualitativi ed economici o degli obblighi contenuti nelle Carte dei servizi,
dall’omesso esercizio di poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori, dalla violazione
dei termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali, deriva la lesione
di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori, nel rispetto
dei seguenti criteri ….

Ma i criteri non prevedono il danno ecomico che l’inerzia della PA ha causato e dunque serve a sbloccare una situazione, ma non a perseguire e costringere l’Amministrazione a migliorare la propria perfornance. Di sentenze che mettono in mora la PA siamo pieni, ma se non c’è la quantificazione monetaria di un danno causato dal comportamento della PA nonc’è motivo di migliorare e se non c’è espressione di danno economico non c’è memmeno il presupposto di una effettiva responsabilità del dirigente… Perchè poi possiamo girarci attorno quanto vogliano, ma se il danno non è espressamente quantificato e non c’è stato esborso di denaro pubblico per fatto imputabile all’amministrazione che cosa andiamo a contestare al dirigente?

Brunetta potrà continuare ad abbaiare, Ichino e Lanzillotta potranno illudersi di aver finalmente posto le basi di una rivoluzione ed i dirigenti pubblici potranno continuare a dire che”non siamo stato noi!” e farsi le loro sane elucubrazioni sulle procedure amministrative. Tanto nessuno paga, a parte noi..

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Brunetta: entro oggi il parlamento approva il DDL sulla P.A.

Pubblicato da vaiattila su 11 Febbraio 2009

145096-ministerlapress1Il nostro ministro, che una volta era ministro per antonomasia e che ora vediamo un poco spento, minaccia le sue dimissioni se il parlamento non approva entro oggi  il disegno di legge delega che approva ” la riforma” della pubblica amministrazione.

Io ho un sospetto. Brunetta deve essere stato uno di quegli alunni rancorosi e rognosi che quando il maestro doveva assentarsi  si faceva in quattro per poter scrivere sulla lavagna i nomi dei buoni e dei cattivi.  Renatino veniva scelto poche volte in questo ruolo di giudice perchè il maestro era persona dignitosa e capiva quanto rancore albergava nel piccolo cuore dell’allievo. Lui avrebbe voluto essere il più bravo. Era competitivo oltre misura, ma purtroppo per lui non riusciva ad emergere sotto l’aspetto del profitto…. Tanto che l’esame di quinta elementare fu sostenuto, dicono le male lingue, come privatista in un collegio di Teramo…Ma questa è un’altra storia.

Quelle poche volte che, dopo una petulante insistenza, Renatino otteneva il bene placido del maestro per assumere il ruolo di giudice del bene e del male dei propri compagni di classe, succedeva di tutto… la lavagna si riempiva di nomi, tutti dalla parte dei cattivi, a parte la Giovanna Vianello che grazie ai suoi capelli color dell’oro, al suo occhio celeste e al suo fisichetto attraente era l’oscuro oggetto del desiderio di un Renato che già da piccolo mirava in alto. La Giovanna facesse pure il casino che voleva tanto lei entrava di diritto sotto la colonna dei buoni… gli altri erano tutti o quasi destinati all’inferno.

Male ci restava il nostro quando al rientro del maestro questi dava un rapido sguardo alla lavagna e tirava dritto senza commenti… non c’era nulla da fare: Renato era letteralmente ottenebrato dalla  misura del suo io.

Il DDL che il parlamento si appresta a varare non è che l’espressione evoluta di un sistema di premi e punizioni che Renato vuole applicare per rendere più produttiva la PA.  Si parte con l’esigenza di rendere effettivamente autonoma dal sindacato l’agenzia ARAN ossia quell’ organismo autonomo che deve contrapporsi al sindacato nelle vertenze per arrivare ad un sistema non meglio identificato di giudizio della dirigenza pubblica. Là si esprime, senza meglio qualificarlo il “dirigente datore di lavori” che non ci è dato ancora di sapere cosa sia e chi sia, ma si sa che avrà grandi poteri sulla scelta del personale e che avrà in mano la borsa del sistema di premi e di punizioni per i propri subalterni… anche il dirigente sarà valutato e sarà un giudizio che, c’è da giurarlo, sarà duro.

Dunque le cause della carenza della PA stanno tutte sulla dirigenza.

In parte questo è vero, ma solo in parte, Che sia necessario ribadire il principio dell’autonomia della parte gestionale dalla parte politica è sicuramente necessario, che sia giusto cercare di introdurre criteri di giudizio dell’operato della PA e della dirigenza è anche questo vero… Ma se questo è quanto si sta facendo oggi senza una seria attività di riqualificazione del personale e di sviluppo della formazione permanente nell’ambito del lavoro allora facciamo sono fumo e individuiamo esclusivamente un capro espiatorio.

Non si agisce sulla qualificazione del personale, non si agisce sulle procedure e sui processi di snellimento della burocrazia, non si imposta una sana politica di migrazione delle buone pratiche, non si investe un benedetto euro sull’innovazione tecnologica, sulla informatizzazione eccc… e poi si pretende che sia sufficiente mettere in ogni amministrazione una lavagna dove segnare i buoni ed i cattivi?

Ecco succederà esattamente quello che succedeva quando Renato assumeva il ruolo del giudice… un gran casino in classe, la colonna dei cattivi piena di nomi di appestati e sotto la colonna dei buoni solo il nome di Giovanna Vianello che chissa che un giorno non si ricordi del suo Renatino che l’ha sempre amata ricevendo in cambio solo uno sguardo di compassione.

Speriamo che oggi nevichi, o che salti la corrente a Roma o che il traffico impazzisca… speriamo che salti la riunione della Camera… così Renato potrà dimettersi ed andare a Teramo a sostenere un esame per la libera docenza in Riforma della Pubblica Amministrazione.

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il piano industriale di Brunetta

Pubblicato da vaiattila su 22 Novembre 2008

mi cito.

so che non è una bella cosa, ma quanto ho scritto quel post sulla figura del “datore di lavoro nella pubblica amministrazione” non avrei pensato che la cosa avesse potuto avere un seguito. Cioè dopo aver letto quelle quattro slide chiamate pomposamente “piano indistriale” della pubblica amministrazione mi sarei asepttato di essere l’unico in tutto il regno ad averle lette ed in qualche modo commentate.

Ero meravigliato della banalità delle analisi. Ero meravigliato che un qualcosa definito come “piano industriale” fosse così povero di dati, contenuti , prospettive, analisi dei punti di forza e di quelli di debolezza… che in qualche modo si delineasse una strategia qualunque essa fosse…. Di interessante ci avevo trovato solo questa genialata della figura del datore di lavoro nella pubblica amministrazione. Geniale perchè partorita da una mente geniale. Non è la migliore delle idee di Brunetta, ma ha comunque il marchio di fabbrica dell’uomo superiore, che è un dato assiomatico.

Il datore di lavoro all’interno della pubblica amministrazione è uno che viene investito del potere di comportarsi come un vero padrone. Così dovrebbe essere. Lui decide. Come un vero datore di lavoro coglie al balzo le proprie convenienze che, fatalità, coincidono con quelle dell’amministrazione. Bene, così deve essere.

Già abbiamo una classe di alti dirigenti della pubblica amministrazione che sono un poco pavidi, promossi il più delle volte grazie a concorsi truccati (il prof. Brunetta lo sa bene) o per alti meriti di corrente politica, o per assoluta ignavia… (tutto questo ha le sue effettive eccezioni, non c’è dubbio, ma complessivamente la dirigenza della pubblica amministrazione non brlla per coraggio ed innovazione, nè per cultura e aggiornamento professionale)… ora avremo anche il “datore di lavoro”.

La pubblica amministrazione ha il difetto endemico di dover agire con imparzialità, con economicità, con criteri di efficienza ed efficacia secondo i dettami dell’ordinamento giuriduco… in altre parti del globo la pubblica amministrazione funziona. Da noi non funziona affatto.

Certo, c’è chi trova la risposta a tutti i problemi nel sistema di valutazione della dirigenza, c’è chi trova il difetto nell’assenza di responsabilità personale. Però tutto questo sembra far parte del mondo delle opinioni piuttosto che di quello delle analisi serie, fatte prendendo in considerazione come si forma una “pratica” dove si incastra nel procedimento, quali sono le contraddizioni le competenze e le incompetenze legate a quello pracedura… Lo facciano lor signori…. lo facciano che così si scoprirà punto per punto l’anomalia, l’arbitrio, l’incapacità di dare risposte certe e coerenti. E questo nascondendosi dietro a norme non chiare e contraddittorie, a regolamenti che cambiano ogni due anni, e che sono sempre pieni di errori e di refusi mentali (dietro cui agisono interessi lobbistici a cui la politica, per prima non vuole rinunciare) e tutto questo ammantato di una corruzione che fa paura…vogliamo entrare nel mondo dei “commissari speciali” nati per far fronte alle diverse emergenze? vogliamo buttare lo sguardo nel mondo dei doppi e tripli incarichi, delle commissioni, dei collegi arbitrali? Beh, poche ciancie, il ministro guardi il suo grande staff, riportato perfino nel sito del ministero e subito si coglieranno i doppi e tripli incarichi di gente che stà di qua e di là… e la loro gornata lavorativa è fatta di decine di ore al dì… senza pause.

Responsabilità? ma chi l’accerta la responsabilità? la corte dei conti? ma se andate a scrutare dentro la Corte dei conti ci troverete molti magistrati contabili che sono dentro la commissione arbitrale tal dei tali o che svolgono una attività consulenziale per la PA o che fanno “formazione” . Oppure la magistratura ordinaria? che notoriamente brilla per rapidità ed iniziativa e che molto raramente mette il naso dentro ale procedure della pubblica amministrazione, perchè, diciamolo, ha cose più grandi tra le mani e non può perdere più di tanto tempo a capire come e dove stanno le distorsioni con rilevanza penale? Ma tutte le storture della pubblica amminsitrazione hanno rilevanza penale? mah, dubito. Alcune sicuramente sì, ma altre chi le giudica?

Ad esempio: poniamo che il Mose o una altra grande opera decisa dalla politica un domani si riveli del tutto superata o inutile o nociva o costruita senza il rispetto di norme tali che la rendono inservibile, che cosa succederebbe? c’è qualcuno che ne risponde in questo mondo? Ecco il mondo della Pubblica amministrazione è tutto così, da noi, ad opera incerta. a spanne.

Più che un mondo di certezza del diritto è un mondo di poesia dove il poeta di turno si alza una mattina e dichiara che quattro puttanate scritte in una presentazione di power point da oggi si chiama in modo altisonante “PIANO INDUSTRIALE”. E’ un mondo dove il vate immette tornelli e cita improbabili statistiche da lui composte in distici elegiaci, e dove una pernacchia viene chiamata “ideuzza”.

Poi, e qua ritorno alla mia sorpresa iniziale, tutto questo all’improvviso assume un tono di tragedia. Sì, perchè andando a guardare ora il sito del ministero, sotto il file che contiene il grande piano industriale possiamo leggere una sfilza infinita di sigle sindacali, di associazioni, rappresentanze  di categorie che, dopo aver letto il versi illuminanti del genio, sentono impellente il bisogno di tributare il proprio plauso all’azione del ministro.

Questa è la tragedia, questo assoluto asservimento, questo tributo  cesaristico che rimanda alla feroce satira di Petrolini. Ma oggi tutto questo è diventata la nobile arte del marketing politico. un plauso in cambio di un qualche favore.

grazie!

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brunetta e la figura del datore di lavoro nella pubblica amministrazione

Pubblicato da vaiattila su 8 Novembre 2008

Il Sgnore dei Tornelli viaggia nelle Terre di Mezzo. Sono territori pericolosi dove la fantasia, a volte, gioca brutti scherzi, come quello che deve aver avuto il nostro. Nel già citato “piano industriale per la Pubblica Amministrazione”  (vedi precedente  post ) Brunetta si profonde in una ambiziosa creazione mentale. Riporto testualmente

“Occorre introdurre nel lavoro pubblico la figura del datore di lavoro a cui sia possibile imputare l’eventuale responsabilità di un “fallimento” dell’Amministrazione, analogamente a quanto avviene per il fallimento civilistico nel settore privato.”

di questa figura mitica del datore di lavoro non è dato sapere altro, ma si conosce il suo unico  scopo che è quelloall’interno della pubblica amministrazione di assumersi la responsabilità del fallimento.

Dire che è geniale è poco. Solo per questo, credo, che Renato Brunetta meriti il nobel. Un capro espiatorio istituzionale è sicuramente una buona riforma.

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Brunetta e la pubblica amministrazione

Pubblicato da vaiattila su 6 Novembre 2008

Renato Nobel Brunetta è un grande produttore di materiale scritto. Basta entrare nel sito del Ministero che Renato Nobel Brunetta gestisce, quasi sicuramente,  lui in persona, per trovarsi davanti ad un mare di documenti.

LEttura interessante alla quale è necessario accostarsi con le dovute cautele: sono le cautele che sempre il neofita deve usare quando si cimenta con le visioni artite del genio.

In un documento, fatto di una 40 di slide, si affronta il “piano industriale ” della pubblica amministrazione. Eccellente! se io, nella mia micro azienda affrontassi con lo stesso spirito il piano industriale, sarei già diventato un capitano di industria. Ma invece mi mancano gli attributi per una tale visione che è perfino inebriante.

C’è una frase, ad esempio, che cito per la sua centralità

“Manca ancora, e noi vogliamo costruirla, la figura del
datore di lavoro politico-amministrativo, che in base
alla legge impartisce le direttive ai dirigenti pubblici.”

E’ un piano ardito e concreto. come sempre.

io non capisco cosa siglifichi, ma capisco che questo è un limite mio

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il ministro Brunetta – novembre in tempo reale

Pubblicato da vaiattila su 29 Ottobre 2008

28 ottobre: il ministro Brunetta dichiara guerra alla CGIL “andrò avanti anche senza la loro firma al contratto” -Epifani oppone un strenua resistenza e dichiara lo stato di calamità naturale: Brunetta ribatte: “me ne frego!”: Interviene la protezione civile: dure le parole di Bertolaso: “Avevo lancito l’allarme già venerdì scorso!”

29 ottobre nuova impennata al rialzo delle borse. Brunetta dichiara che ci sono chiari segni di ripresa. Inaugura i tornelli alla procura di Roma. Interviene a Porta a Porta dichiarando che l’80% dei dipendenti pubblici gli ha tributato solidarietà contro le minacce di Epifani.

31 ottobre Il ministro Brunetta dichiara che, grazie ai provvedimenti presi dal governo “c’è una ripresina. Se sapremo approfittarne potremmo dichiararci a tutti gli effetti fuori dalla crisi” LA ministra Carfagna viene nominata protavoce del governo. Renato le fa i complimenti e gli auguri, anche se addombra un qualche sospetto: Silvio quel ruolo lo aveva promesso a me…

1 novembre. Solo in trecentomila approfittano del ponte dei morti. Tutti gli altri si recano nei cimiteri. Si registrano intasamenti e risse agli ingressi dei cimiteri di Bergamo, Napoli, e Caorle. Pesanti disservizi a Roma e Venezia. Il ministro Brunetta impone i tornelli anche nei cimiteri

3 novembre. A porta a porta Brunetta insulta Epifani dandogli del frocio. e attacca indirettamente il Ministro Alfano per i ritardi nell’installazione die tornelli nelle procure del sud d’Italia, Sulla sua polemica con la Carfagna dichiara che lui con Mara ha un ottimo rapporto e che anzi, e lo confessa con un certo pudore, è stato proprio lui a suggerire a Silvio di farla portavoce.

4 novembre la CGIL firma il contratto per la funzione pubblica. Brunetta dichiara che lui ed Epifani vengono dalla stessa matrice socialista e non aveva mai dubitato dell’accordo.

5 novembre: Interviene a Porta a Porta, a Matrix e alle Invasioni Barbariche in contemporanea. Dichiara nell’ordine: Sollecito e Amanda sono colpevoli, l’assenteismo nella funzione pubblica è completamente scomparso ed anzi lui è in possesso di dati che dimostrano che le presenze nella PA sono arrivate al 107%, ha notizie riservate che non vorrebbe assulutamente dire, e sono buone notizie, ma non le vuole dire. Sono buone notizie per lui ma anche per tutti gli italiani, Ma è prematuro dirle. Insomma, io le dico, ma tenetevele per voi: mi stanno riproponendo per il nobel.

6 novembre Il presidente Silvio Berlusconi pone all’ordine del giorno del Consiglio un decreto per l’abolizione da vocabolario italiano della parole: crisi, recessione, succhiare, debito pubblico, dipietro, conflitto di interesse, onda, opposizione. Fini si dice contrario. Letta media. Brunetta, stranamente tace.

8 novembre. Brunetta annuncia a Ballarò di essere candidato all’oscar. Promulga un decreto che impone i tornelli alle pompe di benzina, alle caserme territoriali del carabinieri, agli studi dentistici, al ministero per l’ambiente, allo studio di ingegneria associata Trecanie Duegatti, alla Regione Sicilia.

9 novembre Dura replica del Presidente Lombardo che ricorre alla corte costituzionale, alla corte di giustizia europea e alla corte del miracoli. Brunetta attacca Carfagna: troppa esposizione mediatica. Poi si corregge. La borsa in forte calo,. Tremonti dichiara che è chiaramente colpa dei provvedimenti di Padoa Schippa. Il Ministro Brunetta annuncia la riforma della pubblica amministrazione: tutti i dipendenti a lavoro col grembiulino!

10 novembre Attacchi a Brunetta anche da destra. Il ministro riceve la solidarietà da Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna. Pesante attacco da Epifani, mentre Angeletti dubita perfino di se stesso. A porta a Porta il Ministro Brunetta illustra i benefici economici derivanti dall’incremento della vendita di grenbiuli e dalla modificazione mentale che una tale riforma comporta.

12 novembre. La borsa continua a precipitare. In controtendenza la Tornelli spa +13,56% e la Grembiuli International Group spa +86%. Brunetta dichiara che senza il suo intervento saremmo ormai in fallimento. Ma continua a vedere evidenti segni di ripresa. Bertolaso schiera la Protezione Civile. Viene approvata la riforma della scuola, la riforma dell’edilizia, la riforma delle carceri, la riforma della televisione, la riforma del sistema elettorale.

13 novembre l’indice di produttività della pubblica amministrazione risulta cresciuta del 9,12%. La borsa riprende fiato. Viene riformato il mercato del lavoro e sono aboliti i precari. LE mamme di Piazza Navona chiedono dove sono finiti i loro figli… Silvio si rifà. Ha ragione mia figlia… deve predere qualche sostanza.

15 novembre si rifà anche Brunetta. Pruduzione della pubblica amministrazione a +15,43%. Vengono sfornate carte di identità anche per i morti dell’anno 1919 che avranno comunque diritto di voto. Brunetta annuncia a reti unificate di avere un ideuzza. Tremonti assume l’interim alle funzioni intestinali di Brunetta.

23 novembre. mentre si profila un leggero calo di consenso all’azione di governo, dovuto ad un difetto di comunicazione (il ministro Carfagna viene dichiarata vergine e assume il ministero del culto), Brunetta attacca la CGIL. Impone anche alle organizzazioni sindacali l’uso dei tornelli e dichiara aperta la caccia al dipendente pubblico senza grembiule.

24 novembre. La regione Sicilia viene dichiarata in bancarotta fraudolenta. Sollevazione nelle file della compaggine governativa: macchinazione delle toghe rosse. Brunetta riceve il tapiro d’oro e dichiara la giornata festa nazionale. I buoni del Tesoro vengono dichiarati carta straccia e non saranno onorati alla scadenza perchè frutto di manovre speculative. In compenso il governo, tramite il suo ministro, mette in vendita obbligazioni della tornelli spa e della grembiuli International Gruop.

Brunetta dichiara: Siamo fuori dalla crisi

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Le eccellenze del ministro Brunetta sono ora 400

Pubblicato da vaiattila su 24 Ottobre 2008

Nel caos di queste proteste si perdono  di vista i veri fatti significativi di una attenta e possente azione innovativa del nostro Governo.

Così a me era sfuggito il fatto che i casi di eccellenza della pubblica amministrazione che il nostro ministro Brunetta è riuscito a scovare sono oramai diventati 400. Mica uno, quattrocento!

Per correttezza citerò alcuni di questi come titolati dal sito del ministero:

“Business process reengineering “della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Varese

“UrpContact: il Customer Relationship Management “di San Giuliano Milanese

Il coinvolgimento degli stakeholder per orientare le scelte strategiche della scuola Istituto Principale Scuola Media “B. Croce” di Gonzaga ( gli stakeholder sono bambini di un paese extracominitario?)

Il Global Service Provincia di Genova

Liability management nella gestione finanziaria Provincia di Verona

PloneGov Camera di Commercio di Ferrara

Techno Seed Friuli Innovazione

se non è innovazione questa?!  fuck!

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D’Alema, ma che brutta cosa…

Pubblicato da vaiattila su 22 Ottobre 2008

Massimo d’Alema sarà pure intelligente e abile. Sarà perfino un navigato politico (doppio senso), ma quando definiasce Brunetta “energumeno tascabile” fa una cosa decisamente riprovevole perchè attacca Brunetta sull’unica cosa dove Brunetta è inattacabile. La sua altezza non l’ha certo voluta lui, se l’è ritrovata e provabilmente ha dovuto lottare parecchio per accettarla.

Secondo me ci sono tante e tali cazzate ascrivibili al Ministro, al professore, al politico Brunetta che ricorrere ai suoi difetti fisici per criticarlo è semplicemente una caduta di gusto e l’espressione di una vecchia filosofia un tantino brutta: espressione della eugenetica spartano-nqzistoide con inflessioni popolari di varia derivazione.

il ricorrere all’insulto mettendoci di mezzo i difetti fisici è cosa stupida e profondamente vigliacca. E io sono profondamente indignato per la frase di D’Alema anche perchè mi costringe a solidarizzare con Brunetta.

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