la Presidente della Provincia di Venezia invade il Comune di Venezia con le sue truppe per reprimere il commercio clandestino di borse Prada.
Il Sindaco esce da confini del comune ed invade parte della provincia per scoprire le discariche abusive. Il ministro della guerra manda un centinaio di militari a sostegno della presidente della provincia. Grazie alle forti proteste dell’opposizione il ministro della guerra, per par condicio, è costretto a mandare un centinaio di soldati anche al Sindaco (in realtà dei cento militari destinati a combattere per il sindaco almeno il 42,5% ha marcato visita).
Durante le manovre di sgombero dei clandestinivenditori di borse Prada il dirigente della polizia provinciale da in escandescenze e insulta un prete scambiandolo per un clandestino (in realtà il prete era meridionale…) Il clero veneziano protesta ed invia una bolla alla presidente della provincia. Pecorella chiede di smorzare i toni della polemica ma insinua che il prete avesse pure lui le sue colpe.
La Binetti tira un porco.
Il ministro della guerra ritiene sia opportuno dare un segnale forte e fa schierare alcuni corazzieri a cavallo in assetto tattico. Cacciari interviene all’Ateneo Veneto sulla crisi dell’occidente.
Il vice sindaco Vianello, ordina a Tigellino, capo della guardia pretoria, di colpire la guardia provinciale ovunque e comunque.
Interviene la guardia padana che con le proprie ronde proclama lo stato di decadenza civile.
il presidente della Regione, Giancarlo big Galan, schiera la guardia regionalale lungo i confini della provincia di Venezia per cercare di contenere la crisi..
Tigellino uccide con le proprie mani due guardie ecologiche provinciali ed espone le loro teste mozze su balcone di Ca’ Loredan.
Cacciari viene inseguito dalla guardia padana, ma trova rifugio a casa di Brunetta.
LA guardia veneta chiede al ministro della guerra di inviare a venezia solo militari che conoscano il veneto.
Cacciari chiede di essere fatto prigioniero dalla guardia padana piuttosto che continuare a stare a casa con Brunetta.
Silvio arriva a Venezia per pacificare le fazioni in lotta.
Si costituisce il club femminile “mutande al vento”
Silvio trova casa a Venezia.
Il city -manager del comune si autoproclama direttore della provincia ed emette un editto secondo il quale il dialetto calabrese è la lingua ufficiale della provincia di Venezia.
I clandestini ivocano misure d’urgenza a tutela della Costituizione.
Napolitano dichiara che sì, forse la costituizione non è rispettata del tutto, ma le istituizione, sotto sotto, tengono.
Cacciari viene rinchiuso ai piombi dal vice sindaco Vianello, che prende in mano la situazione. Pubblica un sito di fotografie e dichiara che la Giunta sta lavorando, ma proprio bene.
De Michelis chiede il rilancio della chimica di Porto Marghera.
Durande una festa a palazzo Balbi, Galan, De Michelis, Silvio e la Russa sono colpiti da overdose e schiattano… e dopo dicono che le droghe fanno male!
dopo tre giorni silvio risorge e proclama l’avvento del regno dei cieli! tuttu i clandestini sono proclamati cittadini italiani e gli viene concessa una licenza commerciale. I cittadini testè eletti si dichiarano evasori totali e vengono detassati.
vengono raccolti morti e feriti… una secchiata d’acqua sui masegni e tutto torna come prima.